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DREAM THEATER - Images, Words & Beyond. Auditorium Agnelli, Torino, 7/5/2017
12/05/2017 (1549 letture)
Per chi scrive, un concerto dei Dream Theater è sempre un’esperienza intensa, da vivere con trasporto, cercando di concentrarsi quanto più possibile sui fini funambolismi strumentali e sui passaggi complessi che hanno reso il combo statunitense celebre. Quindi, credo che la scelta di un luoghi chiusi come teatri o sale da concerto sia più che adatto per la proposta della band, che da sempre richiede la concentrazione di un’atmosfera più intima e raccolta, invece che la foga sfrenata di uno stadio o un festival ad esempio.

Giungo presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto verso le 20:20. Ho giusto il tempo di entrare in galleria, prendere posto, salutare un paio di amici accorsi all’evento e di guardarmi intorno. Nonostante i pochi posti disponibili dell’Auditorium, la sala concerti deve ancora gremirsi, tanto è vero che inizialmente ho temuto che la serata si rivelasse un flop, almeno in termini di vendite. La smentita arriva pochi minuti dopo, non appena calano le luci e i Dream Theater salgono sul palco, puntualissimi. Anzi no, forse persino in anticipo di qualche minuto rispetto alla tabella di marcia. Il quintetto di Long Island si presenta in una veste minimale: ci sono solo loro sul palco, accompagnati dal consueto muro di Mesa-Boogie di Petrucci e da un set di luci. Per il resto, la band è concentratissima sulla musica, protagonista indiscussa della serata. I ragazzi partono subito con l’acceleratore a tavoletta, con The Dark Eternal Night, una cavalcata prog metal pesantissima al limite del techno thrash e pregna di virtuosismi. Questa è la prima di una serie di brani incentrati, ad eccezione di Hell’s Kitchen sul repertorio degli ultimi dieci/quindici anni. Questo infatti permette a James LaBrie di scaldare bene la voce, dovendo cantare per lo più su toni medi, in modo di arrivare al top della forma per il ben più impegnativo secondo set. Si susseguono pezzi che lasciano il pubblico un po’ freddo, quasi distaccato. Si capisce fin dalle prime battute che tutti sono accorsi in massa per sentire i classici di un tempo e nonostante pezzi come The Bigger Picture (da Dream Theater), The Gift of Music e Our New World (dal buono ma non eccelso The Astonishing) sinceramente non riescono a reggere il paragone col passato. Un accenno di risveglio, con maggiore grinta lo sia ha verso la fine del primo set con l’esecuzione di As I Am, sulla quale la band poi innesta anche qualche verso ed il riff portante di Enter Sandman. Tuttavia è soprattutto con Breaking All Illusion che la band riesce finalmente ad ingranare la marcia giusta. Anche perché, tra tutto il materiale recente, questa canzone è l’unica che più si avvicina ai fasti del passato, rivelando ancora parecchie sorprese man mano che l’esecuzione del pezzo procede.

La prima parte del concerto scorre così, in modo piacevole e senza troppi fronzoli. Potremmo vedere questa prima frazione proprio come un riscaldamento, giusto per rompere il ghiaccio.
Difatti, dopo l’intervallo e dopo un intro, in cui si odono spezzoni di diverse emittenti radio statunitensi annunciare i più importanti successi musicali del 1992 (spiccano su tutti Nirvana, Pearl Jam, i sempre cari vecchi Metallica e i Guns N’ Roses) ecco che i Dream Theater irrompono nuovamente sul palco sulle note di Pull Me Under, accolte con un boato da parte del pubblico, finalmente partecipe. Incredibile constatare come questo pezzo abbia avuto così grande successo all’epoca, soprattutto se confrontato con le sonorità grunge, che nei primi anni novanta godevano sicuramente di maggior diffusione tra il pubblico mainstream. La canzone comunque rimane ancora oggi fresca ed ispirata, con una struttura semplice, ma di grande impatto e tiro,sempre in equilibrio tra la componente heavy e quella melodica e tecnica del progressive. Tuttavia, sePull Me Under dal vivo è una bella mazzata prog metal, con un ritornello che fa cantare tutti i presenti a squarciagola e un insieme di riff ficcanti, la successiva Another Day è sempre malinconica ed accentua la parte emotiva del gruppo, con un Petrucci che fa letteralmente piangere la sua fidata sei corde. Bastano anche questi soli due brani per capire quanto LaBrie sia ancora in forma e capace di cantare i vecchi pezzi. Certamente il fatto di suonare l’intero disco con un’accordatura di mezzo tono sotto rispetto al normale ha giovato, rendendo i pezzi ancora più tirati e potenti, ma dall’altro ha permesso al cantante canadese di arrivare a fine show su ottimi livelli.
La scaletta comunque procede tra giochi di luce e su toni esaltanti: Take the Time (personalmente il mio brano preferito dei cinque di Long Island) è un anthem da concerto in salsa prog, meravigliosa nel suo impeto irresistibile, sia nei virtuosismi in controtempo alla King Crimson, che nelle linee vocali vincenti acutissime e cristalline. Una vera gemma, graziata poi non solo da un’esecuzione perfetta, ma anche da un assolo orgasmico di Petrucci nella lunga coda strumentale. Di qui in poi l’atmosfera si fa più intensa, ma anche rilassata, viste le successive pause strategiche concesse a James LaBrie (tra una Metropolis subito prima del dittico Wait for Sleep e Learning to Live) per raccontare vecchi aneddoti legati al tour di I&W, scherzare con il pubblico e anche con gli altri membri storici rimasti nel gruppo (i due John nello specifico) e soprattutto ringraziare il pubblico per il supporto durante tutti questi anni. Lo show però deve continuare, e quindi assistiamo estasiati all’irresistibile crescendo di Sorrounded, per poi giungere alla tanto attesa Metropolis Part 1: The Miracle and the Sleeper. Il brano, già abbastanza lungo, viene stravolto all’incirca verso a metà da un lungo assolo di batteria, da parte di Mike Mangini, che fuga ogni dubbio di chi avesse, ad anni di distanza dal suo ingresso nei Dream Theater, remore sulla sua scelta. Certo, il suo approccio è più diretto ed incline a passaggi più pestati e incentrati su pattern più adatti al thrash (dopotutto ha suonato negli Annihilator e si sente), però il suo tocco dona al tutto un quid più spigliato e sanguigno, decisamente piacevole e ben contestualizzato all’interno del sound dei Dream Theater. La scaletta procede liscia e in un batter d’occhio giungiamo praticamente alla finale Learning to Live, stupenda suite di quindici minuti, graziata da linee vocali spettacolari ed una serie d’assoli di gran gusto, sui quali spicca quello in pulito dagli echi spagnoli di Petrucci, una vera meraviglia per le orecchie.
Le luci si accendono e i Dream Theater si congedano dal pubblico. Ma è solo una pausa momentanea, poiché un paio di minuti dopo ricalcano le assi di legno per l’ultimo bis della serata. I cinque musicisti s’imbarcano nell’esecuzione integrale di A Change of Season, monumentale suite di quasi venticinque minuti. Il brano, come molti di voi sapranno, in teoria sarebbe dovuto finire su Images & Words, ma così non avvenne, poiché ancora incompleta. Quindi tutto sommato possiamo dire che questa è stata la scelta più consona per chiudere il concerto, visto che concettualmente, il pezzo è praticamente un gemello compositivo del suddetto disco. Questa suite è praticamente la summa, il vero e proprio riassunto del sound dei Dream Theater, un po’ per i suoni metallici, un po’ per i saliscendi strumentali esaltanti, un po’ per i fini arrangiamenti e le microvariazioni tipiche del prog e soprattutto, bisogna sottolinearlo, per la performance di James LaBrie, che ha dimostrato ancora una volta di essere un ottimo frontman. Basta anche solo ascoltare il passaggio centrale del pezzo, dove viene detto:

I'm sick of all you hypocrites
Holding me at bay
And I don't need your sympathy
To get me through the day
Seasons change and so can I
Hold on Boy, No time to cry
Untie these strings, I'm climbing down
I won't let them push me away


Qui il frontman canadese canta con un pathos ed una potenza espressiva da brividi. Con elementi simili è ovvio quindi che nonostante la monumentale durata, si ha come l’impressione che tutto scorra in fretta, in modo compatto, come se la band avesse condensato il tutto in cinque minuti scarsi.

A freddo, il giorno dopo, mi sono concesso ancora un po’ di tempo per una riflessione. Il concerto in sé è stato, come ci si poteva attendere praticamente perfetto. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, i suoni in alcuni tratti erano un po’ impastati e quindi qualche dettaglio andava perso, ma queste sono cose che dal vivo sono da tenere in conto. In realtà quello che mi preme di dire è che questo tour, ribadisce quanto negli anni i Dream Theater siano migliorati nel loro approccio live, soprattutto dopo il tanto famigerato abbandono di Portnoy. Ho visto un gruppo molto più coeso, meno freddo e decisamente più rilassato con il pubblico, capace d’intrattenere, mettendo ovviamente sempre in primo piano la musica. Per la prima volta ho visto una band più umana alla ricerca di un contatto (e lo testimoniano i numerosi ricordi ed aneddoti raccontati da LaBrie, oltre agli scherzi rivolti al buon John Myung, tra l’altro impeccabile come sempre) e meno glaciali e chirurgici come macchinette. Questa almeno da parte di chi scrive è (e per una volta lo dico in primis come fan sfegatato) la direzione da intraprendere.
Per il resto, non mi rimane da dire che aspetto nuovamente il loro ritorno in patria e consiglio caldamente di vederli almeno una volta, non ve ne pentirete.

SETLIST DREAM THEATER
1. The Dark Eternal Night
2. The Bigger Picture
3. Hell’s Kitchen
4. The Gift of Music
5. Our New World
6. Portrait of Tracy (Jaco Pastorius Cover)
7. As I Am
8. Braking All Illusions
9. Pull Me Under
10. Another Day
12. Take the Time
13. Sorrounded
14. Metropolis Pt1: The Miracle and the Sleeper
15. Under a Glass Moon
16. Wait for Sleep
17. Learning to Live
---- ENCORE ----
18. A Change of Season



cristian
Giovedì 25 Maggio 2017, 13.55.09
47
avevo i biglietti per il giorno prima a lignano sabbiadoro , come forse sapete cancellato per pioggia, anche se a mio avviso hanno annullato perche c'era poca gente (500 persone cca fuori e dentro l'arena ) . ho scritto una mail agli organizzatori chiedendo perche non c'erano le protezioni laterali sul palco e mi hanno risposto che per motivi tecnici specifici per l'arena alpe adria : "per motivi di natura tecnica, all'arena Alpe Adria non è possibile modificare la configurazione già presente, pertanto non c'era altra soluzione che annullare e rimborsare. Se fosse possibile inserire coperture lo faremmo sempre, purtroppo molte location non lo permettono in sicurezza. Ci sono dei periti e dei tecnici professionisti che vagliano queste ipotesi, in base a tutte le evenienze del caso. secondo voi sarà vero o sono balle? magari erano assicurati in caso di maltempo cosi si sono intascati i soldini e noi poveri bastardi che abbiamo aspettato sotto la pioggia per un ora siamo rimasti a bocca asciutta . per carità , mi hanno rimborsato ma chi se ne frega , quella set list non la becco mai piu forse , che delusione ragazzi non potete immaginare , come l'utente mikmar anch'io sono loro fan dal'89 . ancora oggi dopo quasi 3 settimane non mi è passata la rabbia
Johnny Cash
Martedì 16 Maggio 2017, 9.04.10
46
Signori miei che criticate Labrie...non discuto del timbro che può soggettivamente non piacere(secondo me ha una voce molto bella quando canta sui toni medio bassi, meno sui toni più acuti)ma come già detto da altri utenti se tenete conto dell'età, dei pezzi ultra difficili che deve cantare e dei tour continui che fanno, non solo se la cava egregiamente, direi proprio che è un grande. Trovarne uno così non è per niente facile, lui si è dimostrato sempre persona tranquilla e disponibile e ha sempre cercato di curare la propria voce.
papi
Lunedì 15 Maggio 2017, 22.39.09
45
Quoto Crimson, anche solo per aver citato i misconosciuti, ma geniali Thought Industry
Steelminded
Lunedì 15 Maggio 2017, 20.39.19
44
Sto kaxxi iron Maiden.... allora Devo purple e black sabbath...
?
Lunedì 15 Maggio 2017, 19.27.10
43
Troppi discorsi, la realtà nessuno la ha detta.Senza gli Iron Maiden, i mitici Iron Maiden,gruppi stupendi come i Queensryche ei Dream Theather neanche sarebbero nati.
Crimson
Lunedì 15 Maggio 2017, 17.52.29
42
Attenzione però a non confondere progressive metal=un determinato e specifico sound e/o ancor peggio della sterile riproposizione in chiave "più dura" del prog rock classico, i quali sono due "errori" di considerazione e prospettiva critica in cui incapparono un bel po' di critici nei '90 (la qual cosa non solo fece nascere il "mito" di Images and words come inventore del prog metal, ma -il che è peggio- ha rischiato di trasformare il prog metal da genere vivo e di sperimentazione, in una roba morta e stantia di riproposizione pedissequa e di gruppi che non fanno altro che "scopiazzare i DT"). L'importanza e la grandezza dei DT sul piano stilistico - lasciamo stare il prog metal come genere dove indubbiamente hanno avuto un peso enorme - è quella di aver trovato "la quadra" tra le due anime del primigenio prog metal: Queensryche e Fates Warning. E soprattutto, cosa ancora più importante, aver reso "accessibile" come i 'ryche lo stile dei maesti/amici FW (che pure se avranno la loro fase melodico-"diretta" con Parallels/Inside Out, manterranno sempre un approccio troppo particolare e cerebrale). Insomma all'epoca o facevi un heavy raffinato e progressivo ma poco articolato oppure facevi un prog metal (o un metal avanguardistico vedi Voivod o band ancora più sperimentali come i misconosciuti Thought Industry che esordiranno nel '92) complesso ed articolato ma poco accessibile. Ecco, i DT riusciranno nell'impresa di mantenere un prog metal complesso (ma semplificando però le circonvoluzioni della ritmica e puntando sul funambolismo dei singoli musicisiti) nella struttura e allo stesso tempo fluido e diretto e dal gusto -passatemi il termine - "pop" questo grazie anche alla voce di J. LaBrie (l'esordio grandissimo disco, ma appunto era ancora immerso nel tono epico degli '80). E non solo, coniugare la pesantezza power (seppur sfumata ed addolcita) con un heavy molto melodico. Anche i Fates per dire erano passati ad un heavy melodico o i Sieges Even, ma lasciando da parte completamente la pesantezza, perdendo insomma quella "globablità" di purissimo metal che avevano (specie i FW). I DT hanno davvero inglobato e fatto una sintesi di tutte le ricerche del metal in campo progressive, ma riproposte in una chiave accattivante e più accessibile (anche più citazionista indubbiamente). La grande novità nel sound è sicuramente l'accentuazione diciamo "sinfonica", con le tastiera sempre presente e a sostituire la seconda chitarra e in più hanno aumentato i richiami ai gruppi del passato. In generale però non mi pare in chiave di puro citazionismo. Almeno, non con i grandi dischi.
naoto
Lunedì 15 Maggio 2017, 16.36.38
41
@Third Eye: quello che dici ha sicurmanete un fondamento. E' anche verò, però, che Images and Words propose qualcosa che prima era stato solamente abbozzato (sia dai Fates Warning, che viravano maggiormente sul power, che dai Queensryche, che curavano maggiormente la componente melodico-teatrale) e che avrebbe influenzato miiriadi di gruppi a venire. Sono d'accordo con te se intendi che non hanno inventato nulla (sono pochi i gruppi che possono essere considerati veri innovatori); ma il sound che veniva fuori da quel disco, insieme ai curatissimi arrangiamenti, era qualcosa che non si era sentito prima. Certo, se non fossero esistiti i Rush...
Third Eye
Lunedì 15 Maggio 2017, 16.20.26
40
@ JC: mah, saranno anche “enciclopedici” ma io trovo che la loro musica più che essere costellata di citazioni viri in alcuni casi verso lo scimmiottamento dello stile altrui. Il fatto che siano “virtuosi”, poi, non è di per sé un merito e comunque in giro ci sono innumerevoli musicisti preparati tanto quanto lo sono loro e a volte, anche di più. Infine, il fatto che siano “accessibili al grande pubblico” non credo sia qualcosa per cui si debba meravigliare più di tanto visto che nelle loro composizioni la componente melodica ha sempre occupato un posto di rilievo.
JC
Lunedì 15 Maggio 2017, 13.39.16
39
Third Eye se hai letto qualche cosa di Eco e qualche intervista ai DT sai che il processo compositivo é analogo: raccolta di materiale (la biblioteca/discoteca come cassetta degli attrezzi) e quindi assemblaggio attraverso la costruzione dell'intreccio. Ed infatti sono enciclopedici (nella loro musica potrai trovare citazioni da Peter Gabriel ai Pantera), virtuosisti E comunque accessibili dal grande pubblico come era il buon Professore. Poi per i DT vale benissimo il famoso "apocalittici e integrati"; musicalmente devastanti e complessi con il loro metal progressivo, eppure perfettamente a loro agio nei tour teatrali e nelle charts. E poi...un po' di ironia non guasta mai Steelminded, grande Guccini
Third Eye
Lunedì 15 Maggio 2017, 12.54.52
38
Ahahah, addirittura bisogna scomodare Eco ...
Steelminded
Lunedì 15 Maggio 2017, 11.14.00
37
JC hai detto tutto e bene. Terzo, si anch'io li consiglio vivamente. Volumi alla boia d'un giuda, come direbbe Francesco Guccini.
terzo menati
Lunedì 15 Maggio 2017, 8.10.52
36
Consiglio vivamente i tappi
JC
Lunedì 15 Maggio 2017, 7.59.47
35
A Torino c'ero, ed era la quinta volta che vedevo i DT. Suoni: perfetti MA altissimi. Mi sono fischiate le orecchie due giorni, non ha alcun senso tenere certi volumi da stadio in un teatro. Scaletta: ottima. Bella la prima parte, con il meglio degli ultimi album, poi i super classici. Scenografia: essenziale. Belli i giochi di luce ma i DT hanno fatto di meglio nei tour precedenti. Musica: semplicemente perfetti, né piú ne meno. Esaltanti. Voce: James si difende; su i pezzi di Images deve cambiare qualche linea vocale e non sempre é impeccabile. Globalmente una buona prestazione, va tenuto conto della difficoltà dei pezzi e del numero impressionante di date che fanno (3 ore a serata). In definitiva un bellissimo concerto in una location suggestiva. Meritava ampiamente il prezzo del biglietto; criticare i DT é sempre andato di moda ma obiettivamente sono gli Umberto Eco del prog metal. Enciclopedici, perfetti, di successo.
Ciro
Domenica 14 Maggio 2017, 16.11.24
34
Secondo me invece ognuno si gode la musica che piu' gli aggrada, e i soldi sempre centellinati, almeno per me, li spende dove meglio crede, per quanto mi riguarda non negli attuali D.T.
Joker
Domenica 14 Maggio 2017, 15.50.49
33
@Steelminded: commento #18. Bravissimo hai centrato in pieno! Oltretutto sono proprio le due volte che li ho visti dal vivo. Per l'Along For The Ride Tour LaBrie è stato semplicemente stupendo (mi vengono ancora i brividi sulla schiena ripensando alla cinquina di "Awake" e "Overture 1928/Strange Deja Vu" ). Riguardo alla mia esperienza di questo Images, Words & Beyond Tour, le pecche che ho sottolineato in realtà sono vere piccolezze, che non pregiudicano la loro prestazione generale, ed in ogni caso LaBrie si è fatto valere, mostrando più scioltezza nei brani iniziali ma maggiore pathos nel secondo set. Secondo me senza stare a fare tante discussioni dovremmo, come dice Papi, goderci la musica e: se li amiamo decidere anche di spendere bei soldoni (si, stanno diventando un bel pò carucci!!!) per vederseli dal vivo quando se ne ha l'occasione; se li odiamo o se li abbiamo amati ma la storia d'amore è sepolta da tempo, evitare direttamente di ascoltarli/commentare ogni loro singola esternazione di ego. Mi pare la cosa più giusta, Peace&Love Everybody
Ciro
Domenica 14 Maggio 2017, 14.12.42
32
Concordo sul 1992 , Images and Words album semplicemente magnifico e non scordiamoci pero' di altri 2 nomi eccelsi per qualita, Crimson Glory e Queensryche proprio a ridosso di quel periodo, e scusate se e' poco.
papi
Domenica 14 Maggio 2017, 13.27.26
31
Furono sì una bella ventata di freschezza, ma proprio perché avevano un suono completamente diverso rispetto ai gruppi di punta dell'epoca. Per questo c'è da stupirsi, proprio perché un suono cerebrale ed elaborato ha trovato un riscontro notevole, in periodo che dove la musica più mainstream era decisamente più semplice e diretta ( non per questo di minor qualità, sia chiaro).
Rob Fleming
Domenica 14 Maggio 2017, 11.59.04
30
@Crimson: esatto sulle tue ultime righe . Posto che ritengo gli Shadow Gallery e i Savatage gli indiscussi dominatori degli anni '90 in termini qualitativi quando penso a qualcosa di nuovo mi vengono in mente i soli Pantera in quegli anni. Poi arriverà il Black. Ma focalizzando l'attenzione al 1992 i DT furono una bella dose di novità e freschezza (e pensare che non sono nemmeno un fan assoluto dei DT).
Crimson
Domenica 14 Maggio 2017, 11.46.35
29
@Rob Bè nel 1992 sono usciti anche Into the Everflow degli Psychotic Waltz e l'esordio degli Shadow Gallery, per dire, ma quelli non se li è filati nessuno e sono rimasti, come ci si aspettava appunto, dischi per quei pochi che seguivano questo tipo di metal (e se quello degli SG è buono ottimo, il primo è un grandissimo disco, una delle perle del prog metal). Chi voleva il metal in epoca grunge ha avuto eccome le band verso cui "rifugiarsi" tanto per fare i primi nomi che mi vengono in mente Megadeth e Pantera. E il successo dei primi era praticamente telefonato ed aspettatissimo, i secondi un po' meno. Continuo a non capire il punto, il riferimento al grunge lo vedo come un modo per sottolineare che si era in epoca dove in ambito mainstream tirava un tipo di rock che era molto in antitesi con quello che facevano i DT, quindi un modo per rimarcare il fattore inaspettato del successo.
Steelminded
Domenica 14 Maggio 2017, 11.34.50
28
Però la tua tesi è interessante e fa pensare, perché la proposta dei DT all'epoca era rivoluzionaria (ok, c'erano stati i Rush i Fates Warning ma comunque...) e rompeva le righe in un movimento metal molto stantio all'epoca... Si trattava comunque di una proposta non di facile presa, molto complicata e cerebrale... Per cui secondo me, sì, il successo di I&W è assolutamente sorprendente...
Steelminded
Domenica 14 Maggio 2017, 11.32.32
27
Rob, insomma nel 92 si parla anche di Metallica - Black Album; Megadeth - Countdown; e tanto buon death e black metal...
Rob Fleming
Domenica 14 Maggio 2017, 11.08.52
26
@Crimson: ma abbiamo scritto cose antitetiche? A me non sembra. È vero che i D.T. ebbero un successo clamoroso perché praticamente tutti all'epoca ascoltavamo altro. Ma non ritengo di aver scritto una eresia se ho detto che in fin dei conti se nel 1992 volevi ascoltare qualcosa di diverso nuovo ti rivolgevi a Images. Per lo meno queste erano le mie sensazioni
papi
Domenica 14 Maggio 2017, 11.03.21
25
@Rob Fleming, per il tuo primo quesito, la risposta è semplice: intendevo dire che almeno fino all'inizio del concerto, la sala era per metà vuota. Poi, da più o meno alla metà di The Dark Eternal Night tutti i posti si sono gremiti. Per la seconda risposta, direi che tutto sommato Crimson ha dato un ritratto della situazione dell'epoca piuttosto esaustivo
Crimson
Domenica 14 Maggio 2017, 10.51.41
24
@Rob Fleming no il successo è stato incredibile. Provo a spiegarti perché, grunge o meno. Per circa un decennio - metà anni'80 , metà anni'90 - il progressive metal (inteso in senso lato) è stato un modo di intendere e fare metal per pochi gruppi che si avventuravano in sperimentazioni varie. Il pubblico era veramente una piccola nicchia di coloro che ricercavano un metal colto, complesso, difficile ecc. Diciamo, con l'esplosione del genere cioè con l'avvio di etichette specializzate, numero enorme di band, pubblico che diventa più "etichettabile" le cose si sono sicuramente ampliate ma non di moltissimo. Praticamente, tranne rari casi, i gruppi prog metal restano comunque "per pochi" rispetto agli altri generi. Ma sto divagando. Allora, fino al '92, appunto, di tutte le band che facevano prog gli unici ed i soli ad avere avuto un successo veramente grosso furono i Queensryche. Anche perché erano sostanzialmente heavy metal raffinato con parti prog, molto più accessibili. Il grande successo venne soprattutto nel 90 con Empire, che fece da apripista anche agli altri album della band. Il resto? Si barcamenava nell'assoluto e totale underground. I Fates Warning, che è l'altro gruppo cardine del prog "classico" (cioè heavy, power), erano la band più di "successo" dopo i 'ryche ma era sempre un successo relativo, molto molto piccolo. Le vendite erano buone/ottime solo in relazione al fenomeno, al pubblico e al tipo di musica, molto più inaccessibile rispetto ai 'ryche. Stessa cosa potrebbe dirsi per i Voivod, per la scena più "dura". Il resto dei gruppi restava nell'ultra nicchia. I Dream Theater erano in questa ultra nicchia, ne facevano parte appieno. Indubbiamente, ponendosi di mezzo tra la ricercatezza melodica di 'ryche e la complessità cerebrale dei Fates Warning, avevano potenzialità di poter arrivare ad un certo dicreto successo anche più dei Fates. Ma nessuno, però, poteva aspettarsi il tipo di successo di Images and Words. Certo, c'erano stati i Queensryche che avevano venduto milioni (e i DT non arriveranno a tanto), ma nessuno si aspettava che con la musica dei DT si potesse vendere quasi come loro. Indubbiamente ha aiutato molto il fatto di essere passati sotto major, ma resta comunque incredibile se pensi che dal nulla sono balzati alla posizione 61 di Billboard 200 fino a conquistare, circa tre anni dopo, il disco d'oro. Ora, tu togli i 'Ryche e pensa che Images and words è l'unico disco della storia del prog metal ad aver venduto così tanto e ad avere una certificazione dall'industria fonografica. Le spiegazioni di questo successo certo ci sono, resta comunque una cosa inaspettata all'epoca.
Steelminded
Domenica 14 Maggio 2017, 10.15.29
23
Dove li ho visti io (all'estero) hanno preso un palazzetto di circa 8000 posti, che alla fine ahimé mi è sembrato più mezzo vuoto che mezzo pieno... Che ne pensate della strategia di fare tour in solitario, cioè senza band di supporto, e con prezzi altini (65 euro nel mio caso). Poi non mi sembra che frequentino molto il circuito dei festival estivi... Che ne pensate? Io sono un po' perplesso.
Rob Fleming
Domenica 14 Maggio 2017, 9.59.18
22
Bel resoconto che fa capire a chi non c'era (cioè me) cosa è stato questo concerto, ma concedimi una domanda. Scrivi: "Nonostante i pochi posti disponibili dell’Auditorium, la sala concerti deve ancora gremirsi, tanto è vero che inizialmente ho temuto che la serata si rivelasse un flop, almeno in termini di vendite. La smentita arriva pochi minuti dopo, non appena calano le luci". Cosa vuoi dire? Un'altra considerazione su questa frase: "Incredibile constatare come questo pezzo (Pull me under) abbia avuto così grande successo all’epoca, soprattutto se confrontato con le sonorità grunge, che nei primi anni novanta godevano sicuramente di maggior diffusione tra il pubblico mainstream". In realtà se, in termini di vendita, i venti di Seattle erano imbattibili, di pezzi come Pull me Under non se ne erano sentiti molti (tolti Queensryche, Crimson Glory e forse Fates Warning e chi altri?). Sicuramente chi voleva il metal era proprio dai DT che si doveva abbeverare. E quindi non è affatto incredibile il successo perché era un suono relativamente nuovo che veniva fuori in un momento in cui le attenzioni del pubblico erano altrove. Come si dice in questi in casi? I.M.H.O.
D.
Domenica 14 Maggio 2017, 1.57.44
21
Come fa a essere tecnicamente inarrivabile se, ad esempio, storpia la pronuncia delle parole quando sale?
papi
Domenica 14 Maggio 2017, 1.35.10
20
Concordo con te, Michele, almeno fino Octavarium (che per me rimane uno dei loro lavori più sottovalutati di sempre) LaBrie è sempre stato su livelli impeccabili, poi un po' alla volta qualcosa lo ha perso. Tuttavia rimane ancora tecnicamente inarrivabile. E questo concerto ne è sta la dimostrazione
Michele "Axoras"
Domenica 14 Maggio 2017, 0.55.42
19
Personalmente penso che LaBrie abbia perso il quid che aveva un tempo. E per un tempo non intendo solo la voce che aveva su I&W a 29 anni. Parlo anche del timbro che aveva ad esempio su octavarium, a mio avviso ancora a livelli stellari. Tuttavia da aver perso il quid, a dire che sia sgradevole in mezzo ci passa un oceano a dir poco. Al di là della tecnica, riesce ancora ad emozionarmi tanto e in certi frangenti lo trovo davvero toccante. Gli altri poi dei DT sono ampiamente fuori da ogni discussione.
Steelminded
Domenica 14 Maggio 2017, 0.11.54
18
Papi chi come noi che ha potuto ascoltare labrie nell'along for a ride tour e images and world tour sa di cosa si sta parlando. Altri chiacchierano. Cantante davvero in forma e, lasciatemelo dire perché Mi faccio 2-3 concerti al mese e di band ne vedo, pochi possono stargli al livello...
Ciro
Domenica 14 Maggio 2017, 0.04.28
17
Cantare Male e' oggettivo, essere diplomatici e' ammirevole, ma non e' oggettivo.
papi
Sabato 13 Maggio 2017, 23.37.15
16
Nore diplomatici, è essere oggettivi, che è diverso. E comunque LaBrie da un paio di tour ( quello di supporto a Dream Theater per capirci) a questa parte sembra davvero in forma. E anche sul nuovo album degli Ayreon ha dato una buona prova. Forse dovremmo davvero piantarla di sparare a zero su sta band, tanto perché va di moda e magari cercare anche i lati positivi. Ripeto forse, eh...
duke
Sabato 13 Maggio 2017, 22.15.42
15
grandiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !
D.
Sabato 13 Maggio 2017, 20.57.09
14
Ma Labrie ha cantato davvero bene solo per un paio di tour dai, il problema non è neanche le note che prende o non prende, ha proprio un timbro sgradevole quando sale certe volte.
Ciro
Sabato 13 Maggio 2017, 20.43.41
13
Invidio la vostra diplomazia, veramente.
Steelminded
Sabato 13 Maggio 2017, 19.14.58
12
Ancora una volta d'accordissimo con papi. Labrie non ha la voce di nemtanni fa okay... ma ha ancora un ottima voce dal vivo. Poi non so, secondo me l'unica cioffa i DT l'han fatto con the astonishing. Dream tester e Dramatic mi entusiasmano, i particolare DT che ritengo tra i loro migliori album. Ciò non toglie che potrebbero far passare un Po di tempo tra gli album. Evviva.
LORIN
Sabato 13 Maggio 2017, 16.14.00
11
anche qui mi trovo d'accordo con papi. Negli ultimi dischi un po annoiano ma dal vivo assolutamente no, io non li avevo mai sentiti on stage ma sono rimasto veramente entusiasta del loro live.
mikmar
Sabato 13 Maggio 2017, 16.09.31
10
Io sono sicuramente tra i loro fan più antichi e affezionati in assoluto in Italia (comprai il loro primo disco appena uscì), ma posso dire lo stesso con obiettività che sono tutt'altro che bolliti. Certo, James LaBrie ha 50 anni e passa, ed è normale che non possa più cantare come un tempo, sarebbe disumano, ma gli altri sono tutt'altro che bolliti. Io ho visto la data di Roma e sono stati addirittura mostruosi, a parte LaBrie ovviamente. Per quanto riguarda la vena compositiva convengo che gli ultimi 2 dischi sono un pò fiacchi rispetto ai fasti del passato, ma sempre di buona qualità, qualità che è appannaggio di pochissimi gruppi al mondo nel genere.
papi
Sabato 13 Maggio 2017, 15.38.34
9
Guarda che neanche a me entusiasmano gli ultimi lavori (intendo il periodo post Portnoy) e te lo dice uno che i dischi dei DT li ha letteralmente consumati. E in secondo luogo non sono il detentore della verità universale, cerco solamente di essere obbiettivo, punto. Per questo secondo me non sono bolliti, almeno non dal vivo. In studio, secondo me se si prendessero un paio di anni in più, invece dei canonici 2, potrebbero sfornare ancora qualcosa di notevole, ma sta a Petrucci e co. di decidere sul da farsi. Per il momento io mi godo la musica e basta, senza fare l'orecchio fine come il tuo, caro Ciro.
Ciro
Sabato 13 Maggio 2017, 15.22.14
8
Il termine bollito non e' mio propriamente, ma di un mio amico, che e' collega di Papi, nel senso che scrive anche lui di musica, ma lui non capisce perche dire che gli ultimi album dei theather siano da bolliti, non si puo' dire, pena corte marziale perche' Papi e' detentore di obiettivita' universali, se volete al posto di "bollito" per non urtare sensibilita' altri posso usare "stufato" tanto per usare termini culinari, dei problemi di vofe di LaBrie ne siamo tutti a canoscenza, ed e' lodevole che voglianomrimanere un gruppo unito nelle avversita' , ma le mie orecchie come quelle di altri non fanno le crocerossine, se la loro proposta e' insopportabile ci risulta tale, non vedo perche' dovremmo assecondarla a tutti i costi, e non minsi venga a dire che sono discorsi da vecchi nostalgici ,"perche' non e' vero", conosco 2 persone che sono solo 2 anni che ascoltano i Theather , quindi senza preconcetti o nostagie, e anche a loro piacciono i classici dei bei tempi andati , mentre gli ultimi purtroppo non li entusiasmano, e vi sta parlando poi uno che li ha sempre difesi a spada tratta, ma difendere cio' che e' indifendibile alle mie orecchie, risulta impossibile anche per me, ripeto massimo rispetto per cio' che hanno dato al progressive, ed hanno dato notevoli contributi e altrettanto massimo rispetto per chi ancora li segue, io non ce la faccio piu', senza cattiveria ne rancore.
papi
Sabato 13 Maggio 2017, 14.29.14
7
@Steelminded, questo è perché negli anni si è persa obiettività con questa band e quindi, a potrebbero fare anche un Metropolis Pt 3 e comunque ci sarebbe qualcuno che li criticherebbe
Joker
Sabato 13 Maggio 2017, 14.02.13
6
Eccolo! Finalmente un Live Report dei DT sul Tour commemorativo di I&W. Io andai a vedere il primissimo concerto tenuto a Roma all'Auditorium Parco della Musica, il 30 gennaio; l'eccitazione era troppa e manco mi sono preoccupato del fatto che forse la scelta del "Day One" non era proprio la migliore. LaBrie distrutto e non ancora ripreso appieno dalle serate a supporto di "The Astonishing" (che errore Petruccio, fammelo perlomeno riposare un pochino!); la scaletta provata pochissimo che ha in parte spiazzato anche loro nell'esecuzione (incerta in alcuni passaggi, nonostante fossero tutti delle macchine da guerra, come sempre...); addiruttura più lunga di quella di adesso, con "A Life Left Behind" tra le due dell'ultimo disco e "The Spirit Carries On" prima del tributo di Myung a Pastorius; infine la location, perfetta per musica Classica ma decisamente inadatta alla potenza sonora dei 5: Mangini e i suoni mirabolanti di Rudess, per carità li adoro lo stesso, ma dio santo! avevano i volumi troppo alti, e solo nei pezzi lenti o più soft il pubblico poteva godere di tutti gli strumenti a piena potenza (mi trovavo anche in una buonissima posizione, in decima fila sulla sezione centrale, tra la parte di Myung e dove stava LaBrie). In questo devo essere sincero, capisco la tua opinione sul fatto che i DT debbano essere goduti appieno all'interno di un posto al chiuso, ma perlomeno la scelta di Roma non è stata il massimo. Rimasi comunque soddisfatto nonostante il mio primo concerto con loro non ha paragoni in confronto (e qui hanno pure eseguito integralmente il loro miglior disco!!!); mi sono letteralmente commosso appena John è partito con l'arpeggio iniziale di "A Change Of Seasons" . L'unica pecca, e forse anche la peggiore, è stata la freddezza del pubblico: come nel Report che hai fatto, mi sono ritrovato circondato da gente che anche nei momenti più trascinanti stentava a mostrare il suo entusiasmo, con James costretto ogni tanto ad incitare "stand up!"; ma forse sarò io che quando vado in un concerto dal vivo voglio dare il massimo del trasporto (anche per rispetto verso l'artista che ho davanti). Ultima considerazione: Petrucci e Myung autentiche ROCCE
Steelminded
Sabato 13 Maggio 2017, 13.28.07
5
Bravo Papi, finalmente nello staff di metallized uno che difende ii dream theater dalle critiche assurde che sono purtroppo ormai divenute di moda
papi
Sabato 13 Maggio 2017, 12.25.01
4
Che LaBrie abbia problemi alla voce, lo si sa dai tempi del tour di Falling To Infinity. Lui ha fatto e fa del suo meglio per rendere sempre al massimo. Bisognerebbe anche capire che buona parte del repertorio è praticamente impossibile per 90% dei cantanti e che soprattutto, a 53 e fischia anni un calo è inevitabile. Il resto del gruppo non lo definirei poi così bollito, perché gestire tre ore di concerto è davvero impegnativo, sopratutto quando suoni brani così complessi. Certamente, negli ultimi anni hanno avuto un calo a livello compositivo sopratutto da tre album a questa parte, ma comunque direi che questi stessi tre album sono una spanna al di sopra di tante altre band. Il problema è il confronto con il passato, è ovvio che ai più non piaccia ai più, però non venitemi a dire che è sono bolliti, perché non è vero
Ciro
Sabato 13 Maggio 2017, 12.04.40
3
Ultimamente LaBrie lontrovo un cantante sopravvalutato, assomiglia a una vecchia campana rintronata, ha fatto il suo tempo, prima mi piaceva , ora mi ha davvero insopportabile, non l'uomo , che e' una brava persona , ho anche un suo autografo, ma la voce che proprio non reggo piu', ed anche il gruppo, e leggo anche che il pubnlico non si e' entusiasmato subito, si e' dovuto aspettare il vecchio caro repertorio per far ammiccare gli astanti, gruppo e voce bolliti sintrascinano cpme un moribondo con le stampelle per i miei gusti con i loro ultimi album.Non mi crocifiggete , ma e' quello che penso, solo mia opinione, perche' per quellonche hanno fatto in passato avranno sempre il mio rispetto.Amen.
Steelminded
Sabato 13 Maggio 2017, 11.39.30
2
Concerto bellissimo ed emozionantissimo di una band ormai monumentale. James Labrie è un CANTANTE immenso, pochi come (o meglio di ) lui nel genere hard-metal...
LORIN
Sabato 13 Maggio 2017, 11.04.58
1
Io li ho visti due sere prima a Firenze e sono contento che la pensi come me: James LaBrie ha cantato davvero bene. Concerto bellissimo
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Locandina Dream Theater 7-5-2017
RECENSIONI
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