Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Living Colour
Shade
Demo

In Vain (SPA)
IV
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/12/17
HAMKA
Multiversal

15/12/17
AVENGED SEVENFOLD
The Stage - deluxe edition

15/12/17
DIRGE
Alma | Baltica

15/12/17
AERODYNE
Breaking Free

15/12/17
DE LA MUERTE
Venganza

15/12/17
DSEASE
Rotten Dreams

15/12/17
ASKING ALEXANDRIA
Asking Alexandria

15/12/17
MATERDEA
A Rose for Egeria - Deluxe Edition

15/12/17
MISTHERIA
Gemini

15/12/17
NEIGE MORTE
Trinnt

CONCERTI

14/12/17
GENUS ORDINIS DEI + GIGANTOMACHIA
TRAFFIC CLUB - ROMA

15/12/17
MOLLY HATCHET
BLOOM - MEZZAGO (MB)

15/12/17
SPEED STROKE + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

15/12/17
ELVENKING + ANCESTRAL
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

15/12/17
IFMT WINTER FEST (day 1)
CENTRO GIOVANILE CA VAINA - IMOLA

15/12/17
DEFLORE + DISUMANA RES
ALVARADO STREET - ROMA

16/12/17
JOHN DALLAS + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

16/12/17
CADAVERIA + GUESTS
CRASH - POZZUOLI (NA)

16/12/17
ELVENKING
OFFICINE SONORE - VERCELLI

16/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
REVOLVER - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

MAKE THEM SUFFER - Il racconto di un incontro attraverso la musica
21/11/2017 (223 letture)
Valeria Di Chiaro: Ciao Sean! Come sta andando il tour? Vi state divertendo a girare l’Europa con i Novelists e i Cursed Earth?
Sean Harmanis: Ciao Valeria! Piacere di incontrarti! Sì, il tour sta andando alla grande! I Novelists sono dei perfetti compagni di avventura, ragazzi fantastici e con un grande senso dell’umorismo, che non fa mai male! i Cursed Earth altrettanto! Loro sono miei compaesani, di Perth, nell’Australia Occidentale… il posto più isolato del mondo! (ride) Non erano mai usciti dall’Australia e siamo felici di averli portati con noi e aver contribuito in qualche modo a questo loro primo tour fuori porta!

Valeria Di Chiaro: E’ stupendo che stiate girando insieme! E dimmi un po', qual è stato a tuo parere lo show più eccitante fino ad ora in Europa?
Sean Harmanis: Allora, sicuramente sono rimasto colpito da Nottingham, perché era un lunedì ed è venuta un sacco di gente, assolutamente inaspettato! E poi Londra... Londra era sold out, puoi immaginare! In generale abbiamo avuto degli show davvero entusiasmanti!

Valeria Di Chiaro: E cosa ti aspetti dall’Italia? Cosa pensi del fandom italiano?
Sean Harmanis: (ride) I fan italiani sono straordinari! Assolutamente fuori dal comune, abbiamo suonato a Milano due o tre volte negli scorsi anni e i ragazzi cantavano a memoria le canzoni, facevano stage diving e crowd surfing, saltavano e urlavano per noi! Ho sempre un bellissimo ricordo dell’Italia! Vedremo stasera!

Valeria Di Chiaro: Parliamo del vostro nuovo album Worlds Apart e della vostra evoluzione musicale... Siete cambiati molto da Neverbloom e Lord of Woe: eravate già una band abbastanza sperimentale, unendo il deathcore al symphonic death metal..ma ora con Worlds Apart avete superato i vostri confini, unendo un sacco di diverse influenze. Come e perché è avvenuta questa evoluzione e come mai questo nuovo album suona così diverso?
Sean Harmanis: Bhè sì, in parte abbiamo voluto allargare e superare i confini; sarebbe stato facile rispettare i nostri schemi, seguendo lo stesso tipo di songwriting e genere, ma non volevamo ripeterci, non volevamo annoiare e annoiarci, e in parte il tutto è avvenuto naturalmente, fra me e Nick (il chitarrista Nicholas Mc Lernon ndr) che ci occupiamo della scrittura, seguendo l’ispirazione. Abbiamo rilasciato un primo singolo, Ether, con questa nuova attitudine e abbiamo avuto -fin da subito- un ottimo riscontro di pubblico.

Valeria Di Chiaro: Il cambiamento è anche a causa della nuova line up? Booka Niles e Jaya Jeffrey sono nuovi nella band…
Sean Harmanis: A dire la verità no: come ti dicevo siamo io e Nick a occuparci del songwriting e i nuovi membri in questo caso non hanno preso parte al processo creativo.

Valeria Di Chiaro: Avete cambiato anche le vostre atmosfere, i feelings, perchè Old Souls era più decadente, malinconico, questo lavoro è più in your face. Cosa volete comunicare con Worlds Apart?
Sean Harmanis: Se vogliamo ci sono delle parti più luminose, anche nelle melodie, scale maggiori et similia. Un senso di euforia in certi punti; allo stesso tempo però l’album rimane abbastanza dark anche se ciò è meno evidente. Ci sono dei pezzi dai contenuti davvero pesanti, come Deadplains, o anche Vortex, pezzi che parlano di perdersi completamente per poi doversi ritrovare e ricostruire: l’esito vuol essere comunque positivo perché in generale il messaggio dell’album è quello di riuscire attraverso le avversità a ritrovare sé stessi.

Valeria Di Chiaro: E a livello lirico, l’album è un concept o ogni canzone ha il suo personale significato?
Sean Harmanis: Ti dirò, entrambe le cose! Perché ogni canzone ha il suo significato e la sua storia, ma è anche un concept: ho provato a fare in modo che ogni pezzo rimanesse a se stante , ma c’è un collegamento e un divenire.

Valeria Di Chiaro: Vorrei chiederti specificatamente il significato del primo pezzo dell’album, The First Movement che sembra una storia fantastica, quasi una favola tratta da un vecchio libro….
Sean Harmanis: Certo! È una storia che rappresenta la mia idea che la musica possa unire, che le persone possano essere connesse tramite la musica. Quindi sì, narra di un giovane, un ragazzo che sente questa voce nel vento, una voce di una donna che lo attira a sé... magari è una bella ragazza che lo aspetta in un’auto e partono insieme per un viaggio insieme. È il racconto di un incontro attraverso la musica.

Valeria Di Chiaro: Stupendo! E invece che mi dici dell’interludio Contact? Perchè sul booklet sono segnati dei numeri in corrispondenza di quella traccia?
Sean Harmanis: Quei numeri rappresentano l’ordine delle tracce così come le vedo io nel divenire dei testi e del concept. Per me tutto inizia con quei due ragazzi che si trovano in The First Movement per poi separarsi, ritrovarsi passando per Vortex, con culmine in Fireworks . Se metti le canzoni nell’ordine dei numeri ti racconteranno una storia. Quello vale per me, ma chiunque potrebbe riordinarle come più preferisce, magari la mia storia è sbagliata! (ride).

Valeria Di Chiaro: È fantastico, ci proverò anche io! Ma parliamo dei tuoi harsh vocal in questo album, che in alcune canzoni come Vortex, Grinding Teeth e Deadplains sono davvero estremi, sfacciati e folli! Ti sei divertito a cantare così?
Sean Harmanis: (ride) Sì, mi sono divertito tantissimo!! Io e Nick abbiamo sperimentato un po' sui quei pezzi, alcune sue parti di chitarra sono particolarmente scandite ritmicamente in questo album, e a me è venuto spontaneo adattare fraseggi vocali che potessero accompagnarsi a queste scansioni ritmiche, è stato entusiasmante! Il pezzo Vortex ne è il perfetto esempio.

Valeria Di Chiaro: Parliamo un po' dell’artwork: sembra futuristico, anch’esso un po' fantasy. Qual è il suo significato? Si ricollega ai contenuti dell’album?
Sean Harmanis: Sì, assolutamente! Questo artwork è un lavoro grafico preesistente che abbiamo trovato, in cui però abbiamo percepito le sensazioni dell’album, dei pezzi e del concept a prima vista. Rappresenta Words Apart perfettamente. Ci sono questo ragazzo e questa ragazza che stanno di fronte a questo enorme, sublime pianeta/buco nero/vortice. Insomma, devono affrontarlo insieme… o forse no, chi lo sa?

Valeria Di Chiaro: Invece qual è il significato del video per il pezzo Fireworks?
Sean Harmanis: Il video è una metafora di due persone che definiscono la loro vita e affrontano le avversità che si pongono loro di fronte: un simbolo di due persone che provano a crescere insieme. Il testo di Fireworks è tratto da una mia relazione passata che non funzionava proprio a causa della mia carriera con la band. Non è finita bene , ma in ogni caso è stato un processo di crescita.

Valeria Di Chiaro: Quali sono i vostri piani per il futuro?
Sean Harmanis: Stiamo per terminare il tour per Worlds Apart, dopo mesi in giro per il mondo . Penso vhe , una volta rientrati in Australia e tornati a casa , scriveremo un po' di nuova musica e pianificheremo un po' come procedere come band; poi certamente passeremo del tempo con la famiglia, vedremo amici e parenti, recupereremo un po' di energie! (ride)

Valeria Di Chiaro:
Mi sembra più che giusto !! Ultima domanda, comune ma spesso necessaria per capire la natura di una band: quali sono stati i gruppi musicali che fin dall’inizio hanno ispirato il lavoro dei Make Them Suffer?
Sean Harmanis: Fin dall’inizio, uhm... Di sicuro i Bleeding Through su tutti, i Dimmu Borgir e -andando avanti- i Radiohead. Per me personalmente anche i My Bloody Valentine.

Valeria Di Chiaro: Grazie e alla prossima!
Sean Harmanis: Grazie a te!



IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
Clicca per ingrandire
Valeria di Chiaro con Sean Harmanis
RECENSIONI
ARTICOLI
21/11/2017
Intervista
MAKE THEM SUFFER
Il racconto di un incontro attraverso la musica
10/11/2017
Live Report
MAKE THEM SUFFER + NOVELISTS + CURSED EARTH
Circolo Svolta, Rozzano (MI), 04/11/2017
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]