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STONER NIGHT VOL. 2 - Defrag, Roma, 29/09/2017
04/10/2017 (740 letture)
Nonostante abbia appreso pressoché all’ultimo minuto della seconda incarnazione della Stoner Night, la temperatura ancora piuttosto mite, rinfrescata da una carezzevole brezza, e la relativa vicinanza della location al quartiere in cui abito mi hanno spinto a partecipare con vivo interesse alla serata. Quest’ultima è stata ospitata dal Defrag, nel cuore del ben noto quartiere del Tufello, ed ha visto la partecipazione di band più o meno note dell’underground romano (SuuM , Funeral Mantra, L’ira del Baccano) nonché dei beneventini Teverts. Il locale si è anzitutto rivelato essere assolutamente all’altezza: gli ambienti ben curati ed ampi ricchi di luoghi in cui concedersi una pausa tra un concerto e l’altro hanno costituito una graditissima sorpresa. A ciò si è accompagnata un’acustica sorprendentemente buona nonché un palco spazioso e ben illuminato. Veniamo dunque al resoconto di tale avventura nelle lande aride dello stoner/doom italico.

SUUM
Ad aprire le danze -in perfetto orario rispetto alla programmazione, peraltro- è il combo capitolino SuuM che, pur non avendo ancora licenziato un full-length, offre un repertorio di tutto rispetto. La proposta della formazione è difatti un doom monolitico e potente molto vicino ai più tipici stilemi del genere, interpretato con vivi entusiasmo e passione. Le pelli risultano possenti e ricche, gli strumenti cordofoni vibranti e pieni nel definire mid tempo energici. Su tutto brilla la performance vocale e la presenza scenica del vocalist Mark Wolf. Quest’ultimo si è mostrato infatti in grado di richiamare all’attenzione anche i fan più tiepidi mediante un’interpretazione ispirata e dall’indubbia efficacia, perfettamente in linea con il mood della serata.

SETLIST SUUM
1. Last Sacrifice
2. Black Mist
3. Buried Into The Grave
4. Seeds Of Decay
5. Shadows Haunt The Night


TEVERTS
Ad esibirsi successivamente sono i Teverts, formazione campana dedita ad uno stoner con contaminazioni psichedeliche e avanguardiste, muoventesi tra coordinate riconducibili a formazioni quali Kyuss, Down ed Electric Wizard. Il trio propone ad un uditorio piuttosto entusiasta una scaletta riproducente pressoché per intero il proprio secondo lavoro in studio, Towards The Red Skies -chiaro tributo ai numi tutelari Kyuss in quanto appare quasi una variazione sul tema dei titoli dei primi due album degli statunitensi- mostrandosi immediatamente padrone del palco. L’esibizione prende avvio a partire dal paesaggio torbido e desertiche di Charles Dexter Ward, cadenzata e, al contempo, ricca di armonizzazioni iridiscenti laddove la metrica del cantato di Towards The Red Skies tradisce invece una certa fascinazione per il crossover, palesantesi anche nell’ordito di Two Coins On The Eyes. Il live procede mostrando una formazione in grado di sfoderare una perizia rimarchevole nell’esecuzione nonché la capacità di coinvolgere un pubblico grato e caloroso. Spicca in particolare la bravura del chitarrista Phil Liar, in grado di intessere fraseggi nitidi e veraci. Il finale è affidato alla trascinante Control, il cui riffing trascinante e ricco di groove spinge gli astanti in un gioioso headbanging sotto al palco.

SETLIST TEVERTS
1. Charles Dexter Ward
2. Towards The Red Skies
3. Two Coins On T Eyes
4. The Sanctuary
5. Shine
6. Control


FUNERAL MANTRA
Con il calare delle tenebre è la volta dei romani Funeral Mantra aventi all’attivo un album d’esordio, Afterglow, licenziato dalla Sliptrick Records nel 2015. L’esibizione costituisce un banco di prova della formazione, caratterizzata dall’ingresso in pianta stabile di Massimiliano Curto alla voce e Luca Iovieno alla batteria a seguito delle defezioni dei precedenti membri. Volendo fornire una descrizione piuttosto corriva del sound del combo, potremmo con buona approssimazione definirlo come uno stoner doom avente una salda matrice hard rock, avente come riferimenti essenziali nomi quali Spiritual Beggars, Cathedral, Kyuss. Sin dall’ingresso in scena si palesa la simpatia del nuovo frontman, in grado di dialogare e scambiar battute con un pubblico caloroso e ricettivo. L’aria è ben presto trafitta dal riff incalzante e massiccio di Dimension Onward, delineante un brano in mid tempo increspato qua e là da fraseggi di matrice heavy. La successiva Counterfeit Soul, introdotta da un intrigante divagazione affidata alle quattro corde, mette in evidenza lo stato di grazia del talentuoso Vittorio. Notevole risulta anche l’esecuzione di Parsec, brano dinamico e ricco di armonizzazioni cordofone, interpretate con efficacia e trasporto da Roberto e Riccardo. Il responso dell’uditorio, l’affiatamento tra i membri della formazione e la capacità di reagire con autoironia ai piccoli e trascurabili incidenti avvenuti sul palco -tra cui l’abbassamento repentino dell’asta di un microfono- rendono la prova dei nostri superata a pieni voti.

SETLIST FUNERAL MANTRA
1. Dimensions Onward
2. Counterfeit Soul
3. Parsec
4. Divine Horizon
5. In These Eyes
6. Funeral Mantra
7. Afterglow


L’IRA DEL BACCANO
A concludere la divertente e vivace serata è l’esibizione di una formazione piuttosto peculiare: i romani L’ira del Baccano si muovono infatti sul crinale di un heavy psichedelico a tinte doomeggianti, in grado di fondere la lezione dei Black Sabbath con lo space-rock degli Hawkwind e gli elementi prog anni ‘70 dei Rush. A partire da tale matrice si dipanano composizioni estese e sinuose, interamente strumentali. L’oscura Abilene, estratta dall’ultimo platter della band, Paradox Hourglass, dispiega nei sui circa undici minuti le regole del gioco tra ritmiche mastodontiche e varie, chitarre lisergiche e cambi di ritmo. Doomdance, estratta dall’esordio Si non sedes iS mostra un andamento meno articolato è più tipicamente stoner, ondeggiante tra il mid tempo incalzante ed allentamenti densi ed ipnotici. Difronte ad un pubblico grado ed estremamente partecipe, i nostri dispiegano senza soluzione di continuità i quasi più di venti minuti di Paradox Hourglass Part.1: L’ira del Baccano e Paradox Hourglass Part.2: No Razor for Occam, ricche di digressioni acustiche soavi, fraseggi articolati rincorrentisi in spire ricorsive, dischiudenti spazi rilevanti anche al basso. Quest’ultimo risulta emergere in rilievo anche nelle maglie della conclusiva Volcanox13, traccia dalla complessa alchimia per certi versi aliena e allucinata mostrante tutta la maturità e le indiscutibili capacità tecniche della formazione, salutate da un positivissimo riscontro dell’uditorio, in chiusura di una Stoner Night di evidente successo.

SETLIST L’IRA DEL BACCANO
1.Abilene
2. Doomdance
3. Paradox Hourglass Part.1: L’ira del Baccano
4. Paradox Hourglass Part.2: No Razor for Occam
5. The Infinite Improbability Drive Part1
6. Volcano x13



IMMAGINI
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La locandina dell'evento
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SuuM
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Teverts
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Funeral Mantra
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L’ira del Baccano
ARTICOLI
04/10/2017
Live Report
STONER NIGHT VOL. 2
Defrag, Roma, 29/09/2017
 
 
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