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MORK - La fiamma nera brucia ancora
21/11/2017 (532 letture)
Thomas Eriksen lo sa, di star pagando un (efficace) tributo ad alcuni dei mostri sacri di un genere, il black metal, certo non privo di puristi. Lo sa, di star catapultando i suoi ascoltatori in quei primi anni Novanta che hanno fatto la storia. Eppure, guidato dalle sue sensazioni, dal talento e dalla studiata manipolazione dei quasi ‘sacri’ materiali che sta manipolando per dar vita alla sua creatura Mork, inanella album con un’anima propria, capace di attirare l’attenzione persino della Peaceville Records

Akaah: Ciao Thomas, benvenuto su Metallized! Partiamo subito parlando della tua più recente fatica, Eremittens Dal. Sei soddisfatto del risultato ottenuto?
Thomas: Ciao! Ritengo di essere stato parecchio fortunato con quest’album. È il primo che ho potuto licenziare sotto una grande etichetta, la Peaceville Records e tutti i brani sono indipendenti, forti e camminano sulle proprie gambe. E la produzione per sé è stata a sua volta un successo. Questo disco riesce veramente a mostrare i tanti lati del mio songwriting, e le atmosfere, ritmiche ed energie contenute nelle varie canzoni.
Sono orgoglioso di tutti i miei tre full-length, ma questo è sicuramente un’ottima rappresentazione di cosa sia Mork.

Akaah: Quest’album sembra provenire direttamente dalla scena black norvegese dei primi anni Novanta. Cosa ti ha portato a scegliere questo specifico stile per il tuo progetto? Hai mai temuto di essere criticato dai puristi del genere, o di rendere la tua proposta poco appetibile ad un pubblico che è già ben abituato a questo stile?
Thomas: L’ho scelto perché il black metal old school è ciò che mi ha trasmesso di più, come musica. Per cui mi è stato piuttosto naturale creare la musica di Mork con quell’ispirazione. Non mi sento un ‘copione’, tutto nasce da sensazioni che ho dentro di me, per dirla proprio sentimentalmente. È sicuramente un tributo che si basa su ciò che altri hanno fatto in passato, ma è anche qualcosa di vero e puro. Visto per altro che la mia musica non contiene solo fulminei blast beat, generici e caotici lungo tutti i pezzi, sono dell’idea che il metallaro medio possa apprezzare ciò che creo.

Akaah: Parlando di influenze, sicuramente come mi hai già detto ci sono delle band storiche che tornano in mente, ascoltando i tuoi brani, eppure si nota come tu ci abbia messo un tuo tocco personale e segua un approccio che ti rende lungi dall’essere una ‘brutta copia’ come tanti… cosa ti ispira, quando scrivi musica?
Thomas: Ti ringrazio per le belle parole! La mia musica ha le fondamenta nel black metal storico, ma tutti i riff e i testi nascono nel profondo della mia mente. Ora che ho tre full-length alle spalle, alle volte mi capita di trovare ispirazione nella mia stessa musica, anche perché voglio continuare a creare qualcosa che sia coerente e non si distacchi troppo da quanto ho fatto sinora. Per il resto, le foreste norvegesi, il buio, il mistero, l’ostilità, le sensazioni primitive sono la mia linfa ispiratrice.

Akaah: Il tuo amore per il black metal è storico, o è qualcosa che è sbocciato di recente?
Thomas: Il mio interesse per la musica e nella creazione di pezzi è nato oltre 20 anni fa. Ho iniziato con una passione per il punk rock inglese degli anni Settanta, passando poi agli AC/DC, Black Sabbath e gli altri classici. Di lì a poco ho iniziato ad ascoltare thrash e nel 2001 ho visto per la prima volta i Mayhem dal vivo. Attorno al 2004 ho cominciato ad approfondire in maniera più dettagliata la mia conoscenza di black metal e ho cominciato il mio percorso da artista all’interno di quel genere.

Akaah: Parlando di nomi importanti, come ti sei trovato a lavorare per un’etichetta storica come la Peaceville?
Thomas: È stato un sollievo ed un onore poterlo fare. Si può dire quello che si vuole sulla crisi dell’industria musicale attuale, ma se è sì normale autoprodursi al giorno d’oggi, questo è stato un sogno che si è realizzato. Lo speravo sin da ragazzino e non ho voluto perdere l’occasione di lavorare con la Peaceville. La comunicazione tra noi è andata alla grande e mi sono reso conto che il loro staff ha passione per ciò che fa, fattore che ha reso ovviamente le cose più facili per me. Il vinile di Eremittens Dal è andato sold out prima ancora che il disco uscisse e Mork ha ricevuto le attenzioni di tante riviste e siti di tutto il mondo, e recensioni positive. Per cui ritengo che la Peaceville creda in quest’album e stia mettendocela tutta per promuoverlo!

Akaah: Dopo aver avuto Nocturno Culto come ospite nel precedente Den Vandrende Skygge, questa volta sei stato affiancato da altri due nomi famosi all’interno della scena black, Silenoz e Seidemann. Come ti sei trovato, a collaborare con artisti del loro calibro?
Thomas: Beh sai, la Norvegia è una nazione piccola e anche la scena black è piccola. Per cui sono semplicemente diventato loro amico e a quel punto non mi è stato particolarmente difficile fargli accettare la mia proposta. È stato indubbiamente un onore ricevere il loro supporto, specialmente considerato che ho iniziato a comporre black da solo, senza conoscere nessuno in quell’universo, e ora ne sono parte. È stato un percorso davvero rapido e produttivo, quello che ho seguito negli ultimi quattro anni!

Akaah: Questo percorso ti ha anche portato a scegliere, per l’artwork di Eremittens Dal, un’artista d’esperienza come Jannicke Wiese-Hansen, non nuova alle collaborazioni con famosi artisti black (sue le prime copertine di Immortal, Burzum ed Enslaved, per citarne alcuni, NdR). Come è nata questa collaborazione e come ha preso vita la copertina?
Thomas: Inizialmente speravo di poterci lavorare assieme per la cover art di Den Vandrende Skygge, ma quella volta non ci fu un seguito. Questa volta l’ho ricontattata e sono stato più fortunato. In quel momento avevo già la musica e il concept per l’album pronti, per cui le ho raccontato i miei pensieri e la mia visione per l’album. Mi ha quindi inviato solo uno schizzo all’inizio, ma aveva già fatto centro, per cui le ho dato la mia completa fiducia e l’ho lasciata lavorare all’artwork vero e proprio, chiedendole, come unico requisito e desiderio, che fosse chiaramente fatto a matita. Ma è indubbiamente una donna di grande talento.

Akaah: Mork è nata e continua ad essere una one-man band, è stato difficile per te scegliere i musicisti che ti accompagnano invece dal vivo ai concerti? E l’esibirti dal vivo era qualcosa a cui aspiravi sin dall’inizio?
Thomas: Considerato che ho iniziato il progetto nel 2004 e l’ho portato sul palco solo nel 2015, direi di no, non l’avevo previsto all’inizio. Ma con il passare del tempo ho scoperto quanto il black metal fosse importante per me e sarebbe stata una stupidaggine non fare dei live. Trovare dei musicisti che lavorassero con me non è stato difficile, non ho fatto provini o cose del genere. Ho semplicemente chiesto a degli amici, senza pensare troppo seriamente ad una line-up, perché tutto era ancora un semplice esperimento. E alla fine ha funzionato alla grande! Sono molto contento della band per com’è ora, siamo tutti amici e ci divertiamo nel passare del tempo assieme, fattori che rendono Mork una buona band anche dal vivo!

Akaah: Mi sembra quindi chiaro come ti piaccia suonare dal vivo, qual è stata la performance che sinora è stata la più degna di nota, nella tua carriera?
Thomas: Sì, adoro suonare dal vivo e mi sento molto fortunato considerando quante nazioni ho già visitato dopo il concerto di debutto, a gennaio 2015. Ci sono stati molti show grandiosi, è difficile sceglierne solo uno, ma sicuramente quelli più memorabili sono stati quelli che abbiamo suonato a Izmir, in Turchia, ai festival norvegesi Tons of Rock e Inferno Festival, nonché al Furustokk durante il quale sul palco è salito anche Nocturno Culto!

Akaah: Rimanendo in tema di live, hai qualche piano già stabilito in merito a future esibizioni? Vedremo mai Mork in Italia?
Thomas: Non siamo purtroppo ancora stati in Italia, ma siamo disposti a suonare in qualsiasi posto ce lo chiedano, quindi fate domanda alle vostre agenzie e faremo calare l’oscurità norvegese su di voi!

Akaah: La nostra intervista si chiude qui, grazie per il tuo tempo, è stato un piacere! Ti va di aggiungere qualcosa?
Thomas: Grazie a te! Beh, vorrei ringraziare per il supporto coloro i quali hanno già sentito parlare di Mork e hanno apprezzato ciò che abbiamo sinora pubblicato, così come ringrazio per l’attenzione chi ha letto quest’intervista e ha magari incrociato il nome di questo progetto per la prima volta. Spero che il verbo di Eremittens Dal si diffonda tra i blackster italiani e spero di vedervi presto! Continuate a far bruciare la fiamma nera!



Ulvez
Mercoledì 22 Novembre 2017, 9.32.10
3
bella intervista. ho scoperto questo gruppo con l'ultimo album, e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.
lisablack
Mercoledì 22 Novembre 2017, 8.01.48
2
Band che sto scoprendo e che mi piace un sacco..ben venga!! La fiamma nera non si spegnerà mai!
ObscureSolstice
Martedì 21 Novembre 2017, 21.40.38
1
black metal fatto come è stato concepito. L'atmosfera e la sperimentazione quando fatta bene è apprezzabile, ma dopo si torna sempre su queste note alle origini e sono quelle che preferisco di più
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Mork - L'intervista
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