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KYNESIS - Umane miserie, mitologiche narrazioni
21/06/2017 (567 letture)
Trentasei lune fa avevano stupito il microcosmo post metal tricolore con Kali Yuga, inerpicandosi con gran costrutto sui sentieri più impervi della lezione Cult of Luna e raggiungendo la vetta con sorprendente maturità e pari coraggio in termini di sperimentazione. Tre anni dopo, Pandora ha raccolto alla grande l’eredità di quel nobile predecessore, rimescolando in parte le carte dell’ispirazione ma confermando che i Kynesis non conoscono altra dimensione che quella dell’alta quota… qualitativa. Ne abbiamo parlato con i componenti del quartetto torinese, Ivan Di Vincenzo, Luca Braga, Giacomo Grillone e Fabio Losano.

Red Rainbow: Ciao, benvenuti su Metallized! Prima di calarmi nei panni del distaccato intervistatore permettetemi di farvi i complimenti per Pandora, direi in modalità fan, se mi passate il termine. Da incallito solcatore delle rotte post raramente mi è capitato di imbattermi in un lavoro così coinvolgente ed emozionante fin dal primo ascolto.
Kynesis: Buongiorno a te ed a tutto lo staff di Metallized. Grazie dello spazio che ci state offrendo. Ovviamente, ringraziamo per i complimenti che ci riempiono di gioia ed orgoglio, non siamo mai stati abituati a tanto!

Red Rainbow: Innanzitutto una curiosità biografica, la vostra storia comincia in territori gothic (il video di Wish estratto da Breath of Existence ne è la prova più evidente), cosa è successo da quel lontano 2006? Quando e in che modo è scattata la folgorazione sulla, per così dire, “via di Umeå”?
Kynesis: Sono successe molte cose, belle e spiacevoli, tra i Kynesis di Breath of Existence e Dreams of Sickness ed i Kynesis di Kali Yuga e Pandora. Successivamente alla registrazione di Dreams of Sickness, nel 2007 il gruppo si sciolse, o meglio fu messo in stand-by fino al 2010. Durante quel periodo di pausa nuove sonorità giunsero alle nostre orecchie. Per puro caso venne scoperto Oceanic degli Isis; un fulmine a ciel sereno! Di li a poco si conobbero Neurosis, Cult of Luna, Amenra, ecc… amore al primo ascolto. Cinque amici musicisti, stanchi di suonare ed ascoltare i soliti riff ed i soliti grooves, si ritrovarono nuovamente in sala prove. Si doveva assolutamente ricominciare a comporre ed emulare quel genere così diverso, intrigante e sperimentale, a cavallo tra la tristezza del doom, l’acidità dell’ hardcore, l’ oniricità del post rock e la follia del progressive. 4/5 del nuovo progetto appartenevano ai Kynesis, decidemmo di mantenerne il nome, in una specie di resurrezione della fenice. Inizialmente è stato difficile cercare una propria strada ed un proprio sound, spesso capitava di jammare in modo troppo simile agli Isis, piuttosto che ai The Ocean, ma col tempo si è riuscito a trovare il proprio sentiero che ha portato alla composizione di Kali Yuga, la nostra prima fatica.

Red Rainbow: Vi abbiamo lasciato alle prese con la tradizione vedica induista di Kali Yuga, oggi ripartite dalla mitologia greca, possiamo dire che siete impegnati in un lavoro di ricerca sulla “trascendenza” come metafora della (non troppo edificante) condizione umana nel mondo?
Kynesis: Assolutamente si,i nostri testi usano una simbologia “trascendentale e mitologica” per poter descrivere, in realtà, argomentazioni sociali ed antropologiche contemporanee. Kali Yuga non trattava della mitologia vedica fine a se stessa, anzi. I testi erano delle visioni del mondo moderno che si adattavano perfettamente al concetto di “Età Oscura”. La funzione del mito di Pandora è esattamente la stessa. Il nostro nuovo lavoro è forse più ancorato al mito del precedente, ma ogni testo, racconta degli aspetti che possono essere riferiti sia al racconto classico che alla nostra società. In Pandora ci siamo voluti interrogare sul concetto di Male Assoluto, naturale evoluzione delle liriche di Kali Yuga, ma anche della più importante conseguenza del male stesso, la speranza, che non potrebbe esistere se il mondo fosse governato in toto dal bene e dalla felicità. Nel mito di Pandora queste figure sono i pilastri della trama, è stato per noi logico utilizzarlo come tema portante del nuovo disco.

Red Rainbow: Il mito di Pandora ha ispirato legioni di filosofi e artisti, soprattutto nel tentativo di interpretare il senso di quella Speranza trattenuta dalla sventurata fanciulla “al di sotto del bordo dell’orcio”. Mi sembra però di capire che nell’album vi affidiate alla lettura esiodea del mito, concentrandovi su quei “mali che, infiniti, vanno errando tra gli uomini”. C’è ancora un possibile ruolo per l’unico dono che Zeus aveva collocato nel fatal vaso?
Kynesis: Dono o inganno? La speranza è un bene o un male? Noi pensiamo che sia un “Demone col volto di Angelo”, l’unico spirito con due aspetti complementari ed inscindibili. La speranza è quella forza interiore che rinvigorisce contro le avversità, che sprona a proseguire un cammino difficile, che permette di sognare e fantasticare nelle ore più buie. Ma è anche la triste “Illusione” di poter cambiare il destino, la “Cenere” che rimane quando la realtà si palesa, la “Catarsi” spirituale quando si comprende la nostra debolezza. Questa è la natura in cui crediamo ed è anche il tema centrale di Pandora. La speranza è necessaria per combattere ogni giorno ma è anche il più subdolo ed ingannevole dei sentimenti, che distoglie dalla realtà e confonde le menti più ferree.

Red Rainbow: In sede di recensione di Pandora abbiamo evidenziato la bipartizione dell’album, in splendido equilibrio tra un avvio molto “carico” in termini di abrasività e dissonanze neurosisiane e un finale che non si limita a imbarcare spunti liquidamente isisiani ma lambisce addirittura la lezione degli Alcest più diafani, in Sospiro. Possiamo considerarlo una sorta di viaggio tra i grandi padri del post metal? Abbiamo colto nel segno aggiungendo alla lista dei classici anche i Rosetta?
Kynesis: Pandora, ci racconta Esiodo, aprì il vaso per due volte. La prima volta che il coperchio venne rimosso, da esso uscirono gli “Spiriti del Male” Vizio, Malattia, Gelosia e Follia (in altre varianti si trovano anche vecchiaia, rovina, tristezza…). Come una vampata di fuoco, avvolsero la giovane fanciulla che, spaventata, richiuse immediatamente l’orcio, lasciando li, intrappolato, lo spirito della Speranza. Pandora, creata appositamente per avere un animo curioso, riaprì il vaso, cosicché Speranza potesse rivelarsi al mondo intero. L’ album è quindi diviso in due parti come ad interpretare i due diversi momenti in cui il vaso fu aperto. La prima parte, musicalmente più “abrasiva e dissonante” è la rappresentazione sonora del male puro che si libera e contamina il mondo e l’umanità; liricamente ancorata in maniera salda all’ interpretazione del mito e dalle tematiche più crude. La seconda parte, più melodica e onirica, deve far intendere che anche Speranza ha raggiunto le schiere dei suoi compagni ed alberga nel cuore di ogni essere umano; qui i testi, invece, esaminano per la loro interezza la contemporaneità, gli effetti della speranza nella società del terzo millennio.
Non abbiamo mai effettivamente pensato di intraprendere un viaggio musicale attraverso le pietre miliari del post metal internazionale, ma, se si coglie anche questo aspetto, a noi non può fare che piacere! Gruppi come Isis, Rosetta, Neurosis, Cult of Luna, Amenra e chi più ne ha più ne metta, sono una grandissima fonte di ispirazione.

Red Rainbow: A proposito di numi tutelari del genere, che esperienza è stata lavorare con un mito come Magnus Lindberg, a cui avete affidato la masterizzazione dell’album?
Kynesis: È stato un rapporto semplice, conciso ed altamente professionale durato circa una settimana. È bastato lo scambio di qualche e-mail per ottenere il prodotto finale. Magnus ha lavorato in modo veloce ed estremamente competente, noi, dall’altra parte, abbiamo fatto in modo di avere le idee chiare sul suono che avremmo voluto ottenere fin da subito, in modo da evitare situazioni imbarazzanti e spiacevoli. Consigliatissimo!

Red Rainbow: Dopo l’unicum di Ex-Stasis, in Kali Yuga, stavolta avete scelto di puntare interamente sul cantato in italiano, con un risultato che, al di là della qualità dello scream messo in campo, ritengo personalmente impeccabile. Scelta meditata e definitiva o semplice esperimento che vi ha convinto in sede compositiva e, strada facendo, in sala di registrazione?
Kynesis: La scelta del cantato in italiano è un’idea che risale ai tempi di Kali Yuga, ma che, all’ epoca, ritenevamo azzardata. Ex-Stasis può essere considerato un esperimento per il futuro. Tutto è nato quando ci rendemmo conto che con l’ utilizzo della lingua inglese, non essendo nostra lingua madre, era estremamente difficile poter comunicare in versi un argomento od un pensiero estremamente profondo ed astratto. Usando la lingua italiana, invece, il concetto permea le parole sillaba per sillaba, non lasciando nulla di inespresso. Le difficoltà sono sorte quando ci rendemmo conto che l’italiano, essendo molto musicale e con un vocabolario di parole metricamente lunghe, in certi frangenti, poco si adattava al riffing, ma con un buono studio di sinonimie e vocalizzazioni, è stata trovata la quadra giusta. Fondamentale è stato ispirarsi a Giovanni Lindo Ferretti di CCCP/CSI, un vero e proprio paroliere (e non solo). I Kynesis di oggi sono un gruppo che canta in lingua madre e siamo sicuri che sarà così per ancora molto tempo.

Red Rainbow: Al lancio dell’album avete accompagnato anche il video di Risveglio, eccellente squarcio di una Torino a metà strada tra claustrofobie industrial, varia umanità in decomposizione, horror e scampoli di paesaggi naturali (mi pare di ricordare che le riprese siano durate non poco, a partire dalla scorsa estate). Come vi siete trovati, nei panni degli “Spiriti del Male” sul set e, contemporaneamente, dei registi di un vero e proprio cortometraggio?
Kynesis: Girare il video è stata innanzitutto un’esperienza coinvolgente. Nessuno di noi si era mai calato nel ruolo di pseudo-attore e di pseudo-regista. Per noi, recitare è stato molto divertente. Non è stato facile prendere confidenza con la macchina da presa, ma il fine di avere un buon prodotto ci ha spronati a dare il 1000% . L’idea di base del video, una rivisitazione contemporanea del mito di Pandora ambientato nella nostra amata Torino, è stata sviluppata grazie al contributo di Manfredo di Gigawatt Productions, un nostro amico di vecchia data, già studente di montaggio, effetti speciali, regia e fotografia. La nostra bozza di sceneggiatura è stata da lui riveduta e corretta, adattata e ridimensionata in modo che fosse fattibile e comprensibile… inizialmente avevamo idee un po’ irrealizzabili! Una volta stesa la sceneggiatura definitiva, noi ci siamo buttati alla ricerca di persone che volessero recitare mentre Manfredo ha reclutato addetti alla fotografia ed alla regia tra i suoi compagni di corso. Le riprese sono durate tanto perché, tra gli impegni vari, non è stato facile trovare le giornate giuste in cui tutti si potessero incontrare, ma, con qualche sacrificio, un po’ di imbarazzo, strani intrugli di liquidi commestibili, discutibili make-up e tante risate, le riprese sono state ultimate. Lungo e difficile è stato anche il montaggio, si sono dovuti estrapolare circa 10 minuti da 8 ore di girato. Terminato il tutto, ci siamo resi conto che il video aveva poco di clip musicale, piuttosto poteva essere assimilato ad un cortometraggio. Da qui la scelta di proporlo come cortometraggio musicato, sperando di incontrare il favore della critica.

Red Rainbow: Sedna, Postvorta, John the Void, Goodbye Kings… giusto qualche nome per sottolineare come il panorama post tricolore stia vivendo un momento di straordinaria vivacità e qualità. Come valutate lo stato di salute del “movimento”?
Kynesis: Ai tempi di Kali Yuga eravamo un po’ scoraggiati, non si trovavano bands a noi affini. Esistevano ma noi non le conoscevamo, non avevamo i giusti contatti. Poi è successa una cosa imprevista: un nostro amico, Valerio, bassista degli Enisum, ci ha invitato a dare uno sguardo al sito di una certa Argonauta Records. A quel punto siamo stati noi ad aprire il vaso! Un mondo di gruppi validissimi ci si è palesato! Oltre ai sopraccitati gruppi, abbiamo conosciuto Varego, Wows, Jordaan, Last Minute to Jaffna, Infection Code, e molte altre bands che hanno davvero da dire la loro e che, secondo noi, dovrebbero godere di un seguito centuplicato! Il post metal è in fermento, ci aspettiamo delle grandi cose! Inutile dire che quando il nostro disco era appena abbozzato, ci siamo messi subito in contatto con Gero dell’ Argonauta Records, per la distribuzione di ciò che sarebbe diventato Pandora. Per fortuna gli siamo piaciuti, è iniziata una fantastica collaborazione.

Red Rainbow: Capitolo live: come vivete il rapporto col pubblico? In un quadro mediamente già problematico anche per i nomi immediatamente a ridosso dei grandissimi, è ancora possibile immaginare un futuro per il “rito” del concerto o la fruizione della musica sta inesorabilmente prendendo altre direzioni?
Kynesis: Abbiamo un buon rapporto con il pubblico e ci teniamo a mantenerlo tale nel migliore dei modi. Il pubblico è la linfa vitale di una band, va rispettato ed ascoltato. Spesso la gente sa dare ottimi consigli, sa cogliere dei particolari che non si erano presi in considerazione. Molte cose nei Kynesis sono cambiate e, verosimilmente, migliorate proprio perché sono stati ascoltati i pareri delle persone che ci seguivano. Noi crediamo fermamente nel live, è la massima espressione di un musicista. Come dici tu è esattamente un rituale, una catarsi sia per noi che suoniamo e, si spera, anche per chi viene ad ascoltarci. Sebbene la musica stia prendendo direzioni diverse, tra youtubers, Second Life, social vari ecc… il concerto è, e sarà sempre, l’apice nella carriera di un musicista. Il live show è un momento di unione, comunicazione e scambio di emozioni unico al mondo, niente può simularne o, addirittura, sostituirne la bellezza. La musica ha, per quanto ne sappiamo, almeno 5000 anni di storia e l’esibizione ne è sempre stata parte integrante ed indivisibile; non crediamo che cinque millenni possano essere cancellati in un battito di ciglia… ma, si sa, l’umanità ha sempre da stupire…

Red Rainbow: Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato, se volete potete lasciare un saluto ai nostri lettori. Buon lavoro e a presto!
Kynesis: Grazie a te Gabriele ed a tutto lo staff. Ci teniamo a salutare e ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla creazione di Pandora. In ordine sparso, Gero e Argonauta Records, Manfredo e Gigawatt Productions, Valerio Possetto, Davide Di Vincenzo per le grafiche, Ernesto Ciotola per il supporto, Alessio Sogno per il buon lavoro dietro il mixer, Magnus Lindberg e tutti voi che ci ascoltate e supportate! Un immenso grazie! Alla prossima!



ErnieBowl
Mercoledì 21 Giugno 2017, 15.21.48
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Grazie a voi, Kynesis!
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