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THE BLACK + VANEXA + ARCANA 13 + altri - M.aG. Metal Festival, Teatro Carignano, Genova - 13/05/2017
19/05/2017 (340 letture)
Mentre lo scorso sabato 13 maggio buona parte della critica italiana generalista aveva lo sguardo rivolto all'Ucraina per la nuova edizione dell'Eurovision Contest, la città di Genova ospitava la prima edizione del M.aG. Metal Fest, evento certamente più contenuto ma che per la Genova metal ha (o dovrebbe avere) una rilevanza maggiore.
Prima edizione dicevamo, con una location "insolita", il teatro Carignano, appunto un vero e proprio teatro situato in centro città, non esattamente un posto abituato ad eventi metal, ma (poltroncine a parte) funzionale allo scopo. Tra gli organizzatori troviamo la storica etichetta genovese Black Widow Records e Cornucopia Agency, che figurano anche tra gli enti dietro il Porto Live Metal Fest, concerto previsto per fine luglio che vedrà gli Arcturus headliner. Insomma, da un certo punto di vista questo pare essere solo l'antipasto di qualcosa di più grande.
Tornando al M.aG. Metal Fest, va detto che assieme al concerto è stato organizzato un contest per band emergenti svoltosi negli scorsi mesi che ha permesso alla formazione vincitrice di esibirsi prima dei gruppi in cartellone. L'onore (e l'onere) è spettato ai Mescalito, gruppo rock di Savona che però mostra una certa staticità sul palco, oltre ad una giustificata emozione.
Dopo questo antipasto, è il momento del primo gruppo previsto dal programma, che sale sul palco alle ore 20.00 precise.

DAMNATION GALLERY
Band genovese dalla formazione piuttosto recente (si parla di circa un anno fa), i Damnation Gallery sono autori di un heavy metal oscuro influenzato dai Death SS, con tanto di costumi di scena ed un EP intitolato Transcendence Hymn dato alle stampe. Ho già avuto modo di vederli poco tempo fa in occasione della data tenuta dai Deathless Legacy qui a Genova e quest'oggi si presentano con una formazione a cinque, ufficializzata in seguito proprio a questa data. Come i loro ispiratori, i Damnation Gallery basano molto del loro spettacolo sulla teatralità e l'oscurità, entrando in scena con il palco al buio sulle note dell'intro registrato Mankind Falls, seguito poi dal primo pezzo suonato Evil Extreme, per il quale è stato girato anche un video. I suoni inizialmente non sono perfetti, con il basso troppo in evidenza e le due chitarre un po' impastate. Ovviamente i brani dell'EP vengono suonati assieme ad altro materiale al momento inedito ed a una cover di Vampire dei Death SS, tributo sincero e molto apprezzato ad uno dei gruppi fondamentali del metal italiano, il cui intro purtroppo è passato in sordina.
Nonostante siano un gruppo formatosi in tempi recenti, i Damnation Gallery mostrano comunque di avere le idee chiare sul tipo di strada da prendere grazie ad una buona dose di personalità e presenza scenica (su tutti la cantante Scarlet). Da migliorare c'è l'intesa sul palco col nuovo chitarrista, in alcuni frangenti parso meno naturale degli altri, ma questa è più che altro una questione di amalgama che arriverà col tempo.

BELLATHRIX
Altro gruppo genovese sono i (o le) Bellathrix, il cui esordio Orion è stato pubblicato proprio lo scorso anno dalla Black Widow Records. Anche per loro si parla di heavy metal, se pur di stampo molto più classico ed ottantiano rispetto ai Damnation Gallery e se vogliamo anche "scolastico" nella scrittura, che però dal vivo risulta più energico rispetto all'album, dal quale vengono estratti buona parte dei brani, sin dall'apertura di Road in the Night con intro registrato.
Nel gruppo spicca la presenza di Steve Vawamas, bassista impegnato in numerosi progetti musicali liguri (il più famoso i Mastercastle) e che mostra tutte le sue doti col quattro corde su My Revenge, ergendosi un gradino sopra gli altri musicisti sul palco. Al disco aveva partecipato anche il suo "socio" nei Mastercastle Pier Gonella, qui sostituto da Marcello "Daisy" Mazzone ma che fa la sua comparsa sul palco in occasione della cover di The Ritual della Strana Officina, tributo al compianto Fabio Cappanera come annunciato dalla chitarrista Lally Cretelli. L'amore per gli anni 80 ed i suoi protagonisti è parecchio evidente e non stupisce in tal senso anche la jam finale con i membri dei Vanexa chiamati sul palco.
Questo sentimento influenza la musica dei Bellathrix che suona volutamente retrò e senza pretese di innovazione, ma con voglia di divertirsi e dal vivo questo può bastare.

ARCANA 13
Nutrivo grande curiosità per l'esibizione degli Arcana 13 che, col senno di poi, era ben riposta. Il quartetto di Ravenna ha infatti dato alle stampe lo scorso anno un ottimo disco di esordio di stampo doom ed ha destato le attenzioni di molti anche per la realizzazione di diversi video basati su storiche pellicole dell'orrore e fantastiche.
Nonostante siano un gruppo giovane come fondazione, la line-up degli Arcana 13 non è formata da musicisti alle prime armi: al suo interno troviamo infatti membri Void Of Sleep ed ex-The Moder Age Slavery, persone dunque che hanno già una certa esperienza.
I quattro si avvalgono dell'utilizzo di proiettore per rimandare sul telo bianco alle loro spalle le immagini dei film di cui parlavo prima, permettendo agli spettatori un'esperienza completa dal punta di vista visivo ed uditivo. Se infatti la vista viene occupata dalle scene proiettate che si susseguono, l'udito ed il resto del corpo vengono colpiti dalla densa distorsione delle due chitarre, che si amalgama perfettamente alle immagini in bianco e nero de La Maschera del Demonio, film di Mario Bava del 1960 associato alla traccia di apertura Dread Ritual. Le immagini e la musica vanno di pari passo per tutta la durata della setlist, passando da momenti meno opprimenti come Land Of Revenge (accompagnata da I quattro dell'apocalisse di Lucio Fulci) a quelli più deliranti di Oblivion Mushroom, perfettamente centrata con La Montagna Sacra di Alejandro Jodorowsky.
Il gruppo non interagisce molto col pubblico, presentando saltuariamente i brani e concedendosi una piccola pausa forzata quando uno dei tom del batterista Luigi Taroni si allenta e cade. La chiusura viene affidata ad un doppio omaggio al vecchio maestro Dario Argento con la cover di Suspiria dei Goblin ed Hell Behind You con i fotogrammi della Mater Tenebrarum di Inferno a fare da sfondo. Ed alla fine, invece delle presentazioni, scorrono i titoli di coda come in un film, mentre si accendono le luci facendoci riemergere dall'incubo.
Ammetto di essere un amante di certi film e che quindi il mio giudizio potrebbe essere influenzato da questo, ma quella degli Arcana 13 è stata una delle prove (se non la prova) più convincenti della serata e a diversi giorni dal concerto non riesco a fare a meno di riascoltare Danza Macabra.
Consigliati.

VANEXA
Veterani della scena ligure ed italiana, i Vanexa sono il penultimo gruppo di questa serata. Freschi di un buon ritorno discografico, la formazione savonese è forse quella più attesa dal pubblico, vuoi per affetto, vuoi per gli ottimi ricordi lasciati dall'esibizione genovese tenuta proprio due anni fa in occasione della Fiera Internazione della Musica dove con una scaletta infarcita di classici infiammarono i presenti. Rispetto a quel giorno i nostri si ripresentano a Genova con un nuovo cantante, Andrea Ranfa, il quale proprio due anni fa cantò con la cover band di Deep Purple e Rainbow chiudendo la prima giornata del FIM. Chissà se proprio dietro le quinte di quell'evento furono poste le basi per questo sodalizio che ha portato la formazione savonese a pubblicare Too Heavy To Fly, il primo album di inediti della band dopo ventidue anni.
Ed è proprio la titletrack e singolo di lancio ad aprire la loro esibizione, un brano roccioso e non esageratemente veloce che serve a scaldare il pubblico grazie anche ad un ritornello trascinante. Con Midnight Wolves i Vanexa schiacciano il piede sull'acceleratore e mostrando verve ed energia, letteralmente aggredendo il palco in lungo e in largo, con Sergio Pagnacco protagonista. I brani storici vengono alternati a quelli del nuovo disco ed è sempre un piacere riascoltare cavalcate come 1000 Nights, presentata come il "primo pezzo speed metal italiano" ed la traccia di tributo a Quentin Tarantino. Oltre a queste viene proposto anche un brano del disco dei 404 Not Found, progetto che vide collaborare una decina di anni fa Pagnacco, Silvano Bottari ed il chitarrista Artan Selishta, qui protagonista con un tributo alle sue radici. Il nuovo entrato Ranfa è decisamente a suo agio ed oltre a ben interpretare i "suoi" pezzi sfodera una prova convincente su tutto il repertorio.
La chiusura viene ovviamente affidata al classico Metal City Rockers che manda in visibilio i presenti, tanto da richiedere a gran voce un imprevisto bis accontentato con Rainbow In the Night, anch'esso estratto dal primo omonimo disco risalente al 1983. I Vanexa escono tra gli applausi dopo aver mostrato ai presenti uno show energico, ancora pieni di voglia di suonare e divertirsi col pubblico.

THE BLACK
Headliner della serata è un pezzo di storia dell'heavy metal italiano, i The Black di Mario di Donato, cantante, chitarrista e pittore da più di trent'anni sulla scena. Anche loro fecero parte del programma del FIM di due anni fa, ma oggi ci sono due importanti novità. La prima riguarda la line-up, della quale dallo scorso anno non fa più parte lo storico bassista Enio Nicolini, sostituito da Cristiano Lo Medico, mentre la seconda è più ambientale, dato che rispetto a due anni fa i The Black possono esibirsi con l'ausilio delle tenebre, più consone al tipo di musica proposta dal trio.
Il cambio palco dura di più dei precedenti e quando è tutto pronto le tenebre avvolgono la scena, lasciando solo una fioca luce viola al centro, con la musica registrata ad introdurre il trio. Purtroppo, però, da qui in avanti inizieranno vari problemi che affligeranno i The Black nel corso dell'esibizione. Il microfono di Mario, infatti, non ha funzionato durante le prime due canzoni, causando anche diversi disturbi piuttosto evidenti. Oltre a quello, sul palco i The Black hanno avuto dei problemi a sentirsi tra di loro, cosa che ha causato diverse imprecisioni in alcuni passaggi, stacchi e finali. Un peccato, perché nei momenti in cui riuscivano ad essere ordinati il suono che usciva fuori era duro, compatto e non sembrava fossero solo in tre a suonare, come ebbi occasione di vedere due anni fa. Nonostante questi problemi, i The Black hanno comunque cercato di portare avanti lo spettacolo con serietà e professionalità, arrivando a chiudere la serata all'una dopo aver suonato quasi totalmente materiale nuovo.
Difficile, dunque, dare un giudizio alla loro prova in base anche a tutte queste problematiche tecniche che ne hanno minato la resa, rendendo il concerto una vera e propria corsa ad ostacoli per l'unico power trio della serata. Personalmente mi auguro di rivederli in futuro in condizioni migliori.

Giunge così al termine la prima edizione del M.aG. Metal Fest che, a parte le questioni tecniche accadute durante il set dei The Black, si è dimostrato un buon inizio da un punto di vista organizzativo. Andranno migliorate alcune cose per quanto riguarda la location, dato che le poltroncine (per quanto comode) non sono molto metal e alla lunga hanno un po' favorito un certo distacco tra chi suonava e chi era seduto. Probabilmente in fatto di presenze poteva andar meglio, ma la "concorrenza" della data dei Moonspell in quel di Borgo Priolo ha tolto qualche spettatore. Va anche detto che, a causa forse dell'indirizzo fortemente classico e retrò di buona parte del programma (locandina compresa), tra il pubblico la percentuale di giovani era bassa, lasciando alla vecchia guardia il compito di trainare la serata. Vedremo tra qualche mese se questo dato sarà confermato in occasione di quello che sarà l'evento dell'anno per noi metallari genovesi, l'arrivo degli Arcturus nella nostra città.



Mauro67
Martedì 23 Maggio 2017, 11.03.26
3
per quanto mi riguarda grandissima sorpresa gli Arcana13 che non conoscevo e mi hanno veramente colpito, subito dopo Vanexa, per il resto tra problemi tecnici (the Black) e band ancora un po' acerbe si poteva fare di piu'. a me è piaciuta la location, sarà che ho 50 anni e con il pogo ho già dato, ma starmene bello seduto comodo in poltrona non mi dispiace affatto
Steelminded
Domenica 21 Maggio 2017, 0.24.50
2
I vanexa sono davvero un gruppo coi xontrokaxxi... non li conoscevo. Il cantante non è di questo mondo...
MASSIMO
Venerdì 19 Maggio 2017, 17.50.12
1
Bella recensione di un bell'evento migliorabile negli anni a venire ;ottimi Arcana 13 e Vanexa mentre occasione persa per the Black,i vari problemi hanno rovinato e non fatto creare la giusta atmosfera che in questo genere e' veramente necessaria.
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ARTICOLI
19/05/2017
Live Report
THE BLACK + VANEXA + ARCANA 13 + altri
M.aG. Metal Festival, Teatro Carignano, Genova - 13/05/2017
 
 
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