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26/05/2017 (1292 letture)
A due anni dall'uscita di Beyond the Red Mirror e ad una manciata di settimane dalla pubblicazione di Live Beyond the Spheres (che avverrà il 7 luglio tramite la Nuclear Blast), ho avuto l'occasione di intervistare telefonicamente Marcus Siepen, storico chitarrista dei Blind Guardian, in un clima del tutto rilassato, positivo e fiducioso. Gli spunti per le domande non sono stati pochi e, oltre alle riflessioni e alle curiosità circa l'ultimo tour europeo e il prossimo live album, non sono mancate rivelazioni in merito ai programmi futuri del gruppo (il fantomatico album orchestrale vi dice nulla? Bene, pare che l'attesa rimasta non sia poi così lunga...). Ma bando alle ciance: ecco di seguito com'è andata la chiacchierata!

Annie: Ciao Marcus, qui Anna di Metallized! Piacere di conoscerti. Come stai?
Marcus Siepen: Sto davvero molto bene, grazie. Sono in Germania, qui il meteo sta finalmente cambiando, attualmente ci sono trenta gradi e splende il sole...quindi va decisamente bene!

Annie: Sono passati due anni dall'uscita di Beyond the Red Mirror. Ti ritieni ancora soddisfatto di quest'album?
Marcus Siepen: La mia opinione sul disco non è cambiata in questi anni, poi potrebbe cambiare, non lo so (ride, NDR), ma per ora mi piace ancora molto e sono tuttora molto soddisfatto della sua resa. Penso che rappresenti i Blind Guardian per il loro sound odierno, è la versione più aggiornata di qualsiasi cosa abbiamo mai fatto. Rispecchia tutti i nostri lati: quello speed ed epico, quello progressive, quello orchestrale...

Annie: Live Beyond the Spheres sarà il prossimo live album dei Blind Guardian. Nella vostra carriera avete già pubblicato altri lavori simili, con canzoni dal vivo. Cosa pensi di dischi di questo tipo? Preferisci gli album da studio o i live album?
Marcus Siepen: Mi piacciono entrambe le cose, devo dire. Personalmente, sono un fan del metal da quando avevo undici anni e ho una collezione molto vasta di dischi, che comprende anche i live album dei miei gruppi preferiti. Penso siano speciali, non necessariamente vanno ritenuti migliori o superiori degli album da studio, proprio perché sono una cosa diversa. Collegano in qualche modo il gruppo al suo pubblico. Gli album da studio hanno comunque dei pregi, perché puoi registrare moltissime cose tutte insieme, molti più strumenti, molte più chitarre, molti più cori. E ciò è diverso rispetto alla dimensione on-stage, perché sul palco ci sono ovviamente meno strumenti e meno persone che cantano. Generalmente mi piacciono molto i live album. Parlando nello specifico del nostro, di Live Beyond the Spheres, trovo che i brani qui suonino diversamente rispetto alle versioni originali da studio. Ad esempio, se consideriamo The Ninth Wave, appare molto ricca di orchestrazioni sul disco, dal vivo invece risulta più “cruda” e diretta. È come se il significato del brano cambiasse sul palco. Amo questo sviluppo dei nostri pezzi. In sintesi, comunque, mi piacciono entrambe le tipologie di disco.

Annie: È un punto di vista molto interessante. Qual è, invece, il significato del titolo? Come avete selezionato le ventidue canzoni che andranno a comporre la tracklist?
Marcus Siepen: Uhm... per quanto io ne sappia, il titolo non ha un significato profondo (ride, NDR). Scegliere i titoli dei live album risulta sempre difficile. Mi ricordo quando abbiamo discusso per quello di uno dei nostri altri live album, che come sai si chiama semplicemente Live. C'erano in ballo altri titoli, non ricordo poi chi l'abbia effettivamente scelto, forse Hansi, o io e lui insieme.
Per quanto riguarda la scelta delle canzoni, ovviamente abbiamo cercato di rappresentare la media delle scalette che abbiamo proposto durante quel tour. Abbiamo registrato ogni singolo pezzo di ogni concerto del tour. Ci siamo concentrati sul primo blocco della tournée europea, che includeva qualcosa come trenta/quaranta show...

Annie: Sono tantissimi!
Marcus Siepen: Già, lo sono. In media, ogni concerto durava due ore e dieci/due ore e venti. Show abbastanza lunghi. Abbiamo cambiato la scaletta praticamente ogni sera, così da registrare molte canzoni diverse. Con il disco, abbiamo cercato di focalizzarci quindi sul concerto medio dei Blind Guardian tenutosi in quello specifico tour. Ovviamente, non tutte le canzoni messe sul disco sono state suonate per intero durante un singolo concerto: ci sono alcuni nostri brani davvero molto lunghi, e ad esempio non siamo stati tenuti a suonare And Then There Was Silence nella sua interezza in un unico show...avrebbe occupato molto tempo. In sintesi abbiamo quindi cercato di riprodurre per quanto possibile i concerti e di mantenere il flusso dei brani di quelle serate. Molte canzoni suonano davvero molto bene, e sono felicissimo di questo.

Annie: Ottimo, allora ascolteremo appena il disco uscirà!
Ero presente al vostro concerto di Milano (5 maggio 2015 all'Alcatraz, NDR. qui il live report), e se ripenso a quella sera mi vengono ancora i brividi. È stata una serata fantastica, per me era il vostro primo concerto ed è stato il più bello in assoluto a cui abbia mai assistito. Mi ricordo di Hansi (Kürsch, cantante della band, NDR) quando, dal palco, ci disse che la data sarebbe stata registrata per una futura pubblicazione. Ecco, da lì non me ne sono dimenticata (rido, NDR), e sono contenta che abbiate mantenuto la parola! Quindi eccoci qui, finalmente, dopo due anni.
Quali concerti avete scelto alla fine? Avete anche incluso brani dallo show di Milano o da quello del giorno dopo a Roma?
Marcus Siepen: Devo essere sincero, ad un certo punto non ho più fatto caso a quale concerto appartenessero le singole canzoni. Ci siamo concentrati sul primo blocco del tour europeo, in cui quindi erano incluse anche le due date italiane. Dopo un po' di ascolti non ci siamo più messi lì a dire “Ok, questa canzone va bene nella versione di questo concerto, quest'altra invece di quest'altra data” e così via, abbiamo semplicemente preso appunti singolarmente sui brani che ci sembravano essere i migliori e poi ne abbiamo discusso tutti insieme. La cosa divertente è che, quando ti metti a pensare al tour che hai fatto, ci sono certi concerti che ti vengono subito in mente per quanto essi siano stati fantastici; quando poi li riascolti, noti che, sebbene nella tua testa fossero memorizzati come brillanti, realizzi invece che non lo erano così tanto (ride, NDR). Non per l'audience, che è sempre meravigliosa, ma proprio per come noi abbiamo suonato. Comunque non è stato facile scegliere la scaletta finale di Live Beyond the Spheres, proprio perché i brani tra cui selezionare i migliori erano davvero tanti, con molte versioni buone dei singoli pezzi.

Annie: Parliamo un po' della copertina di Live Beyond the Spheres. Come mai avete scelto di rappresentare questo Nazgul sopra al drago? Cosa volete comunicare con il concept visivo?
Marcus Siepen: Abbiamo cercato di includere gli elementi da te citati all'interno di uno scenario che prevede anche una specie di anfiteatro con le luci, che richiama appunto la dimensione del live. Se paragoniamo la copertina del live album con quelle dei nostri ultimi lavori, possiamo dire che è più old school. Mi piacciono ancora molto le copertine dei nostri dischi più recenti, ma sai, abbiamo voluto cambiare, sperimentare qualcosa di diverso, e sono molto felice del risultato.

Annie: L'anno scorso, in occasione di alcune date, avete suonato per intero Imaginations from the Other Side. Ripeterete questo esperimento in futuro, magari per il ventesimo anniversario dell'altro vostro capolavoro Nightfall in Middle-Earth?
Marcus Siepen: Posso dirti che potrebbe succedere, ma non abbiamo programmi per ora. Non abbiamo ancora discusso di qualcosa al riguardo. Ciò che è successo con Imaginations è stato davvero molto spontaneo: l'idea è nata dal fatto che abbiamo suonato per due blocchi di fila negli Stati Uniti, e per questo motivo abbiamo voluto differenziare il secondo tour dal primo, perché non aveva senso per noi ritornare lì e proporre dopo poco tempo le stesse identiche cose. Eravamo tutti seduti da qualche parte, non ricordo esattamente in quale città, e abbiamo iniziato a discutere su cosa avremmo potuto fare: Imaginations, d'altronde, aveva da poco compiuto vent'anni, quindi sarebbe stata una mossa sensata.
Ti dico che in generale non sono un grande fan degli album suonati per intero durante i concerti, perché preferisco non sapere cosa succederà durante lo show. Se dovessi andare al concerto del mio gruppo preferito, ad esempio, non vorrei conoscere in anticipo la scaletta. Nonostante ciò, devo dire che con Imaginations from the Oher Side ci siamo divertiti, perché è un album che secondo me si presta, le canzoni filano dalla prima all'ultima mantenendole secondo lo stesso ordine del disco. È stata una bella esperienza che potremmo ripetere durante qualche concerto o qualche festival, ma per ora non abbiamo in programma di proporre Nightfall in Middle-Earth o altri album per intero. Può succedere come no, non lo so (ride, NDR).

Annie: Ok, allora vedremo cosa ci riserverà il futuro.
Penso che pubblicare un live album sia un ottimo modo per consolidare il legame coi propri fan, specialmente con quelli che erano presenti ai concerti in questione. Qual è il tuo rapporto coi fan dei Blind Guardian durante i concerti e sul web? Ho notato che ad esempio sei molto attivo su Instagram...
Marcus Siepen: Oh, Instagram è una cosa divertente, mi piace pur non essendo un appassionato dei social media in generale, perché non ritengo siano molto “social” se la gente si diverte a criticare tutto e ad inveire su ogni singola cosa. Proprio per questo motivo, non amo molto Facebook e cose simili. Instagram invece è piacevole, posti una foto e mostri alle persone com'è la tua vita durante il tour. Puoi fare un breve video in cui suoni un pezzo di un tuo brano o in cui semplicemente parli, e così via. Seguo molti dei miei amici musicisti su Instagram e mi piace vedere più o meno in diretta come sta proseguendo il loro tour.
La comunicazione in generale coi fan dei Blind Guardian è sempre fantastica: ogni volta che arriviamo in città e troviamo i nostri fan nei pressi della location del concerto, ci fermiamo per scambiare due chiacchiere con loro, per autografare tutte le cose che portano. È una cosa bellissima, possiamo avere il feedback diretto da parte dei nostri fan, che è comunque un feedback a suo modo diverso rispetto a quello che otteniamo dal palco. Il nostro pubblico è sempre fenomenale e ce ne accorgiamo ogni volta dal palco, ma di persona il feedback è diverso, possono dirti tutto ciò che vogliono, come ad esempio “Mi è piaciuto molto il vostro ultimo album”, oppure “Non vedo l'ora che suoniate questa canzone, perché è la mia preferita”... Di base vogliono chiederti e sapere di tutto (ride, NDR). La comunicazione coi fan rientra nell'essere parte di un gruppo, è molto importante.

Annie: Concordo con te, parlando da fan posso dirti che è sempre stupendo poter avere a che fare con musicisti disponibili.
Allora, moltissimi vostri fan se lo stanno domandando ormai da tempo: quando pubblicherete l'album orchestrale?
Marcus Siepen: Oh, che domanda simpatica (ridiamo, NDR). So che ne abbiamo parlato diverse volte, ma finalmente Hansi potrà terminare la registrazione delle parti vocali entro quest'anno. L'idea originale era quella di registrare le voci durante i tour degli scorsi anni, ma non ha funzionato, perché come ti ho accennato prima abbiamo fatto tour davvero lunghi, e se sei perennemente in viaggio con soltanto tre settimane di pausa a casa, non puoi riuscire a registrare tutto. La tua voce ha bisogno di riposare. Abbiamo dovuto subito abbandonare quell'idea di registrare durante il tour. Quindi, entro quest'anno le parti vocali saranno concluse, e poi potremo dedicarci al missaggio, alla masterizzazione e a tutto il resto. Spero che saremo capaci di concludere tutto entro il prossimo anno. Quest'anno uscirà Live Beyond the Spheres, il prossimo anno l'album orchestrale, e nel frattempo abbiamo già iniziato a lavorare a nuove canzoni per il prossimo disco “regolare”, quindi...siamo impegnati.

Annie: Fantastico! Sono molto contenta di questo, e sono sicura che anche gli altri vostri fan apprezzeranno questa notizia.
Come vedi i Blind Guardian tra dieci anni?
Marcus Siepen: (ci pensa, NDR) Fiduciosamente così come ci vedo oggi. Siamo molto soddisfatti di ciò che stiamo facendo e siamo contenti di ogni singolo secondo, non cambierei niente. È tutto perfetto, le amicizie tra di noi, il rapporto con i gruppi con cui condividiamo i tour. Anche con la nostra crew ci troviamo molto bene: come ti dicevo, facciamo tour davvero lunghi (ultimamente più lunghi ancora di quelli fatti in passato), e potrebbe risultare molto stressante dover sempre vedere persone e dover dire addio alla privacy -perché sul serio non c'è privacy-, ma tutto funziona alla grande, quindi ci divertiamo. Ovviamente quando sei in tour può capitare di avere giornate in cui invece non ti diverti perché stai male (ride, NDR), ma comunque è generalmente tutto perfetto, l'atmosfera, le sensazioni. Spero che nulla di tutto questo cambi. Spero, tra dieci anni, di ripeterti le stesse cose che ti ho appena detto.

Annie: Te lo auguro davvero!
Marcus Siepen: Oh, lo spero tanto anch'io! (ride, NDR)

Annie: E ora un'ultima domanda: sei contento di condividere il palco con gli Ensiferum e i Grave Digger al Battlefield Metal Fest di Milano a luglio?
Marcus Siepen: Certamente! Sono sempre molto contento di suonare su qualsiasi palco. Ogni volta che suoniamo ad un festival, mi documento sui gruppi con cui condivideremo la serata. Mi capita sempre di controllare se suonerò con qualcuno dei miei amici. Sai, molti dei miei amici fanno parte di gruppi e vivono sparsi in giro per il mondo, quindi i festival sono un ottimo modo per incontrarci dopo molto tempo, così da condividere il concerto ma anche il tempo nel backstage, andando in giro e chiacchierando.
Mi sento sempre in paradiso quando sono su un palco con tutti i fan davanti, quindi ogni volta che c'è una data che sta per arrivare, non vedo l'ora che sia quel giorno.

Annie: Ok, quindi sarà un'ottima occasione per te di rivedere i Grave Digger, che suppongo siano vostri amici...
Marcus Siepen: Sì esatto, lo sono. Abbiamo suonato insieme negli Stati Uniti durante lo scorso tour. Sai, condividere date con musicisti con cui hai instaurato una bella amicizia fa sì che il tutto risulti confortevole. Il nostro ultimo tour europeo è stato con gli Orphaned Land...sono molto carini, sono meravigliosi, è stato un piacere condividere quel periodo insieme a loro. È stato perfetto, ed è così che dovrà andare per sempre. (ride, NDR)

Annie: La nostra intervista si conclude qui. Ti ringrazio davvero molto per il tuo tempo e la tua disponibilità. Lascio a te la parola per salutare i fan italiani dei Blind Guardian!
Marcus Siepen: Spero che darete un ascolto all'album, a maggior ragione se avete partecipato al nostro tour. Penso che racchiuda lo spirito dei concerti dei Blind Guardian degli ultimi due anni. Se vi piace, venite ai prossimi concerti, e continuate a supportarci così come avete fatto da trent'anni a questa parte. Siete speciali!

Annie: Ok, grazie ancora, ci vediamo a Milano a luglio!
Marcus Siepen: Ottimo, ci vediamo lì!


Steelminded
Mercoledì 7 Giugno 2017, 9.48.41
16
Beh, in effetti come dare torto a lemmy... anch'io li vedo un po' in stallo...
Lemmy
Martedì 6 Giugno 2017, 18.27.58
15
@Silvia, Thomas parlava in modo sensato per le sovraincisioni, aveva intuito e previsto una certa pomposa deriva orchestral-sinfonesca e lin studio e live, , ed aveva ragione anche per me, il loro ultimo gusto è il loro gusto appunto, non il mio, inoltre si può maturare anche non andandosi ad impelagare su ridondanti sovrastrutture orchestrali che quando superano la normale tollerabiltà, diventano troppo sontuosamnte caricate, se non autocaricaturali, e pomposamente irritabilmente autopippalorescamente autocelebrative, indi per me alla fin fine nocive, comunque non ho nulla di contro sul loro album orchestrale, purchè scindano le 2 cose, facciano pure sto benedetto album orchestrale, purchè trovino la quadra ispirativa su un nuovo album che li riporti in auge con la stessa energica forza che li fece emegere con il loro glorioso passata, e si badi bene che non intendo che fotocopino i loro album fondamenta del Power come "Somewere", "Imagination" e "Nightfall", bensi' solo che si sforzino a far entusiasmare l'immaginario collettivo a qualcosa di sempre grandioso e non qualcosa di onanisticamente pomposo che a nientaltro serve che a coprire il loro attuale stallo ispirativo e creativo.Mia opinione e visione personale.
Luky
Martedì 6 Giugno 2017, 1.47.15
14
*il songwriting inteso come stile, approccio nel comporre l'album orchestrale (ovvio che il songwriting in generale è cambiato, l'avevo anche scritto un commento prima )
Luky
Martedì 6 Giugno 2017, 1.45.07
13
Silvia, per avere un'idea Harvest of Sorrow è stato uno dei primi pezzi scritti per l'album orchestrale, poi invece è stato inserito in a night at the opera, e in effetti suona molto nightfall, infatti se non sbaglio hanno iniziato a scrivere l'album orchestrale proprio nel periodo di NIME, non pubblicando i pezzi negli album "normali" perché erano stati scritti appositamente per un'orchestra, e avrebbero perso moltissimo nel registrarli con il classico stile BG. Poi magari in questi 20 anni il loro songwriting é completamente cambiato e non centrerà piú niente con Nightfall, ma se l'album orchestrale è ispirato alle sonorità di NIME (il mio album preferito), ed ha canzoni-perle come appunto Harvest of Sorrow, se non ancora meglio (dato che Harvest é stata "scartata"), siamo davanti a un nuovo capolavoro. Le mie aspettative sono altissime per l'album orchestrale, spero che verranno ripagate.
Silvia
Martedì 6 Giugno 2017, 1.05.23
12
@Johnny e Lemmy, le sovraincisioni pompose causarono la dipartita di Thomen che le trovava eccessive (e io concordo), ma credo che rispecchino proprio il loro gusto attuale invece (purtroppo). E questo spiega perche' nel live abbiano evidenziato le tastiere e appiattito e ripulito la voce di Hansi che x me e' cento volte meglio nelle registrazioni dei fans perche' e' molto piu' grezza e corposa. @Luky, si' Marcus ha detto che non vorrebbero fare nemmeno Valhalla ma i fans la vogliono! Sicuramente questo nuovo corso e' un'evoluzione, una maturazione, pero' a me non va proprio. Infatti preferisco alcuni dei nuovi pezzi in versione live o acustici... Non voglio che tornino al vecchio stile perche' ormai il tempo e' passato pero' spero che si inventino qualcosa di diverso, meno "arzigogolato". Invece non vedo l'ora di sentire l'album orchestrale che a detta di Andre' e' un Nightfall con strumenti diversi
Johnny Cash
Lunedì 5 Giugno 2017, 14.31.26
11
Si ovvio che non sto dicendo che se cambia una parte dal vivo è da fischiare...però c'è anche da dire che a mio modo di vedere se una canzone funziona, funziona anche con arrangiamenti semplici (vedi primi Manowar). Io non chiedo ai Blind di fare come i suddetti ci mancherebbe, ma è fuori discussione che una Last Candle o una Valhalla son pezzi con arrangiamenti semplici ma efficaci. Il discorso live poi è si un discorso a parte, ma fino ad un certo punto. Io personalmente preferisco sentire i pezzi fedeli alla versione in studio, il fatto che vengono stravolti perché "tanto dal vivo conta il feeling" mi sa tanto di specchietto per le allodole...
Luky
Lunedì 5 Giugno 2017, 14.09.14
10
Sono in disaccordo col commento di johnny cash: le sovraincisioni e l'orchestra fanno parte della maturazione artistica dei bg, non del loro essere schiavi del genere. Ormai hanno sperimentato in lungo e in largo cosa significa suonare speed/power, e col tempo (e con l'età) si sono evoluti verso sonoritá meno dirette e piú sofisticate, infatti Majesty è una delle canzoni che preferiscono di meno suonare in live (lo dice André o Marcus, non ricordo chi dei due, nel commento rilasciato sul booklet di NIME rimasterizzato). Inoltre, se Hansi riesce in studio a cantare un'ottava piú alta, purché questo sia funzionale alla canzone e non solo un acuto da sfoggiare (Hansi non fa mai acuti fini a sé stessi), perché non abbellire la canzone solo perché non la replica uguale live? Il live è un'esperienza diversa dal disco, anche se non è perfettamente uguale non è per forza un difetto.
Johnny Cash
Lunedì 5 Giugno 2017, 12.11.32
9
I Blind Guardian che reputo un grandissimo gruppo sono cmq "schiavi" del loro stesso genere che spesso per guadagnare in epicità ricorre a un sacco di sovraincisioni ed orchestrazioni elaborate. Ricordiamoci ogni tanto dei Manowar anni '80, tre accordi una linea vocale azzeccata ed erano più epici loro di 50 orchestre messe assieme. Ora pur mantendendo il loro stile i Blind dovrebbero un po ritrovare il piacere di suonare in maniera più "cruda" e meno cervellotica...senza poi contare che se dal vivo la voce me la abbassi di un ottava magari io direi che è il caso di cantare in maniera proporzionale alle proprie reali capacità.
Lemmy
Sabato 3 Giugno 2017, 18.26.37
8
Bella intervista, e parole sante quelle dette da JC, fosse per me solo in casi estremi io ammetterei ritocchi in studio per casi macrospici e in via limitata e circoscritta di difetti sonori specialmente per le canzoni emblema di un gruppo, altrimenti si perde la magia e ruspantezza di quele esibizioni, altrimenti non si chiamerebbero live, i live sono l'anima musicale esterna di u gruppo, il massimo donarsi verso il pubblico , il momento della fusione del gruppo con il pubblico, farebbero meglio in via preventiva,prevenire è meglio che curare, che spendessero soldi con un bravissimo ed esperto tecnico audio, e che si concordi meglio le tonalità,le accordature, i volumi, e i bilanciamenti con le condizioni dei strumentisti e del cantante, eviterebbero questi problemi a monte.Detto ciò, faccio un accorato appello a Marcus Siepen e a tutto il gruppo, ritornate sulla retta via, ritornate al passato , con composizioni che tornino agli album che li hanno resi grandi, toglieti i fronzoli, e le asfissianti orchestrazioni, o almeno atene un uso più ragionato e funzionale.
Silvia
Sabato 3 Giugno 2017, 15.24.13
7
@JC quoto ogni tua singola parola. Infatti anche nel caso dei BG i live girati dai fans e postati su Youtube dimostrano che non c'è bisogno di nessun ritocco e suonano molto meglio con le tastiere più basse e il wah wah un po'smorzato! A me personalmente piacciono tantissimo tutti gli album da Tales a NIME ma non ho mai amato l'abuso del wah wah (appunto) che fa Andrè. Ultimamente poi è davvero eccessivo, almeno x il mio gusto.
Luky
Sabato 3 Giugno 2017, 14.38.21
6
Fa sempre piacere leggere interviste ai BG, anche se le risposte mi sono sembrate un po' banali, ma Marcus sembra sempre simpatico e disponibile. La parte che mi è piaciuta di piú è quella dove dice che l'album orchestrale vedrà luce nel 2018 *.* (che alla fine sarà 2019, dato che qualcosa slitta sempre)
JC
Sabato 3 Giugno 2017, 13.25.54
5
Quanto vorrei live senza elaborazioni, come in Italia facevano gli Elii qualche tempo fa (e altri gruppi in giro per il mondo)... Finito il concerto, pronto il cd. Si passa direttamente dal mixer senza tante belinate, come una registrazione in presa diretta. Addirittura lo vendevano a fine serata... Chi é musicista sa che ormai in studio ogni nota é presa e sistemata al computer...può andare bene per gli album da studio, dove effettivamente é di aiuto (invece di risuonare una battuta quaranta volte, la fai bene una e poi copi e incolli), ma il live lasciamolo tale. Già trovo insopportabile il ricorso sempre più massiccio alle basi registrate... Insomma non mi piacciono i live spezzatino, con un pezzo preso da qui e uno da là, non c'é più niente di "autentico". Chiudo la polemica con un'ultima annotazione: i BG a mio avviso hanno due difetti 1) l'abuso del whawha che nell'epic mi sembra come il parmigiano sul pesce 2) l'ipertrofia di arrangiamenti che tra l'altro spesso poi ingolfano e impastano il sound (almeno nei miei sistemi stereo). Per me rimangono insuperabili con lo speed metal semplice, epico e pulito di Tales.
ayreon
Sabato 3 Giugno 2017, 11.32.07
4
ma quan'tè bravo hansi nell'ultimo ayreon
Alex Cavani
Sabato 3 Giugno 2017, 9.14.41
3
Che dolce Marcus Sembra uno zio o un parente che non vedi da tempo e ha sempre una parola sincera e carina da dirti. È un piacere leggere interviste così. E dai che ce la faccio anche a laurearmi in tempo per l'album orchestrale!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Sabato 3 Giugno 2017, 4.16.23
2
Wooohhh!!!! Grande Annie che sei riuscita a intervistare i Blind Guardian!! ben fatto e bello sapere dell'album orchestrale
Silvia
Sabato 3 Giugno 2017, 2.55.55
1
Bella l'intervista! E confortante la risposta sull'album orchestrale! Dai che ce la fanno x il 2019 come promesso! LOL! Grande Marcus, sempre coerente e un vero metal head! @Annie, non faccio fatica a credere che il loro concerto sia stato il più bello cui tu abbia assistito. Dal vivo sono incredibili, anche a me hanno emozionato tanto
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