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ANATHEMA (acoustic) - Monk, Roma, 12/07/2017
17/07/2017 (1174 letture)
E’ quasi la metà di luglio, il caldo non sembra dare tregua e, mentre finisco la mia giornata lavorativa, con un po’ di stanchezza residua addosso mi preparo in fretta e furia per affrontare i mezzi pubblici e dirigermi al Monk, in zona Portonaccio. Ero stata al locale anche in occasione di altri live, come quello dei Soft Moon e degli Xiu Xiu, ma l’area riservata per questo concerto è all’interno dell’enorme giardino che lo costeggia, svelando un luogo vivo, pulsante ed accogliente per me finora rimasto inedito. Il passaggio dei fratelli Cavanagh, che proporranno in un set acustico i brani principali della loro carriera con gli Anathema, è atteso oramai da settimane e la gratuità dell’evento lo ha reso ancora più appetibile, facendo in modo che il giardino del locale si riempisse di gente in ogni suo angolo.
Arrivo presto e sono particolarmente emozionata, perché ad attendermi in albergo c’è Vincent Cavanagh, con cui sono riuscita, grazie all’intercessione di Dark Veil Productions, a fissare un’intervista esclusiva per Metallized. E’ stato significativo per me riuscire a conoscerlo, perché gli Anathema sono uno di quei gruppi radicati alla mia adolescenza e stringergli la mano per poi fargli qualche domanda è stato un po’ come chiudere un cerchio.
Il resoconto della nostra chiacchierata lo potrete leggere tra qualche giorno qui sulle nostre pagine, ma intanto concentriamoci sul live, che vede come gruppo di apertura i Rome in Monochrome.

ROME IN MONOCHROME
Quando il gruppo si dispone sul palco, la conta delle presenze ammonta già ad un numero copioso, mentre la luce ancora picchia sulle nostre teste. Davanti al palco, una serie di sdraio predisposte affinché parte del pubblico possa godere del concerto da una posizione decisamente rilassante, mentre il resto degli spettatori già inizia ad occupare il lembo di parterre subito prima del palco, stipandosi per terra.
Nell’adeguarsi al clima della serata, anche i Rome In Monochrome si esibiscono in versione acustica, riadattando i loro pezzi ma riuscendo abilmente a ricostruire tutta l’intensità e la pesantezza che vi sono racchiuse. L’esibizione riesce a ritagliarsi un suo spazio intimo, nonostante il contesto sembri sfavorevole ad annullare quella distanza che naturalmente si genera in posti così dispersivi. Eppure il gruppo non sembra curarsi di queste dinamiche e mantiene una propria concentrazione ed introspezione, tant’è che più volte noto come i vari membri suonino o cantino ad occhi chiusi, come a voler ricostruire mentalmente quel mondo chiaroscurale che è dichiarato all’interno del loro monicker.
Una buona performance ed un giusto antipasto che ci prepara al momento tanto atteso.

ANATHEMA
Dopo aver raccolto una manciata di urla ed applausi, Vincent sale sul palco e fa un breve check degli strumenti, prima di dare inizio al concerto vero e proprio ed invitare il fratello Daniel, finora rimasto un po’ defilato ai bordi del palco. Daniel viene accolto in maniera altrettanto calorosa e, visibilmente ingrassato, dietro la sua nuova fisicità sembra nascondere un disagio ben più profondo, che cerca di dissimulare inframmezzando la dolcezza delle melodie dei brani ad una loquacità a tratti prorompente.
I fratelli di Liverpool riescono a farci salire la pelle d’oca già con l’esecuzione in apertura di Fragile Dreams, che ci riporta indietro alla fine degli anni ’90, quando veniva pubblicato Alternative 4. La dolcezza del pezzo viene resa dall’alternarsi delicato delle due chitarre e, data l’essenzialità delle linee musicali per via della resa acustica, le nostre voci si intersecano a quelle di Vincent quasi timorose di urlare eccessivamente, facendo attenzione a mantenere una certa “educazione” che protegga la fragilità di quel momento.
Affaticato dal clima asfissiante (porterà con lui sul palco una grande asciugamani bianca che userà, di tanto in tanto, per asciugarsi il sudore), Daniel cercherà spesso di interagire con il pubblico, a volte anche con lunghe chiacchierate in cui si complimenta per l’intonazione del nostro supporto corale, avanzando anche l’idea che, se mai gli Anathema dovessero voler registrare un live album, è proprio qui in Italia che lo farebbero. Una piccola digressione sull’imbattibilità del nostro patrimonio canoro, con un riferimento a Pavarotti ed al Nessun Dorma (“L’unico brano in grado di farmi piangere ogni singola volta che lo ascolto”, ci confesserà Daniel), e la scaletta si articola con brani presi da tutti gli album prodotti dal gruppo dal 1998 in poi, escludendo com’era lecito aspettarsi tutto il primo periodo più death/doom. C’è chi tra il pubblico ancora non sembra capacitarsi del fatto che gli Anathema si siano oramai da anni distaccati da quei loro esordi radicati nel metal e non mancherà chi, in maniera provocatoria, urlerà ai fratelli Cavanagh di suonare The Silent Enigma o Kingdom, stuzzicando per altro una reazione non proprio pacata di Daniel.

Polemiche a parte, i due prima dell’esecuzione di ogni brano faranno dei brevi incipit in cui spiegheranno l’origine autobiografica dei testi, alternandosi alla voce e mostrandoci un Daniel Cavanagh molto versatile nel dividersi tra l’esecuzione al piano e quella alla chitarra ed alla loop station, con la quale riesce a creare suoni di chitarra progressivamente più stratificati.
E’ sempre difficile scegliere quali pezzi in particolare citare o quali dire siano più riusciti di altri, specie in situazioni come queste in cui è sostanzialmente come ripercorrere pezzi di ricordi ognuno con la sua specifica importanza. Ma per non incorrere in un elenco interminabile, devo necessariamente nominare One Last Goodbye, Are You There? (come al solito ai limiti della commozione), Dreaming Light e Lost Control, che ci inabissa con la pesantezza delle sue lyrics ascoltate a iosa durante gli anni del liceo.

Così, suggellando la serata con una manciata di cover tratte da Pink Floyd e dai Doors ibridati con i Tool, gli Anathema ci salutano in questa calda notte di luglio, lasciandoci addosso la voglia di fare il countdown per il prossimo concerto milanese in cui si esibiranno in line up completa, mentre qui a Roma già si freme per l’arrivo ad ottobre degli Antimatter.

Purtroppo il clima sarà disturbato dal chiacchiericcio di sottofondo di molta gente che sembrava più attratta dall’ingresso libero, piuttosto che dal concerto in sé, di fatto creando un brusìo che in alcuni punti del giardino rendeva difficile apprezzare a pieno il già labile suono del palco. In effetti, un’amplificazione più adeguata sarebbe stata auspicabile, perché avrebbe reso più omogenea la resa acustica e senza dubbio più coinvolgente il tutto, nonostante a noi affezionati sia già bastato vedere i Cavanagh lì a pochi metri a sussurrarci emozionati le parole oniriche dei loro testi.

Tutte le foto sono a cura della collega Floriana Ausili "RosaVelata".

SETLIST ANATHEMA
1. Fragile Dreams
2. Untouchable, Part 1
3. Untouchable, Part 2
4. Thin Air
5. Inner Silence
6. One Last Goodbye
7. Pressure
8. Are You There?
9. Dreaming Light
10. The Beginning And The End
11. The Optimist
12. Deep
13. Forgotten Hopes
14. Destiny Is Dead
15. Lost Control
16. High Hopes (Pink Floyd cover)
17. The End (The Doors cover) / Sober (Tool cover)
18. Another Brick In The Wall (Part 2) (Pink Floyd cover)



Mandrake
Martedì 18 Luglio 2017, 22.16.27
9
Giacomo ti suggerirei di recuperare il tempo perso e ascoltare con la dovuta calma e dedicando il tempo giusto a tutti gli album precedenti a Weather..forse capirai meglio il perché dell insistenza...senza nulla togliere alla loro discografia più recente ovviamente. Considero gli anatema un gruppo meraviglioso anche e per l evoluzione che hanno intrapreso senza mai sbagliare un colpo. Sono uno di quei gruppi che sa fare il proprio mestiere e non merita etichetta alcuna, se non quella di musicisti veri. Ovviamente oggi suonare silent enigma sarebbe anacronistico, ma sarebbe davvero meraviglioso sentirla live. C'è ne fossero di gruppi del loro livello...
Giacomo
Martedì 18 Luglio 2017, 11.54.37
8
Per chi come me ha conosciuto gli Anathema da Weather System in poi, devo dire che l'emozione è stata davvero tanta. Non li avevo mai visti dal vivo e stare li seduto in prima fila davanti i due microfoni, è stata una valanga di emozioni. Penso seriamente che, chi sia legato ai loro pezzi passati, possa ascoltare altrove, non perché mi faccia piacere ma è evidente che la strada intrapresa sia altra...e si, forse Daniel sarà stato anche pesante nei modi, rispondendo al tizio che urlava di volere Lost Control, ma c'è da dire che più e più volte i due fratelli hanno tentato di prenderla in scherzo cercando di calmare i toni di quei due metallari incalliti che fin troppo hanno alzato il gomito. Concordo con chi avrebbe messo a pagamento il biglietto. Avrei pagato volentieri per evitare quei vecchi fan maleducati. L'unica pecca a mio parere è che non hanno rispettato la setlist presentata, pochi pezzi e troppe cover (seppur fatte in modo eccellente). Ci si vede all'Alcatraz!
duke
Lunedì 17 Luglio 2017, 22.08.12
7
le cose piu' recenti....
duke
Lunedì 17 Luglio 2017, 22.07.32
6
un buon gruppo .li ho seguiti per un po'....ma ora li vedo troppo lontanti dalle origini ....non riesco più ad ascoltare le cose recento....
InvictuSteele
Lunedì 17 Luglio 2017, 18.30.01
5
l'atmosfera invece era molto bella e rilassata, c'era tantissima gente mai vista prima a un concerto metal/rock e la serata è andata bene. Sinceramente non ho sentito le provocazioni del pubblico, mentre chiacchiariccio c'era giusto ai lati, dall parte del giardino, abbastanza lontano dal palco. Comunque ammetto di essermi annoiato da morire, un concerto moscissimo, coinvolgente solo a tratti, nel quale ho confermato la mia avversione per la strada intrapresa da questa band che ho adorato fino a un certo punto. Gli Anathema, dal vivo e in versione acustica, confermano tutti i punti che non sopporto della loro musica attuale, troppo mosci, mai una schitarrata, molto atmosfera ma anche molta soporifera. Però bella serata, gratuita tra l'altro, e i Cavanough sono sembrati simpaticissimi.
entropy
Lunedì 17 Luglio 2017, 14.11.46
4
@FTS quindi tirare fuori gli attributi in "modo pieno" in cosa consisterebbe? quando dici passare ai fatti , intendi una bella rissa? Nel caso mi sembra davvero un' idea geniale per rendere la serata ancora più gradevole...
FTS
Lunedì 17 Luglio 2017, 13.24.55
3
Oppure sarebbe anche ora di tirare fuori gli attributi e imparare a farsi rispettare invece che lagnarsi su internet. Visto che gli elementi disturbatori erano chiaramente identificabili, si poteva almeno tentare di farli smettere. Anche solo con le buone maniere, se proprio non si è in grado di passare ai fatti.
Flv
Lunedì 17 Luglio 2017, 10.12.17
2
a volte e' decisamente preferibile che ci sia un biglietto da pagare , e' una fattore che fa una bella scrematura di pubblico lasciando certe situazioni esclusivamente a chi le attende davvero e le vuole vivere con emozione nel rispetto delgi artisti e di chi ha intorno . Ottimo report !
ocram
Lunedì 17 Luglio 2017, 9.50.49
1
Concerto davvero emozionante. Un Daniel ingrassato all'inverosimile (si dice a causa dell'esaurimento nervoso che ha avuto nel 2015/2016) e parecchio accaldato. Vincent incredibile come sempre. Peccato solo per quel coglione che urlava a loro di cantare pezzi vecchi, provocando forse eccessivamente Vincent e Daniel. C'è stato un momento in cui mi è parso che Vincent volesse scendere dal palco e ho pensato Oddio adesso si menano. Peccato perchè quel deficiente non ha un minimo di rispetto per chi si è fatto migliaia di chilometri e ti sta proponendo uno show fantastico e per di più gratis e anche per chi come me veniva da lontano con svariate ore di treno e la sola voglia di godersi in pace il concerto. Io ero in seconda fila sulle sdraio ed in effetti ho avvertito un po' di fruscio ma era prevedibile vista la serata ad ingresso gratuito. Ed infatti verso la destra del palco c'era un gruppo di metallari cazzoni e TRVE che per buona parte del concerto parlavano e ridevano ad alta voce, disturbando i veri interessati al concerto, che effettivamente erano tanti. Peccato solo non abbiano fatto pezzi da Distant Satellites (a Zotermeer hanno fatto Anathema e lì sarei potuto svenire) e solo The Optimist dal nuovo omonimo album. Tra gli highlights sicuramente The Beginning and The End, semplicemente fantastica anche in chiave acustica. In complesso però il concerto è stato un successone e un sentito grazie va alla Dark Veil Productions per il lavoro preciso che hanno svolto.
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ANATHEMA (acoustic)
Monk, Roma, 12/07/2017
 
 
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