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DONNE ROCCIOSE - # 39 - Diamanda Galas
29/08/2017 (1410 letture)
Sullo status di "Donna Rocciosa" possiamo disquisire a lungo, ma come già accaduto in alcune delle precedenti puntate, la rocciosità è un concetto che ci riserviamo di non legare esclusivamente al metal; come in questo caso. Sul nome di Diamanda Galas non si può infatti nutrire alcun dubbio, data l'altissima qualità di una produzione le cui caratteristiche ed i cui meriti travalicano nettamente gli steccati di genere.

L'EDUCAZIONE DI UN'ANIMA
Più che di semplice cantante e per quanto riduttiva possa essere questa definizione riferita a Diamanda Galas, per meglio dare l'idea dell'attività della ragazza di San Diego si dovrebbe parlare di performer. Nata negli U.S.A da genitori mediterranei -padre turco e madre greca, si considera greca a tutti gli effetti- è avviata dal padre allo studio del pianoforte, ma le viene proibito di cantare per ragioni non troppo logiche che indicano il canto come attività riservata alla donne di facili costumi. La madre, invece, la incoraggia. Il padre, inoltre, si rivela molto rigido in tema di educazione e, in pratica, la costringe ad una vita molto ritirata, senza contatti continuativi col mondo esterno ("Ma perché esci? Non c’è niente di cui tu abbia bisogno fuori da qui"). Si dice persino che non potesse ascoltare radio o TV. Anche il fratello Philip-Dimitri, futuro e sfortunato uomo di penna, non se la passa molto meglio. Questo, paradossalmente, si rivela una della basi della costruzione del suo universo espressivo in quanto, per sfuggire al piattume del quotidiano, non rimangono che certe letture. De Sade, Nietzsche, Baudelaire, Poe, Pasolini ed autori simili la portano da un lato all'evasione deviante, dall'altra alla critica del contemporaneo. In tema di canto, comunque, importantissimo per lei quanto appreso via via dai cantanti greci di Amanes di Smirne, da Frank Kelly, Vickie Hall e Barbara Maier; da Ilana Mysior per il piano -cugina di Gregor Piatagorsky- dagli scritti di Artaud, Roy Hart ed il Laboratorio Grotowski. Ancora più in là perfezionerà il suo strumento-corpo lavorando con le tecniche di Marta Graham, con la preparazione Ashtanga Yoga e del Teatro Butoh. La ragazza, comunque, si rivela discretamente dotata fin dall'inizio, quel tanto che basta per suonare all'età di quattordici anni con l’Orchestra Sinfonica di San Diego, misurandosi con Beethoven. La sua indole è però Blues e Jazz.

OLTRE LA STRATOS FERA
Date queste premesse, non stupisce affatto che una volta arrivati gli anni dell'Università e finalmente libera da certi legacci, Diamanda cerchi di riprendersi d'un fiato gli anni persi nella semi clausura casalinga. Oltre a sperimentare una vita spericolata che avrebbe fatto impallidire anche "Mister eeehhh", scopre di avere una voce incredibile, un vero strumento che è possibile spingere oltre i limiti di quanto fatto fino a quel momento da chiunque, ed in maniera accostabile forse solo a quanto fatto da Demetrio Stratos. Sono anni di ricerca e sperimentalismo, atti anche a stabilire fin dove è possibile arrivare ed a prendere coscienza delle proprie doti. Canta in camere anecoiche, lavora con jazzisti del calibro di David Murray, Butch Morris ed altri. Quando si tratta di autentiche performer, poi, non è raro che una carriera possa prendere le mosse da luoghi inconsueti. Entrata in contatto con il collettivo del Living Theatre, viene chiamata a metà anni 70 a cantare nei manicomi proprio nel quadro dell'attività sperimentale del gruppo teatrale che nel 73, intanto, era stato anche nella Genova del periodo in cui si afferma il movimento “Psichiatria Democratica” guidato da Franco Basaglia. A questo proposito, Diamanda Galas ha aperto solo poche settimane fa il Flower Festival di Collegno, a celebrazione dei 40 anni dall'entrata in vigore proprio della legge Basaglia. La statunitense possiede però due qualità molto radicate in lei. La prima, estremamente peculiare, è quella voce incredibile che è più di una semplice emissione di onde sonore ben modulate, utilizzabile in maniera simile ad un sintetizzatore. La seconda è la capacità di svilupparla e di inserirla in un mondo espressivo onirico e lancinante nella sua capacità di scavare nell'anima, arrivando in zone ritenute talmente segrete da essere quasi sempre deliberatamente ignorate.

UNA LITANIA DI COSE TURCHE
Tutto quanto sopra provvede già a segnalarla in un certo giro underground, ma convenzionalmente si fissa l'inizio ufficiale della sua carriera nel 1979, quando Diamanda Galas si esibisce in qualità di protagonista al Festival D'Avignone nell'opera Un Jour Comme Un Autre di Vinko Gmobokar su proposta dello stesso autore. Diamanda ha circa 24 anni, ma una coscienza già ben formata verso certi temi come quelli relativi agli arresti e le torture delle donne turche (siamo nel 79, ma poco è cambiato se non in peggio) e sui dati in materia forniti da Amnesty International sui quali il lavoro si basa. Di quell'anno la partecipazione all'album If Looks Could Kill con Jim French e Henry Kaiser. Da lì, spicca il volo nel giro dei festival più importanti dove viene notata da un pubblico più folto e dalla critica. Il passo successivo è dunque naturale: registrare un disco a proprio nome. Il tutto si concretizza nel 1982 quando, dopo un demo, esce The Litanies Of Satan. Pur essendo solo un EP composto da due lunghi pezzi -se così possono essere definiti- il primo dei quali ispirato a Baudelaire, cambia completamente le carte in tavola. Specialmente Wild Women with Steak-Knives è un'interminabile esibizione di incredibili virtuosisimi vocali ancora oggi in grado di sconcertare chiunque. Questa, però, è solo la punta dell'iceberg di quanto rappresentato da una performance che durante un'orgia psichica di sensazioni destabilizzanti ed oscure, passa attraverso tutte le possibili sfumature ottenibili dalla voce umana. Dall'acuto da soprano alle tonalità più basse attraverso tutto ciò che esiste in mezzo ed utilizzando la voce anche come "effetto", la Galas usa la voce come un fluido che si espande in ogni direzione, spesso contemporaneamente. E mentre scorre, mette a nudo ciò che nessuno vuole sia scoperto. Anche il mantra satanico della title-track, comunque, la pone su un piano sacerdotarle che sarà tipico della sua comunicativa.

PRIGIONI, REGIMI E MORTE ROSSA
Con il successivo Diamanda Galas, strutturato nello stesso modo, ma in maniera più efficace, la Nostra affronta questioni più sociali e l'uso dell'elettronica si fa in un certo senso più furioso. Panoptikon è un lavoro libertario e sempre più rivolto alla commistione tra voce ed effetti, con uso di stralci tratti da In the Belly of the Beast, opera letteraria del discutibile Jack Abbott sulla violenza delle carceri scritta da un ex prigioniero il quale, però, appena dopo l'uscita del libro fu arrestato per omicidio per poi finire suicida dietro le sbarre nel 2002. Song from the Blood of Those Murdered è una registrazione live dell'81 che si scaglia contro il regime militare greco allora tragicamente al potere, nella quale la voce raggiunge picchi espressivi difficilmente paragonabili a qualsiasi altra cosa. In ciò superando nettamente, ad esempio, quelli di Patty Waters. Il 1986 è un anno particolare, funestato dalla morte del fratello drammaturgo a causa dell'AIDS che, oltre a prostrarla moltissimo, la spinge a concepire una trilogia denominata Masque Of The Red Death il cui primo capitolo è rappresentato da The Divine Punishment, incentrato su una propria interpretazione delle sacre scritture da alcuni definito "Un capolavoro brutto e affascinante". La parte finale del lavoro, una di quelle in cui è divisa Free Among the Dead -ossia quella denominata Sono L'Antichristo, peraltro cantata in italiano- frutta anche a lei esplicite accuse di satanismo, in maniera non dissimile da come accaduto a molti gruppi metal di ieri e di oggi. Segue a ruota Saint of the Pit, stacco piuttosto netto dallo sperimentalismo musical-visuale che la porta in territori più gotici e "fruibili", a volte indicato come l'inizio di un certo manierismo nell'uso della sua voce. You Must Be Certain of the Devil chiude la trilogia in maniera molto discutibile, con l'affermazione di una forma-canzone vera e propria, ma contraddistinta da una confusione di intenti che rende l'album privo di spunti interessanti in senso assoluto, se non quando ricalca gli schemi iniziali delle carriera della Galas.

PREMIATA, ARRESTATA E INSANGUINATA
Nel 1989 Diamanda viene premiata alla Queen Elizabeth Hall di Londra per il suo lavoro relativo proprio alla trilogia racchiusa anche in Masque of the Red Death ed arrestata alla Cattedrale di San Patrizio durante una manifestazione contro il Cardinale O'Connor's, reo di opporsi alla diffusione di preservativi nelle scuole, così favorendo la diffusione dell'AIDS. Poi esce il famosissimo live Plague Mass; un disco epocale, a suo modo. Il periodo è quello della massima esposizione sociale e del massimo "attenzionamento" da parte della Chiesa e delle istituzioni, comprese quelle italiane. L'album, una malmostosa invettiva contro quelle entità burocratiche e religiose le quali, invece di prendere le adeguate contromisure nei confronti dell'epidemia assumevano posizioni che, di fatto, andavano contro le vittime, mette dei nuovi pezzi insieme a quelli principali della trilogia; e l'effetto è deflagrante. E lo è in misura tale che quando Diamanda Galas transita nella nostra penisola (Palazzo Medici), terra nella quale puoi fare letteralmente tutto, tranne che farlo alla luce del sole e dire qualcosa che alla chiesa non risulta digeribile, viene attaccata ufficialmente sia dal Vaticano che dal Governo in qualità di satanista più blasfema persino di Madonna; la cantante. Il live, per inciso, viene registrato tra il 12 ed il 13 ottobre del 1990 nella cattedrale di St. John The Divine a New York. Anche se probabilmente le versioni live non raggiungono complessimvamente il parossismo delle versioni in studio, Plague Mass è superiore sul piano "cerimoniale" e raggiunge quindi un grado di coinvolgimento all'ascolto addirittura superiore. Specialmente pensando al fatto che la scelta estetica di Diamanda, che le frutterà anche collaborazioni cinematografiche con Coppola e Wes Craven, fu quella di esibirsi a petto scoperto, coperta di sangue e circondata da candele. L'energia rivesata nell'operazione, però, è forse addirittura troppa.

HARD SCHREI ROCK
Il successivo The Singer del 1992 è un passo falso abbastanza clamoroso. La copertina bluastra che la mostra in veste modaiola nasconde infatti cover di pezzi blues, jazz, gospel e tradizionali, integrati da un brano originale. In sintesi: meno voce, più pianoforte e poco costrutto. Certamente non tutto è da buttare dato che, anche per sbaglio, un'artista simile trova sempre il modo di inserire qualcosa di buono all'interno di qualsiasi prodotto, anche insufficiente nella sua globalità, ma non si può certo parlare di capolavoro. Molto meglio Vena Cava, altro live basato sul lavoro del fratello defunto, reso però in forma più intima, quasi minimale. Quindi molto diversa da Plague Mass e da considerare in maniera congiunta all'interpretazione estremamente teatrale e all'immagine sul palco della Galas. Diversamente può risultare estremamente frammentario. Il 94 è "l'anno del contatto" con l'hard rock, ma pur nascendo sotto i migliori auspici visto che il progetto The Sporting Life è condiviso con tale John Paul Jones, il risultato non soddisfa le aspettative. Il prodotto si rivela abbastanza piatto per quanto riguarda la scrittura e Diamanda non emerge come cantante prettamente HR, anche per una scarsa empatia musicale tra i due artisti causata, probabilmente, dal fatto che i due lavorano separatamente scambiandosi i nastri delle loro idee senza mai interagire in profondità. Subito dopo è il turno di Schrei 27. Prodotto lo stesso anno per la radio e poi edito nel 96 in extended version con aggiunte live come Schrei X, si tratta di un lavoro basato sulla trattazione della tortura, sia essa psicologica che fisica. Che si tratti dei 27 minuti della "versione base" o di quella lunga del 96, si tratta di qualcosa di incredibilmente spaventoso e psicotico. Uno dei vertici della dolorosa follia comunicativa della Galas che, probabilmente, riversa in Schrei 27 il totale delle proprie energie residue e, come una gigantesca supernova espelle tutto o quasi il materiale costitutivo dell'astro in una magnifica deflagrazione, la carriera seguente dell'artista non raggiungerà mai più picchi paragonabili a questo, quasi come svuotata della propria energia. Malediction & Prayer; La Serpenta Canta; Defixiones Will and Testament non sono il vertice della sua produzione, con il solo Defixiones con le sue tematiche sul genocidio greco-armeno a colpire nel segno. Poi Guilty Guilty Guilty a soddisfare le aspettative, se inquadrato per quello che è: un disco in cui la Sacerdotessa stravolge alcuni standard Blues/Jazz/Country valido come biglietto di entrata nel mondo di Diamanda e non un lavoro rappresentativo dei suoi demoni più oscuri. Infine, il recentissimo At Saint Thomas The Apostle Harlem dove affronta anche Verrà La Morte E Avrà I Tuoi Occhi di Cesare Pavese. Intanto quell'Italia che l'aveva demonizzata ha imparato ad apprezzarla assegnandole il "Premio Internazionale Demetrio Stratos" e nel 2013 ha accolto a Udine l'installazione sonora Acquarium al Festival Vicino/Lontano, concepita assieme a Vladislav Shabalin. Fino a farle arrivare a dire: "Esibirmi in Italia è sempre e resterà sempre una delle più grandi gioie concesse alla mia vita". In chiave metal, da ricordare certamente la sua collaborazione con i Rotting Christ nella cover di Orders From the Dead. Da annotare anche le sue ripetute prese di posizione a loro favore e contro la censura religiosa nei loro confronti.

UN PAUROSO TALENTO
Personaggio che per molti anni ha ispirato addirittura paura, Diamanda Galas, pur avendo basato una discreta fetta della sua attività sul pianoforte e sull'elettronica, è giustamente nota al grande pubblico (si fa per dire, ovviamente) per le sue qualità vocali. Del suo strumento-voce possono essere dette un'infinità di cose, tanto incredibile è l'estensione e la capacità di controllarla da parte della Nostra e tanto sinistramente è valorizzata dalle sue capacità luciferine di interprete/performer, che potrebbero essere riempiti interi capitoli in merito. Eppure, oltre alla capacità della Serpenta di eviscerare con la voce l'anima di chi ascolta tagliando letteralmente a fette le barriere emotive che di solito vengono poste a protezione dell'Id, la sua arte possiede un altro atout importante e spesso sottovalutato, se non ignorato: la capacità di cantare il silenzio. La forza delle pause prive di suono inserite all'interno dei suoi rush allucinati e sabbatici, assume un valore profondamente emotivo e simbolista. Specialmente quando si inserisce in trame interpretative fortemente distorte dall'uso dell'elettronica. Che canti, che taccia, che suoni o che reciti, Diamanda Galas riesce sempre a gelare il sangue di chi regge l'ascolto e non è raro che risulti addirittura repulsiva. Almeno per chi ha paura di mettersi in contatto con ciò che tutti noi cerchiamo di tenere nascosto sotto coltri di sovrastrutture psichiche. Così esoterica, eppure così legata a temi concreti e terreni come l'AIDS o i genocidi; talmente rivolta a procedere sempre più in basso nell'esplorazione del sé, eppure così capace di esteriorizzare la sofferenza evitando l'indulgenza e l'autocommiserazione per attaccare frontalmente il pubblico, Diamanda resta a tutt'oggi e pur in un contesto di maggiore accettazione, una scomoda sacerdotessa del suono dell'anima.



Beta
Lunedì 4 Settembre 2017, 18.24.48
41
Klostri: a posto sì, il problema dello schermo c'è sempre, è per questo che a volte preferisco chiarire, non si sa mai oh, che bello, un altro a cui piace Poe più frequento questo sito e più ho la conferma che è pieno di gente simpatica ok, fine OT ciao a tutti, alla prossima!
klostridiumtetani
Lunedì 4 Settembre 2017, 18.19.09
40
@Beta , tranquilla , anch' io non ce l' avevo con te. In realtà non ce l' ho con nessuno (anche se attraverso uno schermo e una tastiera il tutto può assumere un "atteggiamento" distorto), e menchemeno potrei prendermela con una che cita il mitico E.A.Poe!
Beta
Domenica 3 Settembre 2017, 22.27.29
39
Solo per precisare:klostri,il mio commento non era rivolto a te. Anzi,secondo me hai scritto alcune cose giuste. Non entro nel merito primo perché non conosco bene la Galas,secondo perché se no viene fuori un putiferio e vado anche Ot. Il commento di lizard lo condivido in generale e spero che chi ha orecchie per intendere,intenda. Ripeto: non mi riferivo a te.
klostridiumtetani
Domenica 3 Settembre 2017, 17.22.32
38
PS Nessuna musica "è per tutti". Qualunque tipo di musica si rivolge ad un target in particolare, quindi anche questa affermazione mi convince poco.
klostridiumtetani
Domenica 3 Settembre 2017, 17.15.32
37
Sinceramente a me la storia che un disco va ascoltato e riascoltato per "capirlo" non la condivido del tutto. Capisco che alcuni lavori vadano riascoltati per capirne le sfumature e quindi riuscire ad entrare nelle "pieghe" della composizione, ma si parte sempre dal presupposto che comunque, fin dal primo ascolto ne hai colto le "potenzialità". In questo caso specifico, invece, per me, è come darsi una martellata sui coglioni, e poi chiedersi:" Ma mi ha fatto davvero male? Aspetta che me ne do un'altra!" BAM!
Lizard
Domenica 3 Settembre 2017, 17.04.30
36
Dipende da quello che uno si aspetta, immagino. Se pensi di mettere su un bel disco di belle canzoni, ovvio che spiazza di brutto. D'altra parte succede anche con album di metal estremo o di free jazz o di trance estrema etc. Si tratta di proposte che vanno inquadrate e richiedono uno sforzo per essere comprese. Se la affronti sapendo che si tratta appunto di avanguardia e che quello che ascolti ha uno scopo diverso dall'intrattenere, allora le cose cambiano. Non è musica fatta per "piacere". Poi ovvio... proprio per questo non è per tutti ed è giusto che sia così. Quello che la Galas fa con la voce, Mike Patton sta tentando di farlo da vent'anni e non è neanche vicino ad ottenerlo.
klostridiumtetani
Domenica 3 Settembre 2017, 15.48.44
35
Poi chi offende sono io. Anzi elencatemi pure le "offese" che ho proferito e camminerò in ginocchio sui ceci per espiare. E' vero che uno può "sfidare i limiti tecnici ecc. ecc." , ed è altrettanto vero che "si può fare", ma alla fine è il risultato che va giudicato dal singolo ascoltatore, ed è quello che IO ho fatto. Perché sia chiaro che IO la Galas, asuo tempo, l'ho ascoltata (purtroppo) , altrimenti non avrei espresso nessuna opinione. Però qualcuno si permette di dire che sono un coglione perché si è sentito dire qualcosa che lo "disturba". Se vi prude così tanto allora grattatevi, ma non rompetemi! Fatevi una camomilla e siate voi (che sbandierate così tanto la libertà di espressione) a non offendere.
Beta
Domenica 3 Settembre 2017, 12.12.24
34
"ogni tanto ci vuole qualcuno che sfidi i limiti tecnici e fisici dello strumento voce e faccia capire che "Sì, anche questo si può fare" " Bellissima frase, Lizard, sono assolutamente d'accordo e ammiro anche molto chi riesce a fare questa operazione (ce ne sono svariate tra le donne di cui ci ha parlato Raven nei suoi articoli). Discorso scollato da Diamanda, che non conosco abbastanza bene da poter giudicare. Solo complimenti per la frase, grazie per averla scritta.
Lizard
Domenica 3 Settembre 2017, 9.45.00
33
Leggo che la discussione ha preso una piega piacevolissima... Io ricordo molto bene il clamore che provocò la collaborazione tra la Galas e John Paul Jones, per quello che all'epoca fu un disco che attirò molte attenzioni e che molti etichettarono come il più "facile" tra i dischi della performer/cantante/musicista. Sicuramente non per tutti, ma ogni tanto ci vuole qualcuno che sfidi i limiti tecnici e fisici dello strumento voce e faccia capire che "Sì, anche questo si può fare". Ai contemporanei e ai successori il compito di affinare o abbandonare certe strade aperte dagli avanguardisti come Diamanda Galas. Un po' come hanno fatto il più volte citato Stratos, Tim Buckley, Bobby McFerrin, Al Jarreau e altri più o meno famosi artisti.
Steelminded
Domenica 3 Settembre 2017, 0.00.03
32
No, infatti, se uno è coglione è coglione anche a 40 anni. Ma il fatto è che i nel suo commento 20 non ci vedo nulla di coglione, di provocatorio sì... ma nonsi reagisce offendendo o denigrando a una provocazione... non è segno di maturità, né di intelligenza, secondo me... poi, ragazzi vedete voi, mi tiro fuori. Evviva!
Litanies
Sabato 2 Settembre 2017, 23.14.17
31
Steelminded la storia secondo cui chi e' piu' vecchio e con piu' esperienza abbia opinioni maggiormente valide o da tenere in considerazione rispetto ai giovani e' una cazzata e si sa. Se uno e' coglione coglione rimane anche a 50 anni. L'opinione di Klostri e' lecita ma da c..... (niente insulti, grazie)
Blessed
Venerdì 1 Settembre 2017, 22.24.49
30
La tua è una posizione che capisco e rispetto Steelminded, ci sono centinaia di artisti/band che per un motivo o un altro non approfondiremo mai. Altre posizioni che si fondano sul non rispetto, non hanno e non avranno il mio.
Steelminded
Venerdì 1 Settembre 2017, 21.29.05
29
Blessed, non la conosco e non mi interessa conoscerla... e non mi permetto di giudicare. Però quello di klostri è un punto di vista e va rispettato. Al commento 20 ha espresso una posizione legittima e devo dire che in un certo senso rispecchia una certa realtà degli ascoltatori di musica, ape ie della fascia più giovanile. Fatto sta che klostri non è più appartenente a questa fascia giovanile, come me, e magari vede le cose alla luce della sua esperienza di ascoltatore e umana. Io lo rispetto. Poi tu quanti anni hai, se permetti? Curiosità sociologica. Evviva!
klostridiumtetani
Venerdì 1 Settembre 2017, 21.23.05
28
si, si certo. Come no!
Blessed
Venerdì 1 Settembre 2017, 21.01.41
27
È buffa quest'epoca nella quale gli ignoranti (in qualsiasi campo) si permettono il lusso di vantarsi della loro ignoranza, del loro non voler compiere alcuno sforzo per emanciparsi dalla loro condizione, apostrofando chi magari questo piccolo e ben retribuito sforzo lo ha fatto come 'intellettualoide', 'snob', pseudometalloidi che impartiscono lezioni di vita,. Un po' come i somari a scuola che davano del secchione a chi a differenza loro studiava. Qua parliamo di un'artista di avanguardia. Conosci Demetrio Stratos? Qualcuno qua sotto lo evocava. È un paragone calzante, tanto che la Galas ha ricevuto anche un premio a lui intitolato. Il resto è solo un bla bla inutile di chi non sa di cosa parla e vuole attaccare briga a qualunque costo.
tino
Venerdì 1 Settembre 2017, 19.55.03
26
Mai sentita nominare
klostridiumtetani
Venerdì 1 Settembre 2017, 19.15.16
25
Oh! Mamma! Raven ha detto no! Non gli va bene quello che penso e cioè che Diamanda non ha inventato nulla, non è una dotata di tecniche eccelse (come invece sembra che sia leggendo il suo articolo), non ha MAI dimostrato abilità compositive degne di nota (ha arraffato a piene mani qua e la) , starnazzando con la sua vocetta, ed emettendo degli infiniti miagolii che i più intellettualoidi di queste pagine (e non solo) reputano "meravigliose dimostrazioni di talento tecnico ed espressivo". Certo! Mea culpa, mea grandissima culpa se è soporifera più di un tir carico di VALIUM, ed è impossibile ascoltarla più di trenta secondi senza cadere in stato comatoso. Ora chiedo io a voi quali sarebbero i GRANDI meriti che gli attribuite. Ripeto: rispettabile come performer da Club Gothic, ma tutte le menate che avete "snocciolato" fino adesso puzzano anche troppo di finto... così tanto per far vedere che ne sapete "tanto". @Raven altro che bla bla bla... sei contento adesso? Ma va...
Steelminded
Venerdì 1 Settembre 2017, 19.00.17
24
Non ho mai capito in 007 Thunderball come faccia James Bond a capire immediatamente che deve andare a Nassau (Bahamas) per mettersi sulle tracce della spectre e a sgamare subito che Largo è il responsabile della dirottazione dell'aereo militare contenente le testate nucleari e che lo stesso si trova in un casino a giocar e a black jack... #lookingforafriend
Raven
Venerdì 1 Settembre 2017, 18.36.17
23
A titolo preventivo : Non si vogliono vedere serie di commenti di utenti che litigano tra loro in uno spazio pubblico. La discussione deve svilupparsi sull'artista, non su chi scrive bla bla più volte. Grazie.
klostridiumtetani
Venerdì 1 Settembre 2017, 18.31.31
22
@Blessed, si certo. Bla bla bla...
Blessed
Venerdì 1 Settembre 2017, 18.24.23
21
Da quello che scrivi, si evince solo che tu non hai mai ascoltato niente di Diamanda Galas e non hai neanche idea di chi sia.
klostridiumtetani
Venerdì 1 Settembre 2017, 18.07.30
20
Vorrei sapere quanti di quelli che si sperticano in elogi alquanto fuoriluogo, hanno mai ascoltato qualcosa di questa artista (Raven compreso) che (come già detto) si appoggia esclusivamente sull' immagine , ma in quanto a sostanza è zero! Pseudo-Metalloidi dalle "larghe" vedute... risparmiatemi certe "lezioni di vita" proponendo l' assoluta mediocrità incarnata da questa (pur sempre rispettabilissima) performer da "Gothic-Piano-Bar". Ma nulla più.
Alessandro Bevivino
Giovedì 31 Agosto 2017, 21.36.46
19
Artista incredibile.
Alessandro Bevivino
Giovedì 31 Agosto 2017, 21.36.33
18
Artista incredibile.
Hellion
Mercoledì 30 Agosto 2017, 18.12.31
17
La Divina.
Doom
Mercoledì 30 Agosto 2017, 11.12.12
16
Grandissima artista. La collaborazione di Orders from the dead con Sakis & C., è letteralmente da brividi.
galilee
Mercoledì 30 Agosto 2017, 9.57.38
15
Ho un live di questa fanciulla. Molto interessante. Il personaggio è decisamente di culto ma non solo di certo per la sua personalità. Vocalmente era una innovatrice. Un Po come il nostro Demetrio Stratos. Con la voce fa delle cose pazzesche, anche se non sempre all'insegna della musicalità.
Raven
Mercoledì 30 Agosto 2017, 8.29.54
14
Lisa, è che il paragone con la Galas è completamente fuori luogo.
Stagger Lee
Mercoledì 30 Agosto 2017, 8.17.37
13
Duke mi pare ovvio che non conosci la Galas.
lisablack
Mercoledì 30 Agosto 2017, 8.13.48
12
Marduk, Deicide e Mayhem, quando erano ai loro tempi migliori hanno scritto album"pietre miliari" di un genere musicale. Non possono piacere a tutti, ovvio, ma è la realtà.. Poi la loro immagine io l'ho sempre considerata quanto basta, certo mi piaceva, però li ho seguiti solo per la musica. Voglio dire che questi gruppi non hanno solo un'immagine e basta, all'epoca c'era dell'altro e l'hanno dimostrato ampiamente.
Raven
Mercoledì 30 Agosto 2017, 7.02.35
11
Paragoni azzeccatissimi. Io stesso ho sentito i Marduk eseguire le stesse diplofonie di DIamanda in camerino come passatempo prima di un concerto, come no. Così, per curiosità: ma hai mai sentito cosa è capace di fare?
duke
Martedì 29 Agosto 2017, 22.27.23
10
come mayhem,marduk,deicide l'immagine prende il sopravvento su quella musicale....basta che un artista e' supertrasgressivo e tutti a trapparsi i capelli....
Muki97
Martedì 29 Agosto 2017, 19.33.38
9
Un insegnante di musica che conosco mi ha raccontato di avere assistito a una sua conferenza stampa a milano per presentare il disco con John Paul Jones. Pare che alla domanda: "perché Jones ha chiesto proprio a lei di cantare nel suo disco?" la Galassia abbia risposto "perché aveva bisogno di un cantante vero"
Stagger Lee
Martedì 29 Agosto 2017, 14.12.41
8
Prima di tutto grazie a Raven perché aspettavo da tempo questo articolo...e complimenti per come viene analizzata la carriera di Diamanda Galas. Concordo con il commento n.4. Lei si beve a colazione ogni gruppo black come sorbirsi un cappuccino. Consiglio ad ogni amante di Baudelaire che frequenti il sito di fare proprie le Litanies of Satan. Consiglio inoltre la trilogia, interamente da pelle d'oca. Insomma in una parola: Divina. La incontrai per una mezzoretta con altri fans nel lontano 1997...un ricordo meraviglioso per la dolcezza che ci riservo'.
stonefox
Martedì 29 Agosto 2017, 12.47.46
7
Il commento nr. 4 (compreso il nick dell'autore del commento) mi ha fatto morire
Luca
Martedì 29 Agosto 2017, 12.03.33
6
Spettacolare! Vista a Bologna tanti anni fa.. solamente brividi
Kenos
Martedì 29 Agosto 2017, 10.31.57
5
Lei sta da anni nel mio personale olimpo. Donna allucinante, talento unico ed irripetibile. Plague Mass mi sconvolge ancora adesso.
Quello che si offende facilmente
Martedì 29 Agosto 2017, 9.02.38
4
Questa si mangia l'intera scena black metal a colazione...
Rob Fleming
Martedì 29 Agosto 2017, 9.00.47
3
Forse sbagliai io i tempi (avevo 16 anni) e il disco in questione "Le litanie" e quello successivo, ma francamente lasciai perdere in fretta. Però l'articolo è veramente interessante.
stonefox
Martedì 29 Agosto 2017, 6.45.51
2
Artista incredibile, fuori dal mondo, fuori dai canoni, talentuosa ed eclettica da paura!! Una vera performer e artista a tutto tondo. La sua musica, i suoi testi e le sue performance sono trascendentali, profonde e taglienti. Articolo interessante, vado a riascoltarmi un po' di live.
Painkiller
Martedì 29 Agosto 2017, 6.04.21
1
Raven, che dire, non la conoscevo (mia colpa, mia grandissima colpa), ma il tuo pezzo è davvero bello e intrigante, e quindi approfondirò.
IMMAGINI
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Particolari inquietanti
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Rossa e nera
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The Litanies of Satan
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Ti osservo
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Velata
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