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DEEP PURPLE - Lo show di Acireale
10/03/07 (6888 letture)
Partiamo verso le 17 di un pomeriggio di pioggia, io e mio figlio, alla volta di Acireale, circa 45 minuti da casa mia, per assistere al concerto di quelli che, con l’ascolto di “Made in Japan”, mi hanno introdotto al mondo dell’Hard Rock. Arriviamo dalle parti di Acireale intorno alle 17,45 e qui commettiamo un errore gravissimo: decidiamo prima di fare una passeggiata a Catania e ritorniamo indietro verso le 19. Per chi non fosse pratico della zona, dal casello di Catania a quello di Acireale ci sono circa cinque kilometri, ma per fare gli ultimi 500 metri impieghiamo circa un’ora a causa della coda. Superato il casello possiamo apprezzare subito la lungimiranza delle autorità, che, forse ignorando il fatto che i nostri possano anche interessare più di due o trecento persone, non hanno spostato i divisori della carreggiata in plastica, costringendo tutti per un lungo tratto ad incolonnarsi in fila indiana. I semafori tutti accesi e nessun vigile in strada completano il quadro, per farla breve: arriviamo al Palazzetto, già stipato con oltre 7000 persone, alle 20,50. Il tempo di controllare i nostri accrediti e siamo dentro. Il ritardo accumulato mi ha impedito di assistere all’esibizione dei locali Volver, dei quali posso dirvi solo che hanno ottenuto un buon successo, a giudicare dagli applausi degli astanti. Prendiamo posto lateralmente a circa 20 metri dallo stage e dopo un’attesa moderata, intorno alle 21,45 Gillan e soci irrompono sul palco. Devo essere sincero: mi aspettavo di vedere una band che viveva un po’ sugli allori normalmente appesantiti dall’età, ed invece niente di tutto questo. Gillan tiene ancora bene, ed i cedimenti sono stati pochi e trascurabili; Glover è tirato a lucido ed aggressivo come non mai sotto la sua bandana; Paice è semplicemente una macchina da drumming; Morse, forse un po’ statico, è comunque un signor chitarrista che è un piacere vedere suonare dal vivo; ed infine un Airey che ha tenuto botta con classe ed aggressività per tutto il tempo. Fa un po’ impressione dare un’occhiata al pubblico, che va da 10 a 60 anni, con un colpo d’occhio singolare che propone chiodi e criniere lunghissime accanto a distinti signori in giacca e cravatta, e altri giovincelli intenti a fumare delle curiose sigarette aromatiche, probabilmente riempite del famoso finocchietto selvatico della piana di Catania; tutta la mia solidarietà ad una coppietta sui 50 che, forse ignorando di chi si trattasse, ha alzato bandiera bianca dopo dieci minuti, abbandonando la zona con gli occhi sbarrati. Credo sia inutile segnalare la scaletta song-by-song, ma voglio ricordare, tra le tante, le versioni trascinanti di “Pictures of home”, “Smoke on the water” - preceduta da un breve omaggio a Bred Delp, morto la sera prima - “Lazy”, “Black night”, ma soprattutto quelle che più mi hanno colpito, al contrario rispetto alle mie aspettative, sono state quelle di “Perfect Strangers” e “Mean Streack” , veramente potenti e ben eseguite e con un moshing abbastanza continuo a centro-platea, forse indotto dall’effetto del finocchietto selvatico di cui sopra, noto ricostituente, e della datatissima “Hush”, con pubblico molto partecipe. Tecnicamente buono e non eccessivo il solo di Morse. Molto d’effetto quello di Airey, introdotto dalle note di “Mr. Crowley”, sviluppato su temi classici e spezzato dalle note di “ciuri ciuri” cantata immediatamente da una platea fatta di rockers si, ma sempre siculi. Forse un po’ troppo contenuto quello di Paice, eseguito durante il bis; da lui, dopo una prestazione di altissimo livello, mi aspettavo di più, anche solo come durata. Altri flash che rimangono in mente: le espressioni raggianti dei Purple per la risposta del pubblico, la cover di “Made in Japan” lanciata sul palco, autografata e rilanciata al posessore – forse - , e la verve di Gillan, che non ha lesinato le battute, per altro poco a segno a causa evidentemente della scarsa dimestichezza con l’Inglese della maggior parte del pubblico. Da segnalare che, all’interno della scaletta, ha brillato per la sua assenza “Child in time”, - non è una novità - ma attesa da molti, visto che era l’argomento di discussione maggiore tra le gente che sfollava, probabilmente una prova vocale di quel genere a fine concerto è forse troppo rischiosa per Gillan , o semplicemente si è scocciato di cantarla. Alla fine rimane la soddisfazione di aver visto dal vivo, - e ripeto ancora, in ottima forma – un pezzo di storia del Rock, una band imprescindibile che fa parte della ristretta schiera di quelle che ha codificato l’Hard Rock superando le influenze Folk degli inizi. Per me personalmente l’ulteriore soddisfazione di averlo fatto assieme a mio figlio, cosa che probabilmente non accade a molti padri e che va a sedimentarsi tra i ricordi per quando non ce la farò più a fare cose del genere, meditate padri, meditate.

PS – Questo live report non sarebbe stato effettuato senza la fattiva collaborazione, a diverso titolo, di Titti e Katia, grazie ragazze.



Andy \\\'71
Martedì 6 Novembre 2012, 15.57.07
15
Io li ho visti a milano i grandi Deep insieme ai Pretty Maids nel 1987,altro che sigarette aromatiche ehehehehehe!
raven
Martedì 6 Novembre 2012, 15.54.31
14
Il finocchietto selvatico della piana di catania piace a parecchi, a quanto pare....
freedom
Martedì 6 Novembre 2012, 14.56.52
13
Ed ero tra quelli che fumavano le "sigarette aromatiche"...
freedom
Martedì 6 Novembre 2012, 14.54.51
12
Ahah! C'ero anch'io, è stata la prima volta che li ho visti, una leggenda del rock a due passi da casa...indimenticabile!
Raven
Domenica 14 Agosto 2011, 15.08.32
11
Molto, ma ogni tanto qualcuno capita. Se vuoi discuterne de visu, il 27 sarò a Belpasso (CT) per il Biker Fest, ci si può trovare lì.
Eli6slash
Sabato 13 Agosto 2011, 23.31.04
10
raven alla fine ho scoperto come fare, comunque personalmente questo concerto è stato scioccante, all' epoca svevo 13- 14 anni ed ascoltavo nulla o le 2 canzonette che passavano alla radio, sono rimasto con la bocca aperta tutto il concerto (nessun doppio senso grazie), non potevo neanche immaginare che sarei diventato un chitarrista.....è anche vero che difficilmente vedremo altre band del calibro al sud, di solito non scendono sotto roma...
Syd
Sabato 17 Marzo 2007, 17.07.44
9
Li ho visti anch'io, a dir la verità me li aspettavo meno "attvi"... Peccato per Child In Time, ma è chiedere troppo a Gillan anche se ha cantato molto bene.
francesco gallina
Sabato 17 Marzo 2007, 8.19.27
8
She got a mean streak Black Mamba don't compete She got a mean streak Temptation bitter sweet complimenti per i genitori comunque
Francesca
Venerdì 16 Marzo 2007, 19.58.28
7
Non mi risulta che abbiano eseguito “Mean Streack”! Cmq io ero al concerto con mia madre... sono stati lei e mio padre a trasmettermi la "purple mania" )
Roberto
Giovedì 15 Marzo 2007, 22.10.59
6
secondo me fumavano le orecchiette...
francesco gallina
Giovedì 15 Marzo 2007, 13.11.11
5
Saranno state le famose cime di rapa aromatiche del tavoliere
Il Mentalista
Mercoledì 14 Marzo 2007, 14.03.37
4
Il finocchietto non so, ma c'era un gruppo di beoni alla mia sinistra che tra le altre sostanze stava assumendo (fumando) un curioso oppiaceo all'odore di borotalco...contrariamente al solito, sono tornato a casa profumato come un neonato
Francesco gallina
Mercoledì 14 Marzo 2007, 12.38.59
3
c'era gente col finocchietto selvatico?
Francesco gallina
Mercoledì 14 Marzo 2007, 12.38.25
2
Scrivilo anche tu Peppe, magari lo linkiamo a questo
Il Mentalista
Mercoledì 14 Marzo 2007, 12.12.54
1
Io ci sono stato ieri sera ad Andria (BA). Che dire, potrei confermare punto per punto il bellissimo report di Francesco; le varie Highway Star, Perfect Strangers e Smoke on the Water mi hanno esaltato come un mulo, When a Blind Man Cries mi ha commosso, Black Night e Space Truckin' mi hanno divertito...C'è solo un aggettivo per descrivere lo spettacolo che questi nonnetti hanno creato ieri sera: GRANDIOSO. Chapeau per Gillan e soci.
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