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SINE QUA ...BOH? - # 12 - 'Slang' e 'Eye II Eye'
08/08/2017 (1046 letture)
Può capitare e spesso capita anche ai più grandi. Una carriera che raggiunge vette altissime con la pubblicazione di album che diventano pietre miliari, concerti da "tutto esaurito", soldi, fama, successo e poi, più o meno all'improvviso, il tracollo. A volte può succedere per semplice stanchezza, per il venir meno di certi equilibri interni, per essere travolti dai cambiamenti dei gusti del pubblico con l'irrompere sulla scena di nuovi e più moderni stili o, più spesso, per la somma di tutti questi fattori. Due esempi parzialmente diversi tra loro, ma certamente eclatanti, sono rappresentati da Slang e Eye II Eye. Due lavori decisamente sottotono da parte di band che avevano probabilmente già dato il meglio, ma che non si pensava potessero fare così male.

DEF LEPPARD: Slang
In realtà, a ben guardare, Slang è certamente un disco largamente sottotono e molto, ma molto lontano anche dalle prestazioni meno importanti dei Def Leppard, tanto che possiamo considerarlo un lavoro che gravita un paio di punti sopra o sotto la sufficienza, ma non un disastro in senso assoluto. Tuttavia, contestualizzandolo all'interno della discografia della band di Sheffield, rappresenta senza dubbio un Sine Qua... Boh che ha delle precise motivazioni. Molto spesso, difatti, si disquisisce sul ruolo che un certo produttore può assumere nel determinare il successo od il flop di un gruppo. Gli esempi che sarebbe possibile portare renderebbero però questo spazio un interminabile e sterile elenco di nomi. Nel caso di specie, tuttavia, la separazione dei Def da Mutt Lange per la raggiunta saturazione del rapporto professionale ed in modo da lasciare più spazio all'estro dei singoli, produsse un disco quantomeno poco graffiante e discontinuo. L'idea poteva comunque avere un senso se, per soprammercato, non fosse maturata in un periodo in cui i vari componenti della band vivevano storie personali che non consentivano loro di esprimersi in maniera lucida. Per chiarire meglio il concetto, è utile citare un passo della nostra recensione dell'album:

un periodo difficile per i Def Leppard, i quali subirono diversi disagi personali e scazzi (divorzio di Phil Collen, la morte del padre di Rick Savage e gli arresti sia di Rick Allen che di Joe Elliott, rispettivamente per violenze coniugali e aggressione), insomma un lasso di tempo non felicissimo.

Insomma: non il momento migliore per lanciarsi nel vuoto senza il "paracadute Lange" che già era intervenuto a salvare la situazione ai tempi di Adrenalize. Apprezzabile, se vogliamo, il loro tentativo di battere nuovi sentieri mediante l'utilizzo di strumenti inusuali ed il ricorrere ad un approccio alla registrazione molto più old-school, ma si sa, di buone intenzioni è lastricata la strada verso l'inferno, ed il prodotto finito risulta ancora oggi asfittico. L'album suona infatti povero di idee e confuso nello sviluppo di quelle presenti. Alcuni lampi qua e là, due o tre guizzi all'interno di qualche pezzo ed anche alcuni brani accettabili, ma nulla di organico che possa risollevare la valutazione di un prodotto che, anche a distanza di vari anni, risulta ancora privo di una direzione. Ed anche il mercato se ne accorse, in quell'ormai distante 1996. Ben peggiore sia musicalmente, che "filosoficamente", ciò che gli Scorpions riuscirono a fare tre anni dopo.

SCORPIONS: 'Eye II Eye'
Anche qui -neanche a dirlo- la produzione assume un ruolo determinante per il raggiungimento del risultato, anzi: del disastro finale. Cosa sia passato nella mente di musicisi navigati per accettare -presumibilmente- le pressioni di una casa discografica che definire ottusa sarebbe riduttivo, è difficile da dire. Partendo dalla considerazione che, in ogni caso, per imporre qualcosa a qualcuno che ha un potere contrattuale notevole bisogna che questo qualcuno accetti l'imposizione, quel che è successo è forse paragonabile alla "cecità temporanea" che afflisse alcuni musicisti prog all'inizio degli anni 80. Alcuni di loro, travolti dalla tempesta che sembrava avere spazzato via l'interesse per la loro musica, si fecero appunto coinvolgere in progetti che oggi, probabilmente, provocano in loro addirittura un senso di vergogna. Nel caso degli Scorpions di Eye II Eye, la svolta appariva assolutamente improbabile sin dall'assurda copertina che ritraeva Jabs, Meine e Schenker con look ed espressioni più da band pop-rock che da gruppo hard rock/metal. Ed infatti la musica contenuta dall'album proponeva uno stucchevole synth/electro-pop/rock che poco o nulla aveva a che vedere con il passato dei teutonici, con la loro fan-base e, a dirla tutta, anche con il risorgere dell'interesse verso il metal rock di quel periodo. Quel che già si intuiva vagamente in Pure Instinct, veniva adesso sviluppato (si fa per dire) al parossismo in un coacervo di synth-pop vagamente rinforzato da qualche accenno rock, peraltro soffocato da tastiere e samples, con gli U2 più commerciali in sottofondo. In mezzo a questo sotto vuoto spinto, solo qualche ballad e dei mid-time appena decenti, ed

Il risultato è un disastro su tutti i fronti, a livello artistico Eye II Eye è decisamente bruttino, pur contenendo buoni brani come la opener Mysterious, What U give U get back o le ballad A moment in a Million Years e la struggente title track, dedicata alla memoria dei padri di Meine e di Schenker, scomparsi entrambi poco prima dell’uscita del disco. Il nuovo sound non viene per nulla apprezzato dai fan, che voltano le spalle al gruppo tedesco, per la prima volta in carriera davvero in crisi.
(dal Legends of Rock che li riguarda)

Dopo questo passo falso la loro carriera riprenderà su livelli più che buoni, ma Eye II Eye, visto il titolo, resta il classico album più utile come ritorsione/messaggio da regalare alla vostra fidanzata dopo che lei vi ha donato una raccolta anni 90 di Laura Pausini, che come CD. Ferma restando la classica opzione "sottobicchiere", si intende.

IN SLANG: OCCHIO PER OCCHIO, PREZZEMOLO E SCORPIONI
Due lavori che non fanno troppo onore alla discografia dei gruppi che li hanno composti, ma in misura e per ragioni molto diverse. Nel caso dei Def Leppard il rigetto di un rapporto e la voglia di lavorare seguendo un metodo diverso, però mal sviluppato. Per quanto riguarda gli Scorpions il cedimento di schianto alle sirene della moda sotto tutti i profili -sia musicali, che di immagine- e la svendita della qualità della musica in nome di una mediocrità fatta per la massa, ma presuntamente redditizia. Ne consegue che dovendo accostare i due dischi, la valutazione deve comunque essere differente. Nella prima evenienza, un album che galleggia attorno ad una risicatissima sufficienza, mostrando quanto e come un buon produttore possa essere necessario per dare una direzione ad un gruppo e ad un disco, favorendo il tentativo di fare qualcosa di più personale senza tradire troppo le proprie radici e pur inserendo vari elementi più "amichevoli". Nel secondo, la dimostrazione di quanto un cambio di direzione posticcio -ed anche non perfettamente a tempo con le mode che spuntavano come il prezzemolo- una virata di 180° musicali senza senso se non quello di cercare soldi e sopravvivenza facili, molto raramente porta da qualche parte. Con l'equazione "sempre troppo rock per il pubblico pop-dance / tragicamente troppo pop-dance per il pubblico rock", a determinare, anche nelle vendite, un flop più che annunciato.



Fabio Rasta
Giovedì 10 Agosto 2017, 8.45.24
5
A vedere la back-cover degli SCORPIONS, mi sa che vedere Matrix gli ha fatto + male che bene. D'altra parte, iniziarono proprio i 90 con Winds Of Change, che era un pezzo bello ma estremamente commerciale e anche un po' ruffiano, nonostante la sentita dedica tutta teutonica agli avvenimenti di quell'anno. I DEF LEPPARD, AOR lo sono sempre stati xò negli eighties scrivevano diverse buone canzoni. Ma non sono mai stati il mio genere, Lange o non Lange.
Elluis
Mercoledì 9 Agosto 2017, 18.09.58
4
Non ho mai avuto occasione di ascoltare "Slang", ho ascoltato e apprezzato sempre tantissimo i Defs fino ad Adrenalize, poi dopo un paio di dischi deludenti li ho abbandonati. Recentemente ho visto un dvd di un loro concerto di qualche anno fa e l'ho trovato pallosissimo, loro sono tutti impomatati, tutti plasticosi, e la musica loffia come mai, anche i classici dei primi dischi. Peccato erano davvero una bella band...
jek
Martedì 8 Agosto 2017, 20.15.44
3
@ mi è scappato un "sono" di troppo
jek
Martedì 8 Agosto 2017, 20.14.11
2
I Def Leppard non li considero neanche, mentre per gli Scorpions c'ero sono restato molto male, penso di non averlo mai sentito tutto questo disco, effettivamente bella lotta con la Pausini
InvictuSteele
Martedì 8 Agosto 2017, 17.33.19
1
Due lavori orribili, ma se dai Leppard se lo aspettavano un po' tutti, visto che la band è morta e sepolta da Andrenalize, e soprattutto ormai si era allontanata dall hard rock virando sul pop rock, gli Scorpions sorpresero tutti con un disco leggero, commerciale, forse l'unico flop della loro carriera. Eye to eye, preso come album di una band rock, potrebbe essere pure splendido, le canzoni belle ci sono, ma da una band hard & heavy proprio no. Ricordo di averlo comprato all'uscita, in un momento buio per la band tedesca, tanto che ormai veniva considerata morta... E invece col cavolo, dopo il poco piu che sufficiente pure instinct arriva questo disco mediocre, ma poi ci sarà la risalita. I più grandi di sempre in campo hard rock, mentre i Def Leppard purtroppo hanno azzeccato i primi lavori e basta.
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