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THE DEAD DAISIES - Siamo una non-stop band!
27/06/2017 (552 letture)
I The Dead Daisies sono indubbiamente il supergruppo del momento, grazie ad una instancabile attività sia in studio, sia dal vivo. In occasione della loro ultima calata italica abbiamo nuovamente raggiunto il cantante del gruppo, l'ex Motley Crue John Corabi, per una piacevolissima chiacchierata, nella quale il nostro ha rivelato molti interessanti progetti futuri suoi e della band. Buona lettura!

Barry: Ciao John, ben ritrovato! Questa è la seconda chiacchierata che ci facciamo!
John: Ahah alla grande, è bello ritrovarti! Come stai, amico mio?

Barry: Tutto bene, e tu? Felice di essere in Italia?
John: Moltissimo! Una volta terminate le interviste ce ne andremo in albergo e poi ci prepareremo per lo show di stasera!

Barry: Sono sicuro che sarà un gran concerto! Partirei subito con una delle mie classiche domande: sei ancora soddisfatto di Make Some Noise ad un anno dalla sua pubblicazione?
John: Assolutamente sì! Ne sono molto soddisfatto e, cosa più importante, ne sono stati molto soddisfatti i nostri fan, che hanno apprezzato tantissimo Make Some Noise. Considera che l'ho riascoltato per intero un paio di settimane fa, giusto prima di imbarcarci in questo tour...sai, non si sa mai, dovevo esser sicuro di ricordarmi ancora le canzoni, ahah! E mi sono divertito a riascoltarlo, penso suoni ancora benissimo dopo un anno.

Barry: Direi di sì! Parlando ora del nuovo album dal vivo, pensi che questa registrazione sia riuscita a catturare lo spirito e l'atmosfera di un concerto dei The Dead Daisies?
John: Penso proprio di sì! Come ti ho già detto in occasione della nostra prima chiacchierata, noi siamo semplicemente un gruppo di cinque grandi amici di vecchia data che amano salire su un palco, divertirsi e far divertire i propri fan, senza prendersi troppo sul serio; credo che il pubblico apprezzi, oltre alla nostra musica, anche questo fatto, il nostro divertirci molto e scherzare sul palco senza esser troppo seriosi e penso che questo live sia riuscito a catturare questa atmosfera di festa. Abbiamo registrato cinque-sei show differenti del tour con i The Answer e Doug ha lavorato molto attentamente per selezionare da queste registrazioni la miglior versione di ciascun brano; dopodiché abbiamo affidato il tutto al nostro buon amico Anthony Focx, che ha fatto a sua volta un gran lavoro in fase di missaggio. Penso insomma che Live & Louder sia un'ottima rappresentazione di ciò che siamo e di quanto fantastici siano i nostri fan.

Barry: E come avete scelto le canzoni della scaletta da immortalare poi con questo live?
John: Durante il tour abbiamo suonato essenzialmente due scalette differenti, una più concentrata ed una più lunga, a seconda naturalmente del tipo di show e del tempo a nostra disposizione; a queste, poi, vanno aggiunte quelle canzoni che magari di volta in volta ci andava di suonare e che non erano comprese nella scaletta originale. Abbiamo cercato di inserire nel live praticamente ogni canzone che, per un motivo o per l'altro, ci siamo trovati a suonare nel corso del 2016, proprio per offrire ai nostri fan uno spaccato fedele di cosa siano oggi i The Dead Daisies dal vivo. I cinque-sei spettacoli che abbiamo registrato e di cui ti ho parlato prima sono appunto stati scelti proprio perché ricomprendevano tutte le sedici-diciassette canzoni che abbiamo suonato nel corso dell'anno.

Barry: Comprese, come da vostra tradizione, alcune cover di brani classici! Come avete scelto proprio queste particolari canzoni da omaggiare?
John: La scelta è spesso dipesa dalle jam che abbiamo fatto prima di andare in tour: prima di partire o anche prima di registrare qualcosa suoniamo sempre qualche cover per “scaldarci” ed ecco, molto semplicemente, che nascono quelle canzoni che poi riproponiamo dal vivo! Altre volte, invece, eseguiamo certe cover direttamente dal vivo, come Midnight Moses, che abbiamo suonato a Cuba; poiché ha ricevuto una grande accoglienza ci siamo detti Ok, registriamola! La stessa cosa è accaduta con Fortunate Son, che abbiamo inserito una volta in una encore e che ha in seguito riscosso un successo incredibile in Italia, Francia ed in molti altri Paesi dove abbiamo suonato e l'abbiamo riproposta. Se qualcosa funziona, la registriamo, ahah!

Barry: Una scelta molto naturale, in sostanza!
John: Esatto! Non ci sono scelte a monte: semplicemente le suoniamo, in sala o dal vivo e poi, se piacciono, le risuoniamo nei concerti successivi e, come in questo caso, le registriamo.

Barry: Molto facile e divertente! Visto che abbiamo parlato del tour, so che avete girato il mondo in compagnia di KISS, appunto, The Answer; è stato divertente viaggiare con loro?
John: Con alcuni dei ragazzi dei KISS siamo amici da qualcosa come vent'anni, quindi ci conosciamo bene! Ho suonato assieme ad Eric Singer ed addirittura conosco Gene dai tempi delle mie primissime esperienze musicali a Los Angeles, quindi ti parlo del 1986! Andare in tour con loro quindi è sempre divertente e ci hanno sempre fatto sentire a casa nostra, sono estremamente ospitali.
Quanto ai The Answer, invece, non li conoscevamo personalmente prima di andare in tour con loro e non abbiamo fatto tantissime date in loro compagnia, ma è stato altrettanto divertente. Ci siamo fatti dei nuovi amici, il che è un ulteriore aspetto piacevole dell'andare in tour!

Barry: A tal proposito, so che tornerete presto in Giappone poiché avete ricevuto un'accoglienza incredibile e quasi inaspettata in Estremo Oriente, vero?
John: Ma sai, quando si parla di musica non sai mai davvero cosa aspettarti! Quando registri un disco non puoi mai sapere se avrà successo, se sarà un fallimento ed in quale Paese riceverà l'accoglienza migliore o peggiore. Sapevamo però, tanto da esperienze mie (Union e Motley), quanto degli altri ragazzi (Doug con i Whitesnake, Marco con i Thin Lizzy) che in Giappone amano alla follia l'hard rock di stampo occidentale, quindi eravamo comunque fiduciosi che potessero apprezzare la nostra musica, così come poi si è effettivamente verificato. Lo scorso anno abbiamo suonato solo una volta da loro ed è stato davvero meraviglioso, quindi torneremo presto, stavolta però per un paio di concerti!

Barry: E, tanto per non farvi mancare nulla, so che farete anche un intero tour statunitense da headliners!
John: Esattamente, il The Dirty Dozen tour, una serie di concerti da headliners in dodici fra le più grandi ed importanti città americane. Non vediamo l'ora!

Barry: Sarà una bella sfida! Si può dire che i The Dead Daisies siano un po' il supergruppo del momento?
John: Come dico sempre, la nostra fortuna è quella di avere un grandissimo management alle nostre spalle: tutti coloro che abbiamo al nostro fianco danno il massimo per farci rimanere sulla cresta dell'onda, non solo dal punto di vista strettamente musicale, ma anche per ciò che riguarda l'interazione con i nostri fan: molti fan con cui ho parlato mi hanno detto che adorano il nostro essere molto attivi sui principali social media, perché si sentono un po' più “vicini” a noi e possono essere partecipi della nostra vita di tutti i giorni! E' come se fossero sempre con noi ed è un qualcosa che piace tanto a loro, quanto a noi. Non ho mai provato questo tipo di esperienza e ti assicuro che è bellissimo.

Barry: E' molto bello sentirti parlare così. Fra tutti i vostri futuri impegni dal vivo, avete già qualcosa in programma per il vostro prossimo album in studio?
John: Naturalmente! E' già tutto organizzato: appena concluso il The Dirty Dozen Tour, la cui data conclusiva sarà a Las Vegas il 27 agosto, andremo a New York per iniziare a scrivere il nuovo album; fra settembre ed ottobre saremo occupati nella scrittura e torneremo in studio con il nostro produttore Marti Frederiksen a novembre.

Barry: Caspita, ritmi serratissimi! Siete una vera e propria non-stop band!
John: Esatto. Siamo una non-stop band ed il nostro manager ha una frusta lunghissima!

Barry: Ahah beh dai, se i risultati sono questi forse vale la pena di prendersi qualche frustata in più!
John: Assolutamente sì! Ma vedi, se non sbaglio a febbraio 2018 saranno passati tre anni dal mio ingresso nei The Dead Daisies ed in questi anni posso dirti che mi sono divertito davvero tanto a suonare e scrivere musica con questi amici. Non lo considero certo un lavoro, per me e gli altri si tratta di puro e semplice divertimento, quindi non percepiamo la minima fatica!

Barry: Il che è fondamentale, direi. E per quanto riguarda i tuoi progetti solisti? Se non sbaglio hai in programma un live contenente la riproposizione integrale di 1994 dei Motley Crue!
John: Ho provato a pubblicare il live cui fai riferimento già un paio di volte negli ultimi mesi, ma ogni volta si è messa in mezzo una registrazione con i The Dead Daisies, ahah! Prima Make Some Noise, poi questo live! Come ti dicevo prima, saremo in tour per tutta l'estate e scriveremo il nuovo album con la band fra settembre ed ottobre, quindi penso di rilasciare il live nei mesi immediatamente successivi. Sarà un anno ricco di impegni!

Barry: Se seguite i vostri standard abituali, credo che anche il 2018 sarà piuttosto impegnativo!
John: Abbiamo già in mente di renderlo tale, ahah! Vogliamo tornare in tour con i The Dead Daisies a supporto del futuro album in studio e, per ricollegarmi alla tua domanda precedente, vorrei provare a mettermi al lavoro anche su un nuovo album solista. Un 2018 decisamente interessante!

Barry: Ottima notizia! Hai già deciso se si tratterà di un lavoro elettrico o acustico?
John: Elettrico! Amo molto anche i concerti acustici, ma ho già rilasciato un album solista acustico nel 2012 ed ho voglia di rimettermi in gioco con qualcosa di più energico. Come ti dicevo prima, saranno mesi molto impegnativi, ma mi sento in gran forma e, quando ti diverti a fare il tuo lavoro, non lo vivi come tale, bensì come un piacere, specialmente se il tuo lavoro è suonare!

Barry: Un ottimo modo di affrontare la vita! A tal proposito, avrei una domanda un po' particolare: viviamo in un periodo difficile, dove i concerti sono divenuti obiettivi dichiarati del terrorismo. Come vivete voi artisti una minaccia di questo tipo?
John: Sarò sincero con te: tutti devono continuare a lavorare, tutti devono continuare a divertirsi, tutti devono anche fare attenzione, ovviamente, ma non puoi smettere di vivere. Siamo stati a Parigi una o due settimane dopo il massacro del Bataclan ed abbiamo fatto il tutto esaurito davanti a ragazzi che non aspettavano altro che tornare a divertirsi: dopo il concerto, i fan ci hanno ringraziato dal profondo del cuore e ci hanno detto che avevano letteralmente bisogno che suonassimo per loro, anche perché, come ricorderai, parecchie band cancellarono le proprie date francesi ed europee. Noi siamo rimasti, non abbiamo cancellato nessuno dei nostri show ed i fan francesi ci sono stati estremamente riconoscenti per questo. Devi vivere la tua vita, mi spiego? Può darsi che, mentre stai camminando normalmente per la strada, un meteorite cada dal cielo e ti colpisca, capisci cosa intendo dire? E' giusto impiegare una maggiore accortezza nella propria vita quotidiana, ma se inizi a preoccuparti di ogni cosa che ti circonda non vivi più. Noi facciamo qualcosa che ci diverte, continueremo a farlo e, per il resto, terremo le dita incrociate.

Barry: Una giusta risposta, John! Ti ringrazio per questa e per le altre che mi hai dato nel corso di questa nostra seconda intervista. Spero ce ne sarà una terza!
John: Grazie a te! Come ti ho detto, saranno mesi impegnativi e, con tutti i lavori che ho in programma, capiterà sicuramente un'altra occasione per una terza chiacchierata!

Barry: Lo spero! In bocca al lupo per il concerto di stasera!
John: Grazie, a presto!



blackiesan74
Giovedì 20 Luglio 2017, 22.58.41
8
Il disco con gli Scream è qualcosa di favoloso.
galilee
Mercoledì 28 Giugno 2017, 14.31.34
7
Ok. Farò tesoro del vostro consiglio . Diciamo che era già mia intenzione prendere qualcosa degli Union e DD. Prima o poi...
Metal Shock
Mercoledì 28 Giugno 2017, 5.24.07
6
@Galilee: se non lo hai recupera anche il disco degli Scream e quelli con gli Union, oltre ai due piu` live coi Dead Daisies, tutti ottimi dischi!!
duke
Mercoledì 28 Giugno 2017, 0.14.04
5
li ho visti dal vivo a verona di supporto ai kiss.....semplicemente grandiosi....da seguire!
Rob Fleming
Martedì 27 Giugno 2017, 23.50.10
4
@galilee: procedi senza indugio. Con i Dead Daisies non sbaglia nulla: purissimo hard rock trascinante, sporco, bluesy ingigantito dalla sua voce straordinaria
galilee
Martedì 27 Giugno 2017, 21.41.02
3
Prima o poi devo recuperarli. Stranamente di quest'uomo mi sono perso parecchie cose nonostante lo apprezzi moltissimo come artista.
Metal Shock
Martedì 27 Giugno 2017, 12.15.23
2
Corabi non e` solo un grande cantante ma anche n grande uomo. E. Th Dead Daisies sono una grande band, il disco dal vivo appena pubblicato ` uno dei migliori che abbia sentito negli ultim tempi, un vero LIVE!
Gokronikos
Martedì 27 Giugno 2017, 10.15.11
1
Che uomo meraviglioso!
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