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DRAGONFORCE - Bon Jovi con sottofondo Slayer!
29/05/2017 (1323 letture)
Barry: Ciao Gee, benvenuto sulle nostre pagine! Come stai?
Gee: Tutto bene, grazie! Tu?

Barry: Anche io bene, specialmente perché finalmente posso parlare con un musicista italiano senza dovermi preoccupare della mia orribile pronuncia, ahah! Direi di partire col botto: Reaching into Infinity è il vostro nuovo album, come mai innanzitutto avete scelto questo particolare titolo?
Gee: Il titolo nasce dal significato stesso dell'album, che è quello di raggiungere l'infinito tramite la musica: in poche parole, la nostra musica vuole essere il mezzo per sfuggire alla quotidianità, dagli orrori che stiamo vivendo in questo periodo e raggiungere questa sorta di dimensione ideale, perfetta, priva dei problemi che caratterizzano la realtà. Una vera e propria via di evasione che speriamo di riuscire a fornire.

Barry: Immagino quindi che anche la copertina, con questa sorta di Stargate, sia legata al significato dell'album.
Gee: Esattamente! Anche il dragone, che abbiamo impiegato su una nostra copertina per la prima volta nonostante il nome della band, è collegato a questa idea di evasione, al pari appunto dello Stargate di cui parli.

Barry: Ascoltandolo, ho avuto l'impressione si tratti del vostro album più maturo e compatto; in particolare, ho avuto la netta sensazione che ci siano meno tecnicismi, in favore di una maggiore cura negli arrangiamenti. Sei d'accordo?
Gee: Sono contento che tu l'abbia analizzato in questa maniera! Da musicista che ha materialmente inciso l'album posso dirti che, come hai notato, abbiamo sicuramente impiegato una maggiore attenzione nella creazione della struttura dei singoli brani; abbiamo dedicato una particolare cura agli arrangiamenti ed ai minimi dettagli, anche perché, quando si ha un produttore come Jens Borgren, è inevitabile lavorare in modo preciso! Nella sua pignoleria Jens ci ha dato un supporto enorme e ci ha permesso di curare l'album davvero nei minimi dettagli.
Quanto ai tecnicismi, in realtà ce ne sono comunque moltissimi, ma mi preme sottolineare la prova di Mark, che ha stupito noi per primi: secondo me la sua voce è la vera e propria rivelazione dell'album!

Barry: Beh non ti nascondo che, senza nulla togliere a ZP Theart, preferisco di gran lunga Mark come cantante! Reaching to Infinity è anche il primo album nel quale hai contributo alla composizione. Cosa hai potuto aggiungere di tuo?
Gee: Ho avuto completa carta bianca dai ragazzi della band ed ho potuto aggiungere la mia tecnica ed il mio gusto alle parti di batteria. Naturalmente il classico power metal estremo dei DragonForce è quello, quindi anche io mi sono dovuto adattare! Ma ho fatto in modo di aggiungere comunque molta della mia passione, del mio gusto e della mia tecnica al loro stile e spero davvero si noti. Un altro aspetto positivo di queste registrazioni è che abbiamo avuto modo di lavorare all'album come una squadra: poiché abbiamo pre-prodotto l'album già mentre eravamo in tour, ci abbiamo lavorato su tutti assieme fin dal primo giorno! Sono davvero contento che abbia funzionato tutto alla perfezione dall'inizio alla fine.

Barry: Una bella fortuna, anche considerando il fatto che sei, per così dire, l'ultimo arrivato nel gruppo! E pensare che tutto è iniziato facendo video didattici delle loro canzoni su YouTube!
Gee: Conoscevo in realtà i ragazzi personalmente già da tempo, ero amico di Fred già da parecchio prima che pensassero a me, tant'è che quando poi c'è stato lo switch con Dave, in pratica mi hanno detto: Senti, vieni tu a suonare! Non ti nascondo però che all'inizio è stata una follia, non avrei davvero mai pensato di suonare dal vivo pezzi di cui avevo realizzato cover! Come saprai insegno batteria ed avevo pubblicato quei video, assieme ad altri relativi a band di tutti i tipi, per ragioni esclusivamente didattiche, in un periodo in cui era esplosa un po' la “mania” dei video di batteria. Ritrovarsi poi a suonarli davvero su un palco...beh, è stato incredibile!

Barry: Davvero una bella favola! Come sei stato accolto dai fan del gruppo?
Gee: Assolutamente alla grande fin da subito! Il fatto che lo switch sia avvenuto in termini assolutamente amichevoli poi ha aiutato molto; con Dave siamo tuttora in ottimi rapporti, ogni tanto ci vediamo e ci aggiorniamo sui reciproci progetti. Ognuno di noi poi ha le proprie caratteristiche, specie considerando che veniamo tutti da paesi diversi, ma siamo davvero una famiglia. Posso dire di aver trovato nei DragonForce la mia seconda famiglia, dopo i miei genitori che ovviamente costituiscono la prima

Barry: Pensi che questo “cosmopolitismo” sia uno dei segreti della band? Ciascun musicista immagino porti con sé influenze e modi di pensare totalmente differenti l'uno dall'altro.
Gee: Indubbiamente. La diversa provenienza ti porta a confrontarti ogni giorno con culture totalmente diverse, il che però poi è anche un vantaggio, perché pur girando il mondo c'è sempre qualcuno di noi che in un Paese si sente a casa! Automaticamente, poi, sentendosi a casa uno di noi, si sentono a casa anche gli altri! E' un po' come essere in un tour operator, per farti capire, ahah! Ovunque andiamo, c'è sempre qualcuno che conosce un determinato posto, un ristorante...quando veniamo in Italia ci sono io che faccio da guida anche in senso gastronomico, se andiamo in Francia abbiamo Fred, se andiamo in Cina o ad Hong-Kong abbiamo Herman, se andiamo in Nuova Zelanda c'è Sam pronto a guidarci e consigliarci. Ognuno di noi ha la propria visione della vita, ma musicalmente siamo una sorta di unica mente in quanto band.

Barry: Ed è questa la cosa essenziale! Tornando all'album, in una delle edizioni speciali figura anche una cover piuttosto particolare, quale Evil Dead dei Death; è vero che non siete nuovi a cover inusuali -penso anche a Ring of Fire- ma la scelta di un brano così estremo e diverso dai vostri standard deve essere stata una bella sfida!
Gee: La scelta di Ring of Fire era stata fatta perché intendevamo espressamente fare la cover di un brano molto noto, un vero e proprio pilastro del rock 'n' roll! Evil Dead, invece, è stata scelta molto semplicemente perché siamo tutti grandi fan dei Death; avevamo una lista con diverse alternative, ma Evil Dead ha messo davvero tutti d'accordo: io ci sono letteralmente cresciuto, Fred li considera la sua band preferita, Sam idem, quindi è stato un plebiscito! Spero piaccia ai nostri fan, io sono piuttosto soddisfatto del risultato finale, anche perché è venuta esattamente come speravamo.

Barry: In effetti, per certi versi, è forse meglio realizzare cover di band totalmente diverse dal proprio stile, in modo da immettervi qualcosa di proprio!
Gee: Certamente! Ovviamente, poi, un altro motivo per cui abbiamo scelto di realizzarla è stato rendere omaggio ad un compositore come Chuck Schuldiner, che consideriamo fra i padri del metal. E' stato un tributo dovuto.

Barry: Certo, è un rimpianto enorme pensare a cosa avrebbe potuto comporre se gli fosse stato concesso di vivere ancora a lungo. Visto che abbiamo parlato del genere suonato dai DragonForce, ne approfitto per rivolgerti una domanda al riguardo: ho letto mille definizioni da parte di stampa e fan, da speed power metal a videogame metal...come lo definiresti tu?
Gee: Ne do una definizione che si trova a sua volta in giro e che, a differenza di altre, mi trova perfettamente d'accordo: è come prendere Bon Jovi e mettere in sottofondo gli Slayer! Se ci pensi parliamo di canzoni estremamente melodiche, con arrangiamenti quasi hard rock, sparate però ad altissime velocità. La mia band preferita di sempre -assieme ai Death- sono i Pantera, quindi suonare questo genere di musica a velocità elevate è una soddisfazione immensa! E mentre le canto immagino di cantare Bon Jovi!

Barry: Non puoi farmi questo, ora avrò l'immagine fissa in testa di Jon che canta e Kerry King accanto che fa headbanging! Che mi sai dire invece dei testi dell'ultimo album? Li ho trovati più seriosi, al pari della musica composta.
Gee: Ogni band subisce sicuramente una evoluzione, un cambiamento nel corso degli anni; man mano che il tempo passa si diventa più capaci di introspezione, si acquisisce una certa profondità. Ecco dunque che anche noi, accanto ai nostri soliti temi come draghi, spadoni e racconti epici, man mano che ci evolviamo come persone e musicisti diveniamo maggiormente capaci di comporre testi più introspettivi; anche Maximum Overload era stato un primo segnale di questa nostra evoluzione, che continua in modo naturale su Reaching to Infinity; così come la musica è più compatta e matura, naturalmente anche i testi seguono lo stesso percorso e chiaramente ogni testo deve essere commisurato all'arrangiamento del brano: una canzone come Silence, per fare un esempio, non può avere l'arrangiamento di Midnight Madness, perché parliamo di due mondi differenti!

Barry: Direi che è giusto! E passerete a trovarci per promuovere Reaching to Infinity?
Gee: Certamente! Il 28 ottobre saremo al Serraglio di Milano ed il 29 a Zona Roveri, Bologna. Non vedo e non vediamo l'ora!

Barry: Molto bene, ci si vede là! A presto allora!
Gee: Ci vediamo ovviamente là, grazie a te ed ai vostri lettori!



Lemmy
Lunedì 29 Maggio 2017, 16.59.48
5
Sono talmente speed che il loro nonno era Gianni Morandi..Andavo a 100 all'ora per trovar la bimba mia ye ye ye ye ye ye...ma si bruciò il motore nel bel mezzo della via blen blen blen blen blen blen..A parte gli sherzi, diciamo che stavolta , ma solo stavolta sono curiosa va.....evoluzione, cambiamento, introspezione, profondità ...chissà.
InvictuSteele
Lunedì 29 Maggio 2017, 15.47.38
4
ahahaahhahaha
ObscureSolstice
Lunedì 29 Maggio 2017, 14.57.43
3
minchia se pure questi speed, allora anche mia nonna è speed
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 29 Maggio 2017, 12.50.01
2
Ahahahahahah...no,sono talmente speed che anche stando fermi hanno l'effetto sdoppiamento di flash gordon
LAMBRUSCORE
Lunedì 29 Maggio 2017, 12.34.27
1
Sbaglio o nella foto in alto a destra, stanno facendo un bel "trenino" ????
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