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ELUVEITIE - Di miti e spiritualità
17/08/2017 (454 letture)
Il biennio 2016/2017 verrà ricordato come uno dei più movimentati della storia degli Eluveitie. Prima la formazione viene sconvolta dall'abbandono di tre dei membri più importanti, poi ciò che rimane della band si trova a dover ricostruire, cercando di riempire i posti vacanti con elementi altrettanto validi. Il tutto mentre è in lavorazione il secondo album acustico della loro storia Evocation II - Pantheon, che va a chiudere il concept Evocation iniziato nell'ormai lontano 2008. Di questo ed altro abbiamo parlato in questa lunga ed approfondita intervista con il mastermind degli svizzeri Chrigel Glanzmann

Room 101: Ciao Chrigel, sono Gianluca di Metallized.it, prima di tutto volevo ringraziarti per il tuo tempo e per la possibilità di intervistarti, come stai?
Chrigel Glanzmann: Ciao, tutto bene, grazie per l'interessamento.

Room 101: Direi di cominciare parlando del vostro prossimo album, Evocation II - Pantheon. Era chiaro sin da Evocation I che gli Eluveitie avrebbero inciso una seconda parte, ma avevate pianificato da tempo di realizzarlo in questo momento o la scelta di comporre il vostro nuovo album acustico è in qualche modo legata al fatto che avete una line up abbastanza rinnovata? Sai, avendo ora Michalina alla ghironda, Fabienne all'arpa celtica e via dicendo.
Chrigel: No no, la decisione era stata già presa da parecchio tempo in realtà, aspetta, fammi pensare che non ricordo con precisione (si ferma un attimo, NdR), credo l'avessimo già deciso mentre stavamo registrando Origins.
Alla fine, a livello di contenuti i due album sono abbastanza collegati, quindi quando abbiamo cominciato a lavorare su Origins c'era già l'idea di registrare Evocation II subito dopo, ci sembrava naturale fare così. Tra l'altro, quando nel 2008 ho scritto le canzoni per Evocation I era -come dicevi- già stato deciso che sarebbe stato un lavoro diviso in due parti, ma non volevamo metterci pressione riguardo a quando sarebbe arrivata la seconda metà, quindi abbiamo stabilito che saremmo andati avanti semplicemente facendo quello che ci sembrava giusto fare, che è poi quello che è successo.
Quindi quando abbiamo cominciato a lavorare ad Origins avevamo già praticamente deciso che Evocation II sarebbe stato il nostro prossimo album.

Room 101: Tra l'altro, e correggimi se sbaglio, ma Fabienne è il primo membro della vostra storia ad occuparsi stabilmente dell'arpa celtica giusto?
Chrigel: Sì è corretto. Per adesso l'ho sempre registrata io, però non la suono particolarmente bene e ne possiedo solo di veramente piccole, quindi...finalmente (ride, NdR). Dopo tutti questi anni abbiamo anche noi un'arpista in formazione!

Room 101: Parlando del prossimo disco e dei nuovi membri, attorno a queste novità era stato costruito un certo mistero, con i conti alla rovescia per la presentazione dei nuovi musicisti e con l'artwork che è stato rivelato al pubblico pezzo per pezzo. È stata una tua idea o qualcosa che avete deciso insieme alla label?
Chrigel: No no, è stata la label ad organizzare tutto, in questo ambito in pratica decidono loro tutto quello che facciamo (ride, NdR). Però comunque il modo in cui poi il tutto si è evoluto è stato abbastanza una sorpresa per noi. È vero che abbiamo avuto un cambio di line-up piuttosto duro, e ovviamente le circostanze che l'hanno causato non sono state particolarmente fortunate, ma il modo in cui questa nuova line-up ha preso vita è stato abbastanza inaspettato, come una sorta di "viaggio" quasi. Quindi tutto sommato anche il presentarli in questa maniera è stato un modo per condividere il nostro entusiasmo con i fan.

Room 101: Parlando invece dei testi, che sono tutti in gallico esattamente com'era stato per Evocation I. Visto che -a quanto ho potuto leggere- il disco continua una sorta di concept dedicato alla mitologia celtica (e in questo senso la parola "pantheon" dice già molto), avete organizzato tutto in modo che ogni canzone sia a proposito di un singolo dio, fatto storico o una singola tradizione e vada presa per sé, o c'è comunque una forma di connessione tra tutti i pezzi?
Chrigel: Direi un po' entrambe le cose. Come dicevi, tutta l'idea del concept degli Evocation era prendere dei puri elementi mitologici celtici e tradurli in qualche modo in musica.
La prima parte era focalizzata su antiche scritture, spesso con significati magici, provenienti direttamente dalla Gallia, quindi testi che sono stati scritti circa duemila anni fa e poi ritrovati durante scavi archeologici. La seconda parte invece si concentra su cosa ha ispirato la scrittura di tutti quei testi, ovvero ciò che per i celti era "l'altromondo", una sorta di spazio al di fuori del nostro dove -appunto- ritenevano che vivessero gli dèi.
L'album è come se fosse un viaggio attraverso questo luogo o -comunque- attraverso il loro pantheon, quindi ogni canzone è effettivamente dedicata ad un dio o ad una dea celtici e funziona per conto suo, ma ci sono comunque moltissimi collegamenti, sia tra le tracce di Evocation II, che con vecchie canzoni degli Eluveitie.

Room 101: So che lavori spesso con diversi esperti, sia storici che studiano i celti e sia con linguisti che hanno studiato il loro linguaggio, questo sia per ricostruirne la pronuncia nel modo più accurato che per essere il più precisi possibile quando parlate della loro cultura. Visto che immagino sia un lavoro abbastanza difficile, specialmente perché i celti erano un popolo che usava prevalentemente la trasmissione orale delle conoscenze e sia perché non ci si può sempre fidare della letteratura del periodo (come ad esempio le descrizioni di Cesare nel De Bello Gallico), hai mai trovato delle difficoltà nel trovare nuovi argomenti di cui parlare nei testi?
Chrigel: No no, si trova sempre qualcosa!
Sai, questo non è un tipo di lavoro che facciamo solo per un album, è una passione che portiamo avanti per sé, per farti capire meglio, io studierei queste cose in qualsiasi caso, anche se non ci fosse la band, per cui ci sono sempre degli argomenti di cui trattare.
Però hai ragione nel dire che c'è molto lavoro dietro, come ricordavi, specie se si parla di mitologia e spiritualità, al di là di qualche epigrafe o di altri resti ritrovati in scavi archeologici, il grosso degli studi che si riescono a fare oggi dipendono dalla letteratura di allora, quindi dagli scritti di persone che a quei tempi parlavano dei celti. Questo è dovuto soprattutto al fatto che questi ultimi si rifiutavano di scrivere a proposito di quelle cose. Chiaramente anche loro -in generale- usavano la scrittura, ma riguardo a religione e spiritualità erano piuttosto restii.
Quindi sì, tutto dipende dalla letteratura antica e ci va tantissimo lavoro per trarre le vere informazioni da quest'ultima, facciamo un esempio: se trovassimo qualcosa di scritto da uno storico greco in merito alla religione dei celti, prima anche solo di poter cominciare a considerare i contenuti del resoconto, dovremmo approfondire la sua figura per poter capire meglio cosa abbia scritto, perché, e via dicendo.

Room 101: Come già avete fatto in passato, ci sono delle melodie nelle canzoni che provengono da pezzi folk tradizionali. Ad esempio: in questo caso riesco a sentire un po' di Scarborough Fair in Antvmnos e un po' di Tri Martolod in Ogmios. Come scegliete in genere quali di questi pezzi tradizionali citare e re-intepretare a modo vostro?
Chrigel: Diciamo che si tratta di un processo abbastanza naturale e che è soprattutto basato su intuizioni.
L'idea originaria degli Eluveitie era quella di mettere in piedi un gruppo metal che però non perdesse mai di vista le melodie celtiche originali e, come saprai, starei usando un eufemismo se dicessi che nella musica folk celtica quelle melodie sono importanti.
Sono a tutti gli effetti il cuore e l'anima del genere, non puoi suonarlo senza rifarti a quelle melodie tradizionali e quindi sono rimaste anche una parte fondamentale del nostro sound.
In questo senso è un po' difficile rispondere alla tua domanda, perché la scelta di quale melodia tradizionale verrà utilizzata per una certa canzone è il risultato di un'intuizione.
Però ritengo che nel caso di Evocation II la cosa sia un po' diversa, come ti dicevo prima, ci sono delle connessioni tra le canzoni di questo disco e pezzi degli Eluveitie più vecchi e queste sono riscontrabili anche a livello testuale e di concept, quindi, tutti gli dèi di cui parliamo in Evocation II sono stati già in qualche modo citati in altri pezzi della band, per esempio: il dio Ogmios è fortemente collegato all'isola di Mona (Mona era il nome latino di Anglesey, isola sita a nord del Galles, NdR), o Inis Mona, ma la canzone omonima non parlava di Ogmios, mentre -come dicevo- nella mitologia quel particolare dio è molto connesso ad Inis Mona come luogo.
Quindi, per ognuno degli dèi presentati in questo disco puoi trovare delle connessioni con elementi di pezzi più vecchi degli Eluveitie.
Mentre eravamo in studio e stavamo lavorando al disco abbiamo anche avuto l'idea, in modo molto naturale tra l'altro, di enfatizzare queste connessioni anche da un punto di vista musicale, così abbiamo cominciato ad inserire all'interno dei nuovi pezzi degli elementi che i fan avrebbero riconosciuto, tratti quindi da vecchi pezzi. In alcune tracce è qualcosa di molto palese, come appunto in Ogmios, dove c'è ovviamente Tri Martolod e, di conseguenza, anche Inis Mona, mentre in altre è qualcosa di molto più "sepolto" tra i dettagli. Però ognuna delle tracce contiene almeno un riferimento da scoprire a qualche altro brano degli Eluveitie!

Room 101: Bene! Così i fan dovranno mettersi ad ascoltare attentamente e trovarle tutte!
Chrigel: Esatto (ride, NdR).

Room 101: Spostandoci invece alle registrazioni, come sono andate? Avete nuovamente lavorato con Tommy Vetterli giusto?
Chrigel: Sì, abbiamo di nuovo lavorato con lui.
Da un lato è stato un processo veramente intenso e laborioso, perché avevamo davvero poco tempo.
Abbiamo deciso piuttosto tardi che avremmo pubblicato Evocation II quest'estate e per noi era abbastanza chiaro che avremmo di nuovo lavorato con Tommy, però il suo studio era già quasi completamente prenotato in quel periodo, aveva solo disponibile un mese e quindi abbiamo dovuto lavorare per riuscire a far tutto solo in quel breve lasso di tempo.
Tra l'altro, è successa la stessa cosa ai Cellar Darling, la band creata dai nostri vecchi membri (Anna Murphy, Ivo Henzi e Merlin Sutter, NdR), anche loro hanno lavorato con Tommy ed erano in studio appena prima di noi, il ché è stato piuttosto divertente (ride, NdR), perché anche loro erano a corto di tempo ed è andata a finire che gli abbiamo lasciato il primo giorno delle nostre registrazioni, così hanno potuto terminare decentemente il mix e farsi anche qualche ora di sonno!

Room 101: Beh, è stato gentile da parte vostra!
Chrigel: È stata una cosa abbastanza divertente! Comunque, alla fine abbiamo lavorato abbastanza sotto stress per via del poco tempo a disposizione, ma da un altro lato è stata una comunque una grandissima sessione di registrazioni, anche perché eravamo tutti molto concentrati.

Room 101: Mi fa piacere sentirlo! Tra l'altro, sempre riguardo alle registrazioni, visto che comunque di fatto la principale cantante in questo disco è Fabienne, è stato difficile per lei iniziare la sua carriera negli Eluveitie con la registrazione di un disco totalmente cantato in gallico? Sai, azzeccare da subito la pronuncia corretta e via dicendo.
Chrigel: Guarda, parlando in generale: non ci abbiamo mai pensato.
Lei ovviamente era molto entusiasta di registrare per la prima volta, poi chiaro, sicuramente alcune parti sono state più difficili di altre per lei, però sai, saltare così subito nell'acqua fredda può anche essere un buon modo di cominciare (ride, Ndr).
Tra l'altro, la pronuncia non è poi questo gran problema, lei viene dalla Svizzera centrale ed essendo lo svizzero la sua lingua madre non è poi così difficile per lei riprodurre l'accento del gallico, perché abbiamo già di nostro dei suoni parecchio strani tipo (imita una “r” prolungata simile ad una vibrante uvulare, NdR) e quindi la pronuncia del gallico diventa abbastanza semplice.

Room 101: Invece, so che è già un discorso un po' più tecnico, ma considerato che ho sempre visto la vostra musica (e in particolare l'elemento folk in essa) come qualcosa di costruito in modo analogo ad un'orchestra, con tutti gli strumenti che hanno il loro piccolo ruolo e che combinati creano qualcosa di più grande. Quanto vi concentrate in genere sulle dinamiche dei singoli strumenti? In particolare quando realizzate il mix o quando parlate con l'ingegnere che si occuperà poi del mastering.
Chrigel: Questo è un argomento piuttosto delicato.
Da un lato per noi le dinamiche di alcuni strumenti sono estremamente importanti, anche se chiaramente poi dipende dallo strumento, se -ad esempio- pensi alla ghironda, non è che questa abbia chissà quale dinamica, è uno strumento molto lineare. Se però consideri invece il violino o le uillean pipes allora trovi un range dinamico che è molto simile a quello della voce umana. Quindi è ovvio che per noi le dinamiche siano fondamentali, ma devi anche considerare che nelle nostre canzoni ci sono davvero moltissimi strumenti diversi, ognuno con le sue necessità, quindi alla fine il risultato finale è sempre frutto di un compromesso tra il voler salvaguardare le dinamiche di un particolare strumento e far sì che si riescano a sentire tutti gli altri.
In alcune canzoni è più facile, mentre in altre diventa più difficile in quanto c'è moltissima carne al fuoco, quindi da lì la necessita di un compromesso.

Room 101: Credo facciate bene a fare così, alla fine, al di là del caso specifico di questo album, siete pur sempre un gruppo metal, utilizzare un certo tipo di strumenti in qualche modo vi obbliga a mantenere determinati livelli di loudness, quindi capisco che sia anche un compromesso difficile quello tra il lato elettrico e il lato folk.
Chrigel: Ti dirò, nelle ultime due settimane abbiamo parlato abbastanza tra di noi dei futuri metodi di registrazione e, a titolo personale, non mi dispiacerebbe affatto produrre qualcosa di meno spinto in termini di loudness. Detto ciò, poi non ti so dire se si riuscirà davvero a dare un seguito alla cosa, anche perché -come dicevi- siamo un gruppo metal, ma se in qualche modo ci riuscissimo mi piacerebbe davvero molto riuscire a garantire più dinamiche alla canzone, pur rimanendo in un contesto metal. Non so se ci riusciremo, ma personalmente credo valga la pena provarci.

Room 101: Vi auguro davvero di riuscirci. Invece, parlando più del contesto live, dopo la stagione dei festival inizierete un tour europeo per promuovere il vostro disco, tra l'altro in co-headlining con gli Amaranthe.
Pensate di proporre molti pezzi estratti da Evocation II? I fan devono aspettarsi qualcosa come un lungo momento acustico dedicato proprio a tali canzoni o pensate comunque di mantenere una setlist abbastanza bilanciata?
Chrigel: Sì probabilmente sarà qualcosa di bilanciato. Non abbiamo ancora scelto le canzoni da suonare, però siamo tutti concordi nel voler proporre uno show metal di quelli "in your face". Ovviamente suoneremo comunque diversi pezzi tratti da Evocation II, anche perché secondo me ce ne sono diversi che si prestano molto bene ad essere inseriti nel contesto di un metal set, in un modo o nell'altro. Quindi sì, ci saranno molte canzoni di Evocation II ma aspettatevi un concerto metal a tutti gli effetti.

Room 101: Questa era l'ultima domanda, di nuovo, grazie ancora davvero per il tuo tempo Chrigel, come sempre in conclusione, se vuoi lasciar detto qualcosa per i vostri fan italiani ora puoi.
Chrigel: Ti ringrazio per l'intervista e ai fan italiani non posso dire nient'altro che: grazie per il vostro supporto e per il vostro interesse per la band, speriamo di vedervi tutti on the road quest'autunno!



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