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HATE - Eredità e ispirazioni
26/05/2017 (498 letture)
Giunti al proprio decimo full-length, gli Hate sono oramai diventati una certezza più che solida per gli amanti del black/death metal di stampo polacco. In occasione dell’uscita di Tremendum, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Adam the First Sinner, fondatore e storico frontman della formazione di Varsavia, che si è prodigato nell’illustrarci il processo creativo dietro quest’ultima fatica, senza disdegnare un attestato di stima verso il pubblico tricolore…

Akaah: Ciao Adam e benvenuto su Metallized! Cominciamo parlando ovviamente del vostro nuovo album, Tremendum: il disco è stato presentato ai media e al pubblico come “in grado di definire uno nuovo standard per la composizione della vostra musica” nonché “fiero, potente, maggiormente dinamico” rispetto al passato e, dopo aver ascoltato l’album, è difficile non essere d’accordo con definizioni del genere. Siete soddisfatti del risultato ottenuto? Era qualcosa che intendevate creare fin dall’inizio?
Adam: Sono molto soddisfatto e orgoglioso dell’album, visto che è il risultato di oltre un anno di intenso lavoro. Abbiamo davvero speso parecchio tempo ad elaborare un nuovo sound e sviluppare una nuova formula quanto alla creazione dei pezzi, in quanto non è nel nostro stile registrare dischi uguali a quanto fatto in passato. Cerchiamo sempre di rifinire e migliorare il tutto man mano che passa il tempo. Tremendum è un ulteriore passo avanti verso l’oscurità dei suoni. È un’opera ben strutturata ma grezza e feroce e spero che piacerà al nostro pubblico.

Akaah: In questa vostra ricerca verso il continuo miglioramento e rinnovamento, siete stati in grado nel tempo di mantenere un metodo consolidato per quanto riguarda la creazione e registrazione delle vostre tracce, o continua anch’esso ad evolversi?
Adam: Questa volta abbiamo affrontato la scrittura dei brani in maniera diversa. Gli arrangiamenti sono stati tutti creati in studio senza l’ausilio di un computer, con una parte di essi che è stata selezionata dopo aver registrato i momenti in cui provavamo. Inoltre abbiamo deciso di cambiare studio e produttore: abbiamo registrato la batteria ai Custom 34 di Danzica e il resto, incluso il missaggio, ai Sound Division di Varsavia, assieme a Arek “Malta” Malczewsi. Ritengo che ciò abbia arricchito la nostra musica, facendola diventare più oscura e potente, pur mantenendosi piuttosto grezza nella forma.

Akaah: I testi, anche provocatori, sono sempre stati un element portante della musica degli Hate e Tremendum non fa eccezione. Quali sono le tematiche che ti ispirano nella scrittura delle lyrics?
Adam: Scrivo di quelle tematiche universali su cui la gente intelligente si interroga: il senso della vita, la morte, la sofferenza, i dogmi religiosi, i propositi della civilizzazione e così via. Come hai detto, anche in Tremendum è così, anche se in questo caso ho utilizzato, come punto di vista, l’antica cultura e credo slavo, che ritengo molto profondi e stimolanti.

Akaah: Rimanendo proprio in tema della cultura slava, il video che avete pubblicato per il brano Numinosum è ispirato da un antico rituale il cui scopo era quello di allontanare gli spiriti del male. Cosa vi ha portato a questa scelta?
Adam: Abbiamo scritto il canovaccio per il video proprio ispirandoci ad un antico rituale, chiamato “la decapitazione del Kania” e volevamo riprendere la cerimonia in modo che fosse fedele alle antiche leggende fin nei minimi particolari. Si tratta di un rito la cui pratica era piuttosto popolare nel mondo slavo, in quanto il Kania (il nibbio reale, Milvus milvus, NdR) era un uccello che simboleggiava il male e gli spiriti maligni. Eppure, va detto che il male faceva parte dell’antica visione della santità, per cui non tutto ciò che era santo era portatore di bene. Santo significava entrambi gli elementi, bene e male, in quanto essi non potevano esistere da soli, senza la propria controparte. È un concetto molto interessante, che contraddice tutte quelle religioni monoteistiche che dominano il mondo al giorno d’oggi.

Akaah: In tal senso, sei, oltre che ispirato, personalmente interessato a queste visioni e valori antichi? Credi che vadano riscoperti, al giorno d’oggi, prima che vadano persi per sempre?
Adam: Certamente! Penso sia importante in quanto questa sfera di conoscenze è una sorta di mondo perduto, sconosciuto ai più ora come ora. I suoi valori e le sue filosofie sono state distrutte e sepolte dall’avanzata del Cristianesimo, anche se molto è stato riscoperto e ricostruito negli ultimi decenni, ed è qualcosa a mio parere a cui fare riferimento. Si tratta di una grande eredità e fonte di ispirazione!

Akaah: Ci vuoi infine parlare dell’artwork di Tremendum, a cura di Daniel Rusiłowicz?
Adam: La copertina ritrae un succiacapre, che in polacco chiamiamo lelek, un rapace notturno che nell’antichità veniva trattato con il massimo rispetto e riverenza dalla gente comune. Si credeva infatti che i succiacapre fossero coloro che portano le anime in questo mondo e le riportano via con sé una volta raccolte dai morti. In questo ultimo caso, spesso si radunavano in larghi gruppi, stridendo per ore, e venendo perciò considerati come messaggeri di morte. Abbiamo dunque scelto questa figura per l’artwork come sorta di migliore rappresentazione possibile per il suo contenuto.

Akaah: Presto calcherete nuovamente i palchi europei per una nuova tournée. In questi lunghi anni di carriera, a livello tuo personale, cosa hai imparato a preferire: esibirti dal vivo o comporre in studio?
Adam: Suonare dal vivo è sempre stato l’obbiettivo principale per noi. Non vedo costantemente l’ora di suonare sul palco i nostri nuovi pezzi per il nostro pubblico, sia ai concerti che ai festival e posso anticiparti che saremo più attivi con i live quest’anno e il prossimo. Sono certo ritorneremo presto anche in Italia!

Akaah: Parlando proprio di questo, nonostante il vostro prossimo tour non vi veda impegnati in date nel Belpaese, non è passato poi molto tempo dalla vostra ultima visita in Italia. Che ne pensi del pubblico italiano e, più in generale, sudeuropeo, spesso considerato molto caloroso e passionale?
Adam: Ricevo spesso molto supporto e molta stima dai nostri supporter italiani e di questo sono davvero molto grato. Penso che l’intero sud Europa abbia un pubblico fantastico! Tempo fa, oltre all’Italia, ci siamo esibiti nei Balcani, in Spagna e in Grecia, dove torneremo per altro a breve, e i concerti sono stati tutti eccezionali, con un pubblico sempre dinamico e reattivo. Penso che nei prossimi mesi torneremo decisamente verso sud!

Akaah: Un’ultima domanda, che certamente ti avranno già posto in molti: che ne pensi della scena polacca, considerando in particolare come, a fianco dei nomi ormai famosi del metal estremo, continuino ad crescere parecchie nuove formazioni, capaci di giungere alla fama internazionali?
Adam: Hai assolutamente ragione, la scena polacca è fenomenale! Da noi l’ambiente è molto creativo, nuove band continuano a nascere e ad emergere, è qualcosa che è diventata una costante nel tempo, che c’è stata praticamente da sempre. Chissà, forse c’è qualcosa di strano nell’acqua che beviamo in Polonia!

Akaah: La nostra intervista si chiude qui, ti ringrazio per il tuo tempo! Vuoi aggiungere qualcosa per i nostri lettori?
Adam: Ringrazio e saluto i nostri fan italiani, che invito a continuare a seguirci sui nostri canali ufficiali per nuovi video e materiali nei prossimi mesi! E ringrazio te per quest’intervista!



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