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VOIVOD + EARTHSHIP - Bloom, Mezzago (MI), 30/09/2017
05/10/2017 (528 letture)
In questo tour europeo le leggende del metal canadese scendono in Italia per ben quattro date, supportati dagli Earthship di Berlino. Chi ha avuto modo di vedere dal vivo i Voivod si sarà accorto di quanto le loro esibizioni siano fuori dal comune; nel frattempo e comunque, ecco il resoconto della serata di Sabato 30 Settembre al Bloom di Mezzago, vicino a Milano.

EARTHSHIP
Immagino non sia semplice selezionare una band adatta a spalleggiare i Voivod in un tour, ma la varietà e spesso ecletticità dei fan dei canadesi ha permesso accostamenti anche contrastanti negli ultimi anni. Lo stoner/sludge i tedeschi Earthship, di matrice più americana che inglese, ne è un buon esempio , ma si distingue per il piglio rockeggiante che rende le canzoni più interessanti, laddove il plotter rimane fondamentalmente invariato da un pezzo all’altro. Si riconosce la personalità del gruppo soprattutto nei riff, ma anche gli arrangiamenti di batteria sembrano sopra alla media del genere; le linee vocali non sono particolarmente memorabili, ma l’approccio più luminoso (alla Mastodon, sotto certi aspetti) a quello che potrebbe nominalmente essere un genere assolutamente tetro e opprimente permette un certo contrasto tra la voce acida e l’incedere energico della band. Il set non è particolarmente esteso ma convincente, quindi non rischia di stancare.

VOIVOD
Ho avuto modo di saggiare numerose volte la prestanza live dei Voivod, e posso direttamente testimoniare che si tratta di una delle band più appassionate e appassionanti tra quelle che calcano palchi da almeno tre decenni. Potrò essere estremamente di parte in termini di giudizio musicale, anche se sfiderei chiunque a giudicarli anche solo secondi a qualsiasi altra band metal in termini di costanza qualitativa e creatività, ma resta innegabile che le loro prestazioni dal vivo siano esecutivamente perfette come ci si aspetterebbe da una band navigata anche su lidi più progressivi, così come anche intense quanto ci si aspetterebbe da una band speed metal di primissima caratura direttamente dagli 80s.

In particolare, i loro set da headliner sono sempre particolarmente impressionanti: solo una scaletta di almeno un’ora e mezza rende giustizia alla vasta e variegata discografia della band, che si potrebbe dire non si sia mai veramente ripetuta durante la propria carriera, in una costante transizione dal metal punk delle origini al prog rock, passando per il filone sci-fi thrash di cui sono di fatto i pionieri. Fin dalle primissime battute, i Voivod sfoderano un’energia incredibile, una affiatamento sul palco assolutamente impagabile, unitamente a velocità, pesantezza, riff e linee vocali memorabili; d’altro canto, anche il Bloom di Mezzago si riconferma tranquillamente una delle migliori location live lombarde, garantendo volumi finalmente soddisfacenti ("play it loud", o scordatevi la "botta") e un’ottima equalizzazione di ogni strumento.

Rispetto alla scorsa volta in cui li ho visti nello stesso locale, ormai 5 anni fa esatti, il bassista Blacky si è di nuovo allontanato dalla band, a cui è idealmente associato sia per storica militanza che per sound e carisma; il suo sostituto, sotto lo pseudonimo di Rocky, ha imparato a calcare il palco con sicurezza negli ultimi 4 o 5 concerti in cui l’ho visto, ed è esecutivamente quello che necessita alla band: ha punch da vendere, groove e un suono cafone come da tradizione motorheadiana dei Voivod, ma anche precisione per doppiare in maniera ottimale i pattern mai banali del batterista (e concettualista grafico del gruppo) Away, il migliore nel coniugare lo stile dell’heavy metal tanto con il tiro del punk (da notare la sua maglia dei Kontatto, gruppo d-beat italiano, sul palco) quanto con le sofisticatezze degli arrangiamenti progressive metal/rock.

La vera sorpresa, nonché l’attuale linfa vitale di un gruppo come i Voivod - che persero il proprio fondatore e chitarrista/compositore Piggy ormai 12 anni orsono -, è indubbiamente Dan Morgrain, che non solo si è adattato alla perfezione allo stile più unico che raro del suo compianto predecessore, ma ha saputo tratteggiare un nuovo profilo stilistico per i Voivod post-Infini (pubblicato postumo alla morte di Piggy), senza snaturarne l’essenza ma comunque riaprendo un discorso musicale che si protrae da 7 lustri senza vistosi cali di ispirazione. Inutile dire che ogni fan del gruppo (che conta una fanbase estremamente devota, perlomeno per quanto riguarda la porzione più affezionata) abbia accolto con massimo entusiasmo l’onerosa sostituzione; dal vivo inoltre, la sua capacità di adattarsi a ogni partitura dei Voivod, dal puro speed metal ad un assolo che riesca a catapultarvi nello spazio, è veramente da fuoriclasse. Si riconosce immediatamente il tocco di un’esecuzione non solo impeccabile, ma anche coinvolgente, che differisce da quella del chitarrista storico del gruppo soltanto per quel background più di stampo metal che lo caratterizza, quando invece Piggy pur nella complessità dei suoi riff e arrangiamenti, non ha mai nascosto la radice motorheadiana, praticamente una costante alla base di ogni lavoro del gruppo.

Risulta particolarmente in forma anche lo storico cantante Snake, non sono vocalmente quanto anche nei panni di frontman, conducendo magnificamente lo show, con energia, un minimo di atletismo e grande capacità di coinvolgimento di un pubblico "fisicamente impegnato" dalle prime alle ultime battute. Aggiungendo qualche parola sulla scaletta, posso dire che questo giro è stato particolarmente fortunato: con una opener da infarto come Killing Technology, la strada era subito spianata qualunque fosse stato l’assortimento scelto, ma i fan sono stati ripagati con chicche come Korgull The Exterminator, Ravenous Medicine e The Lost Machine tra le altre e forse più frequenti scelte, sebbene il gruppo sia solito variare abbondantemente le proprie setlist non solo da un tour all’altro, ma anche da una data alla successiva nell’arco dello stesso mese di tournée, sempre pescando molto democraticamente tra tutti gli spettacolari 7 album classici e dalle validissime ultime release. Nello specifico, i pezzi dell’EP Post Society sono stati gloriosi, riassumendo tutto quello che i Voivod sono oggi: una band dal sound più che mai personale, che si distingue da ogni altra, che sa essere pesante e introspettiva, oscura e malinconica, veloce e musicalmente complessa.

Chiudono infine con una cover come loro solito, ma questa volta non si tratta della solita Astronomy Domine dei Pink Floyd, bensì dell’inaspettata Silver Machine degli Hawkwind, tra i pionieri dello space rock: un bel modo di tributare due evidenti influenze del gruppo – la band britannica in questione e Lemmy Kilmister che ci aveva militato per un periodo prima di fondare i Motorhead; a lui è dedicata quest’ultima canzone, generalmente tributata a Piggy, che immagino avrà apprezzato l’eccezione.

SETLIST VOIVOD
Killing Technology
Post Society
Chaosmöngers
The Unknown Knows
Overreaction
The Prow
Ravenous Medicine
Fall
Korgüll the Exterminator
The Lost Machine
We Are Connected
Voivod
Silver Machine (Hawkwind cover)



Evilneverdies
Venerdì 6 Ottobre 2017, 21.07.47
7
@doom . Speriamo bene . Horns up!!
Doom
Venerdì 6 Ottobre 2017, 20.06.55
6
@evilneverdie, grande! Bella trasferta allora! Infatti mi sono reso conto sin da subito...cioè dalla fila fuori che c'era tanta gente anche che veniva da fuori e soprattutto sia da altre province laziali che dalla Campania e dintorni. Questo e' un bene! Speriamo in altri concerti così.
Evilneverdies
Venerdì 6 Ottobre 2017, 19.49.08
5
@doom . D'accordo con te, sono venuto da Napoli per vederli e sono rimasto entusiasta . Grandi
Vittorio
Venerdì 6 Ottobre 2017, 17.21.06
4
Eccezionali.
Muki97
Venerdì 6 Ottobre 2017, 15.52.03
3
Visti a Bologna. Meravigliosi
Testamatta ride
Venerdì 6 Ottobre 2017, 14.14.20
2
Numeri uno
Doom
Venerdì 6 Ottobre 2017, 8.41.22
1
Io ero a Roma. Scaletta identica e Voivod praticamente perfetti...in tutto e per tutto. Dalla simpatia mostrata e modo di interagire col pubblico all'esecuzione. Tutti perfetti pero' nota di merito per Snake che nonostante l'età che avanza mostra uno stato vocale invidiabile, praticamente uguale allo studio. Oltretutto il Traffic era pieno come un uovo.
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05/10/2017
Live Report
VOIVOD + EARTHSHIP
Bloom, Mezzago (MI), 30/09/2017
 
 
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