Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
Clicca per ingrandire
Cursed Earth 1
Clicca per ingrandire
Cursed Earth 2
Clicca per ingrandire
Novelists 1
Clicca per ingrandire
Novelists 2
Clicca per ingrandire
Novelists 3
Clicca per ingrandire
Novelists 4
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/11/17
HYPERION
Dangerous Days

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
TAAKE
Kong Vinter

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

24/11/17
ALMANAC
Kingslayer

CONCERTI

18/11/17
EXTREME NOISE TERROR + GUESTS
CSO RICOMINCIO DAL FARO - ROMA

18/11/17
HELLOWEEN
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

18/11/17
BE THE WOLF + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

18/11/17
MORTUARY DRAPE + SULFUR + PRISON OF MIRRORS
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

18/11/17
CELESTIA + IMAGO MORTIS + BLAZE OF SORROW
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

18/11/17
HAVENLOST + DISEASE ILLUSION
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

18/11/17
ANIMAE SILENTES + VORTIKA
MOLIN DE PORTEGNACH - FAVER (TN)

18/11/17
DOMINANCE + CRISALIDE
BE MOVIE - SANT'ILARIO D'ENZA (RE)

18/11/17
UNMASK + KILLING A CLOUD
TEATRO LO SPAZIO - ROMA

19/11/17
CRIPPLED BLACK PHOENIX + EARTH ELECTRIC + JONATHAN HULTEN
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

MAKE THEM SUFFER + NOVELISTS + CURSED EARTH - Circolo Svolta, Rozzano (MI), 04/11/2017
10/11/2017 (559 letture)
È una placida serata di inizio Novembre a Rozzano e il freddo modesto non fa ancora tremare la sottoscritta lungo la strada per il Circolo Svolta, ma so piuttosto che questa sera ci sarà ben altro a far tremare il circondario: la bellezza di 6 band di extreme modern metal di cui headliner sono gli australiani Make Them Suffer nella loro unica data italiana. Si tratta del loro tour europeo per l’album Worlds Apart con due opening acts d’eccezione: i female-fronted Cursed Earth e i prog-bohemien Novelists, ma in quel di Milano si aggiungono le tre band locali The Unfaithful Crows, Betrayer of Innocence e Hater per non farci mancare nulla. Il tutto ad opera della Versus Music Project, organizzazione come sempre impegnata a supportare e ampliare la realtà modern metal in Italia.
Arrivo con un po' di anticipo per dedicarmi a una bella chiacchierata con Sean dei Make Them Suffer nonché un caffè super concentrato, e verso le otto come da programma la prima band si accinge a cominciare.

THE UNFAITHFUL CROWS
Onere e onore di aprire le danze è dei locali The Unfaithful Crows, dediti a un metal core aggressivo dal gusto americano e con sfumature groove, nu metal e alternative e cori efebici ma non troppo melodici. I loro breakdown da paura e gli harsh vocal del singer Marru saranno i primi a far saltare il Circolo Svolta, peccato che i presenti siano ancora esigui ma tutto sommato attivi e entusiasti. La presenza delle basi arricchisce la performance già pregevole e precisa nonché visivamente peculiare grazie a momenti notevolmente “Crabcore”. Insomma tocca a loro scaldare l’atmosfera e ci riescono appieno. Bravi!

BETRAYER OF INNOCENCE
Il Circolo Svolta piano piano si riempie e dopo un breve cambio palco è il momento di tirare fuori l’artiglieria pesante. Perché i Betrayer of Innocence fanno un deathcore puro, oscuro, trapanante (della scuola primi Suicide Silence e Carnifex, per rendere l’idea). In 5 riempiono appieno il palco, il potentissimo cantante Nick Andriolo su tutti, supportato dai cori del chitarrista mentre il pubblico è in fermento grazie ai cambi di ritmo piuttosto audaci e ai fantastici pig squeal che aizzano al massimo i moshers. La serata si fa sempre più estrema, con apice sul pezzo Absolute Carnage. Bella prova!

HATER
Altro breve cambio palco ed è il turno Hater, un monicker che già rende l’idea di una certa aggressività, che effettivamente non tarderà a presentarsi insieme con una pesantezza pazzesca data anche dai tunes piuttosto gravi. Il deathcore è potente in loro, per dirlo alla jedi maniera, ma il fiore all’occhiello sarà la dinamica presenza scenica, le pose teatrali di tutti i membri della band e la peculiare capacità di buttarsi a terra pur continuando a suonare. Skill che colorano la performance musicalmente nera, dissonante e violenta eppur brillante, con il prestante growl/screaming del cantante Davide Aroldi (già visto recentemente su questi schermi) che presto inviterà Nick dei Betrayer of Innocence e anche un sempre presente Mattia Maffioli dei Drown in Sulphur per unirsi a lui in vari featuring. L’avvicendamento dei cantanti e i microfoni interscambiabili non mi sono nuovi su questo stage ed è sempre uno spettacolo divertente, ad opera di gente che prima di tutto si sente a casa e in compagnia di amici con cui condividere la propria musica: anche il pubblico è in fermento, scaldato a puntino da questa band, che insieme alle band precedenti tiene alto l’onore italiano mentre attendiamo le band internazionali. Molto bene!

CURSED EARTH
Angela Gossow chi ?” questo il pensiero che fra poco si profilerà cubitale nella mia testa. Perché la ragazza minuta che sta per salire sul palco con i suoi compagni Cursed Earth ribalterà qualunque idea io mi sia fatta sulle cantanti extreme metal. I Cursed Earth dalla lontana Australia fanno un metal hardcore selvaggio, tirato, alla Hatebreed e Terror per intenderci, con sprazzi di deathcore e death ‘n roll e e una tecnica niente male: metteranno a ferro e fuoco il Circolo Svolta fin dai primi esplosivi secondi di esibizione e la notevole base strumentale verrà esaltata al massimo dalla potenza della frontwoman Jazmine Luders, punta di diamante della formazione.
La signorina, vestita come un maschiaccio eppure bellissima, è una specie di animale da palcoscenico davvero rara: non solo per la presenza scenica lampante e l’intrattenente sfacciataggine, ma anche e soprattutto la perizia vocale con il suo growl/scream meravigliosamente hardcore. E’ questa combo micidiale che farà innamorare tutti gli uomini presenti (e forse anche qualche donna).
Gli astanti verranno sempre più fomentati e creeranno profondo stupore e ilarità nei musicisti sul palco cimentandosi nel mosh più sfrenato e funambolesco (ruote, capriole e prese che manco a “Ballando con le Stelle”) e soprattutto nella ormai celeberrima “Canoa”: tecnica di mosh ormai marchio di fabbrica della scena italiana.
Tuttavia anche se sotto al palco i presenti sono completamente scatenati, i moshers impallidiscono a confronto con la bolgia che sta avvenendo sul palco: i Cursed Earth si muovono come dei folli pur non perdendo un colpo, con bassista e chitarrista che rispondono alla singer con controcanti harsh vocals davvero efficaci che dinamizzano ulteriormente le linee vocali. Ad animare ulteriormente la situazione sotto il palco è un ragazzo (si rivelerà essere il loro roadie) che conosce a memoria tutte le canzoni e si cimenta in stage diving e condivisioni del microfono con la singer, che ipnotizzando la folla incita e giostra continuamente i circle pits.
Insomma la band australiana lascia tutti a bocca aperta con questa straordinaria performance live, compresa la sottoscritta: mai visto nulla del genere.

NOVELISTS
Celere cambio palco, una veloce boccata d’aria e presto di nuovo sotto al palco, macchinetta fotografica alla mano, perché è il momento dei francesi Novelists, con le loro sensazioni acquerellate e armoniose miste al più pesante e spigoloso progressive metal core. Ci eravamo lasciati sullo stesso palco a luglio, ma ora i nostri sono forti di un nuovo brillante album del quale avevamo già sentito dei pezzi in anteprima ma che ora sarà riproposto con maggiore consapevolezza e ampia scaletta. Salta subito all’occhio la mancanza del chitarrista Charly, ma i nostri sebbene in quattro riusciranno tutto sommato a riempire il palco e a creare un muro del suono e una resa efficacie anche grazie all’utilizzo delle ottime basi digitali, regalandoci uno show variegato, dinamico ed entusiasmante.
I nostri aprono con il singolo The Light, The Fire, primo estratto di Noir: oscuro, interiore, poetico e amaro, è il perfetto pezzo di apertura con la sua alternanza di chitarre hardcore e suoni post, harsh vocals e melanconiche linee vocali pulite di Matt Gelsomino.
A seguire l’incalzante singolo A Bitter End con la sua rabbia intrinseca e la sua attitudine alternative metal anche nei chorus puliti che ancora una volta ci dimostrano la versatilità del frontman Matt e la sua capacità di giostrare il possente growl con il soave e ricco timbro pulito.
Si prosegue in egual pesantezza con Ouroboros, fra le canzoni storiche più estreme della band, durante la quale ancora una volta il moshpit si fa altrettanto estremo – a tratti ingestibile- e la sopravvivenza sotto al palco ardua. In generale la scaletta dei Novelists sarà tirata e squadrata, lasciando poco spazio ai momenti più soft e intimi abbracciati in alcune parti del nuovo album per favorire i pezzi più aggressivi (Le Nuites Noires) e movimentati; ciò forse per la posizione di spalla in un tour davvero estremo, al qual livello di estremità riescono a integrarsi e adeguarsi pur distinguendosi.
I presenti tuttavia non ne saranno scontenti -anche perché l’emozionalità e i momenti soffusi non vengono mai del tutto abbandonati- e mosheranno, saliranno sul palco, si agiteranno e salteranno a tempo con la musica e i salti dello stesso singer Matt, incapace di stare fermo ma senza perdere mai il fiato. Alcune di queste evoluzioni culmineranno in una discesa fra il pubblico che diverrà in un fantastico crowd surfing- sing along del cantante. Insomma coi Novelists si vola e si viaggia, anche grazie a certi classici come Voyager e Gravity con i loro splendidi ritornelli cantati a gran voce dai presenti, ma anche con alcuni brani nuovi come Grey Souls e Lead the Light (anch’essi dal ritornello assolutamente cantabile pur proponendo due atmosfere agli antipodi). Il tutto sarà eseguito con perizia e tecnica: segnanti le ritmiche geometriche alternate alle schitarrate hardcore e gli special freschissimi nonché gli assoli squisiti di Florestan Durant, mirabolante anche per presenza scenica, supportato dai precisi pattern di batteria del fratello Amael. Il pubblico è entusiasta e io stessa mi giro per dare un cinque d’approvazione a una fan urlante dietro di me.
I Novelists sono insomma il perfetto sposalizio di aggressività e delicatezza, luminosità e buio: non posso che concludere ancora una volta con “Chapeau!”

SETLIST SETLIST NOVELISTS
The Light, The Fire
A Bitter End
Ouroboros
Lead the Lights
Les Nuites Noires
Voyager
Under Different Welkins
Grey Souls
Gravity


MAKE THEM SUFFER
E’ arrivato il turno degli headliner, gli australiani Make Them Suffer, pronti a sbalordirci con gli estratti del loro nuovo album Worlds Apart e con i loro pezzi storici. Sto facendo un po' di relazioni pubbliche on le band di apertura, quando le luci calano e mi devo precipitare ancora una volta sotto il palco. Il Circolo Svolta si è riempito ancora di più in favore della band di testa e in molti si accalcano nei pressi dello stage. I nostri esploderanno con il classico Widower accolto dal boato della folla; fin da subito rimango colpita dallo spessore del muro del suono e dalla voce incredibile del singer Sean Harmanis: non fatevi ingannare dalla sua faccia d’angelo, il frontman in questione è una vera bomba al fulmicotone, una macchina da guerra con il suo growl/scream potentissimo e aspro che non calerà mai di potenza. Il tutto su una base strumentale precisa caratterizzata dalle tastiere, che spazia dal deathcore sinfonico dei primi tempi al metal core sperimentale con influenze ambient/gothic del nuovo lavoro. Una cosa è certa, i nostri sono incredibilmente estremi qualunque sia la loro influenza.
Si prosegue con il primo pezzo in tracklist di Worlds Apart, l’evocativa The First Movement, in cui agli harsh vocals accattivanti di Sean si alternano gli ammiccanti chorus puliti, che ci incantano con la voce della tastierista e clean vocalist Booka Nile, nuova nella band ma non per questo impreparata. Ampia dimostrazione della sua maestria sarà data anche nel pezzo successivo Uncharted, dove i suoi vocalizzi da sirena fanno da padroni e le parti di piano/tastiera danno quell’inflessione sinfonica e sognante mai del tutto abbandonata dalla band e che si perpetuerà per tutta la scaletta alternandosi a sfumature ambient.
Le chitarre di Nick McLernon sono corpose, i riff guizzanti e le ritmiche estremizzate e sperimentali alternano un’attitudine americana dissonante e groovy a influenze di matrice death melodica, accompagnati da altrettante linee vocali forsennate e fuori dal comune, come nella pazzesca Vortex e il suo ritornello ”VORTEX COMPLETES THE CYCLE”.
Per il tour in corso i Make Them Suffer si avvalgono dell’abile turnista Jordan Mather dietro le pelli mentre il nuovo bassista Jaya Jeffrey fa la sua splendida figura, anche grazie all’acrobatica presenza scenica e la sua capacità di far girare il suo basso intorno a sé come se nulla fosse.
Fra un pezzo e l’altro Sean saluterà e ringrazierà i presenti e le band di spalla, nonché inviterà i moshers a non farsi troppo male e ad aiutare chi cade nella bolgia – perché la folla è sempre più esagitata.
Tutti i presenti hanno gli occhi sulla band, a metà sala in molti moshano, pogano e si dimenano a tempo coi breakdown esaltanti, mentre sotto il palco tutt’intorno al singer una serie di fan in adorazione non smettono di cantare ogni singolo pezzo. I Make Them Suffer non sono nuovi qui a Milano e hanno la loro cerchia di followers che dimostrano appieno di esserlo: su vecchi pezzi come Elegies e Weeping Wasteland (addirittura risalente al loro primo EP Lord of Woe e completamente symphonic death/deathcore) e sul nuovo singolo e videoclip Fireworks, esplosivo come da titolo. Ma l’apice dell’emozione e del trasporto sarà sul toccante classico Let Me In, forse il momento più ricco della setlist per intensità e significato.
Per concludere invece i nostri proporranno Ether, il singolo che ha segnato la loro svolta verso lo stile attuale e in chiusura l’oscura Blood Moon con il suo noto verso ”EVERYBODY WANT A PIECE OF ME”.
Prova stupenda con una resa per suoni e precisione quasi pari al disco per la band australiana, con una tracklist che spazia nella loro discografia e lascia tutti contenti: il monicker Make Them Suffer diventa facilmente “Make Them Rejoice”, riferito ai fan e astanti naturalmente. Una band da vedere assolutamente e degna headliner di questo tour.
I nostri scendono dal palco e il locale si fa improvvisamente troppo silenzioso, ma presto si rianimerà di voci che si scambiano pareri sulle performance, fan che chiedono foto ed autografi, chiacchiere intorno al bancone nel sorseggiare le ultime birre della serata. Serata davvero ricca musicalmente con band di altissimo livello e buona affluenza: l’unico avvenimento sfortunato di questo evento è purtroppo un furto ai danni della band Hater (maggiori informazioni attraverso il comunicato ufficiale sulla pagina facebook del gruppo). L’impegno da parte della Versus Music Project e dello staff dello Svolta per recuperare la situazione è in stato in ogni caso immediato, ricordando che prima di tutto sulla scena è importante il supporto reciproco. L’evento rimane comunque riuscitissimo e ne avremo chi più chi meno un ricchissimo ricordo.

SETLIST MAKE THEM SUFFER
Widower
The First Movement
Uncharted
Weeping Wastelands
Midnight Run
Fake
Vortex
Let Me In
Ether
Blood Moon



IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 1
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 2
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 3
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 4
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 5
Clicca per ingrandire
Make Them Suffer 6
ARTICOLI
10/11/2017
Live Report
MAKE THEM SUFFER + NOVELISTS + CURSED EARTH
Circolo Svolta, Rozzano (MI), 04/11/2017
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]