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EVIL FEST II - DAY 1 - Alvignano, Caserta, 07/07/2017
13/07/2017 (1307 letture)
L'Evil Fest, giunto alla sua seconda edizione, ci accoglie nella bellissima Tenuta dei Quiriti di Alvignano, nel cuore della Campania. Arrivo alla location decisamente presto dopo un viaggio sotto il sole cocente ed il caldo insopportabile e, mentre si concludono i preparativi prima dell'apertura delle porte, ho modo di sostare nel giardino della tenuta, dove è allestito un dj set che mi accompagna mentre cerco di riprendermi a suon di Venom, Sabbat e Slaughter, giusto per citare alcuni dei gruppi che scorrono in sottofondo. Siamo vicini alla zona di free camping e già qualcuno ha montato delle tende per la nottata ed è pericolosamente vicina una piscina: la tentazione di fare un tuffo, nonostante non fossi minimamente "attrezzata", è stata dura da combattere.
Quando finalmente il sole ci dà parzialmente tregua, le porte vengono aperte ed una prima manciata di pubblico inizia a stanziarsi vicino al palco ed agli stand allestiti in un'area leggermente distante rispetto al giardino.

Dopo lo scorso hanno, in cui erano stati ospitati come gruppo principale gli Abysmal Grief, quest'anno gli organizzatori dell'Evil Fest accolgono i cechi Inferno e mantengono la doppia formula che prevede un primo giorno dedicato al metal ed un secondo dedicato principalmente alla musica darkwave/post punk. Ho modo, purtroppo, di presenziare solo al primo giorno, nonostante Belgrado e Skeletal Family meritassero sicuramente di essere visti, questi ultimi tra l'altro reduci della partecipazione ad un festival di punta nel genere come il Wave Gothic Treffen di Lipsia.

THE RADSTERS
Ad aprire ufficialmente questa serata e questa seconda edizione di festival sono i The Radsters di Napoli, che giocano in casa con il loro punk/rock e che nel loro disco di debutto, The Wild Bunch, si sono avvalsi per la copertina della collaborazione di Roberto Toderico. L'impatto è molto buono e coinvolgente, anche grazie alla capacità della band di tenere bene il palco nonostante l'affluenza nel parterre sia ancora poco corposa. In più di qualche passaggio il tributo ai Motörhead risulta evidente, soprattutto nelle parti di basso, e non mancano momenti di intrattenimento tra un brano e l'altro con brevi racconti riguardo ad esperienze personali non proprio felici con "le guardie" e la velocità. Un breve cenno alla loro attitudine principalmente anarchica ed il live tutto sommato scorre liscio e, soprattutto, rozzo, così come c'è d'aspettarsi e pretendere da gruppi di questo tipo. Purtroppo, non mancheranno alcuni problemi tecnici al livello acustico, per via del basso totalmente assente durante l'esecuzione di un brano, problema che per fortuna è stato subito risolto.

NAUDIZ
Nonostante ci sia ancora luce ed il clima non sia decisamente favorevole, i Naudiz salgono sul paco e provano a trasmettere tutta la glacialità e l'austerità del loro black metal. Anche le latitudini in cui ci troviamo sono del tutto diverse da quelle da cui trae ispirazione il trio, prevalentemente dedito ad un black metal d'ispirazione Darkthrone e con un concept legato ai temi della mitologia norrena (già a partire dal monicker runico con cui si identificano). La loro musica viene molto apprezzata dai presenti, che nel frattempo sono sensibilmente aumentati rispetto al gruppo precedente, ma il cui numero purtroppo resterà piuttosto contenuto. Si parte con l'intro e col primo brano tratto da Wulfasa Kunja, l'ultimo disco dei Naudiz uscito per Iron Bonhead, ed è subito chiaro l'approccio completamente opposto rispetto ai loro predecessori, che lascia poco spazio ad un'interazione più diretta col pubblico e che punta tutto sull'incisività della musica stessa. Non mancano anche in questo caso purtroppo problemi legati all'equalizzazione di suoni: all'inizio la voce di Uruz Dagaz era completamente assente e nel complesso ho trovato il volume della batteria (ed in particolare del doppio pedale) decisamente troppo alto.
La scaletta, oltre a ripercorrere i brani del full da poco pubblicato, ripesca anche dal precedente lavoro Aftur till Ginnungagaps, tra cui la mia preferita Fenrir, oltre a lasciare spazio per una ben eseguita cover di Messiah degli Hellhammer. Uh!

EVIL SPELL
Direttamente da Milano troviamo, invece, gli Evil Spell, che qualche anno fa sono purtroppo stati al centro di una terribile vicenda legata alla morte del loro ex-bassista Fra. Dopo alcuni anni di pausa, la band ha deciso di tornare ad esibirsi ed ha quindi prodotto il secondo disco Necrology, uscito nel 2013 e dal quale per altro verrà tratta una buona parte della setlist. Il clima per fortuna ci dà tregua e la serata porta un po' di sollievo anche ai fini dell'esibizione stessa dei musicisti. Il concerto degli Evil Spell è sembrato piuttosto corposo, anche in termini di minutaggio, e, nonostante musicalmente non mi abbiano molto colpita, tra i brani che sono stati eseguiti con un discreto coinvolgimento anche da parte del pubblico da segnalare è senza dubbio Heavy Metal Riders, dove il gruppo ha avuto modo di sfoderare tutta la sua "muscolarità".

PROFANAL
Con i prossimi due ospiti del festival ci spostiamo in Toscana, con l'arrivo sul palco di Profanal e Violentor. Entrambi sono già molto conosciuti dal pubblico underground ed ho avuto modo di incontrarli varie volte in occasione di concerti, quindi so di poter contare su esibizioni di alto livello.
A confermarlo è l'energia con cui il gruppo fronteggiato dal cavernoso growl di Rosy investe già da subito il parterre, martellandoci con il loro death metal old school di matrice svedese. La resa acustica, anche nel loro caso, purtroppo non è ottimale e sarà compromessa per via di suoni un po' troppo impastati che hanno reso davvero difficile distinguere i vari pattern strumentali. L'esperienza, però, in questi casi aiuta ed in effetti queste sbavature acquistano minor peso proprio grazie alla compatteza che hanno i Profanal nel proseguire con agilità il loro concerto, dando in pasto ad un pubblico infiammato i loro feroci d-beat. Sono senza dubbio una delle band nostrane che all'interno del genere vale la pena di supportare: i progressi che, dopo l'ottima premessa degli Ep e del debutto, sono stati confermati anche con l'ultimo Supreme Fire, dimostrano che i livornesi difficilmente deluderanno le vostre aspettative.

VIOLENTOR
Anche nel caso dei Violentor c'è poco spazio per i convenevoli (se mai ce ne fosse realmente bisogno, in contesti come questo) e si parte subito con una marcia che viene scandita dalla brutalità dei colpi che Iago dà dietro alle pelli. L'ingresso del batterista in formazione ha sicuramente aumentato la violenza e conferito più dinamicità ai brani inclusi nell'ultimo disco Maniacs, nonostante la struttura resti essenziale e diretta. Così come diretta è la performance del gruppo che, dopo una rapida battuta del frontman Dog in merito al fatto che al Sud si bestemmi troppo poco, prosegue senza interruzioni e con quell'attitudine fiera e sanguigna che i Violentor ci hanno abituato ad apprezzare in questi anni.

CARONTE
I Caronte modificano l'atmosfera che sembrava predominare con l'ultima manciata di gruppi e ci accompagnano verso una dimensione più occulta ed in tinta anche con il mood degli headliners. Avevo visto per la prima volta i Caronte un po' di anni fa, quando vennero a Roma in occasione dello Stoned Hand of Doom che nel 2012 aveva come gruppo principale gli Orange Goblin. Erano praticamente al loro debutto, ricordo avessero pubblicato solo l'Ep Ghost Owl e mi colpirono per l'aderenza ai canoni classici dello stoner/doom (in alcuni passaggi marcatamente Electric Wizard) ed allo stesso tempo per le incursioni vocali sciamaniche, presenti in brani come ad esempio Navajo Calling.
Da allora, nonostante l'attività della band sia stata piuttosto prolifica e, nonostante la firma con la Ván Records li abbia decisamente portati ad un livello di conoscenza più alto, non li ho più incrociati dal vivo. Questo concerto quindi giunge a distanza di ben cinque anni dal precedente e l'impressione è che i Caronte siano stati in grado di evolversi senza stravolgere eccessivamente quegli elementi di originalità che li avevano fatti emergere nel contesto più generico dello stoner, oltre al fatto che ho trovato la scenografia piuttosto azzeccata e, fortunatamente, non troppo pomposa. Non è affatto scontata la capacità di preservare una certa coerenza stilistica e, tenuti sotto inquietante osservazione da un grosso teschio di animale posto di fronte alla batteria, i Caronte rapiscono con facilità anche tutto il pubblico dell'Evil Fest. Dorian dimostra grande varietà vocale, alternando il canto sciamanico (a mio avviso davvero notevole) a parti in clean che riportano alla mente lo stile di Danzig. Un melting pot musicale perturbante, che si impone con la sua personalità ed originalità.

INFERNO
La serata sta per giungere al termine e c'è il tempo per riposarsi un po' sulle panchine vicino all'angolo bar, mentre si preparano a fare il loro ingresso gli Inferno. Quando il quintetto sale sul palco è fiancheggiato da due grossi candelabri e le tinte blu delle luci, unitamente al fumo che lentamente avvolgerà tutti i membri, contribuiranno a calarci più in profondità nelle loro melodie. Il loro black metal è atmosferico e notevolissima è la prova alla batteria di Ondra D.I.E., che sferza una serie di blast beats di una velocità e precisione davvero terrificante, nel senso buono del termine. Nonostante l'alone apocalittico, enfatizzato anche dalla voce spiritica del frontman Adramelech (qui in tunica lunga nera ed a piedi scalzi), ciò che colpisce è un uso molto interessante di intermezzi melodici, che interrompono la caoticità prevalente e fanno emergere come ci sia anche del buon gusto da parte degli Inferno nel sapersi misurare con parti più atmosferiche e pulite. Le chitarre in questo senso hanno un ruolo cardine, mettendo per un secondo da parte l'incedere della batteria che è protagonista, invece, delle fasi di accelerazione. L'esibizione degli headliners ipnotizza tutto il parterre ed anche i suoni sembrano miracolosamente essere migliorati dopo l'agonia subìta dalle precedenti band, particolare che ha fatto sì che allo scoccare dell'1.30 il concerto si concludesse senza intoppi e con una grande soddisfazione da parte di tutti.

CONCLUSIONI
Dopo molto sudore, nonché litri di birra versati, non resta che tracciare alcune considerazioni in merito a questo primo giorno di festival. Purtroppo i problemi acustici hanno reso poco piacevole seguire le performance dei gruppi che si sono avvicendati: un'equalizzazione poco attenta ha inficiato sulla buona restituzione di quasi tutto il live e solo la dimestichezza dei musicisti nel sapersi destreggiare davanti ad una palese difficoltà (che immagino abbia compromesso anche ciò che potevano sentire loro dal palco) ha fatto sì che comunque il parterre restasse vivo e partecipe e che la serata andasse a buon fine. A parte ciò, che è sicuramente un aspetto migliorabile, il festival ha presentato al pubblico accorso un bill di tutto rispetto, offrendo una panoramica sul mondo underground nostrano ma riuscendo, rispetto all'anno precedente, a mettere anche un piede all'estero. Delle due serate previste dal festival è, purtroppo, solo quella metal a soffrire particolarmente di cali di presenza, probabilmente anche per un'offerta che nel settore darkwave e postpunk è già più proiettata verso realtà difficilmente incrociabili live, se non in festival del settore ed all'estero, dettagli che rendono il secondo giorno molto più appetibile. Tuttavia, la sensazione è che ci sia potenzialità, per cui la speranza è che l'Evil Fest il prossimo anno possa ingrandirsi ulteriormente, soprattutto nel settore metal, e che possa aspirare a raccogliere il giusto numero di persone che garantirebbe agli organizzatori di fare anche un investimento più corposo.



lisablack
Venerdì 14 Luglio 2017, 13.50.42
4
OK, grazie perché non riesco a trovarlo..è difficile!
Doom
Venerdì 14 Luglio 2017, 13.14.46
3
Ciao Lisa, sono di Livorno se non ricordo male...non ci metterei la mano sul fuoco. Io comunque lo comprai direttamente sul sito shop dell'etichetta Iron Tyrant. prova li! Ciao
lisablack
Venerdì 14 Luglio 2017, 12.57.18
2
Si Doom hai ragione, credo che siano della provincia di Pisa o di Pistoia, insomma delle mie parti, il disco me l'ha fatto ascoltare una mia amica ed è come dici tu..proprio old school, una meraviglia! L'ho ordinato dal mio negozio, ma non arriva provo via internet..
Doom
Venerdì 14 Luglio 2017, 11.45.00
1
Grandi Profanal. Old school fucking death. Io il cd "Supreme fire" l'ho preso da subito...Lisa dagli un ascolto che sono anche toscani delle tue parti!
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EVIL FEST II - DAY 1
Alvignano, Caserta, 07/07/2017
 
 
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