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RHAPSODY OF FIRE - Più vivi e vegeti che mai
16/06/2017 (1887 letture)
Non capita spesso di riuscire ad incontrare personalmente gli artisti di una delle band che si ascoltando da anni e che sono riusciti involontariamente a segnare parte della tua vita dal punto di vista musicale. Ancor più raramente accade di scoprire che gli artisti in questione, mantengono la disponibilità e l’umiltà che genericamente si attribuiscono alle persone che incontriamo tutti i giorni, non si lamentano per averli scomodati e anzi insistono per pagare da bere, invece di far pesare il tempo concesso per l’intervista come se fosse un favore. Inutile quindi dire come sia stato doppiamente un piacere scambiare quattro parole con Alessandro Sala, bassista dei Rhapsody of Fire, in concomitanza con l’uscita dell’album. L’esito della giornata a Trieste è la dimostrazione che nella vita non si può far altro che migliorare, soprattutto se consideriamo che la mia prima volta in questa città ho rischiato di essere investito cinque o sei volte.

Fabio: Ciao Alessandro! Se non erro sono ormai passati due anni da quando sei entrato a far parte dei Rhapsody Of Fire, puoi farci un bilancio di questo primo periodo?
Alessandro: Beh è stato molto interessante per me andare a suonare in location dove non avevo mai suonato prima, in posti come Giappone, Messico. Mi è piaciuto soprattutto quello, il fatto è che i Rhapsody Of Fire sono famosi in tutto il mondo e quindi devi confrontarti con questa realtà per te un po’ nuova, e che ha mille sfacettature per cui è molto interessante. Poi è stato bellissimo anche vedere come funziona entrare nella macchina Rhapsody Of Fire, capire come si compone musica a quel livello, le pianificazioni che fai, perché comunque c’è una pianificazione lunga anni per i passi da fare: ok usciamo con questo disco, poi vai in tour, le scelte successive, ecc... Io sono entrato in punta di piedi in questa cosa, il composer principale è Alex Staropoli quindi passa tutto attraverso lui, vedo che si dà da fare e lavora come un matto perchè è la sua vita. L’idea è di dare il mio contributo però lui è la macchina che fa partire tutto e quindi non vado a mettergli il bastone tra le ruote, anzi una delle cose migliori che mi sono capitate da quando sono nei Rhapsody Of Fire è anche riuscire a capire l’arrangiamento, nel senso che in alcuni momenti di Into The Legend ci sono fino a duecento tracce attive, perché ci sono i cori, ci sono gli archi registrati uno a uno. Se ti trovi invece con le pre-tracce su cui devi lavorare su, all’inizio puoi anche provare ad essere più estroso in questo o quell’altro punto, però devi sempre stare attento all’intera economia del disco, perché magari tu non sai ma qualcun altro ha già pensato ad inserire una melodia di flauto e non puoi andare a contrastare con la tua parte. Allora lì c’è un lavoro certosino da parte di Alex che è strabiliante, io ho fatto le mie parti quando i pezzi erano già quasi tutti fatti, li ho suonati, li ho fatti un po’ miei, però ovviamente mi sono dovuto "scontrare" all’inizio perchè non sai l’economia generale di pezzi così complicati come quelli dei Rhapsody Of Fire

Fabio: Forse è una domanda che ti hanno già fatto, ma come sei entrato nei Rhapsody Of Fire? Hai fatto un’audizione o sono stati loro a chiederti di far parte del gruppo?
Alessandro: Beh me l’ha chiesto Roby (Roberto De Micheli ndr), ovviamente ne hanno parlato, hanno visto le opzioni che avevano e mi hanno chiesto di essere tra quelle, io ci ho pensato su e ho accettato. Non ho fatto un’audizione vera e propria, nel senso che non ho dovuto dimostrare che sapevo suonare le canzoni a livello tecnico anche perché ho suonato con Roby per dieci anni e non ce n’era bisogno. Più che altro l’unica novità era il bisogno di usare il plettro a 190 bpm e suonare per due ore a quella velocità, quindi l’unico dubbio tecnico era legato a quello. Alla fine hanno scelto il bassista non solo per come suona il basso ma anche per il modo in cui entra nel gruppo e dà il suo contributo, quindi loro conoscendomi andavano già abbastanza sul sicuro, nel senso, sanno che non sono uno che dà di matto ogni due per tre, quindi loro avevano bisogno di una persona tranquilla che credesse nel progetto e andasse avanti nonostante le cento cose che sono successe ai . Rhapsody Of Fire.

Fabio: Prima dei Rhapsody Of Fire hai già militato in una band, i Sinestesia, band progressive che incorpora elementi metal e dove ci ho intravisto pure parti di rock italiano. Oltre alla differenza di genere, come cambia il modo di lavorare all’interno delle due band? Senti una pressione diversa o in fondo il meccanismo è lo stesso?
Alessandro: Ovviamente è molto più corale una band che ti crei, con i Sinestesia ci siamo creati praticamente dall’inizio, mentre quando entri in una band dove già ci sono dei meccanismi tu devi sondare per capire tutti, però a parte quello ogni gruppo ha il suo wrokflow. I Rhapsody Of Fire sono una macchina molto più grande ed ha bisogno di molta più disponibilità, nel senso che se tu vai in tour per due, tre settimane o un mese quella dev’essere la tua priorità e tutto deve andare secondo il piano. Chiede una dedizione che non ha pari.

Fabio:Provenendo entrambi dalla scena musicale di Trieste, e avendo già suonato insieme con i Sinestesia, com’è il tuo rapporto con Roberto De Micheli visto che si può dire vi conosciate da una vita?
Alessandro: Beh da quando ci conosciamo nella band siamo sempre stati molto legati: per dirti il tastierista dei Sinestesiaè stato il testimone di nozze di Roby. Io gli sono grato per avermi dato questa possibilità di entrare nei Rhapsody Of Fire e poi come persona mi piace nel senso che mi sono sempre trovato bene, non solo perché lo conosco ma perché è una persona con cui si riesce lavorare ed è uno straordinario chitarrista. Lui è uno pacato, so quello che fa e so cosa aspettarmi da lui quindi è come mettersi comodi per così dire. Siamo sempre rimasti amici, sono capitati anche periodi in cui ci sentivamo poco perché io ho abitato in Germania però l’amicizia non è mai venuta meno.

Fabio:Ora che sei in pianta stabile nella formazione, il tuo contributo per l’album nuovo è stato diverso rispetto al precedente o è rimasto invariato?
Alessandro: Beh non è stato molto diverso perchè questo è un album speciale essenzialmente, un best of di canzoni che sono già state registrate, quindi quello che tu devi fare è soprattutto riprodurre le canzoni come effettivamente suonano nell’originale. Non è che puoi mettere il tuo estro dappertutto perché non devi andare a toccare pietre miliari, quindi da quel punto di vista il mio contributo arriverà di più nei prossimi album, sempre con il vincolo che i Rhapsody Of Fire non sono una band pensata come cinque singoli strumenti che suonano assieme, sono sinfonici alla massima potenza quindi c’è sempre un sacco di roba dentro.

Fabio:Puoi dirmi una canzone in particolare dei Sinestesia e dei Rhapsody Of Fire che ti piace suonare di più sia in studio che in sede live?
Alessandro: Ti dirò, dei Sinestesia c’è la suite del primo album Acquarium che la sento di continuo e di cui c’è anche una versione live. Dei Rhapsody Of Fire personalmente c’è Erian’s Mystical Rhymes che è una delle più difficili in cui mi sono cimentato e poi essenzialmente anche Dawn of Victory, non solo perché è a 190 bpm ma perché alcune canzoni puoi utilizzarle anche come esercizio e non senti il peso di suonarle proprio perché ti diverte su più livelli.

Fabio:Com’è stato aprire per gli Scorpions proprio nella tua città? A me è sembrato un bel concerto ma per te che dovevi suonare penso che ci sia stata tanta soddisfazione
Alessandro: Mamma mia. Io ho suonato a Trieste un milione di volte, ma nel palazzetto più grande davanti a cinquemila persone, col palco più bello che abbia mai visto è stata veramente particolare. Anche come approccio per così dire, perché non ti capita mai di essere a casa tua fino a quattro ore prima del concerto e andare lì con la tua attrezzatura e il tuo suono al 100% e fai il soundcheck. Siamo molto più randagi quando siamo in giro e sei con un mood diverso quindi è stato estremamente piacevole ed è stato come suonare nel salotto di casa.

Fabio:Ora la domanda un po’ da giornalista, ma tant’è. Nell’ultimo periodo ha creato un sacco di scalpore lo split con Fabio Lione e Alex Hozwalt. Tu che eri all’interno della band sai dirci cosa ha portato alla separazione con i due membri storici? Si tratta solo della reunion o c’è anche altro?
Alessandro: Beh c’è poco da dire, semplicemente non credevano più nella continuazione del progetto e nient’altro. Poi si è visto perché: se fanno un tour d’addio significa che per loro i Rhapsody of Fire sono finiti.

Fabio:Ora è entrato Giacomo Voli alla voce. Vista la diffidenza del popolo metal nei confronti dei Talent e viceversa, cosa ha spinto i Rhapsody of Fire a sceglierlo?
Alessandro: Essenzialmente il fatto che dei talent e di quello che c’è nel passato non è mai fregato niente. Giacomo non è stato scelto così a caso, abbiamo collaborato, aveva fatto un pò di cori in Into the Legend, era già stato testato per come lavora, per l’entusiasmo che ha, per il tipo di voce che ha, rispondendo alla grande a tutte le cose richieste da Staropoli, che sicuramente gli ha tirato il collo come un matto. Quindi è stato scelto perchè è straforte ed è un tipo di persona con cui puoi lavorare perché è entusiasta e serio.

Fabio: Visto tra l’altro che da qualche anno a questa parte Fabio aveva iniziato a comporre e scrivere testi suoi, come è cambiato il modo di lavorare della band con l’uno rispetto all’altro?
Alessandro: Beh Fabio ha iniziato tardi a fare testi suoi, quindi ha sempre lavorato con testi composti da Luca Turilli in primis, perché era lui la mente dietro la saga di Emerald Sword. Comunque Giacomo compone tanto, è una persona che ha già molta esperienza nei testi pur essendo giovane, ha cura anche di come suonano, dell’inglese, c’è qualità sotto anche nella composizione. Quindi lavorare con lui non sarà un problema.

Fabio:Abbiamo parlato di Rhapsody of Fire e Sinestesia, ma cosa fai quando non ti occupi di musica?
Alessandro: Beh io sono un fisico. Fisico sperimentale, faccio esperimenti su nanotecnologie e dispositivi elettronici, magnetici e cose di questo genere. Ho un laboratorio e lavoro in questo laboratorio.

Fabio:Ah però… Uno con tutti questi impegni riesce a trovare un po’ di tempo libero ?
Alessandro:Ah si, per tantissime altre cose. Sono abbastanza organizzato quindi riesco comunque a fare tutto quello che mi prefiggo sostanzialmente. Cerco di non mettere troppa carne al fuoco perché sennò creo casini però di carne al fuoco riesco a metterne molta. Tempo libero per suonare e altre cose perché comunque la musica è la mia vita insomma, non c’è nemmeno molta distinzione tra lavoro e tempo libero perché come ricercatore sei concentrato lì al 100%. Ti occupa anche molto tempo perché devi girare il mondo per le conferenze o altro. Poi sono molto fortunato perché mi sento efficiente così per dire, ad esempio per essere pronto a suonare il set intero dei Rhapsody Of Fire mi bastano due giorni. Condenso tutto, mi abituo a suonare per ore ed ore, mi alleno. Ho anche altri progetti musicali dove riesco a tirar fuori veramente tanto. Questo non solo nella musica ma anche in molte altre cose.

Fabio:Ultima domanda. Cosa possono aspettarsi I fan dal nuovo album e se hai un messaggio da lasciare a loro
Alessandro:Quello che noi ci auguriamo sia recepito è che i Rhapsody of Fire sono vivi, sono vegeti, hanno una nuova veste, sono persone diverse per cui non possono suonare uguali però la potenza e la sinfonia ci sono sempre ed è anche questo il motivo per cui abbiamo fatto questo disco, che è leggermente diverso ma fa parte della storia dei Rhapsody of Fire. Comunque è un progetto vivo, nel senso che noi siamo molto focalizzati nel produrre qualcosa di nuovo, produrremo nuovi dischi, andremo a suonare in giro, quindi questo disco è stato un punto fermo, un Greatest Hits che a un certo punto bisogna fare, ma nel suo suono lascia intravedere che comunque ci sarà un futuro che scalpita per noi. Il messaggio quindi è quello di continuare a seguirci perché noi siamo entusiasti come il primo giorno, sia noi che siamo entrati da poco sia Alex Staropoli che guida la formazione, è questo il motore che fa uscire un progetto complicato e di successo come i Rhapsody of Fire.

Fabio:Perfetto. Bene, noi abbiamo finito. Ti ringrazio infinitamente per la disponibilità e il tempo concesso, è stato veramente un piacere e ovviamente ci vediamo al prossimo concerto.


Beta
Giovedì 22 Giugno 2017, 12.06.07
23
Fabio al 19: sto malissimo
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 22 Giugno 2017, 11.23.38
22
Indubbiamente, ma per alcuni una certa importanza potrebbe averlo, prendiamo Number Of The Beast,un certo impatto sulla cultura si può attribuirgli...nel tuo caso non è stato certo il nickname in sè a rovinarti
Squirting love
Giovedì 22 Giugno 2017, 7.53.23
21
Vogliamo parlare del livello culturale del tuo, di nickname?
Ciccio Ouija
Giovedì 22 Giugno 2017, 7.01.04
20
@Fabio Yaaaaaaaahhhhh: AHAHAH
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 21 Giugno 2017, 23.48.35
19
Oltre al fatto che non vedo il nesso con il contenuto dell'intervista, se tu non fossi un troll grande come una casa ti chiederei, visto il risultato della tua birllante analisi tanto approfondita da stabilire come non serva saper suonare per entrare nei Rhapsody e come le nanotecnologie siano stronzate, illuminaci su quali sono le cose importanti della vita. Sicuramente il fatto che tu abbia perso parte del tuo prezioso tempo per cercare informazioni su Alessandro Sala lo rende una persona inutile, ma dato che hai tutte le risposte ti pregherei di istruirci su come vivere una vita giusta evitando di essere dei falliti. Questo ti chiederei se tu non fossi un troll grande come una casa, ma considerando l'alto livello culturale del tuo nickname...
Squirting love
Mercoledì 21 Giugno 2017, 23.06.54
18
Si si è lui..allora: vincitore programma tv di massa che più idiota non si poteva fare, mediaset per di più (probabilmente casa prod. Magnolia vd. Giorgio Gori) + fisico nel campo delle nanotecnologie, biotech, nanotubi, nanopolimeri, nanostonzate e merdate elettromagnetiche, smartdust ecc..ecc...+ bassista di band molto famosa nel genere (ove pure il nuovo cantante è un altro passato per la TV...quasi vincitore non fosse stato per la presenza di una SUORA) + Trieste...= Mass...ehm...racc...ehm amman...ehm...iscr. PD ehm..no dai è un ragazzo in gamba.
Ciccio Ouija
Mercoledì 21 Giugno 2017, 21.28.06
17
E' proprio lui invece. Garantisco io.
Rob Fleming
Mercoledì 21 Giugno 2017, 20.10.23
16
È nettamente lui. Con meno capelli e più barba
Fcl
Mercoledì 21 Giugno 2017, 18.06.32
15
A me sembra lui invece
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 21 Giugno 2017, 16.07.22
14
Vero,ma va anche ammesso che Trieste è una città insolitamente grande e il mistico e variegato mondo delle coincidenze non finirà mai di stupirci
D.
Mercoledì 21 Giugno 2017, 15.13.58
13
Però anche quell'Alessandro Sala era triestino e laureando in fisica a quanto leggo
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 21 Giugno 2017, 14.41.49
12
Sì sì è assolutamente un caso di omonimia...basta guardare la foto,non ci assomiglia neanche, poi questo ha la barba
max
Mercoledì 21 Giugno 2017, 14.39.31
11
no, aspè... non era davvero lui quello della trasmissione "la demente ed il diversamente intelligente", è solo un caso di omonimia... giusto?
Vittorio
Mercoledì 21 Giugno 2017, 14.22.43
10
@Fabio una domanda sull'argomento ci voleva
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 21 Giugno 2017, 12.19.57
9
E io che credevo non sarebbero mai tornare a galla certe nefandezze
Vittorio
Mercoledì 21 Giugno 2017, 11.03.04
8
Tipo in gamba, non per niente ha anche vinto il programma TV "La Pupa e Il Secchione".
Andy90
Sabato 17 Giugno 2017, 19.22.32
7
...in effetti Patrice Guers suonava con le dita...però non so se utilizzava questa tecnica su tutti i pezzi!
Tarzan
Sabato 17 Giugno 2017, 13.50.51
6
Non capisco come il bassista Guerra riesca a suonare con le dita..
Tarzan
Sabato 17 Giugno 2017, 13.50.50
5
Non capisco come il bassista Guerra riesca a suonare con le dita..
Ciccio Ouija
Sabato 17 Giugno 2017, 12.52.52
4
Ottima intervista! Questo Sala deve essere una persona in gamba. Purtroppo, dopo le ultime uscite, non mi aspetto più nullga da questi Rhapsody.
Beta
Sabato 17 Giugno 2017, 12.45.19
3
Ah, dimenticavo: complimenti anche a Sala, non so veramente come faccia a combinare tutti questi grossi impegni e a farli tutti bene. Ero convinta che essere nei Rhapsody significasse non poter avere altro lavoro, men che meno il fisico. Ovviamente vale anche al rovescio. Veramente complimenti e il massimo rispetto (alla faccia di chi dice che i metallari sono tutti ignoranti!)
Beta
Sabato 17 Giugno 2017, 12.38.13
2
Fabio, sei pessimo: io a Trieste ci sono andata due volte e non ho mai rischiato la vita! Va beh, a parte il fatto che abbiamo appurato che non sai attraversare la strada (non andare mai a Napoli XD), complimenti per l'intervista, è molto interessante. "il bisogno di usare il plettro a 190 bpm e suonare per due ore a quella velocità": qui mi è scoppiata la risata; infatti non so veramente come facciano, sono bravissimi. Comunque io il messaggio finale l'ho recepito benissimo: andrò di sicuro avanti a seguirli e non vedo l'ora di sentire questi nuovi Rhapsody; dai singoli che hanno rilasciato si è capita tutta l'energia che hanno. In bocca al lupo a tutti!
JC
Sabato 17 Giugno 2017, 8.56.56
1
Bella intervista, lascia intravedere il grande lavoro che c'è dietro un band di questo livello. Non vedo l'ora di vederli dal vivo.
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Alessandro Sala
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