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X JAPAN - In armonia con il dolore
21/10/2017 (509 letture)
METALLARI A CINQUE STELLE
Ogni tanto, nel corso della nostra attività per Metallized, capitano occasioni più uniche che rare, che ci ricompensano in un sol colpo di ore ed ore di lavoro svolto per pura, esclusiva passione: nel caso di specie, abbiamo avuto l'onore di essere invitati a partecipare ad un incontro con Yoshiki Hayashi, batterista, tastierista e principale compositore degli storici X Japan, relativamente poco conosciuti dalle nostre parti, ma venerati alla stregua dei The Beatles nel natio Paese del Sol Levante. Il motivo della visita dalle nostre parti del musicista nipponico risiede nella prossima uscita, in buona parte d'Europa, di We Are X, film-documentario dedicato proprio alla storia del gruppo rock più amato e di successo nella storia del Giappone. Per ciò che concerne il nostro Paese, Yoshiki ha scelto Roma e Firenze per promuovere il film e, per quanto riguarda la Capitale, il 13 ottobre ha invitato giornalisti delle più varie testate nel prestigioso Rome Cavalieri, uno degli alberghi più prestigiosi della città. In qualità di redattore prescelto per partecipare all'evento romano, devo ammettere di essermi sentito un po' fuori posto all'atto dell'ingresso nella struttura, ma anche di aver provato una certa soddisfazione personale nel leggere il nome della nostra amata webzine accanto a quello di giganti come RAI, Repubblica, Fox e Rolling Stone.

WE ARE X
Il film, proiettato in anteprima a Firenze il 14 ottobre (ma non il giorno prima a Roma, stante naturalmente la diversità delle location e della tipologia di serata), racconta l'epopea degli X Japan, con particolare attenzione -anche eccessiva probabilmente- proprio alle vicende personali del suo compositore: gli eventi narrati iniziano infatti dall'infanzia di Yoshiki, che stringe amicizia già all'età di quattro anni con Toshi, futuro singer del gruppo; segue la storia della nascita della band, il cui successo stupisce per primi proprio i musicisti, che a tutt'oggi paiono ancora increduli dell'influenza decisiva che hanno avuto su tutto il movimento musicale oggi noto come visual kei, benché si intuisce che avrebbero gradito anche riuscire a “sfondare” maggiormente in Occidente. Naturalmente, la narrazione non è tutta rose e fiori e, come tale, si concentra attentamente sulle numerose disgrazie che hanno colpito la band, a cominciare dal suicidio del padre di Yoshiki, avvenuto quando il batterista aveva appena dieci anni, fino ad eventi salienti quali la morte dello storico chitarrista hide e del bassista Taiji. Benché i due musicisti siano considerati ancora “parte” del gruppo, la morte è una presenza che aleggia sempre minacciosa nel film, in apparente contrasto (ma, nell'intervista che leggerete, Yoshiki fornisce una puntuale spiegazione al riguardo) con le canzoni scelte per la colonna sonora, i cui testi trattano invece in maniera costante tematiche d'amore. Non può non esser presente, logicamente, il controverso scioglimento del 1997, dovuto ad un presunto “lavaggio del cervello” subito da Toshi, unitosi in quel periodo ad un non meglio precisato movimento religioso di stampo naturalistico; laddove si focalizza esclusivamente su Yoshiki, sulla sua carriera solista e sui suoi numerosi problemi di salute, la pellicola diviene probabilmente un po' meno interessante, per riprendersi quando si assiste alla reunion del 2007 ed al grandioso concerto del 2014 al Madison Square Garden di New York. Tenendo fede alla sua natura di film-documentario, la narrazione è intervallata da frequenti interviste con musicisti e produttori, fra i quali vanno segnalati almeno Gene Simmons (secondo cui, qualora gli X Japan fossero nati in America o Regno Unito, oggi sarebbero la più grande band rock del mondo), George Martin e Marilyn Manson. Per gli amanti dei fumetti, sarà infine una gradita sorpresa trovarvi anche un'intervista al leggendario Stan Lee, che con Yoshiki ha dato vita un'opera intitolata Blood Red Dragon. Benché naturalmente piuttosto agiografico e troppo incentrato sul solo Yoshiki, insomma, We are X è un docufilm decisamente ben realizzato ed interessante anche per chi si avvicina per la prima volta al gruppo giapponese.

L'INTERVISTA
A causa dei tempi piuttosto ristretti, siamo stati costretti a selezionare con molta cura le domande da rivolgere a Yoshiki in compagnia di colleghi e colleghe di altre testate. Nonostante il poco tempo a disposizione e l'esiguità delle domande che abbiamo potuto realizzare, riteniamo comunque che l'intervista, di cui vi forniamo la traduzione integrale, offra numerosi spunti di riflessione. Buona lettura!

Intervistatore: Per We Are X avete lavorato con un team di produzione che in passato è stato coinvolto in un documentario vincitore del Premio Oscar. Sei soddisfatto del risultato finale?
Yoshiki: Certo. Il mio agente in America mi ha presentato il produttore, che poi a sua volta mi ha presentato il regista, Stephen Kijak e penso che il lavoro svolto sia stato eccellente. Sai, la storia degli X Japan è ricca di momenti drammatici e non è stato semplice condensarli tutti in un film di novanta minuti, ma trovo che il risultato finale sia davvero sorprendente. Sono molto contento al riguardo.

Intervistatore: Gli X Japan sono una vera e propria band di culto, come vi sentite al riguardo?
Yoshiki: Non so davvero come risponderti...non mi sento una “star”, ero e sono rimasto semplicemente un amante del rock 'n' roll!

Intervistatore: We Are X è un film che tratta ampiamente la tematica della morte, ma i testi della colonna sonora, al contrario, parlano molto diffusamente dell'amore. Come riesci a far convivere queste due tematiche opposte?
Yoshiki: I miei testi sono spesso piuttosto “dark” anche quando parlano d'amore ed a maggior ragione lo sono quando parlano della morte. Sai, la sola cosa certa della vita è che ogni cosa, prima o poi, muore. La morte in qualche modo ci è sempre vicina...il che non significa che dobbiamo costantemente avere paura di tutto ciò che ci circonda, ma che al contrario, dobbiamo “approfittare” del nostro essere mortali per fare qualcosa di positivo: proprio perché un giorno moriremo, dobbiamo vivere il presente al meglio delle nostre possibilità, capisci? E' questo il messaggio che cerco da sempre di veicolare tramite i miei testi: trovo che amore e morte, per certi versi, siano due facce della stessa medaglia.

Intervistatore: Hai tratto ispirazione da qualche autore letterario giapponese?
Yoshiki: Non saprei nominarti un particolare autore da cui io possa aver tratto ispirazione, ma sicuramente nello scrivere i miei testi ho risentito dell'influenza di autori che ho letto nel corso della mia vita.

Intervistatore: We Are X è un film molto bello, ma anche doloroso. Pensi che in qualche modo realizzarlo abbia costituito una forma di “terapia” per voi?
Yoshiki: Assolutamente sì. Sai, all'inizio il pensiero di ripercorrere tutti gli eventi dolorosi che abbiamo vissuto era piuttosto disturbante: c'erano tanti argomenti di cui non avrei inizialmente voluto parlare, come il suicidio di mio padre, la morte di hide e Taiji, il lavaggio del cervello subito da Toshi...ma parlarne in questo film è stato un po' come parlarne con un dottore, ha costituito effettivamente un processo terapeutico, come hai detto tu; ho compreso che, per poter davvero andare avanti e guardare al futuro, non potevo più evitare di affrontare certi argomenti. Naturalmente ho versato molte lacrime nel tornare su certi eventi tanto dolorosi e provo ancora tanto dolore al pensiero, ma in qualche modo sento anche di aver trovato una certa armonia con il dolore stesso. Probabilmente per me è stato necessario fare questo tipo di esperienza.



Metal Shock
Venerdì 27 Ottobre 2017, 17.19.24
5
@Hero of sand: guarda che il documentario lo trovi da un bel po` in Dvd, io l`ho comprato su Amazon. Kurenai!!!
HeroOfSand_14
Venerdì 27 Ottobre 2017, 14.51.09
4
Complimenti ad Andrea per aver avuto l'onore di poter incontrare un personaggio di tale caratura (anche se non molto in occidente, come detto). Secondo me Yoshiki è un genio della musica, solo una persona geniale può comporre certi capolavori e rischiare di diventare una delle band più famose al mondo. Batterista grandioso, compositore eccellente, personaggio umile e particolare. Dovrò assolutamente guardare il documentario che cercavo in rete da mesi (considerando che è uscito mesi fa in Giappone), la storia degli X Japan merita di essere analizzata e conosciuta.
AnalBag
Lunedì 23 Ottobre 2017, 23.32.01
3
grande personaggio a cui ho avuto l'onore di stringere la mano
Metal Shock
Lunedì 23 Ottobre 2017, 5.06.02
2
Il docu-film lo trovo bellissimo e coinvolgente, con alcuni momenti da lacrima; il fatto che sia molto incentrato su Yoshiki e` ovvio essendo creatore, mente e deus ex machina della band: uno dei pochi idoli nel metal. L`esibizione di Kurenai all`ultimo concerto prima dello scioglimento,.con quell`immagine di Hide e` da spezza cuori. IMMENSI
Simone
Domenica 22 Ottobre 2017, 17.38.41
1
Grande Yoshiki
IMMAGINI
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Chi sbuca in mezzo a tanti mostri sacri?
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Yoshiki
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La colonna sonora del film
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Intervista
X JAPAN
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