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ROCKFEST BARCELONA - Parc de Can Zam, Barcellona, 30/06/2017
10/07/2017 (1021 letture)
INTRO
Estate, tempo di trasferte per presenziare ai maggiori metal festival europei e quest’anno, complice anche una running order molto competitiva nonché una location comoda e facilmente accessibile, scegliamo di dirigersi in quel di Barcellona per assistere alla quarta edizione del RockFest Barcelona.
Per una volta ce la vogliamo prendere comoda, partenza quindi giovedì pomeriggio ovviamente in low cost da quel di Orio al Serio dove superati i controlli non fatichiamo a incrociare diversi metallari fermi al bar dell’aeroporto con la stessa nostra destinazione e intenzione. Tempo quindi per una birra e quattro chiacchiere che ben presto causa comunicazione del ritardo dell’aereo dilatano la nostra permanenza al bar. L’ora di ritardo passa velocemente e ben presto ci troviamo imbarcati e dopo poco più di un’ora e mezza siamo Barcellona.
Come detto quest’anno ce la vogliamo prendere comoda e anche per mere questioni logistiche (campeggio del festival dista diversi km dal festival ma c’è una navetta) optiamo per un più confortevole ed economico air-bnb a poche fermate di metro dal festival. Sbrigate le formalità dell’appartamento ci dedichiamo quindi a fare un po' i turisti gironzolando per la citta: foto varie, un paio di birre, tappa in un green club “ludico / ricreativo”, tapas, cena e la serata passa in completo relax.

ARRIVO AL FESTIVAL
È venerdì primo girono di festival, per alcun di noi il più atteso, non nascondiamo infatti che la scelta di presenziare all’edizione 2017 del RockFest Barcelona è stata determinata dal desiderio di rivedere i Running Wild. Il nostro programma di oggi prevede oltre che hai pirati del metal band del calibro di Metal Church, Abbath, Krokus ma diversamente dalla stragrande maggioranza dei presenti al festival non nutriamo nessuna particolare aspettativa o interesse per l’headliner della giornata gli Avantasia che di fatti coscientemente perderemo.
Apertura porte alle 13,30, complice anche i postumi della serata, serafici, ci presentiamo alle 14,30 abbondanti. Si sa in Spagna i tempi sono dilatati e noi ci adattiamo subito al mood senza grossi problemi. Seppur l’accessibilità all’area del festival sia garantita dalla vicina e comoda metropolitana fermata Can Zam (capolinea della linea arancione) e da un servizio di bus navette dal camping e tutto pare scorrere senza intoppi all’ingresso troviamo una consistente coda. Ufficialmente i ritardi sono determinati dalla grandinata della notte prima che ha causato alcuni lievi danni agli impianti ma di fatto gli accodamenti sono dovuti dal controllo da parte della security che dotata di metal detector controlla capillarmente tutto e tutti e di questi tempi è del tutto comprensibile.
Poco prima delle 16 finalmente siamo dentro all’area destinata al festival ovvero una porzione del ben più ampio parco attrezzato di recente costruzione pulito e ben curato. I due grossi palchi speculari sovrastano l’area mentre più defilato troviamo il tendone con il terzo palco minore. L’area presenta inoltre un’accogliente area dedicata allo street-food in grado di soddisfare veramente tutti i gusti a dei prezzi ragionevoli. Non possiamo dire lo stesso per la birra invece: bicchiere da 25 cl a 3 € e da 75cl a 9 € ci pare un po' eccessivo per il contesto spagnolo tant’è che la stragrande maggioranza dei presenti usufruisce del chiosco esterno all’area concerto e soprattutto degli abusivi che smerciano lattine gelate di birra a 1 €.

PARADISE LOST
Ore 16:15 buona affluenza ma situazione decisamente tranquilla, in pochi minuti siamo in zona palco per assistere al concerto dei Paradise Lost talentuoso gruppo britannico poliedrico e trasversale al gothic - doom metal. Nonostante il poco tempo a loro disposizione il quintetto inglese snocciola una setlist che estrae il meglio della loro discografia e scalda gli animi dei presenti; un concerto lineare senza troppi fronzoli che trova il proprio picco durante l’esecuzione di Return to the Sun e Say Just Words.

SETLIST PARADISE LOST
No Hope in Sight
Pity the Sadness
One Second
The Enemy
Faith Divides Us - Death Unites Us
Hallowed Land
Return to the Sun
As I Die
Embers Fire
Say Just Words
Beneath Broken Earth
The Last Time


ANGELUS APATRIDA
Come da programma alle 18,20 tocca ai Angelus Apatrida, gruppo che viene accolto con grande calore dal pubblico e si presenta con un thrash metal aggressivo e tecnico in cui i riferimenti più immediati portano a band quali Overkille soprattutto ad Exodus. Con all’attivo cinque dischi ufficiali la band compone una scaletta rivolta ai pezzi più veloci e diretti con l’intento di scatenare il pogo nelle prime file. La band, visibilmente motivata riesce senza difficoltà a divertire i presenti snocciolando dei brani che seppur a tratti un po' derivativi dalle band sopracitate convincono e coinvolgono in sede live. Il cantante chitarrista dimostra inoltre di essere un vero e proprio trascinatore riuscendo a addirittura a coinvolgere la folla in un criminale wall of death che ha lasciato a terra diverse vittime.
Gli Angelus Apatrida son stati la vera sorpresa del giorno per chi come noi non conoscevamo l’abilità live dei giovani spagnoli. Al netto del loro telo di sfondo sponsorizzato da una nota marca di bevande energetiche “mostruose” ,che riteniamo una vera e propria caduta di stile, la band ha dimostrato di essere una interessante realtà nel panorama thrash spagnolo con ottime prospettive di ulteriore miglioramento e crescita. Promossi.

METAL CHURCH
I Metal Church, non hanno certo bisogno di particolati preamboli o presentazioni. Gruppo storico del power metal targato USA che ha influenzato decine di band grazie a vere e proprie pietre miliari del metal ottantiano. Dopo reunion e vari cambi di line-up li ritroviamo oggi forti di un nuovo disco nuovo IX uscito nel 2016 e con lo storico singer Mike Howe. Che la curiosità e le aspettative siano piuttosto alte è innegabile ma purtroppo, complici anche dei suoni non certo ottimi, la band americana non ha regalato certo una prestazione memorabile. Seppur con una scaletta piuttosto variegata di pezzi storici e nuovi Howe e soci ci sono sembrati spenti e poco motivati, giocando di esperienza si sono limitati infatti a fare il compitino senza troppi sforzi. Un peccato perché i Metal Church ci hanno abituati a ben altre prestazioni live.

SETLIST METAL CHURCH
In Mourning
Needle and Suture
Start the Fire
Gods of Second Chance
Date with Poverty
No Tomorrow
Watch the Children Pray
No Friend of Mine
Killing Your Time
Beyond the Black
Fake Healer


ABBATH
Mr. Olve Eikemo meglio conosciuto come Abbath è una vera e propria icona del panorama metal, l’ex frontman degli Immortal ha da tempo abbracciato la carriera solista, in passato con progetto parallelo chiamato I ma in particolar modo, grazie al convincente album omonimo uscito nel 2016, ha dimostrato di essere in ottima forma compositiva. Come da tradizione Abbath si presenta sul palco con le sue tipiche movenze e soprattutto con l’immancabile performance da sputafuoco: scene già viste ma sempre divertenti. Chiusa la parentesi teatrale ecco che inizia la musica vera e propria con ovviamente diversi estratti del disco omonimo. Purtroppo dobbiamo rilevare che i primissimi pezzi sono quasi del tutto incomprensibili per via dei bilanciamenti dei suoni non ottimali ed in particolare per gli eccessivi volumi della batteria che sovrastano tutto il resto rendendo impercettibili gli altri strumenti. Fortunatamente dopo un po' i tecnici aggiustano il tutto e trovano la quadra e finalmente possiamo godere complessivamente di situazione decisamente migliore. Da qui in poi il concerto prende tutto un’altra piega per Abbath e soci che nonostante i problemi ai suoni hanno regalato ai presenti un concerto intenso e coinvolgente in cui ovviamente non sono mancati estratti dal periodo Immortal come One by One accolta con grande entusiasmo da tutti. Il robusto norvegese si è confermato ancora una volta un ottimo frontman capace di catturare l’attenzione grazie alle sue movenze e pose nonché per lo stile chitarristico e vocale caratteristico che lo ha reso celebre.

RUNNING WILD
Con qualche minuto di ritardo ecco che poco prima della mezzanotte l’immancabile intro che precede ogni concerto dei Running Wild squarcia il brusio sotto il palco ed elettrizza ulteriormente il pubblico già in fremente attesa. Non sono pochi quelli che attendono il gruppo di Amburgo, consapevoli del fatto che chissà come e quando avranno intenzione di fare altre date live. Con un palco murato di amplificatori con le effigia della band ecco che allo scoppio di alcuni petardi avviene l’ingresso di Rock and Rolf che aggredisce il palco con l’esecuzione senza soluzione di continuità Fistful of Dynamite e Bad to the Bone, anche qui, come già successo precedentemente suoni non ottimali con la batteria sempre leggermente troppo alta di volume, sono dettagli perché con un sorprendente Rock and Rolf in ottima forma sia fisica che vocale il concerto scorre in maniera via pressoché lineare con ovviamente i picchi durante l’esecuzione delle classicissime Riding the Storm, Lead or Gold condite da fiammate su palco. L’assolo di batteria seppur gradevole nella sua esecuzione toglie di fatto minuti preziosi, ma è ovviamente funzionale a far tirar il fiato alla band; con Locomotive e Running Blood continua la set list che seppur oggettivamente ben bilanciata lascia troppo spazio al repertorio recente finché Under Jolly Roger e soprattutto la conclusiva Conquistadores ci ricordano il meglio dei pirati di Amburgo per un ottimo finale di concerto arricchito da fuochi di artificio ed effetti pirotecnici. Bel concerto dei Running Wild che rispetto a quanto visto in quel di Wacken qualche anno fa, hanno mostrato una coesione e un affiatamento maggiore che ha decisamene giovato nella tenuta del palco e nella resa dell’esecuzione dei pezzi.

SETLIST RUNNING WILD
Fistful of Dynamite
Bad to the Bone
Rapid Foray
Soulless
Riding the Storm
Lead or Gold
Drum Solo
Locomotive
Running Blood
Under Jolly Roger
Stick to Your Guns
Conquistadores


CONCLUSIONI
Concluso il concerto dei Running Wild per noi cala il sipario sul primo giorno del RockFest Barcelona. Siamo esausti, il sole della giornata ci ha veramente messo alla prova, tanto che diverse volte abbiamo necessitato di cercare un momento ristoratore all’ombra, ad ogni modo contenti e soddisfatti più che delle prestazioni in sé delle band dell’atmosfera molto rilassata e amichevole che si respira al festival, dopo un paio di birre, lasciamo l’area concerto e ci dirigiamo verso il centro di Barcellona al nostro airbnb.



Lizard
Mercoledì 12 Luglio 2017, 8.30.56
7
Grazie a tutti per le segnalazioni e scusate le imprecisioni
JC
Mercoledì 12 Luglio 2017, 6.47.33
6
Sono stato a questo festival due anni fa: bellissimo! Si mangia bene, la birra costa poco, gli spazi sono eccellenti. Vicino a una fermata della metro (che però la prima giornata chiudeva prestissimo...costringendo al ritorno in taxi), con i migliori gruppi classici...consigliatissimo!
rik bay area thrash
Martedì 11 Luglio 2017, 20.53.04
5
Senza nulla togliere a chi ha potuto presenziare a tale fest, desidero solo fare una piccola postilla; gli angelus apatrida hanno pubblicato sino ad oggi 5 (cinque) album ufficiali. È vero, i primi due 'quasi' autoprotti, ma successivamente ri-stampati da una major in doppio cd. Comunque gli angelus apatrida sono una delle migliori realtà in ambito thrash. A chi piacciono exodus, testament ed in generale il bay area sound, qui può trovare giovamento con una produzione aggiornata ma non bombastica. (Imho).
gianmarco
Martedì 11 Luglio 2017, 20.16.05
4
i Paradise Lost sono 5 .
nonchalance
Martedì 11 Luglio 2017, 20.13.47
3
Segnalo un paio di refusi in ABBATH: "...grazie al convincente album omonimo uscite nel 2016" - "Fortunatamente dopo un po' i tecnici aggiustano il tutto e trovano la quadra e finalmente possiamo godere complessivamente di situazione decisamente migliore. Da qui in poi il concerto prende tutto un’altra Abbath..."
Make Metal Great Again
Lunedì 10 Luglio 2017, 21.08.19
2
Forse è il fanboy in me che riemerge, ma non posso che biasimare il fatto che i Paradise Lost siano stati messi lì ad aprire un concerto di primo pomeriggio, manco fossero un gruppetto dell'oratorio. Proprio loro che nelle ultime produzioni surclassano tutti i gruppi citati, dai bollitissimi Running Wild ai Metal Church si leggendari, ma ormai svogliati come dimostra un mediocre XI. Forse gli inglesi in terra Catalana non hanno molti seguaci, altrimenti non riesco a spiegarmi la scelta dell'organizzazione....
ObscureSolstice
Lunedì 10 Luglio 2017, 18.49.37
1
Noto che Daniele The King sceglie sempre i fest migliori
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