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ALICE COOPER - Alcatraz, Milano, 30/11/2017
06/12/2017 (659 letture)
Quando un amico davanti a un boccale di birra mi disse che da lì a qualche mese sarebbe andato a vedere Alice Cooper a Milano insieme ad alcuni colleghi ci ho pensato un attimo: non avevo mai assistito a un suo show e siccome nonostante le sue quasi 70 primavere so che il signor Vincent Damon Furnier è in forma smagliante la decisione è stata soppesata per non più di 6 secondi: vengo anch'io! Giunge così il fatidico giorno, macchinata bella piena e trasferta collettiva in terra lombarda. Arrivati sul posto troviamo parcheggio nelle vicinanze del locale e ci mettiamo in coda a una già piuttosto nutrita fila di persone che attendono l'apertura delle porte. Una volta dentro il tempo scorre tra una battuta e l'altra e quando si fa una certa ora appare chiaro che non è previsto nessun opener a dispetto di ciò che è scritto sul ticket; poco male, prendiamo posto nelle primissime file e aspettiamo finché si abbassano le luci tra il boato di un Alcatraz sold out...

ALICE COOPER
Tanta attesa viene ampiamente ripagata, lo capisco subito: nonostante io non sia un fan sfegatato che conosce a menadito l'intera discografia di Alice Cooper il sound e l'impatto visivo sono enormi. Il frontman, carismatico come sempre, si materializza sulle assi del palco e immediatamente ce lo ritroviamo di fronte che lancia verso di noi il bastone col quale si è presentato in scena: ovviamente quello che succede per accaparrarselo tra i fan è una lotta all'ultimo sangue che finisce con la distruzione dell'oggetto di scena; come inizio non c'è male! Ma il prosieguo è anche meglio, c'è tutto quello che volevo vedere dal re dell'horror rock: scenografia adeguata, la camicia di forza, la bambola-ballerina e l'infermiera non-morta, i vari cambi d'abito d'ordinanza, la ghigliottina che fa perdere la testa al cantante sulle note di Killer... uno spettacolo in piena regola. Ero davvero curioso di assistere a questa sorta di Grand Guignol del metal ma ciò che mi ha stupito di più è stato proprio Alice Cooper: non solo vocalmente è stato fenomenale, ma la sua presenza scenica e la vitalità sono quelle di un ragazzino: smorfie, mosse, sguardi... una recitazione degna del miglior attore di teatro che riesce a catalizzare l'attenzione del pubblico oggi come quaranta anni fa. Certo, il Nostro non è un ingenuo: si è circondato di musicisti di grandissima levatura, come le asce Ryan Roxie -davanti al quale ci eravamo posizionati- Tommy Herniksen e il mefistofelico Chuck Garric al basso (per non parlare di Glen Sobel dietro alle pelli) ma chiaramente gli sguardi dei presenti -soprattutto i maschietti- erano tutti per la bella Nita Strauss, sempre in posa plastica e autrice di un guitar-solo fantastico, così come pure il batterista, una vera piovra. I classici si susseguono uno dietro l'altro, a partire da No More Mr. Nice Guy passando per Billion Dollar Babies e giungendo fino a I'm Eighteen, ma bisogna segnalare che come prevedibile l'apice lo si raggiunge con la strafamosissima Poison, cantata in coro da tutti i presenti entusiasti di questa serata perfetta. Altro momento attesissimo dal sottoscritto quello di Feed My Frankenstein con relativa trasformazione di Alice/mad doctor in mostro gigantesco che si aggira caracollando minaccioso sullo stage. Il divertimento e la partecipazione degli astanti sono al massimo e noto con piacere che c'è gente di ogni età, dalla coppia di attempati signori con t-shirt del loro idolo al bambino il cui papà ha deciso di regalare una serata da ricordare quando sarà cresciuto. Il gran finale affidato a School's Out con l'aggiunta di Another Brick in the Wall Part 2 vede un'esplosione di coriandoli e palloni riversarsi sulla platea, degno finale per questo circo che ancora una volta è passato in città. Che spettacolo, zio Alice tira fuori dal cilindro una prova maiuscola dando l'impressione di divertirsi ancora oggi come ieri: le nuove leve hanno solo da imparare.

SETLIST ALICE COOPER
1. Brutal Planet
2. No More Mr. Nice Guy
3. Under My Wheels
4. Department of Youth
5. Pain
6. Billion Dollar Babies
7. The World Needs Guts
8. Woman of Mass Distraction
9. Guitar Solo
10. Poison
11. Halo of Flies
12. Drum Solo
13. Feed My Frankenstein
14. Cold Ethyl
15. Only Women Bleed
16. Paranoiac Personality
17. Ballad of Dwight Fry
18. Killer / I Love the Dead
19. I'm Eighteen
---Encore---
20. School's Out


foto a cura di Pafio, MV & Diego



ricco96
Venerdì 8 Dicembre 2017, 14.11.49
13
@Galilee: quotone, anche per me un grandissimo album sia musicalmente che per i testi
Galilee
Giovedì 7 Dicembre 2017, 20.13.33
12
Alice Cooper considera brutal Planet uno dei suoi dischi migliori e io non posso che concordare. Un tuffo nel mondo cibernetico, potrebbe essere la colonna sonora di un ipotetico sequel di Blade runner, il tutto sorretto da una produzione ottima e canzoni fantastiche. Per non parlare dalla sua performance vocale Una delle migliori e più teatrali. Quando uscii ci andai completamente fuori di testa. Io spettacolo che seguì il tour fu uno dei più ispirati di tutta la sua carriera. Quando uno crede in quello che fa difficilmente sbaglia.
klostridiumtetani
Giovedì 7 Dicembre 2017, 19.15.51
11
@Steelminded, secondo me Brutal Planet , è un album orrendo, ma non ha niente a che vedere con i primi, che sono (secondo me ) ottimi.
tino
Giovedì 7 Dicembre 2017, 11.20.31
10
Io sono fan di diamond dal 1984, stravedevo per lui negli anni 80 e ricordo che divoravo le sue interviste. Lui citava sempre come sua più grossa influenza alice cooper ed io all’epoca, ragazzino inesperto, ignoravo chi fosse ma mi incuriosiva il nome. Non ho mai approfondito perché “la roba vecchia” all’epoca non mi attraeva, guardavo solo avanti, e mi ricordo il primo contatto con cooper lo ebbi guardando il concerto live in vhs con il chitarrista rambo, penso fosse il tour di constrictor. In età più adulta ho cominciato a notare delle vicinanze musicali, che nello specifico fra cooper e diamond, le ho trovate quando diamond canta con la voce un po’ distorta, tipo da vecchio maligno per fare un esempio da quattro soldi. Per capirci diamond ha tre voci, quella in falsetto (halford-gillan), quella grave e quella distorta. Soprattutto l’ultima ma anche un po’ quella grave sono stili tipici di alice cooper. Ad esempio lo stile in cui diamond (per chi è fan) recita “through the summer rain of eighty forty five” e quello in cui cooper canta ad esempio the ballad of dwight fry (quello con l’infermiera) sono molto simili. Sul look del diamond, beh non ha inventato niente, ha solamente fatto un mix fra cooper e gene simmons.
Steelminded
Giovedì 7 Dicembre 2017, 10.43.12
9
Alcuni pezzi tipo Nrutal Planet potrebbero stare bene in un disco di Marylin 5... per il resto d'accordo su Manson. King Diamond però vedo un filo molto più esile che li lega...
tino
Giovedì 7 Dicembre 2017, 10.18.44
8
Manson è accostabile a cooper solo per un discorso estetico, per il discorso musicale ci sono altri che si rifanno in modo più palese e non l’hanno mai nascosto. Penso ad esempio a King Diamond che lo cita come sua più grande influenza, e ne prende spunto quando canta con voce distorta. Lo stesso si può dire per mustaine che ne prende spunto anche musicalmente oltre che soprattutto vocalmente (sweating bullets, peace sells, ecc). Poi anche se non è propriamente metal, dal vivo con i volumi e la distorsione lo diventa automaticamente.
Steelminded
Giovedì 7 Dicembre 2017, 9.00.35
7
Lizard, Angus, ci mancherebbe altro, avete assolutamente ragione... r un mostro sacro. poi a me piace, altrimenti non sarei andato... però ad essere obiettivi, ho notato questo bello show, bella scaletta, però ho visto anche di meglio obiettivamente (sarà che preferisco il metal...)
angus71
Giovedì 7 Dicembre 2017, 8.54.42
6
Manson e Cooper non sono paragonabili sia a livello di presenza ma, soprattutto, musicalmente. sarebbe ingiusto per manson.. comunque concordo, sta invecchiando bene, non si può pretendere che a 68/69 anni abbia la voce di ere geologiche fa
Lizard
Giovedì 7 Dicembre 2017, 7.54.39
5
@Steeelminded: considera che il primo album della Alice Cooper Band risale al 1969... Con tutto quello che ha passato, è un miracolo se sta in piedi. Il suo show era rivoluzionario e shockante negli anni 70, oggi è stato superato in tutto, anche se ha mantenuto una dignità musicale ottima. Comunque vocalmente se la passa sempre meglio del suo diretto discendente, che era ospite di Bonolis ieri sera
Steelminded
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 23.41.43
4
L'ho visto, sì simpatico ma non trascendentale... bella presenza scenica e discreto assolo la Nita ... mostruoso lassolo del batterista... quanto allo show carino, a lui però manca un po' la voce a mio modesto parere. Ho visto e sentito di meglio.
tino
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 13.42.29
3
non ci sono stato ma l'adoro e ha un gruppo straordinario. Il citato sobel alla batteria è un maestro al conservatorio ed è stato pure turnista di vasco...eppoi nita quanto amo quella donna
Galilee
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 10.57.22
2
Sempre diverse e sempre belle le scalette dei suoi concerti.
angus71
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 10.08.33
1
bel concerto, lui ancora in discreta forma. qualche calo di voce ma nel complesso bello spettacolo. accoppiata no more mr. nice guy e under my wheels da paura. ho saltato e cantato come un ragazzino.
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