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COLONY OPEN AIR - DAY 1 - PalaBrescia, Brescia, 22/07/2017
26/07/2017 (1405 letture)
Il Colony Open Air non è certamente partito nei migliori dei modi. A funestare la riuscita dell’evento infatti è stata un’incredibile serie di inconvenienti, tra repentini cambi di location, delle quali l’ultima annunciata la sera precedente all’evento, con l'importante modifica dell'aver dovuto rinunciare ai due palchi all’esterno per un palco singolo all’interno del PalaBrescia e conseguente taglio delle singole esibizioni. Aggiungete poi un paio defezioni all’ultimo minuto di band di spicco, una per per motivi non del tutto definiti (si veda il caso Toxik) altri per una sana dose di mancanza di professionalità (Morbid Angel), con un nuovo headliner per il secondo giorno (Carcass) annunciato a pochissima distanza dall'evento e capirete come mai la buona riuscita dell’evento sia stata compromessa; non tanto per la qualità e l’organizzazione interna dello staff nei due giorni, davvero celere e ben strutturata (dal momento che per prendere cibo e bevande non ho mai aspettato più di dieci minuti), ma per il numero esiguo di presenze in termini di pubblico (non più di 1000 persone a giornata), probabilmente decimate dai fattori poc’anzi enunciati. Insomma, in poche parole, questo festival verrà ricordato più che altro come un’occasione persa, visto che nonostante ci fosse un bill di tutto rispetto, tanto da rendere l’evento come uno dei più interessanti dell’anno sul suolo italico, i tanti cambiamenti dell'ultimo minuto e le polemiche derivanti, ne hanno probabilmente minato la riuscita. Fatta questa dovuta premessa tuttavia, le due giornate musicalmente parlando sono trascorse tutto sommato tranquillamente, seppur tra alti e bassi.

SKANNERS
Giungo al PalaBrescia verso le undici e dopo i controlli della sicurezza, tra l’altro implementati per prevenire attentati, visto i non pochi episodi avvenuti negli ultimi anni (Bataclan docet), mi reco presso l’area concerti, ovvero un’enorme sala al chiuso, dove sulla destra è posizionato il palco, piuttosto capiente, mentre sulla sinistra, sono strategicamente posizionati i banchetti del merchandise e di dischi. Bisogna precisare da subito che la permanenza nella sala sarà piuttosto piacevole, grazie all’aria condizionata che ha letteralmente salvato gli spettatori dal caldo insopportabile esterno. Agli Skanners tocca il compito di aprire le danze, davanti ad un pubblico piuttosto esiguo. Tuttavia i nostri non si perdono d’animo e rompono subito il ghiaccio con il loro grintoso heavy metal a tinte power. La mezzora scarsa a loro disposizione scorre velocemente, grazie ad un pugno di canzoni ben suonate e ben arrangiate, su cui spicca la voce del cantante, capace a tratti di sfoderare vocals acute ed estese. Di contro però va riscontrato un problema fastidiosamente persistente in almeno metà delle esibizioni: i suoni. Difatti, almeno nelle prime file sono impastati, con il basso e la batteria che coprono tutto, mentre a tratti le chitarre letteralmente spariscono o, quando ci sono, hanno un suono sgranato che rende impossibile distinguere anche solo mezzo riff.

IN.SI.DIA
Dopo il cambio di palco, tutto sommato rapido, tocca ai bresciani In. Si.Dia calcare il palco. La storica band italiana inizia subito col pestare le orecchie dei presenti con il suo thrash metal, chiaramente ispirato ai Metallica cantato totalmente in italiano, con testi taglienti e diretti e un riffing serrato, ma piacevole, adatto a scaldare l’atmosfera. La band gioca in casa, quindi nonostante il tempo ridotto appare comunque rilassata e si rende fautrice di un’esibizione più che discreta, incentrata sulla promozione del nuovo disco, uscito lo scorso anno, anche se i cenni di maggior entusiasmo da parte del pubblico, ancora ridotto, sono arrivati con i brani del repertorio più datato. Anche per loro, l’inconveniente dei suoni sballati avuti con gli opener sotto palco persiste, ma mi è bastato allontanarmi verso il piccolo mercatino in fondo alla sala per veder migliorare notevolmente la situazione.

HELL
Questa band è stata la prima sorpresa del festival. Si tratta di una band di culto, attiva dai lontani primi anni ottanta, sino alla seconda metà dello stesso decennio, quando si sono sciolti dopo il suicidio dell’ex cantante e chitarrista Dave Halliday. Oggi la compagine è rinnovata, con l’ingresso di un nuovo chitarrista Andy Sneap e dell’ottimo cantante David Bower, vero e proprio mattatore ed intrattenitore dello show. Il cantante infatti si presenta con una teatralità riconducibile a King Diamond, vista l’attitudine a muoversi continuamente sul palco, con gesti enfatici e teatrali ed interpretando i testi come se stesse recitando, otre un trucco e costume da prete blasfemo (ad un certo punto del concerto addirittura si percuote con un gatto a nove code), con tanto di corona di spine; mentre a livello di vocals ricorda vagamente l’oscura potenza dei vocalizzi di Mike Howe dei Metal Church. Il resto della band, per quanto la formazione veda per 3/5 dei musicisti attempati, regge perfettamente lo spettacolo, sparando in faccia una serie di tracce di heavy metal old school esplosive, in un connubio tra potenza e melodia, come la tradizione del metal anni ‘80 britannico vuole. Una realtà da tenere assolutamente d’occhio.

ASPHYX
Altro cambio di palco, altra band. Credo non ci sia bisogno di presentazioni per gli Asphyx, da sempre baluardo del death doom più putrido che ci sia in circolazione. La performance della band è compatta, tiratissima, decisamente oscura e nonostante siano le 16 del pomeriggio e fuori ci sia un caldo opprimente, la prima ondata di gelo mortifero lo portano loro. La loro musica è semplicemente macabra e malvagia, perfetta per smuovere il pubblico, che finalmente si lascia andare ai primi poghi della giornata. Le luci rosse, indicatissime per imprimere un’aura malvagia allo spettacolo, insieme alla voce inconfondibile di Martin Van Drunen e i tipici rallentamenti doom rendono i brani che si susseguono un vero macigno, ma al tempo stesso permettono di tirare il fiato tra una sfuriata e l’altra. Questo è uno degli show giornalieri dal maggiore impatto emotivo, oltre che fisico, dal momento che la musica del combo olandese è davvero malsana e poco rassicurante, capace di creare un vero disagio. L’esibizione vede una buona scaletta, che alterna episodi più recenti ai capolavori del passato, in un saliscendi di brutalità 100% death metal.

LOUDNESS
Dal lontano Giappone giungono i Loudness, che nel giro di pochi secondi ci catapultano nei lontani anni 80. Il loro è un heavy metal classico fino al midollo, roccioso e sincero, suonato con una grande carica e potenza. Spiccano di gran lunga i virtuosismi alla chitarra di Akira Takasaki e la carica irrefrenabile del cantante Minoru Niihara, davvero in palla e sugli scudi per tutta la breve esibizione. C’è spazio per diversi classici dall’inziale Crazy Nights fino a Crazy Doctor o In the Mirror, accolti dal pubblico con entusiasmo. Purtroppo però il tempo è tiranno e visti i ritmi serrati della giornata, i nostri si congedano da noi dopo mezzora scarsa. A conti fatti, un’ottima comparsa, che avrà fatto la gioia dei metallari più nostalgici.


DEATH ANGEL
Sono probabilmente la grande delusione della giornata. La storica band thrash statunitense, infatti, pur conscia del limitato tempo a disposizione ha preteso di montare sul palco la propria strumentazione, nonostante vi fossero ben tre backline già pronte e operative. Questo dunque ha richiesto maggior tempo nel breve soundcheck, con un taglio di ben un quarto d’ora dei tre a disposizione. Oltre al danno anche la beffa: avrei capito la scelta da parte della band se poi i suoni fossero stati impeccabili, invece, soprattutto per chi come il sottoscritto ha passato l’intera esibizione nelle primissime file, si è ritrovato davanti un impasto di suoni pessimo, in cui le canzoni si riconoscevano solo perché un furioso Mark Osegueda ha avuto la premura di annunciarle tra un pezzo e l’altro. Tuttavia nonostante questo dettaglio che ha fatto infuriare non poche persone, i Death Angel hanno proposto un set intenso, dove i momenti salienti sono identificabili nell’esecuzione parziale di The Ultra-Violence, Evil Priest e Thrown To The Wolwes. Tirando le somme, per il momento sono rimandati in attesa di una valutazione migliore, magari in un contesto che li valorizzi maggiormente.

DEMOLITION HAMMER
Dopo la breve pausa consueta per il cambio di palco, ne approfitto per una fulminea capatina al tendone adibito a bar, dove ho modo di essere servito velocemente con dell’ottima birra artigianale (come detto ad inizio articolo rinnovo nuovamente il plauso all’organizzazione, davvero efficiente, almeno sotto questo punto di vista). L’unico problema sta nel dover per forza consumare la birra al di fuori dell’area concerti, dal momento che un’ordinanza ne impedisce l’accesso con il sacro nettare in mano. Nonostante ciò riesco ad entrare appena in tempo per l’inizio dell’esibizione dei Demolition Hammer. Se con gli Asphyx e Death Angel vi era già stato parecchio movimento tra il pubblico, con la band newyorkese l’asticella della violenza sia sonora che fisica ha avuto un’impennata pazzesca. Impossibile infatti stare fermi tra le innumerevoli mazzate demolitrici della band. La loro musica, nonostante sia di base un thrash estremo e violento, infarcito col classico e tellurico tupa-tupa, ha parecchi cambi di tempo, cosa che rende i pezzi vari e sempre interessanti. La setlist di oggi prevede una sorta di “best of” tratti dai primi due capolavori della band, ossia Tortured Innocence e Epidemic of Violence. La formazione è tecnicamente perfetta, un vero e proprio martello che riversa con una furia omicida il proprio repertorio e nonostante i suoni a volte siano ancora un po’ sgranati, la performance complessiva non sembra risentirne. Assolutamente tra i migliori della giornata!

EXCITER
Dal lontano Canada giungono finalmente gli Exciter, qui sul suolo italico dopo la mancata occasione della data annullata tempo fa che si sarebbe dovuta tenere al Circolo Colony. La band calca il palco fin da subito carica e convinta, anche se la mancanza di un frontman si fa sentire, lasciando il fronte dello stage praticamente vuoto. Ciò nonostante lo show regge bene e nel tempo a loro disposizione gli Exciter calano una serie di mazzate vincenti, costituite da uno speed metal grezzo e diretto. Ottima la prova dietro le pelli della batteria e al microfono Beehler, capace di buoni acuti in certe occasioni e soprattutto di tenere un ritmo tellurico e vertiginoso per tutta l’esibizione. Completano il quadro il bassista Allan James Johnson e John Ricci alla chitarra, sciorinando riff e assoli uno dietro l’altro. Su tutto il breve concerto spicca l’accoppiata finale e liberatoria costituita da Heavy Metal Maniac e Long Live Loud, che fanno letteralmente scatenare il pubblico. Davvero niente male per degli attempati cinquantenni!

SACRED REICH
Giunge per finalmente una delle band più attese di tutto il festival: i Sacred Reich! Il quartetto tuttavia si presenta sul palco con un problema tecnico al basso di Phil Rind, che è perciò costretto a cantare praticamente tutta Ignorance senza la spinta e ritmica del suo strumento. Il problema però è già risolto con One Nation, grazie al tempestivo intervento di Steve Reynolds dei Demolition Hammer, che ha prestato il suo basso permettendo ai Sacred Reich di continuare senza intoppi. Impossibile non farsi trascinare dalla carica del quartetto e soprattutto di Phil Rind, costantemente col sorriso stampato in faccia e da sempre attento a temi politici ed attualità scottanti, grazie a testi sempre lucidi e disillusi sulla realtà che ci circonda. Tornando alla musica, oggi ci è stata proposta una panoramica sulla discografia della band, con lo spazio per qualche chicca, come Victim Of Demise, per la prima volta eseguita dal vivo e anche per la cover da brividi di War Pigs, cantata a squarciagola da tutti i presenti. Il gran finale giunge fin troppo presto con The American Way e ovviamente l’immancabile Surf Nicaragua, che scatena un pogo infernale e conclude uno show di buon livello.

KREATOR
Dopo le emozioni e l’intensità della giornata, una pausa era assolutamente necessaria e, pur a malincuore, siamo costretti a saltare l'esibizione dei Wintersun, forse un po' avulsi dal contesto del giorno, per mangiare qualcosa e riprendere fiato in attesa degli headliner. Rientro nell’area concerti in attesa dell’ultima mazzata della giornata, che vede protagonisti e dominatori assoluti i Kreator. La scaletta proposta dal combo teutonico è sostanzialmente la stessa di quella proposta mesi fa al Live Club di Trezzo sull’Adda e quindi per i metallari più intransigenti, l’amaro in bocca è tantissimo. Infatti, nonostante gli ultimi lavori siano di ottimo livello, tuttavia manca la soddisfazione di sentire alcuni classici irrinunciabili provenienti dai primi quattro album, sacrificati dalle canzoni del repertorio più recente. Per carità, Mille Petrozza rimane ancora indomabile, urla come un ventenne e suona con una carica ed un tiro micidiale, così come il resto dei compagni di palco. Comunque i nostri si esibiscono in uno show rodato e perfettamente collaudato, le canzoni si susseguono una dietro l’altra, seguite dall’entusiasmo della folla, che spreme le ultime energie per gli ultimi, violenti, poghi della giornata. Tra i momenti più incisivi va menzionata l’esecuzione di People Of The Lie, cantata a squarciagola da tutti i presenti, la nuova Fallen Brother, un vero e proprio omaggio a tutti i grandi musicisti metal che abbiamo perso negli anni, anche se musicalmente sembra più un mid tempo alla Rammstein che un pezzo thrash alla Kreator, una versione particolarmente feroce di Phantom Antichrist e la conclusiva e tagliente Pleasure to Kill. Personalmente ho preferito di gran lunga l’esibizione del gruppo di qualche mese fa, proprio perché speravo che ci fosse maggior spazio per i grandi classici. Tuttavia a mente fredda, ho capito come ai Kreator del 2017 non interessi suonare solamente il thrash grezzo degli esordi, ma anche dare una panoramica più ampia alla propria evoluzione artistica.

DAY ONE
Il primo giorno quindi si conclude così, tra schiene doloranti per i colpi presi e i sorrisi di chi si è goduto una giornata certamente intensa e con qualche difetto tecnico, ma che nel complesso si è rivelata godibile e piacevole sin dal primo momento, nonostante una presenza di pubblico non proprio vicina alle aspettative che un simile bill avrebbe lasciato supporre.



Antonino
Giovedì 17 Agosto 2017, 7.55.42
16
@Mauri, ma che cazzo di problema hai? Un festival che ti porta delle bands una migliore dell'altra, dove la location è comodissima ed i opezzi del cibo e della birra sono ottimi, è un flop solo perché chi c'è l'ha più grosso di lui è riuscito a gettare merda? Fanculo tu e tutti i coglioni che non avete fatto altro, e continuate, che arrecare danno
kvmetternich
Giovedì 3 Agosto 2017, 18.58.22
15
@Mauri. Prenditi la sbatta tu allora di organizzare qualcosa. Vediamo così quanto vali TE. Ero presente al secondo giorno e confermo che tutto si è svolto regolarmente e in maniera impeccabile.
Mauri
Martedì 1 Agosto 2017, 14.13.52
14
Io invece ci ho visto solo gran tanto vittimismo, supponenza e disorganizzazione. Dai basta prenderci in giro, è stato il flop dei flop assoluto nei secoli. La barzelletta dei festival metal e rock in generale.
M.V.F.
Martedì 1 Agosto 2017, 11.37.50
13
Troppe critiche e ostruzionismo fine a sè stesso già da prima, da autorità e "altre parti" che tutti ormai abbiamo capito. Nella sostanza, son stati due giorni bellissimi, non ne ho visto uno uscirne deluso (neanche i criticoni col pass gratuito, vero?)
Bruno
Sabato 29 Luglio 2017, 23.26.43
12
Vorrei segnalare un inconveniente della prima giornata. Sacred Reich dovevano suonare penultimi,invece per motivi che non so, hanno suonato i Wintersun (Secondo il mio parere unica band che non centrava nulla con il bill).Purtroppo ho perso il concerto dei Sacred Reich.
Psychosys
Venerdì 28 Luglio 2017, 1.10.06
11
Ottimo report per un ottimo evento. Peccato per la scarsa partecipazione ma con tutti i problemi riguardanti l'organizzazione non è certo una sorpresa.
rik bay area thrash
Giovedì 27 Luglio 2017, 21.18.39
10
Peccato per un pubblico non particolarmente numeroso, ma considerate le varie vicissitudini .... però chi ha potuto partecipare ne è rimasto contento e questo è importante. Solo una piccola cosa: gli exciter in formazione 'storica'!!! Come già anticipato da utenti ben informati, gli exciter stanno realizzando nuovo materiale, quindi ..... attendiamo fiduciosi.
Jo-lunch
Giovedì 27 Luglio 2017, 20.34.30
9
Tutto perfetto, dall'organizzazione ai vari gruppi che hanno suonato. Bravissimi tutti, anche i gruppi nostrani sono stati una vera graditissima sorpresa. Tutto bellissimo e non facciamo caso a qualche piccola sfumatura. Difficile dire chi mi è piaciuto di più, certo è che i Demolition Hammer sono stati veramente straordinari. Una bellissima giornata di musica, anche se sono tornato a casa alle tre e mezza di notte.
AL
Giovedì 27 Luglio 2017, 18.36.14
8
Presente. Gran giornata! D'accordo col recensore. Aggiungo che anche i wintersun hanno avuto un piccolo problema tecnico. L'intro continuava a saltare! Alla terza volta ridevano pure loro.. Però han suonato bene e i suoni non erano male. Per il resto tutto ok. Prezzi onesti e gran divertimento e stanchezza. Erano anni che non ascoltavo tutte le band in un festival. Ottimo. Bill!. Speriamo in una seconda edizione
darrell75
Giovedì 27 Luglio 2017, 18.29.57
7
gran bel festival, come sempre grandissimo il Roby che si è battuto contro sfiga e comune di brescia per realizzare un bellissimo festival
manaroth85
Giovedì 27 Luglio 2017, 18.12.41
6
Festival spettacolare! tutto perfetto! l'aria condizionata ci ha salvato da una distruzione annunciata, tutto in ordine tutto bellissimo! dispiace leggere tutte le disavventure che ha passato l'organizzatore tra comune e persone gelose.
Vittorio
Giovedì 27 Luglio 2017, 14.06.44
5
Giornata splendida di un festival bellissimo.
Doom
Giovedì 27 Luglio 2017, 13.18.15
4
Tralasciando il vario boicottaggio...DEMOLITION HAMMER über alles!
mariamaligno
Giovedì 27 Luglio 2017, 13.14.26
3
Io non ci sarei potuto andare in ogni caso..ma è vero (e credo proprio lo sia) anche solo metà di quanto afferma l'organizzatore riguardo il comportamento del comune di brescia c?è da vergognarsi sempre di piu di questo paese
ian
Giovedì 27 Luglio 2017, 12.45.50
2
Che peccato che con un questo grande bill ci sia stato cosi poco pubblico. Io vivo in Germania, in questo periodo vado a tanti Piccoli Underground Festival e c´e sempre gente...Con un simile bill nella piccola citta´ dove abito io ci sarebbero state non meno di 5000 persone!!!
tino
Giovedì 27 Luglio 2017, 12.41.22
1
è partita la raccolta fondi per pagare i debiti del colony...evidentemente il danno c'è stato e anche grosso.
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