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SINE QUA NON - # 22 - 'Selling England By the Pound' e 'Misplaced Childhood'
24/07/2017 (1065 letture)
Alcune volte le storie di certi generi musicali seguono percorsi strani, addirittura "fanno giri immensi poi ritornano". Durante gli anni settanta il rock progressivo era esploso in maniera prepotente ed improvvisa (almeno per il grande pubblico), regalando ai suoi tantissimi appassionati architetture ardite; immagini ora romantiche, ora fortissime; momenti di rabbia alternati ad altri di pura poesia; fughe su mondi lontanissimi o graffianti analisi di quello sul quale viviamo, per poi implodere letteralmente quasi da un giorno all'altro. Travolto dal punk, dalla voglia di disimpegno, da quella di staccarsi o di ignorare un momento di tensione molto elevata in cui gli scontri di piazza ed il sangue nelle strade erano all'ordine del giorno. Oppure, di converso, da quella di rifiutare le chiavi di lettura oniriche, l'uso di strumenti antichi che sconfinava nel classicheggiante e la capacità tecnica superiore di un atteggiamento musicale quasi pre-raffaelita, a fronte della voglia di tunz tunz discotecaro e di "ape" nei bar di tendenza che stava per azzerare quella di vera musica in quasi una intera generazione.

SELLING CHILDHOOD BY THE POUND
Se parliamo di gruppi che venivano dall'Inghilterra, era il modo di suonare più elaboratamente sognatore e surreale a prevalere nettamente. Tra le band che più avevano contribuito a rendere popolare il genere nel mondo, i Genesis ed il loro Selling England By the Pound, occupano un posto di rilievo assoluto. E' stato quindi naturale che a riportare in auge il genere nella decade successiva ed in condizioni molto più sfavorevoli, con un altro lavoro quasi altrettanto iconico intitolato Misplaced Childhood, sia stato un altro gruppo albionico: i Marillion

GENESIS: Selling England By the Pound
In realtà, nonostante la musica dei Genesis sia da alcuni considerata non troppo vincolata testualmente alla realtà dei suoi anni, Selling England By the Pound conteneva dei riferimenti abbastanza ampi a temi sociali che le composizioni sofisticate ed a tratti elegantemente arzigogolate del gruppo tendevano a far passare in secondo piano. Nulla che potesse essere paragonato all'impegno sociale e politico di certi gruppi italiani (altra situazione sociale, altro modo di interpretare il ruolo del musicista nel quotidiano, etc.), ma i Genesis, pur utilizzando un linguaggio spesso metaforico e denso di giochi di parole difficilmente traducibili in italiano, non si disinteressavano affatto del loro tempo. La "vendita dell'Inghilterra un tanto alla libbra" era una citazione dell'ipocrisia insita nell'inglese medio tratta quasi solo incidentalmente dal manifesto del partito Laburista. I richiami alle tradizioni ed alla letteratura antica come parafrasi della situazione del tempo di Dancing with the Moonlit Knight e The Cinema Show e, soprattutto, la trasposizione della violenza delle periferie nella "Battaglia della Foresta di Epping" e così via. Tutte testimonianze di un approccio molto più profondo alla società del 1973 di quanto la musica poteva far supporre. Eppure, è innegabile che specialmente nei paesi non anglofoni ed in particolare in Italia, il grande successo sia stato dovuto alla ricercatezza del loro tessuto musicale. Una ricercatezza che, però, non riusciva affatto a mascherare un'immediatezza garbata ora rarefatta, ora aggressiva, ma sempre capace di catturare senza riserve anche un ascoltatore non preparato. Ed è proprio questa la qualità più importante di Selling England By the Pound; allora come adesso. Quella, cioè, di riuscire a parlare di temi musicali complessi in un modo che risulti di semplice assimilazione pur non rinunciando a nulla della complessità contenuta dalla scrittura, ed integrando vari passaggi effettivamente scorrevoli e comprensibili da chiunque. Almeno con la sensibilità media del pubblico del 1973 ed anche utilizzando composizioni non molto lunghe per il progressive. Risultando così una pietra miliare sia del prog, che dell'intera scena musicale degli anni 70. Riuscendo, non per nulla, a vendere moltissimo.

MARILLION: Misplaced Childhood
Ignorato, deriso, umiliato ed alla fine ucciso. Nessuno voleva più avere a che fare con partiture complesse di qualsiasi sorta, nè tra il pubblico, né tra i musicisti. La grande massa intenta a svilire il concetto stesso di musica con "il grande disimpegno" dell'inizio degli anni 80 -anche di molti progsters- ed una piccola minoranza (è una sintesi estrema) dedita a suoni taglienti e cavalcate trascinanti od a quelli sintetici della new wave. Chiaramente e pur nel disinteresse quasi assoluto, una piccola pattuglia di gruppi continuava a suonare la musica degli architetti, per così dire, ma senza che le case discografiche se ne interessassero più di tanto e, di conseguenza, senza che la gran maggioranza ne fosse edotta. Tutto ciò fino a quando non vennero fuori i Marillion. Quando Misplaced Childhood uscì, la band aveva già due ottimi album in studio alle spalle più un live, che avevano contribuito in modo notevole a rivitalizzare il movimento progressive vendendo molto bene. Ma è con il terzo lavoro che la band riuscì a riportare l'attenzione sul progressive in modo più marcato ed a sfondare definitivamente. E con uno stile che ai Genesis faceva chiaro riferimento. Quello che doveva essere un concept composto da una sola suite, ma abortito per colpa della casa discografica e nonostante la sua genesi proponga un'attitudine più anni 60 che altro, con l'LSD a schiudere a Fish nuovi orizzonti, si basava molto sulla lezione dei Genesis. Sia per ciò che attiene alla poetica delle liriche, che per la scrittura della musica. Ma se per quanto riguarda i testi sono più gli anni 70 ad essere fonte di ispirazione, dal lato prettamente musicale il progressive dei Marillion non disdegnava di guardare alla decade allora in corso, tanto che un singolo di grandissimo successo come Kayleigh può essere considerato un eccellente esempio di pop-rock estremamente raffinato e frubile da fasce di pubblico estremamente ampie. Anche se, chiaramente, le parti davvero notevoli dell'album sono altre. Ed è proprio il "compromesso" tra immediatezza complessiva e spirito progressive a rendere Misplaced Childhood, forse non il migliore dei primi tre album del gruppo sul piano della scrittura pura, un ponte da attraversare ogni singolo giorno tra l'età dell'oro del prog e quella della rinascita.

IL FILO ROSSO DELL'ESISTENZA
Due lavori legati da un filo rosso stilistico, uno a far da trama e l'altro da ordito, che a distanza di circa un decennio l'uno dall'altro restano ancora oggi due Sine Qua Non relativi al progressive e non solo. Ambedue, infatti, sono semplicemente fondamentali non tanto e non solo in quanto dischi eccellenti a dir poco ed autentiche pietre miliari che hanno caratterizzato due diversi periodi, (e quindi anche con una collocazione precisa nella "gerarchia storica"), ma anche per questioni molto pratiche. Sia Selling England by the Pound che Misplaced Childhood vendettero moltissimo e furono immediatamente recepiti dal pubblico. E' proprio questa ed a prescindere dalla qualità della musica, la loro importanza principale. La loro capacità di parlare una lingua colta, ma di renderla popolare e, quindi, in grado di raccontare storie, situazioni, informazioni a chiunque voglia semplicemente ascoltarle. Ed a pensarci bene, ogni comparto artistico basa la propria fortuna sull'esistenza di questi mediatori, il cui lavoro serve anche a garantire quella di chi utilizza linguaggi che per loro natura sono destinati solo ad una ristretta elite.



Raven
Domenica 6 Agosto 2017, 21.57.36
17
Refuso causato dal fatto che avevo cercato inizialmente un album del 75 e quella data deve essermi rimasta in testa senza che me ne accorgessi provvederemo al più presto. Grazie per la segnaliooine.
Titus Groan
Domenica 6 Agosto 2017, 18.57.52
16
Comunque "Selling england by the pound " e' del 1973, nel 1975 Gabriele era già purtroppo o per fortuna andato fuori dalla band. Solo per la precisione!
duke
Martedì 25 Luglio 2017, 22.11.00
15
...dimenticherei...
duke
Martedì 25 Luglio 2017, 22.09.35
14
....non dimencherei.....sorry!
duke
Martedì 25 Luglio 2017, 22.08.17
13
superbi i primi album di genesis e marillion.....comunque dimenticherei una grande band del passato che si ispirava ai genesis....la locanda delle fate...grandi!
SimonFenix
Lunedì 24 Luglio 2017, 22.53.44
12
Personalmente l'album dei Genesis che porto nel cuore è Nursery Cryme, sicuramente meno rifinito ma più pregno di magia. Per i Marillion preferisco Script For A Jester's Tear e dico a voi amanti del Prog non limitatevi ai dischi con Fish alla voce, andatevi a recuperare Season's End, Brave, Marbles o addirittura l'ultimo, F.E.A.R. (quante band possono arrivare a pubblicare uno dei loro migliori album dopo altri 17?)
Stagger Lee
Lunedì 24 Luglio 2017, 22.06.10
11
Figurati Silvia, di niente. L'album Fugazi è anche recensito su Metallized. Se avrai modo di ascoltarlo la titletrack ti stupirà.👍
Silvia
Lunedì 24 Luglio 2017, 18.17.28
10
Grazie mille Stagger Lee, lo ascolterò!
Stagger Lee
Lunedì 24 Luglio 2017, 18.14.36
9
Silvia per i Marillio prova con l'album Fugazi! Fidati della dritta 😉
Silvia
Lunedì 24 Luglio 2017, 17.55.26
8
Ragazzi questo non è il mio genere (soprattutto i Genesis sono molto lontani dalle sonorità che amo) però ricordo all'epoca che Kayleigh ebbe un successo strepitoso e tutti noi subimmo comunque il fascino della voce di Fish. A parte questo volevo sottolineare quanto siano interessanti questi articoli e i commenti relativi di chi è addentro al genere. Complimenti
Rob Fleming
Lunedì 24 Luglio 2017, 17.36.44
7
Interessante approfondimento. Dal canto mio posso solo dire che per quanto mi riguarda "Selling England" con l'esordio dei King Crimson E' il disco prog per antonomasia. Per quanto riguarda i Marillion...A me son sempre piaciuti di più nel dopo Fish. E' con Hogarth che hanno infilato la loro serie impressionante di lavori mostruosi (Seasons End; Holidays in Eden; Brave; Afraid of Sunlight; This Strange Engine; Marbles)
Stagger Lee
Lunedì 24 Luglio 2017, 13.40.19
6
E in anni più recenti è stato riproposto live da Fish solista con l'album Return to Childhood. La voce ormai "rotta" del cantante aggiunge ancora più magia.
Stagger Lee
Lunedì 24 Luglio 2017, 13.34.28
5
Complimenti davvero per questo articolo e grazie a Raven per averlo proposto. Misplaced Childhood mi accompagna ormai da decenni ed è impossibile stancarsi di ascoltarlo. Consiglio a tutti di sentire la versione live presente ne "la gazza ladra" perché questo album in sede di concerto guadagna una valanga di punti specialmente nella seconda parte. Grazie ancora per la lettura!
ayreon
Lunedì 24 Luglio 2017, 11.36.41
4
comunque per me il capolavoro dei marillion resta fugazi,trovatemi qualcosa di genesis in quel disco,di sicuro anche script è favoloso, misplaced invece è quello della consacrazione,a tal punto che riproporlo per intero live un po stufava perchè si tralasciavano brani che i fans più accaniti avrebbero preferito,è anche il disco dove fish abandona il trucco in viso .
Raven
Lunedì 24 Luglio 2017, 11.30.48
3
Grazie Marchese. @Ayreon: il paragone non è tanto qualitativo, infatti ho scritto "autentiche pietre miliari che hanno caratterizzato due diversi periodi, (e quindi anche con una collocazione precisa nella "gerarchia storica"),", ma più che altro nella similitudine del lavoro portato avanti. E' ovvio che i Genesis sono su un piano superiore non fosse altro che per l'essere arrivati primi ed aver costruito alcune colonne del genere poi riportato in auge dai Marillion e non solo.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 24 Luglio 2017, 11.10.19
2
Bien sûr, solo l'eccellente Monsieur Raven, poteva cogliere un filo rosso tra questi due grandissimi album. E in effetti c'è, come sottolineato, il fatto che musica complessa e testi non banali, abbiano portato anche ad un successo commerciale, in entrambi i casi. All'epoca, avevo trovato paradossale, l'accostamento Petergabrielliano tra situazioni tipiche di un'Inghilterra in crisi e le rappresentazioni medioevali. Ricordo i "green shields" di Dancing with the Moonlight Knight che per Gabriel erano una rappresentazione dei bollini punti nelle confezioni dei prodotti (di solito verdi). Personalmente mi piaceva di più cogliere la parte medievaleggiante del tutto. Noi eravamo a Cambridge, in mezzo ai palazzi medioevali dei college e poco vedevamo dell'Inghilterra dei minatori e di Scargill, prima dell'arrivo della Thatcher. Diverso, invece il caso di Misplaced Childhood. All'inizio non mi piaceva, lo vedevo come una copia dei Genesis fuori tempo massimo. In realtà è stato di più Script for a Jester Tears, con il suo andamento quasi "Hammilliano" a convincermi che erano un gruppo e una musica interessante e non un remake. I Marillion, lo hanno dimostrato dopo, con l'eccellente Hogarth di Marbles e successivi. Quindi, due album strepitosi che è sempre un piacere ascoltare. Complimenti a Monsieur Raven, di articoli come questi ne leggerei a migliaia, per il loro indubbio interesse. Chapeau! Au revoir.
ayreon
Lunedì 24 Luglio 2017, 10.36.46
1
e " misplaced " è ora uscito remixato da steven wilson,versione lp e cd con tanta ma tanta roba dentro,alla faccia di "ciao 2001" che all'epoca li stroncò come clone dei genesis,l'ho talmente consumato in vinile,cassetta ,cd e poi in versione doppia remastered che alla fine però preferisco di gran lunga la seconda parte rispetto alla prima. il paragone con "selling...." io non lo faccio neanche perchè li' i genesis avevano creato qualcosa dal nulla ( come puoi paragonare qualunque brano di "misplaced" a "the battle of epping forest" o qualche parte strumentale al solo di hackett in "firth of fifth" ? ) resta però uno dei concept più belli degli anni 80
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