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KISS + RAVENEYE - Pala Alpitour, Torino, 15/05/2017
20/05/2017 (1241 letture)
PREMESSA
Dopo la cancellazione dell'ultimo tour europeo, che lo scorso anno li avrebbe portati sul palco del Gods of Metal, non tutti avrebbero confidato tanto presto in un annuncio del loro ritorno in terra italiana. Invece, lo scorso novembre i Kiss hanno voluto “premiarci” con ben due date pianificate per il successivo mese di maggio: la prima al Pala Alpitour di Torino e la seconda all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). La location torinese è diventata una delle più ambite negli ultimi anni, ospitando numerosissimi concerti di artisti di fama internazionale ed altri tipi di eventi extra-musicali. Arrivando noi dalla cintura di Torino non potevamo assolutamente mancare: anche se il biglietto non era propriamente economico, almeno avremmo risparmiato qualcosa sul viaggio, per una volta quasi a costo zero. Costo del biglietto (intorno ai 70 €) che deve aver intimorito parecchie persone (ma ci sono concerti oggigiorno anche a prezzi molto più alti e che fanno il tutto esaurito), dal momento che non si è mai parlato di sold out e in effetti molti posti sono rimasti desolatamente vuoti. Ed è tutto dire, dato che stiamo parlando dei Kiss e non certo degli ultimi arrivati.
In ogni caso, alcuni contrattempi -tra cui la snervante ricerca di un parcheggio, poi trovato non troppo distante dalla location alla “modica” cifra di 8 € per circa quattro ore di sosta- non hanno permesso al sottoscritto di assistere dall’inizio allo show della band d’apertura, gli inglesi RavenEye, attivi solo da pochi anni ma davvero molto promettenti. Fortunatamente la risonanza di un evento come questo ha fatto sì che noi di Metallized fossimo presenti in più di una persona, riuscendo così a riportarvi il resoconto completo di una serata indimenticabile.

RAVENEYE
Set scarno come da copione, pochi strumenti e qualche ampli Marshall -che non guasta mai- sul palco ed ecco fare il loro ingresso i RavenEye, capitanati da Oli Brown, che attaccano il loro set con l’energia della travolgente Come with Me. Il gruppo giustamente non mostra timori di sorta e appare subito a proprio agio nei confronti della platea, aizzando i presenti e caricandoli a dovere, e di certo gli astanti non si fanno pregare per battere le mani a tempo o scapocciare sulle canzoni della band proveniente da Milton Keynes. Il loro sound è caratterizzato da un power rock a forti tinte blues che cattura immediatamente nonostante la sua relativa “semplicità”, ma quel che si capisce fin da subito è che questi tre ragazzi sanno quello che fanno e ci mettono dentro tutta la loro passione, componente fondamentale per risultare credibili. Non va dimenticato che il trio ha già aperto per grandi nomi quali Deep Purple e Slash feat. Myles Kennedy and the Conspirators, un curriculum di tutto rispetto che sembra destinato ad arricchirsi ulteriormente (del resto il chitarrista ha ricevuto numerosi riconoscimenti nella propria pur breve carriera). I brani, ricchi di energia e intensità, sono estratti dall'EP Breaking Out e dal debut album Nova; va inoltre segnalato che in line up figura la new entry Adam Breeze, talentuoso batterista subentrato nell’estate scorsa a Kev Hickman. Il bassista Aaron Spiers dimostra di avere un certo fisico prodigandosi -oltre che ai cori- in numeri da funambolo quando si presta a fungere da “supporto” al leader della band Oli, che dapprima gli sale sulla schiena (rischiando anche qualcosa visto l’equilibrio precario) e, successivamente, viene scarrozzato a spalle in giro per il palco, il tutto ovviamente continuando a suonare pezzi come Inside e Breaking Out, sul finale della quale Brown ha un problema con la chitarra che perde per qualche secondo il segnale audio, ma il frontman risolve giusto in tempo per finire il brano. Niente da dire, la setlist dei RavenEye è stata applaudita da tutti gli astanti e le dame presenti in sala avranno apprezzato Brown non soltanto per le sue doti tecniche e di intrattenimento: un validissimo gruppo da tenere d'occhio e un ottimo aperitivo in vista del piatto forte della serata.

KISS
Sono appena scoccate le 21 e il pubblico, neanche a dirlo, è in trepidante attesa. Ad accompagnarci è il sottofondo musicale di Rock’n’Roll dei Led Zeppelin, niente di meglio per scaldare a puntino i presenti. Ma ecco che le luci si spengono e a far letteralmente esplodere il Pala Alpitour ci pensa la famosissima frase d’apertura di ogni concerto dei Kiss: “You wanted the best, you got the best! The hottest band in the world: Kiss!” Cala il telone e come dei dal cielo compaiono loro, i quattro ultrasessantenni più rock’n’roll del pianeta, su una pedana che pian piano, sulle note -suonate, non certo registrate- di Deuce, si abbassa sempre più finché non li porta a livello del palco. Mille colori, botti, luci, suoni e chi più ne ha più ne metta non sono nulla a confronto del trovarsi faccia a faccia con la Storia del rock; il poter constatare che non si tratta di una favola, ma che alla fine anche loro, i Kiss, sono fatti di carne ed ossa non ha prezzo. Personalmente era la seconda volta che li vedevo dal vivo, ma ogni singola esperienza è a sé, ogni occasione è unica, diversa e ogni volta è come la prima volta. Deuce, dicevamo. Già, mica un pezzo qualunque. Ma i Kiss di pezzi qualunque ne hanno ben pochi, perlomeno tra quelli che propongono di volta in volta dal vivo. Il 1974 è però lontano, così come lontani sono i tempi in cui le corde vocali di Paul Stanley funzionavano a dovere. Ma lo sapevamo, non c’era nessun avviso sul biglietto, ma noi tutti lo sapevamo. Il buon Paul ha già festeggiato il 65° compleanno, e cos’altro si può chiedergli se non di essere semplicemente se stesso, di salire sul palco con grinta e passione, con voglia di divertirsi e far divertire, pur non potendo sconfiggere la più brutta delle malattie: il tempo che passa tiranno. Il tempo, che però non è ancora riuscito a fermare la band di New York, ancora oggi in fervente attività a dispetto di tutti quelli che non ci credevano. Il pubblico queste cose le sa ed è qui per questo, nella calda sera di Torino, una città che forse non rivedrà mai più i quattro rocker mascherati, ma che si porterà per sempre nella memoria il ricordo di questo 15 maggio. Anche Paul lo sa e, pur vedendo che il palazzetto non è gremito come si aspettava -e come chiunque si sarebbe aspettato-, ci sprona ogni volta che può. La scaletta è ovviamente gremita di hit: da Shout It Out Loud a Lick It Up, da I Love It Loud a Firehouse. Tutti classici che contribuiscono a rendere indimenticabile questa serata. Come detto, la voce di Paul Stanley non è più il punto forte, ma le canzoni dei Kiss sono fatte per essere cantate a gran voce da tutti e così, ora dal palco ora dal pubblico, viene resa giustizia ad ogni pezzo; non importa che il microfono principale sia davanti a Gene Simmons, a Tommy Thayer o addirittura a Eric Singer, l’importante è andare avanti e far divertire e in questo i Kiss non hanno rivali. Stanley è comunque essenziale anche solo con la chitarra in mano (tra l’altro, una chitarra molto “italiana”, scelta per l’occasione con le tonalità della nostra bandiera), Simmons una presenza centrale e necessaria su ogni pezzo, sia quando il brano non richiede molti sforzi sia quando invece ne è il principale protagonista, ad esempio innalzandosi in volo per l’attesissimo momento splatter della serata, durante l’assolo di basso, mostrandoci il sangue che viene espulso a fiotti dalla sua bocca. Certo, niente di nuovo, ma per chi assiste ad un loro concerto per la prima volta potrebbe trattarsi di uno dei momenti più curiosi e divertenti, di quelli che poi restano per sempre impressi nella memoria. Così come le scintille che escono dalla chitarra di Tommy Thayer durante il suo assolo, tra Shock Me e Flaming Youth. E vogliamo parlare di quando lo stesso Paul Stanley viene portato “in volo” proprio in mezzo al pubblico, anche se dall’alto di una irraggiungibile pedana, per un’indimenticabile versione di Black Diamond? Non poteva mancare, poi, uno dei pezzi migliori in sede live, ovvero Crazy Crazy Nights, così come canzoni più “muscolose” come God of Thunder o War Machine. Azzeccata anche la scelta di inserire un brano cantabilissimo come Say Yeah, tratto dal penultimo album Sonic Boom e pezzo più recente proposto in scaletta. La chiusura con una grandiosa Rock and Roll All Nite, mentre un mare di coriandoli bianchi esplodevano da ogni dove, è forse il momento più indimenticabile di tutto il concerto. Un’encore di tutto rispetto, con I Was Made for Lovin’ You prima e a seguire Detroit Rock City ci fa capire una volta per tutte che di più non potevamo proprio chiedere.

CONSIDERAZIONI POST-CONCERTO
All’uscita non poteva mancare la maglietta ricordo del tour, acquistata al banchetto del merchandise ufficiale (35 euro, per la cronaca), proprio mentre lì vicino la guardia di finanza faceva sgombrare i soliti venditori non autorizzati. Dopo tanti anni di concerti visti, è la prima volta che mi capita di assistere ad una scena del genere, forse qualcosa è cambiato.
Il pensiero, però, non può far altro che tornare a loro, ai Kiss e all’esibizione strepitosa che sono stati in grado di mettere in piedi. Una serata che non verrà rimossa tanto presto dalla nostra memoria. E per tutti coloro che avessero dei dubbi sullo stato di salute attuale dei quattro di New York, sulla loro capacità di mantenersi ancora ad alti livelli quando salgono sul palco, beh, il consiglio è uno e uno soltanto: andate a vederli. Potrete star certi che saranno soldi ben spesi.

SETLIST KISS
1. Deuce
2. Shout It Out Loud
3. Lick It Up
4. I Love It Loud
5. Firehouse
6. Shock Me
7. Flaming Youth
8. God of Thunder
9. Crazy Crazy Nights
10. War Machine
11. Say Yeah
12. Psycho Circus
13. Black Diamond
14. Rock and Roll All Nite
—Encore:—
15. I Was Made for Lovin’ You
16. Detroit Rock City


Report di RavenEye e foto a cura di Massimo Patrucco “Matocc”;
Report di Kiss e foto a cura di Arturo Zancato “Flight 666”.



Fabio G
Sabato 20 Maggio 2017, 23.48.00
4
Io a torino c'ero,questa ę la 5a volta che li vedo e sono sempre rimasto sconvolto in senso positivo dai loro concerti.Certo che sentendoli e vedendoli un pó di malinconia viene,pensando a come erano anche solo una decina di anni fa,ma si sa il tempo passa anche pef loro.comunqe soldi ben spesi e concerto fantastico,Paul quasi non canta piú ,ma basta anche solo la sua presenza sul palco per capire che la vera anima di kiss é sempre stata lui,non so quanto duri ancora questa favola,viva i kiss,sempre e comunque.
rik bay area thrash
Sabato 20 Maggio 2017, 17.19.38
3
Penso che siano (siamo) in molti ad essere stati iniziati con un brano dei kiss al mondo della heavy music. Anno 1978 : god of thunder tratto da un live bootleg. Sebbene siano stati sbeffeggiati dalla kritika kolta per decenni, i kiss con caparbietà e forza hanno dimostrato di non essere 'solo' degli eroi mascherati. Le hit che hanno realizzato sono tantissime .... love gun, i stole your love, cristine sixteen, i want you ....e ognuno di noi potrebbe fare la sua set list .... immensi kiss !!!!
venom
Sabato 20 Maggio 2017, 15.39.01
2
Ero a bologna concerto fantastico la piu grande rock band del pianeta!
terzo menati
Sabato 20 Maggio 2017, 9.33.44
1
Ero il giorno dopo a Bologna, loro mi hanno introdotto al rock duro quasi quarant'anni fa e probabilmente e' stata l'ultima volta che li ho visti. Ormai gli anni non si nascondono più neanche sotto il make up anche se Paul e' ancora fisicamente tonico...gene immobile come il Duomo ma canta ancora bene e riempie il palco, Paul ottimo intrattenitore ma già senza voce all'inizio dello show. Alla fine la baracca la sorreggono alla grande i due gregari di lusso che non ti fanno pensare che purtroppo sua maestà ace e' altrove, e non lo potrai sentire stasera a cantare 2000 men o talk to me. Comunque alla fine i 4 con tanto mestiere portano la nave in porto e fanno uno show per famiglie perfetto. Effetti speciali e strutture semoventi completano questa esperienza hollywoodiana e ti lasciano soddisfatto nonostante la malinconia perché sai che ormai questa epoca e' ormai andata
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KISS + RAVENEYE
Pala Alpitour, Torino, 15/05/2017
 
 
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