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LEGENDS OF ROCK - # 41 - David Bowie, Parte terza
04/09/2017 (460 letture)
Gli anni 80; una decade per molti versi sconcertante e deleteria. Principalmente per la voglia di disimpegno e la mancanza di attitudine alla riflessione e di impegnarsi in qualsiasi attività comportasse attività neuronale, ma anche quella di improvvise fiammate "contro", contenenti molto più di ciò che la TV propinava alle masse. Dalla transavanguardia tra le arti visive, alla N.W.O.B.H.M ed alla New Wave nel campo della musica giusto per fare alcuni esempi. Per restare in questo ambito ed anche se, come detto, gli esempi di improvvise esplosioni di rivoluzionaria vitalità non mancarono -e l'esistenza stessa di questa webzine ne è una delle dirette conseguenze- molti artisti o pseudo tali seguirono il trend. In alcuni casi in maniera semplicemente inascoltabile, in altri in modo quantomeno elegante e raffinato come nel caso di David Bowie. Una carriera, la sua, che sembrava destinata comunque ad un lento sfiorire tra problemi di salute a qualche guizzo isolato, fino al clamoroso ritorno ed al magnifico testamento finale.

CENERE SU BERLINO
Dopo la trilogia berlinese, per David Bowie è già tempo di rifare per l'ennesima volta ciò che del resto ha sempre fatto: cambiare ancora pelle. Anche sfruttando senza ritegno il trend del momento, seppure a modo suo. Tolti i fenomeni più underground, se parliamo di musica per le masse, quindi in grado di arrivare a chiunque e tramite qualunque mezzo di comunicazione, è la dance a farla da padrona. Gli anni 70 sono finiti anche in quel settore e l'appiattimento a suon di tastierine giocattolo e gel per capelli ha quasi azzerato l'uso di fiati e chitarre funky. Quello che resta, almeno per la grande maggioranza, è il nulla da discoteca di Riccione. Si affermano, però, anche un pop raffinato che oggi farebbe molto comodo riavere ed un fenomeno che in realtà già esisteva e da molto tempo, ma che a cavallo dell'inizio degli anni 80 letteralmente esplode: quello dei video musicali. Proprio in questi, il Nostro si segnala per l'introduzione di alcune novità tecniche allora di assoluta avanguardia. Bowie surfa cavalcando tutte queste onde e lo fa a modo suo. Anche ribadendo "l'uso" di musicisti importanti. Scary Monsters (and Super Creeps) è un album ponte tra il vecchio ed il nuovo, caratterizzato dalla formazione tipo, dalla presenza di collaborazioni importantissime -Roy Bittan; Chuck Hammer; Pete Townshend; Robert Fripp- e dal suo risultare ottimamente equilibrato tra immediatezza e classe. Non sarà sempre così negli anni successivi. A proposito di novità nel settore video, quello della celeberrima Ashes to Ashes (al quale partecipa anche Steve Strange dei Visage) ne è un eclatante esempio. L'uso di colori polarizzati estremamente innovativi ed il nero del cielo ottenuto per la prima volta in assoluto grazie al lavoro del regista David Mallet lo caratterizzano fortemente. Il pezzo diventerà un manifesto del movimento New Romantic.

IL DAVID FURYOSO
Nonostante una maggiore attenzione alle vendite, peraltro esaltanti, Scary Monsters (and Super Creeps) può essere considerato uno dei portoni d'ingresso agli anni 80, un album eccellente che sarà poi osservato da molti come l'ultimo, grande lavoro di Bowie fino alla parte finale della sua esistenza. E' comunque l'attività di attore ad impegnare molto l'artista. Sempre del 1980 l'interpretazione senza trucco del protagonista di The Elephant Man a Brodway ed una parte in Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino la cui colonna sonora si basa su suoi pezzi. Famosissima anche la sua collaborazione dell'81 con Freddie Mercury per Under Pressure ed il suo misurarsi con il ruolo di protagonista nell'adattamento televisivo targato BBC del Baal di Bertolt Brecht; poi l'uscita di Let's Dance nel 1983. Il linguaggio è sicuramente più semplice, immediato, facile, ed i singoli Modern Love, Let's Dance e China Girl ne fanno un successo mondiale che cattura ascoltatori anche dalle "fasce meno alte", ma la classe con cui la dance viene trattata è enormemente più alta della media, anche a causa di testi chiaramente lontani da quelli assolutamente nulli della musica da ballo per i fighetti del sabato sera. Video di successo, look a tema e tour in cui Bowie viene acclamato sono il corollario quasi scontato del tutto. Nello stesso anno esce il film Furyo, in cui spiccano la magnifica colonna sonora di Ryuichi Sakamoto e le varie interpretazioni attoriali, compresa quella di David. L'album successivo, Tonight, conferma però una deriva dance che non rappresenta certo il meglio della sua carriera. Da registrare la presenza di Tina Turner ed Iggy Pop ed un forte supporto video, con quello originale di Blue Jean della durata di oltre venti minuti, per la firma di Julian Temple. Nell'85 la partecipazione al Live Aid, poi la collaborazione con Metheny per This is not America -pezzo incluso nella colonna sonora del film Il Gioco del Falco- e poi ancora come attore in Absolute Beginners. In sintesi: film trascurabile; canzone buona. Ancora musica e film con Labyrinth - Dove Tutto è Possibile e poi l'album Never Let Me Down. Prodotto assolutamente non fondamentale nonostante un certo ritorno al rock, a posteriori il disco risulta poco più che un prestesto per un lunghissimo giro di concerti denominato Glass Spider Tour. A questo punto arriva una importante decisione: staccare con la propria carriera da David Bowie h24 per lavorare con i Thin Machine. Teoricamente come un normale membro di una band, peraltro di stampo hard rock. Tutto ciò frutta due album in studio ed uno dal vivo, il primo dei quali di discreto livello, ma alla fine risente del fatto che la presenza del Duca Bianco è comunque troppo ingombrante e tutto si esaurisce tra mancate intese sulla direzione da prendere, un cambio di casa discografica che non porta miglioramenti ed un ritorno sulla strada maestra già in corso d'opera. Il Sound+Vision Tour del 1990 lo aveva già infatti visto riproporre i suoi vecchi successi, con tanto di cofanetto per i fan. Sempre del 90 il ritorno nella vecchia NY e l'inizio della pianificazione mentale dell'attività futura.

O LA BORSA, O LA RETE
Nel 92 è già tempo di Real Cool World, title-track della colonna sonora della pellicola Cool World; dell'apparizione al Freddie Mercury Tribute Concert e, soprattutto, del matrimonio celebrato a Firenze con la modella d'origini somale Iman. Ri-messa la testa a posto e definite le sonorità da esplorare durante gli anni a venire, il 93 può salutare l'uscita di Black Tie White Noise. Il disco include la presenza del redivivo Mike Ronson (e la cosa può anche suonare sinistramente ironica, dato che il chitarrista morirà pochi mesi dopo di cancro al fegato) e non sfonda completamente, ma contiene molto di buono, pur inquadrato nel nuovo corso meno di rottura e più di esplorazione delle tendenze moderne dell'artista, ed ottiene buoni riscontri. Dopo The Single Collection è il turno di The Buddha of Suburbia per la serie TV omonima e stavolta è il turno dell'Ambient di essere utilizzato da Bowie. Buone critiche, scarse vendite. Quindi un live non ufficiale intitolato Santa Monica 72, poi il lavoro con Eno tornato a collaborare con David, porta al concept 1. Outside basato sul racconto di un omicidio a scopi rituali con la presenza di un alter ego per traccia. Il bilancio stavolta parla di accoglienza molto discordante ed un singolo che in seguito sarà eseguito anche con i Pet Shop Boys. Il trionfale ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame successivamente bissato da quello nella Hollywood Walk of Fame è propedeutico a quello, ben più concreto, in borsa. E' il primo artista a farlo, con tanto di collocazione di bond decennali per 55 milioni di dollari, tutti acquistati da una compagnia di assicurazioni di New York. Ma c'è una nuova frontiera da attraversare, nuovi sentieri da battere: quelli iper veloci della rete. Ed anche in questo caso Bowie si dimostra incredibilmente capace di precorrere i tempi e di capire la direzione verso cui la società si sta spostando. Talvolta prima che la società stessa lo comprenda.

SCARICO DAVID IN POCHE ORE E VADO AL MOULIN ROUGE
L'irruzione in rete di David è clamorosa: oltre al classico sito web (classico adesso, ma nel 96 non ancora comunissimo), c'è pure un vero e proprio portale dal quale è possibile scaricare la sua musica in modo legale. Anche qui siamo all'avanguardia ed il portale sarà attivo fino a circa cinque anni fa, ricevendo alcuni riconoscimenti ufficiali. Il 1997 è l'anno di Earthling, album basato essenzialmente sul drum'n'bass che frutta -si fa per dire- persino un'ospitata a Sanremo. Telling Lies è il primo singolo da free download di un artista di fama mondiale. Il seguente hours... si rivela più intimo ed interessante e stavolta è l'intero album a poter essere scaricato legalmente. Clamorosa la figura da peracottaro che, solo una settimana dopo l'uscita dell'album, il Celentano molleggiato nazionale riesce a fare con lui durante una surreale intervista a Francamente Me Ne Infischio su RAI 1. A parziale sua scusante, comunque, la scarsissima collaborazione di Bowie, interessato solo a promuovere un singolo in modo più aziendale che artistico. A parte questo episodio, interessante anche il Cyber Song Contest lanciato sul sito personale con in palio la possibilità (poi sfruttata da tale Alex Grant) di scrivere il testo per What's Really Happening ed essere di conseguenza accreditato sull'album. Ma è già tempo di entrare nel nuovo millennio. David lo inaugura con la nascita di una figlia, col l'avvio del progetto Toy, con la partecipazione alla colonna sonora di Moulin Rouge! e con quella al Concerto per New York City in favore delle vittime dell'11 Settembre. Segue Heaten, nel quale si rivede Tony Visconti ed al quale partecipano personaggi del calibro di Dave Grohl; Pete Townshend; Tony Levin e Jordan Ruddess, con buoni risultati qualitativi peraltro confermati dal successivo Reality. Durante il tour promozionale, però, il cantante subisce in Germania un blocco coronarico con conseguente ricovero d'urgenza e cancellazione delle date previste. La sua attività riceve un consistente stop, limitandosi ad apparizioni e registrazioni singole. Si rivede live in TV nel 2005 con gli Arcade Fire e nel 2006 vince un Grammy Award alla carriera, poi, nonostante dichiarazioni che lo volevano allontanarsi dalle scene, calca il palco con David Gilmour prima e con Alicia Keys dopo. Interpreta anche il ruolo di Nikola Tesla nel film The Prestige. Varie collaborazioni tra il 2007 ed il 2010 (Lou Reed; Kashmir; Scarlet Johansson) ed il doppio dal vivo A Reality Tour. Nel 2011 è finalmente disponibile il progetto Toy e nel 2012 diventa testimonial di una notissima marca del lusso, ma la sua carriera è sostanzialmente in stand by da quel giorno in Germania. Il finale, però, è tanto inatteso quanto pregno di grosse sorprese.

LA STELLA NERA SPLENDE SU UN LAZZARO NON RISORTO
The Next Day esce all'improvviso nel Marzo del 2013, a dieci anni da Reality, trainato dal singolo Where Are We Now?. Il lavoro condotto in segreto con Visconti produce buoni frutti, dato che l'album presenta un artista ben presente a se stesso e dall'anima pop-rock molto viva ed efficacemente a fuoco. Il CD ottiene positivi riscontri, così come l'antologia integrata dall'inedito Sue (In the Season of Crime) del 2014. Ad Ottobre 2015 viene però annunciata la rinuncia definitiva ad andare in tour, ma la gente non sospetta ancora cosa ci sia davvero dietro a tutto questo. A Novembre dello stesso anno arriva il singolo Black Star, seguito a ruota dal clamoroso singolo/video Lazarus. L'album esce il giorno del suo sessantanovesimo compleanno e dopo appena quarantotto ore, arriva la notizia della morte di Bowie per un cancro al fegato, la cui insorgenza è stata tenuta assolutamente segreta. Blackstar non è solo l'ultimo CD di un artista importante ed un incredibile successo di vendite che provoca, ad esempio, un "tutto esaurito" su Amazon (con il classico, inevitabile effetto a cascata sull'intera discografia di un artista che trapassa improvvisamente), ma un magnifico, struggente, affascinante, romantico testamento/riassunto della vita di un uomo difficilmente scindibile dall'artista.

LA VERGOGNA DELLA MORTE
Difficile fare un bilancio della vita di un artista così incredibilmente poliedrico come David Bowie. Quello che ha sempre contraddistinto il cantante/attore (e molto altro) è comunque la costante ricerca dell'esplorazione dei territori che si mostravano sul suo cammino. Sia per la voglia e la capacità di farlo, ottenendo quasi sempre risultati migliori della concorrenza e dando sonore lezioni di stile. Sia per la capacità, almeno da un certo punto della propria vita in poi -vedi questione manager "succhiasangue"- di trattare ogni cosa anche e soprattutto da un punto di vista imprenditoriale, creando di fatto la categoria dell'artista/azienda come mai era stato fatto o semplicemente immaginato in precedenza. Non c'è stata infatti tendenza che Bowie non abbia creato o usato in maniera propria e migliorativa dell'originale, possibilità di sfruttamento in senso moderno della propria immagine od esperienza scartata prima di averla vissuta in prima persona. Così come non c'è stato artista che abbia lavorato con lui che non sia migliorato professionalmente. Pur se alcuni di loro sono stati addirittura sfruttati come impiegati dell'azienda Bowie, più che come compagni d'avventura. Anche se certi stili sono stati usati per cavalcare le tendenze più che per convinzione. Eppure, nonostante i passaggi a vuoto, nonostante la produzione di capitoli imprescindibili della storia del rock come la trilogia berlinese, a rimanere più impressa nelle coscienze della gente sarà forse la parte più estrema della sua vita. Quella vissuta da un uomo che sente di dover morire, che è debilitato nel fisico e nel morale, che sente che tutto quello che ha fatto, detto, vissuto sta per svanire per sempre, che lui stesso sta per svanire per sempre, ma trova la forza per far brillare una traslucida stella nera che è testamento, rifiuto della fine e accettazione della stessa. Che è dimostrazione di forza e resa alla morte con una fiera risata, ma non prima di avergli ricordato cosa e chi sta per portarsi via. E forse anche la morte avrà avuto vergogna del proprio compito, in quell'ultimo istante.



Raven
Sabato 9 Settembre 2017, 17.40.15
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Più in là potremmo recuperarli
P2K!
Mercoledì 6 Settembre 2017, 0.27.32
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Quoto Kurujai e Awake. 1.outside e Earthling sono due dischi bellissimi
Awake
Martedì 5 Settembre 2017, 8.36.31
3
Quoto Kurujai: Outside e Earthling due disconi da paura.
Rob Fleming
Lunedì 4 Settembre 2017, 10.30.22
2
Eccellente approfondimento che ha anche il coraggio di dire le cose come stanno: Bowie è stato un grandissimo in tutto anche nel promuovere stesso "prendendo spunto qua e in là" (celebre la sua frase che più o meno recita: "Quando entro in una stanza e c'è Mick Jagger che sta avendo un'idea, scappa per paura che gliela prenda"). Da sottoscrivere quindi in pieno: "Non c'è stata infatti tendenza che Bowie non abbia creato o usato in maniera propria e migliorativa dell'originale". Una delle sue doti era quella di capire il fermento quando era ancora underground, farlo suo e divulgarlo. E così ha prodotto alcuni autentici capolavori tra cui la trilogia glam Hunky Dory, Ziggy e Aladdin Sane è quanto di meglio il pop/rock ha sfornato nella sua storia.
Kurujai
Lunedì 4 Settembre 2017, 9.55.58
1
1 outside e earhling sono dischi magnifici , bowie sembrava aver ritrovato un'ipirazione che dopo let's dance si era affievolita . anche hours è un bel disco ma il resto .... dobbiano aspettare next days per ritrovarlo alla grande ( temevo un'operazione nostalgia invece ...) per poi salutarlo tra le lacrime nel monumentale black star . Magnifico , come sempre
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Lazarus
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Lazarus spaventato
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Nel video di Lazarus
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