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BOKASSA - Stoner, punk e teste di renna
23/06/2017 (367 letture)
Reduci dall’uscita del loro primo album in studio e alle prese con un tour promozionale in patria, i norvegesi Bokassa sono forse la prima band a definirsi “misanthropic stonerpunk”. Al di là delle strane etichette, il loro debutto Divide & Conquer è una vera mazzata che merita attenzione. Ne abbiamo parlato con il cantante, chitarrista e leader Jørn Kaarstad.
Griso: Ciao Jørn! Prima di tutto, benvenuto su Metallized e grazie per la disponibilità. Mi chiamo Alberto, ho scritto la recensione del vostro primo album, Divide & Conquer, e sono molto felice di poterti intervistare. Iniziamo quindi: siete una band giovane ed emergente. Poiché probabilmente costituite una nuova scoperta per il pubblico italiano, potresti presentare brevemente i Bokassa ai lettori?
Jørn: I Bokassa sono una misantropica band stonerpunk con la passione per i riff e il groove. Credo che potremmo interessare i fan di Fu Manchu, Every Time I Die, The Bronx, Whores, Cancer Bats e in generale ogni persona che apprezzi la buona musica!

Griso: Quando è nata la band? Perché?
Jørn: La band è nata nella città di Trondheim alla fine del 2013. Avevamo l’idea di mischiare l’hardcore punk con lo stoner rock. Questo perché amiamo la velocità e l’attitudine del punk, ma volevamo anche suonare dei riff: il punk rock non è poi così eccitante da suonare con la chitarra.

Griso: Potresti spiegarmi il significato del vostro nome? La sola cosa anche ho trovato è che Bokassa è il cognome di un dittatore africano, e ciò mi ha incuriosito.
Jørn: La parte più dura nel formare una band è trovare un buon nome, e quando il nostro batterista Olav ha proposto che ci potessimo chiamare Bokassa, proprio come Jean-Bedel (il dittatore), in un certo senso funzionava, sia dal lato lirico che musicale.

Griso: Parliamo di Divide & Conquer. Il primo album in studio è di solito molto importante per una band, proprio perché rappresenta il suo debutto su larga scala. È anche il vostro caso? Siete soddisfatti del risultato?
Jørn: Chiaramente ci sono sempre delle cose che avrebbero potuto essere fatte diversamente, alle quali si pensa solo una volta finito il lavoro. Malgrado ciò, siamo molto contenti dell’album. Facciamo la musica che ci piace e, a quanto dicono le recensioni, piace pure alle altre persone! Abbiamo avuto molte buone recensioni, come l’eccellente valutazione di voi di Metallized, oppure l’8/10 di Metal Hammer, l’8,4/10 di World of Metal e molti altri ottimi feedback. È stato fantastico.

Griso: Divide & Conquer è infatti un ottimo album. Il suo suono unisce il suono grasso tipico dello stoner con la velocità e l’impulsività dell’hardcore punk, il tutto condito da una generale attitudine rock’n’roll. Il risultato è molto fresco, dinamico e naturale. Da dove viene l’idea di mescolare questi due generi?
Jørn: Questo era proprio il nostro obiettivo. Ho sempre amato il punk e lo stoner rock. Ascolto di tutto, soprattutto band quali Propagandhi, Nofx, Bad Religion, Comeback Kid e The Bronx, ma amo anche gruppi come Fu Manchu, Red Fangs, Kyuss, Whores, Sleep eccetera. Abbiamo quindi deciso di prendere il meglio da entrambi i mondi!

Griso: Lo stoner e l’HC sono due generi dotati di una forte componente extramusicale e attitudinale. Dicendo questo, penso specialmente all’attitudine DIY e indipendente. Anche voi condividete questi aspetti?
Jørn: Sì, assolutamente. Non abbiamo molto management, pianifichiamo noi i nostri tour, abbiamo prodotto e distribuito noi il nostro album attraverso All Good Clean Music. Per cui sì, siamo molto DIY!

Griso: Il titolo dell’album ha un significato particolare? Quali sono i maggiori temi che vi sono trattati? In generale, quanto è importante la dimensione testuale nella vostra musica?
Jørn: I testi sono molto importanti. Divide & Conquer è allo stesso tempo un ironico gioco di parole a proposito della recezione dell’album e una referenza ai guerrafondai, sempre più diffusi nel mondo. Cantiamo di qualsiasi cosa si trovi fra il massacro di Jonestown alla brutalità della polizia; molte canzoni trattano della crescente xenofobia che pervade il mondo. I leader mondiali fanno appello alle paure dei votanti per trovare il supporto alle loro odiose politiche. È spaventoso.

Griso: Come funziona il processo di scrittura di solito? C’è un solo compositore o si tratta piuttosto di un lavoro mutuale?
Jørn: Io scrivo la musica e i testi, ma poi sistemiamo le canzoni assieme.

Griso: Un altro aspetto positivo di Divide & Conquer è la produzione audio, che enfatizza diversi aspetti del vostro sound unico. Sappiamo che l’album è stato prodotto dalla band: questo significa che avete deciso di guidare il processo di registrazione? Puoi spiegare come Divide & Conquer è stato fatto?
Jørn: Divide & Conquer è stato prodotto in quattro studi diversi, credo. Abbiamo avuto molti problemi durante le registrazioni, tanto che ad un certo punto abbiamo temuto che non l’avremmo mai terminato, ma infine l’album era pronto. Abbiamo dovuto cambiare molte volte gli studi, ma siamo molto contenti del risultato!

Griso: Quali sono i vostri piani e progetti futuri? Come promuoverete Divide & Conquer? Pensate già ad un secondo full-lenght?
Jørn: Lo stiamo promuovendo ora con un tour in Norvegia e stiamo valutando la possibilità di suonare all’estero. Quindi, se qualcuno in giro vuole farci suonare nella propria città, dovrebbe contattarci. Siamo già a metà strada nella scrittura del nostro secondo album.

Griso: Dopo la pubblicazione dei vostri due primi EP, avete suonato ampiamente in Norvegia. Puoi dirci qualcosa della vostra esperienza durante il tour?
Jørn: Abbiamo fatto concerti davanti a più di mille persone come davanti a cinque. Il miglior posto dove abbiamo suonato era un club di motociclisti abbandonato in un luogo chiamato Røros, nella Norvegia rurale. Aveva asce e teschi di renna appesi alle pareti e sembrava qualcosa uscito da un film di Mad-Max. Malgrado ciò, la gente era così fuori di testa che ci trovassimo lì, che l’abbiamo amato!

Griso: Conoscete la scena metal italiana? Amate qualche band in particolare?
Jørn: Non conosco molto della scena metal italiana. Non più dei Phapsody (sic). Che sono italiani e suonano symphonic metal, giusto?

Griso: Parlando degli stereotipi della scena metal, la Norvegia è sempre stata descritta come un paese che possiede una sorta di aura mitica. Puoi descrivere la scena metal norvegese da un punto di vista interno? Quali sono le band underground norvegesi più interessanti?
Jørn: Dal momento che suoniamo allo stesso tempo punk, stoner e metal, non apparteniamo realmente a una scena. Questo fa in modo che stiamo un po’ per i fatti nostri. Difatti suoniamo troppo stoner rock per i punkers, troppo punk per quelli che ascoltano stoner e troppo punk per i metallari. Non ascoltiamo troppe band norvegesi, ma amiamo i Thulsa Doom, sono una grande band stoner rock. Non sono underground, ma sono comunque ottimi!

Griso: L’intervista è giunta al termine, grazie ancora per il tempo dedicato a me ad ai lettori di Metallized! Volete aggiungere qualcosa oppure salutare i nostri lettori?
Jørn: Grazie del vostro interesse per i Bokassa! Cercateci su Spotify, Soundcloud, e simili. Abbiamo anche vinili e merchandising sul nostro bandcamp.



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Bokassa
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BOKASSA
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