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WHITE SKULL - Georgia on my mind
12/09/2017 (404 letture)
Pochi minuti prima del loro concerto all'Agglutination Fest, anche i White Skull hanno trovato il tempo per una breve chiacchierata con Metallized. Nonostante il poco tempo a disposizione, sono ugualmente venuti fuori alcuni discorsi interessanti, riguardanti aspetti relativi alla produzione dei loro video e la situazione del metal in Italia in rapporto a quella estera.

Francesco: Ciao ragazzi. Come sapete abbiamo pubblicato recentemente una lunga intervista con voi, nella quale avete parlato diffusamente di Will of the Strong. Volevo chiedervi qualcosa riguardo ai testi. Vi si descrivono vari personaggi femminili; è solo qualcosa di funzionale all'esaltazione della musica o c'è un aggancio preciso con la figura della donna moderna?
Federica: Bè; sì. C'è una linea storica che io ho portato avanti per parlare di figure femminili che hanno cambiato la storia delle loro nazioni e sono a tutt'oggi esempio di vita per le donne di adesso. Che dirti... io sono una front-woman e purtroppo nel metal esserlo è ancora una cosa molto difficile. La donna, ancora oggi, è spesso considerata come un'immagine più che una cantante di per se stessa.

Francesco: Ma già il fatto che si distingua tra cantante uomo e donna invece che riferirsi "al cantante", indica una situazione di non parità.
Tony: Purtroppo il nostro genere è nato con cantanti maschi, un po' come tutto il rock, del resto. Poi ci sono state delle donne che hanno precorso i tempi come Doro Pesch; Lee Aaron; Lita Ford e molte altre, le quali hanno lasciato la loro impronta. Però erano sempre guardate con sospetto.

Francesco: A volte anche per colpa di qualcuna che effettivamente ha puntato esplicitamente sul mettere in mostra qualche centimetro di carne in più. Ed anche nella serie Donne Rocciose della quale ti parlavo prima, ogni tanto si notano certe differenze nelle letture e nei commenti in base al tipo di personaggio proposto. In ogni caso è un discorso che travalica il settore prettamente musicale per diventare sociale.
Tony: Ma certo. E parlando di musica, è un po' la stessa, identica cosa del metal italiano rispetto al metal che viene dal di fuori dei nostri confini. I nostri ragazzi ascoltano poco ciò che viene dall'Italia, che magari viene più apprezzato all'estero e non ascoltano ciò che facciamo noi ("noi" nel senso di italiani - NdA), che magari è anche più bello, solo perché viene dal nostro Paese.

Francesco: Una situazione che esisteva già nei primissimi anni 80, del resto. Noi abbiamo un bagaglio culturale nazionale che, a prescindere dalla musica, risente di una certa situazione globale. Ad ogni modo ci stiamo allontanando dal discorso che vi riguarda. Ditemi: come sta andando l'album? Lo state portando molto dal vivo?
Tony: Will of the Strong è uscito ancora da poco e la promozione è quindi ancora in pieno corso. Stiamo facendo alcuni festival estivi come questo, ai quali seguiranno alcune date invernali tra Italia ed estero.

Francesco: La domanda poteva sembrare banale ed in sostanza lo era, ma mi serviva per passare ad un'altra questione: nei vostri dischi e specialmente in quest'ultimo, c'è sempre stato un discorso importante a livello produttivo. Parlo di scelta e di pulizia dei suoni. Fate anche una selezione dei contesti nei quali suonare in base a quanto vi consentono di rendere queste scelte in sede live?
Tony: Certo; questa è una cosa che abbiamo sempre fatto a prescindere. Ci piacerebbe davvero portare questo disco ovunque, ma purtroppo non è possibile in quanto suonare in piccoli club, dove non puoi essere amplificato nel modo giusto o non puoi suonare in una certa maniera non ti da la giusta visibilità, il giusto merito ed il giusto rendimento.
Federica: Certo. Noi siamo "loud", alti di volume, aggressivi. La potenza è il power metal. Delle locations che non sono sufficientemente grandi da contenerci creerebbero solo frastuono e casino e purtroppo le occasioni giuste sono quelle che sono.

Francesco: Federica, tu hai vissuto fuori dall'Italia per alcuni anni, no? Che differenze hai notato tra l'ambiente metal nostrano e quello a stelle e strisce?
Federica: Si, ho vissuto per sette anni negli Stati Uniti e sono tornata in Italia a fine 2010. Però, per quanto riguarda il metal, dove stavo io non c'era proprio niente dato che vivevo nel profondo Sud, in Georgia. (ogni Sud è tale, a quanto pare - NdA) Quindi c'era moltissimo country e ben poco metal. Qualcosa magari si sentiva nella capitale, ad Atlanta, ma le band venivano tutte in Europa. Anche ora vengono tutte qui a fare i festival europei perché la situazione là è quella che è. Parlo di grosse band: W.A.S.P.; Twisted Sister; Alice Cooper. Tutte le grandi icone adesso sono qui a posizionarsi nei grandi festival europei e così era la situazione quando io vivevo là.

Francesco: Molto interessante. Di solito siamo portati a pensare che oltreoceano ci sia il paese della cuccagna, ma dimentichiamo che gli U.S.A. sono più grandi dell'Europa e ci si può trovare di tutto con ambienti completamente differenti come qui possono essere, non so... Italia e Polonia per dire i primi due paesi che mi vengono in mente.
Federica: Esatto. Comunque adesso mi sono trasferita in Germania da due mesi a questa parte ed abito proprio nella parte più metal del Paese, nella zona Nord, dove vivono molto questa scena. Ci sono locali piccoli; locali grandi; apprezzamento del pubblico; affluenza ai concerti; l'apprezzamento del locale che paga sempre le band che possono essere regionali o locali, non ha importanza. Insomma: non esattamente come in Italia. E' lì che i White Skull hanno piantato la loro bandiera e partiranno con una promozione di un certo tipo.

Francesco: Notate quindi una differenza di attenzione nei vostri confronti quando vi muovete all'estero?
Tony: Sì, la differenza con l'Italia c'è. Soprattutto l'abbiamo notata nel periodo tra Tales From the North e The Dark Age, quando avevamo una grande richiesta dall'estero e la gente ci seguiva con grande forza; davvero con grande forza.
Federica: Col video di Will of the Strong abbiamo avuto tantissime visualizzazioni da subito e questo aiuta molto dal punto di vista mediatico, perché stiamo potenzialmente raggiungendo il mondo e siamo consapevoli che dobbiamo supportare il disco perché, come dicevamo prima, dall'Italia il supporto è quello che è, i canali sono quelli che sono. La nostra etichetta si sbatte moltissimo, ma vedo che il mercato estero deve ancora assorbire i White Skull nella giusta quantità.

Francesco: Proprio a proposito del video, sarebbe interessante far capire quali sono le difficoltà nel crearne uno buono per una band che, suppongo, non dispone di budget faraonici.
Tony: Guarda, l'etichetta discografica ti supporta per quanto riguarda la registrazione del disco, le foto, la copertina, ma poi si ferma lì perché adesso non ci sono più i budget che c'erano una volta. Per il discorso video ti devi quindi un po' arrangiare.
Federica: La parte della direzione artistica, dal concetto al "dove-come-quando-perché" è tutto fatto in casa.
Tony: La nostra fortuna è stata di conoscere delle persone che hanno creduto in White Skull quanto ci crediamo noi e ci hanno offerto l'opportunità di fare un video gratis. In maniera professionale, ma gratis. Noi ci siamo pagati il viaggio, ma alla fine tutto è stato costruito, lavorato ed elaborato da chi lo ha realizzato. Comparse, ospitalità, location, hanno gestito tutto loro ed in maniera gratuita per noi e questo lo avevano fatto anche per quello di Red Devil. Loro sono dei nostri fan ed hanno iniziato per scherzo dicendoci: "Ci piacerebbe farvi un video" e noi abbiamo detto: "Perché no? Proviamo". Ci hanno messo davvero la massima professionalità, ci è piaciuto per Red Devil e lo abbiamo replicato per l'album nuovo. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare Emiliano e tutti gli altri che hanno collaborato.
Federica: Certe volte mi viene un po' da ridere quando leggo i commenti di chi dice: "Sì, ma gli attori non sono veri attori" o cose simili. Ecco, quelle delle quali parliamo sono persone che si occupano di fare rievocazioni, sono davvero dentro al culto vichingo anche se sono qui in Italia. Quindi loro fanno tutto "in originale", non c'è niente di finto, non stavano fingedo di fare i vichinghi come degli attori. Lo facevano vestiti come si vestono di solito nelle loro rievocazioni, in maniera naturale, senza make up, senza nulla che costasse dei soldi che, tra l'altro, non c'erano. Pertanto tutto è stato fatto veramente col cuore, con sincerità. Non è recitato, è vissuto. Quindi quando leggo: "Sì, ma i video non si fanno così", penso: "Già, ma il metal vive di cosa? Con i soldi di chi?".

Bella domanda. Se ci fosse anche una risposta forse la scena nazionale sarebbe molto più stabile. E si eviterebbero alcune polemiche sterili.



klostridiumtetani
Venerdì 15 Settembre 2017, 15.52.22
6
Li ho conosciuti nel 95 o 96 , non ricordo bene, ad una festa biker nel mio paese. Prima ci fu uno "spettacolino" hard e poi suonarono loro. Ne rimasi subito ben impressionato. Bella band di buon heavy , ma secondo me Federica è sempre stata la più giusta per questa band. Fenomenale. E Tony "Mad" ovviamente un grande! Naturamente dopo il concerto comprai il cd.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 15 Settembre 2017, 13.24.55
5
Fanno ottima musica. Relativamente all'aspetto economico, purtroppo per noi, il mondo metal è più legato alla birra che al vino. Au revoir.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 13 Settembre 2017, 19.12.06
4
@Giovanni...ma lei lo sa??
Giovanni
Mercoledì 13 Settembre 2017, 18.23.08
3
Federica ti amooooo!!
Raven
Mercoledì 13 Settembre 2017, 16.54.47
2
Come ho già detto in calce a quella degli IN.Si.DIA, per fare una buona conversazione bisogna essere in due. Oppure, come in questo caso, in tre
Luky
Mercoledì 13 Settembre 2017, 13.41.42
1
Bella intervista.
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