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ONLY HALF THERE - La recensione
15/07/2017 (586 letture)
Only Half There è una biografia indubbiamente affascinante e sfaccettata, tanto quanto la figura del suo autore, il noto musicista canadese Devin Townsend, famoso per la sua militanza negli Strapping Young Lad, per la sua ampia carriera da solista con il progetto Devin Townsend Project prima e la Devin Townsend Band poi, nonché per aver collaborato in gioventù alle registrazioni e al tour dell’album Sex & Religion di Steve Vai. Una carriera invidiabile giunta ormai in prossimità del quarto di secolo che Townsend, più che celebrare, appare intenzionato a volerci narrare con sincerità ed entusiasmo, nella ferma convinzione, illustrataci sin dall’inizio, che molto ci sia ancora da scrivere e da fare, così come molto ci sarà in futuro da raccontare a chiunque avrà l’interesse di seguirne le gesta.
Intessendo fluidamente un arabesco che unisca le sue vicende di uomo e di musicista, Townsend, che per l’intera durata del volume ci parlerà in prima persona, dando l’idea di star quasi ascoltando un vecchio amico davanti ad un caffè, più che leggendo l’autobiografia di un artista famoso in tutto il mondo, segue un ordine piuttosto strettamente cronologico per gli oltre venti capitoli della sua opera, analizzandosi a tutto tondo e proponendo al lettore un interessante viaggio all’interno della sua vita, partendo, come ovvio, dai suoi ricordi legati all’infanzia, alla vita con i suoi genitori e ai suoi altalenanti esordi prima con la musica e poi con il metal ai tempi del liceo, decisamente incoraggiati dalla passione per le arti che già da tempo si respirava a casa sua.

45 ANNI DI LUCI E OMBRE
Ecco dunque come Devin, con la stessa precisione maniacale e l’attenzione al dettaglio che ne ha da sempre contraddistinto la produzione musicale, ci porti con uno stile narrativo quanto mai amicale ed informale in un percorso che analizza tutte le tappe della sua carriera. Nel farlo, il canadese non solo dispensa aneddoti interessanti, dettagli inediti e molte riflessioni personali che ci permettano di meglio inquadrare quanto da lui prodotto sia come artista che proprio, più di recente, come produttore, ma appare intenzionato ad andare a fondo con i suoi racconti, spiegandoci con franchezza tutti quei momenti di difficoltà che, su vari livelli, lo hanno portato a dare quasi fin troppo e a sputare sangue per realizzare il disco di turno come desiderato, o a mantenere i propri show all’altezza delle aspettative del suo pubblico nonostante una chiara relazione di ampre/odio nei confronti dei tour, senza dimenticare i momenti in cui tale impegno non ha comunque portato che ad un mucchio di errori, alcuni dei quali configuratisi come tali solo ad anni di distanza.
Come già anticipato, tuttavia, è pressoché impossibile prescindere dal Townsend uomo quando si tratta di parlare della sua carriera artistica, ed ecco dunque come queste ‘confessioni’ a tratti quasi catartiche vadano ad includere, spesso con un parallelismo che va di pari passo con le vicende musicali, tanti momenti di gioie e felicità personali, ma ancor più di buio e di smarrimento. Senza mai scadere in paragrafi volti solo alla ricerca di facili consensi o ancor più facile pietà, anche grazie ad un humour sempre presente,l polistrumentista ci guida con la maturità di qualcuno che se li è ormai lasciati alle spalle tra episodi che lo hanno portato al limite, sia fisico (ad esempio a causa dell’abuso di sostanze), che mentale, legato non solo alle difficoltà o ai periodi di disillusione relativi alla sua carriera musicale, ma anche ai diversi problemi di salute mentale che lo hanno accompagnato soprattutto nel tormentato periodi degli Strapping Young Lad e che si sono pericolosamente trascinati per molto tempo.
Al termine di una lettura che, come anticipato, lascia la sensazione di aver appena ascoltato alcuni racconti di vita di un amico di vecchia data, avendo quasi l’impressione, una volta terminato il libro, di conoscerne i protagonisti da una vita, ci si ritrova quasi spontaneamente con la voglia di leggerne ancora, leggerne di più. E chissà che il buon vecchio Devin, che è auspicabilmente solamente a metà del suo percorso, non ci riservi in futuro una nuova raccolta di confessioni a mente aperta come queste.

CONCLUSIONI
Only Half There si configura dunque come un volume consigliabile non solo ai fan della figura di Devin Townsend, ma anche agli appassionati dei tanti progetti musicali nei quali milita e ha militato in passato, nonché a chiunque abbia un po’ di curiosità nei confronti di un musicista di talento innegabile, anche agli occhi di coloro i quali non siano particolari estimatori dei generi da lui proposti. I contenuti, curati ed arricchiti da una sezione centrale composta da una quindicina di pagine di foto inedite, tra cui diverse private, rendono questa pubblicazione un’opera piacevole alla lettura e ben strutturata, curata in ogni dettaglio, come se l’attenzione e la ricercatezza offertaci dall’autore volesse renderci ancor più protagonisti del suo personalissimo viaggio nel tempo, nella sua carriera, così come nel suo io e nella sua anima, di uomo prima che di musicista. Sempre prodigo di racconti e dettagli, in un ordinato caos di riflessioni e cronache, Townsend sa come evitare di divenire pedante o, a tratti, di confessare apertamente ai propri lettori più morbosi tutti i particolari intimi o più scabrosi di vari momenti della sua vita quando non necessario, lasciando quindi a chi legge un sano bilancio tra un’aura di elegante ma selezionato mistero su alcuni passaggi, ed un’apprezzabile dose di schietta onestà quando si parla di momenti critici del suo passato, a prescindere dalla loro natura.
Si segnala infine come la Rocket 88, casa editrice inglese che ha licenziato quest’autobiografia, proponga questo libro in due versioni: la “Classic”, che include un cd di inediti intitolato Iceland (proposta in cd fisico all’interno della copertina del tomo, nonché in formato digitale accessibile immediatamente dopo l’acquisto), ed una “Signature”, che oltre a detto platter comprende anche un’audiocassetta di demo mai pubblicate prima ed un particolare packaging arricchito da alcune stampe artistiche a cura del canadese. Chiaramente, quest’ultima versione è inoltre autografata nonché a tiratura limitata (1500 copie).



::: ::: :::RIFERIMENTI ::: ::: :::
Titolo: Only Half There
Autori: Devin Townsend
Casa Editrice: Rocket 88
Prezzo
: 35 £
Numero Pagine: 312



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La copertina del libro
ARTICOLI
15/07/2017
Articolo
ONLY HALF THERE
La recensione
 
 
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