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THE OTHERS - # 6 - CUBA; Un Patio con Buena Vista sul metal
23/12/2017 (602 letture)
Quando pensiamo a Cuba, a venire in mente in prima battuta sono cose ben precise: Fidel, Il Che, la rivoluzione e le vicende politiche che hanno riguardato l'isola per decenni, i sigari, le auto americane anni 50 ed alcune "prosaiche attrazioni" che hanno massicciamente favorito il turismo verso l'isola, tanto per citarne alcune. Se parliamo di musica, invece, è la tradizione africano/spagnola ad aver plasmato suoni e gusti, con -semplificando al massimo- salsa e rumba a farla da padrone insieme a Conga, Mambo e Jazz Afro-Cubano. Se poi pensiamo ad un disco ed un musicista proveniente da quelle parti, alla gran maggioranza di noi, me compreso, a venire in mente è Buena Vista Social Club e poi Compay Segundo, ma non certo il metal e men che mai quello estremo. Eppure, anche a Cuba la musica del diavolo ha attecchito; ed in modo anche forte. Principalmente a causa di una donna.

IL METAL SEGUNDO IL COMPAY CUBANO
C'è una costante di tutte le dittature e di tutti i regimi politici e/o religiosi che, in un modo o nell'altro ed a prescindere dai motivi che hanno portato alla loro instaurazione, consegue dalla loro presenza: la limitazione delle libertà personali. Ma ogni volta che il diritto all'autodeterminazione viene compresso o addirittura annullato, l'effetto che si ottiene è diametralmente opposto. Magari solo sul lungo periodo, ma in maniera inesorabile. Tralasciando il giudizio politico sulle vicende cubane degli ultimi decenni (come sempre: non è questa la sede) è indubbio che queste ultime abbiano prodotto una situazione in cui non c'era modo di esprimere le proprie inclinazioni, se non ritenute adeguate alla linea del governo. In questa ottica risulta quasi incredibile prendere atto del fermento metal che ha attraversato ed attraversa ancor di più adesso la vecchia Cuba. Un fenomeno venuto a galla in maniera molto evidente dopo le vicende che hanno portato all'apertura degli ultimi anni, era infatti già in atto nonostante le precedenti condizioni estremamente sfavoreli. Si consideri infatti, che il governo controllava completamente la rete e prima dell'avvento di internet, gli altri mezzi di comunicazione di massa. Impedendo di fatto il contatto col mondo esterno, compreso quello musicale. Insomma: Cuba languiva isolata, ed a sole 90 miglia l'Occidente imperava; scena metal compresa. Appare quindi singolare e romantico constatare come in una condizione simile, i ragazzi cubani siano stati in grado di costruire una scena forte e fiera, basata su notizie, canzoni, immagini ed album "strappati" al mondo e nascosti alla loro realtà ufficiale. E come sempre, più le condizioni sono opprimenti, più a venir fuori è la ribellione maggiormente oltranzista. Come dire: tra un Cha-cha-cha ed una Pachanga, una martellata thrash ed una black. Ma eccovi le solite venti band di rappresentanza, mentre per ulteriori considerazioni, vi rimando come sempre a quelle finali.

HEAVY/PROG
ODISEA
Non è certo il primo genere per diffusione a Cuba, ma anche il prog ha i suoi cultori. Tra le band del settore annoveriamo gli Odisea da L'Havana. Attiva dal 1996 e mai giunta ad un contratto, ha prodotto due demo ed un album in spagnolo del 2012. Tra di loro membri dei blacksters Unlight Domains e della band heavy dei Tenaz.

DISCOGRAFIA
Iconos.3 - 2012

SED
Heavy più classico per i "capitalisti" Sed (nel senso che vengono dalla Capitale), su piazza a far data dal 2009. Senza contratto, hanno fatto uscire un album autoprodotto cantato anche questo in spagnolo l'anno successivo. Tre di loro sono o sono stati coinvolti in vari altri progetti, come Alianza, Teufel, The Flowers of Evil, The Chaos Nether Silence, Radical OH, Folklórica ed Akeronta.

DISCOGRAFIA
Sed de Tantas Cosas - 2010

THRASH/GROOVE
TENDENCIA
Partiti nell'anno di grazia 1993 da Pinar del Rio, i Tendencia rappresentano una delle realtà più peculiari dell'isola. Quello che fanno viene definito "Etno Metal" e tende alla fusione della musica più dura con elementi afro-cubani e punk. Singolare e divertente la loro cover di Guantanamera in chiave thrash/punk.

DISCOGRAFIA
Sacrificio - EP 1996
Re-evolución - 2001
Rebeldes - 2004
Confidencial - 2009
La Trampa - EP 2015


ZEUS
Una delle band più rappresentative dell'intera isola è quella degli Zeus. Nati nel 1988 e tutt'ora in attività, hanno prodotto una marea di demo e, soprattutto, due album completi in stile old school, venati di influenze latine amplificate dall'uso della loro lingua madre.

DISCOGRAFIA
Hijos de San Lázaro - 2000
La Verdad Prohibida - 2015


AGONIZER
In pista da quasi venticinque anni come i Tendencia, gli Agonizer sono riusciti a mettere insieme solo tre demo e due album. D'altro canto, non è raro che in condizioni difficili, lo sia altrettanto incidere dischi. Il loro thrash metal incorpora varie influenze, portandoli spesso al confine col death.

DISCOGRAFIA
Bless the Innocence - 2000
Still Alive - 2008


HIPNOSIS
Realtà piuttosto complessa quella degli Hipnosis, dato che il thrash, in realtà, è solo uno degli stili inglobati nella loro musica. Elementi heavy, doom ed alternative ne rendono molto varia la proposta. Dopo un album del 2004 e la richiesta di asilo politico agli U.S.A. nel 2013 insieme ad altri musicisti, non è chiaro se questo gruppo ad alta partecipazione femminile prosegua ancora l'attività.

DISCOGRAFIA
The Chosen One - 2004

NECROPOLIS
Come sempre, per cercare di dare una panoramica reale della situazione, inseriamo anche gruppi meno noti e magari senza contratto nel tessuto di questi articoli. In questa ottica, tocca adesso ai Necropolis. Provenienti da Cotorro, hanno assommato una buona esperienza, dato che suonano dal 1998. Thrash vecchio stampo che ha (auto)prodotto un album nel 2006.

DISCOGRAFIA
Hate, Revenge and Suffering - 2006

OUTCRY
Anche loro tra gli "unsigned", gli Outcry da Holguin propongono un thrash metal classico ormai da più di dieci anni a questa parte. Il chitarrista fa parte anche dei deathsters Butcher. Nel 2009 hanno fatto uscire un full-lenght.

DISCOGRAFIA
Undigestable - 2009

BLACK
ANCESTOR
Storica realtà isolana di settore, gli Ancestor hanno vissuto due distinte riprese della loro vita, un prima ed un dopo 2013. La prima parte è stata vissuta in patria, poi lo spostamento a Miami, dove operano tutt'ora. Per loro un black metal con accenti death che ha prodotto un demo, uno split e due album.

DISCOGRAFIA
Hell Fuckin' Metal - 2008
In Absence of Light / Unlight Domain - Split 2008
I Am the Truth - 2011


NARBELETH
Partito dalla Capitale nel 2008 nel segno del black più oscuro e blasfemo, il progetto Narbeleth è in realtà la one-man band di Dakkar, ex Ancestor. La produzione ufficiale conta all'attivo un EP e quattro album. L'ultimo, Indomitvs, è di quest'anno. L'album del 2013 è uscito solo su nastro in 150 copie.

DISCOGRAFIA
Hail Black Metal EP - 2012
Diabolus Incarnatus - 2013
A Hatred Manifesto - 2014
Through Blackness and Remote Places - 2015
Indomitvs - 2017


DANA
Black con innesti gotici per i Dana da Clenfuegos. Tra il 2004 ed oggi, per loro un demo e due album a base di temi vertenti su depressione ed oscurità. Il batterista è un ex Asgard, altra band Symphonic Power dell'isola ormai non più attiva.

DISCOGRAFIA
The New Age - 2006
The Ancients Return - 2010


MORBO
Dalla zona di Guantanamo, purtroppo nota per ben altre faccende, i Morbo hanno agito sotto il moniker Corrosiòn tra il 98 ed il 2002, per poi assumere l'attuale denominazione. Con questo hanno fatto uscire tre demo e due album di confine tra black e death, il primo dei quali dal vivo e sempre in regime di autoproduzione. Nessuna relazione con la band cubana omonima di stampo thrash, ormai non più attiva.

DISCOGRAFIA
Alive in Ocon - Live album 2011
Orphans - 2011


MEPHISTO
Ancora black contaminato dal gothic proveniente dalla cittadina di Holguin. In giro dal 1996, hanno al loro attivo sei demo e, soprattutto, un album del 2016. Satana e vampiri forniscono una buona parte dell'ispirazione per i testi a questo sestetto che annovera ex membri di Destrozers, Haborym e Mastema.

DISCOGRAFIA
Reborn From Ashes

DEATH/GRIND/MELODEATH
COMBAT NOISE
Nati a L'Havana nel 1995, i Combat Noise hanno inciso vari demo e singoli prima dell'esordio ufficiale del 2004. A questo sono seguiti altri due album ed altrettanti EP. Death metal robusto e cazzuto nel segno degli Obituary ed altre band simili.

DISCOGRAFIA
After the War... the Wrath Continues - 2004
Brutality Is in Command EP - 2007
Frontline Offensive Force - 2010
Anthems of Carnage - 2013
In War We Trust EP - 2013


DARKENING
Musicalmente a cavallo tra Death e Black, i Darkening fanno parte del lotto dei transfughi che ha cercato maggiore libertà negli Stati Uniti. Per il gruppo nato a L'Havana e riposizionatosi a Louisville, nel Kentucky, un EP prodotto negli U.S.A. ed un precedente demo cubano.

DISCOGRAFIA
In Exile United - 2016

FIREHAZE
E proseguiamo con la serie degli "statunitensizzati" con i FireHaze. Band a base Death melodico con forti venature thrash, questi ragazzi hanno cominciato a L'Havana, per poi spostarsi anche loro, stavolta nella zona di New York. Lì giunti, hanno fatto uscire un paio di singoli e due album di discreta fattura.

DISCOGRAFIA
Illuminated by the Fire - 2011
Silenced - 2014


GODES YRRE
Progetto Death di un singolo elemento, l'ex Nekrobiosis e Sectarium, Abel Oliva, il quale suona tutti gli strumenti e si avvale in studio di due collaboratori, ha inciso un demo nel 1994 ed un album uscito proprio quest'anno ad Agosto in cassetta, tirato in sole 100 copie. Non certo di facile reperibilità, quindi.

DISCOGRAFIA
Inside the Whale - 2017

MORTUORY
Death/Grind con tematiche adatte al genere per i Mortuory. Sempre provenienti da Holguin, tra il 2003 ed il 2013 hanno registrato alcuni demo ed un live album il cui titolo è tutto un programma, contenente la cover di Zombie Apocalypse dei Mortician. Tutto rigorosamente autoprodotto. Tra loro ex Jeffrey Dahmer e Butcher.

DISCOGRAFIA
Lesbian In The Tropic - Live 2013

NEMESIS
Tra le giovanissime leve del death melodico e sinfonico (nati nel 2015), troviamo i Nemesis. La particolarità della band, oltre al fatto di essere per il 50% al femminile -se di particolarità si può parlare in tal senso- è di avere testi improntati alla critica del socialismo, scritti dal mastermind Felipe Chiong Daparte. Ed in un Paese che lo è ancora di fatto, probabilmente non è semplice.

DSCOGRAFIA
Symphony of the Damned - 2016

METALCORE
RESISTENZIA
Anche il metalcore/deathcore ha i suoi "consoli a L'Havana". Citiamo quindi almeno i Resistenzia, i quali cantano i loro testi a sfondo sociale dal 2007 a questa parte, senza mai cambiare formazione. Un demo ed un album autoprodotto in carniere.

DISCOGRAFIA
Guerra Avisada - 2016

UNA BUENA VISTA SUGLI HERETIK E' UN VERO TRAUMA
Davvero moltissime altre band potrebbero essere citate, tra attive e non. A titolo di semplice esempio: Rice and Beans; Escape; Chlover; Cancerbero; Congregation; Geminis; Heretik; Dementia; Infestor; Monserrat; Teufel; Necrofago; Sectarium; Spiritus; Trauma e via così, ma il nostro format ci impone di fermarci qui nell'elenco. Quel che più importa, d'altro canto, è analizzare come in certi Paesi il rock, ed in particolare il metal, siano sempre presi di mira come elementi di sovversione. Per afferrare la situazione in cui i musicisti del posto si trovavano ad operare, dobbiamo partire dal presupposto che il rock era appunto profondamente inviso al regime castrista, in quanto ritenuto espressione capitalista. Fin dagli anni 60, quindi, era "sconsigliato" interessarsene e men che mai suonarlo dal vivo. I tantissimi club presenti sull'isola vennero in gran parte chiusi anche prima, proprio perché considerati luoghi in cui la musica controrivoluzionaria veniva suonata. Lo stesso "Buena Vista Social Club", attivo dal 1932, venne chiuso d'imperio per questi motivi, anche se non era compromesso col rock. In maniera non dissimile da quanto accadeva contemporaneamente in U.R.S.S., anche a Cuba capelli lunghi e rock erano praticamente proibiti e procurarsi musica occidentale equivaleva a correre grossi rischi. Eppure e come ogni volta, il metal era destinato ad esplodere ovunque. Anche dove si riteneva disinnescato e con peculiarità legate al posto.

(NON) CI VORREBBE UN PO' DI MARIA SUL PATIO. PER ZEUS!
Gli anni 80 sono infatti stati tali anche a Cuba; nonostante tutto e con espressioni tipiche del posto. Le figure chiave per la diffusione del morbo metallico all'ombra della rivoluzione, sono stati i Frikis. Anzi, una Friki. Si trattava di giovani ribelli i quali, già ascoltatori del folk ed in tempi in cui la non coflittualità tra folk ed heavy era intuita solo da alcuni in occidente, furono travolti dal rock e dal metal, allora due assolute novità per le ragioni di cui sopra. I ragazzi in questione erano assolutamente "fuori squadra" rispetto ai canoni ufficiali, vestendo di nero, portando i capelli lunghi e chiamandosi con un appellativo che era esso stesso una provocazione (frikis era contrazione di free kiss. Oltretutto, quindi, di derivazione inglese) e la loro musica non era ammissibile. Uno dei maggiori centri di aggregazione per questi ragazzi era il Patio de Maria, un locale messo in piedi da Maria Gattorno, forse la figura chiave per la diffusione del metal nella zona. Si deve a questo posto ed a questa donna se i primi gruppi storici di Cuba ebbero modo di farsi vedere e di crescere. Zeus; Agonizer e vari altri. Persino cantando nel proibitissimo inglese, come i Combat Noise. Tra i giovani che suonavano metal, per inciso, vi era anche Canek Sanchez Guevara, nipote del Che. Maria Gattorno, precedentemente assistente-direttore della "Casa Comunale della Cultura Roberto Branly", lavorò per anni per estirpare i pregiudizi governativi e culturali contro il rock ed i giovani che lo ascoltavano, fondando il Patio nell'ex Casa Comunale ormai ridotta quasi ad un rudere per dare una casa ad una comunità che non ne aveva una ed un posto dove non sentirsi ghettizzati, andando avanti per oltre dodici anni tra il 1988 ed il 2000 circa.

Il mio sogno è stato quello di dimostrare che ogni stereotipo è falso, di convincere la gente a smettere di aver paura di loro, di accettarli così come sono. Le persone devono essere giudicate per quello che sono, non per come appaiono. Non mi stanco mai di dirlo. Tra i fan del rock ci sono tutti i tipi di persone: brave, cattive, studenti universitari, disoccupati, lavoratori, fanatici del rock come cultura e persone che semplicemente amano ascoltare la musica.

Il Patio, per la cronaca, è stato ricavato dai locali cadenti di quella Casa Comunale ristrutturata con fondi offerti sia dallo Stato (con molte perplessità ed altrettanti sorrisetti ironici) che dalla comunità dei Paesi Baschi. Il locale, situato nelle immediate vicinanze del quartiere La Timba -non certo uno dei più ricchi- ed a 200 metri circa da Plaza de la Revolucion, "ha cambiato la storia" dando un pur precario palco ai "peludos", come subito sono stati battezzati con un certo disprezzo i giovani capelloni amanti del metal, ma non solo. Nella ex costruzione dello Stato, hanno avuto spazio anche dibattiti su sesso, vampirismo, cyberpunk, un festival del tatuaggio e mostre d'arte collettiva basate su "criteri senza criteri". Inoltre, il palco del Patio è stato concesso ai primi contagiati dal morbo dell'AIDS che hanno deciso di rendere nota la loro condizione e promuovere iniziative di prevenzione e diffusione di notizie sulla malattia e sull'uso del preservativo. Questo nel quadro dell'iniziativa "Rock Vs. Aids", superando nettamente quanto (non) fatto dal governo in materia. Anche con opuscoli informativi redatti dagli stessi rockers coinvolti. Il Patio e la Gattorno, hanno anche avviato progetti di prevenzione contro droga ed alcol, vietati espressamente nel locale e sempre nel quadro di un approccio inclusivo di persone problematiche. Insomma: ancora una volta e tanto per cambiare, tutto il contrario di ciò che la gente associa al rock ed al metal.

POSSO? MI MANDA IL SIGNOR SKOLNICK
L'ostracismo nei confronti del metal e le condizioni economiche generali, comunque, hanno sempre posto i musicisti heavy davanti a pesanti difficoltà. Anche semplicemente per procurarsi gli strumenti e l'amplificazione per suonare. Non parliamo poi dell'esibirsi all'estero; una semplice chimera. Almeno fino al 2013, quando gli Escape sono stati fatti suonare ad un grosso festival ad Austin e poi a NY, con l'aiuto dell'organizzazione UnBlock The Rock e di Alex Skolnick, il quale si è speso in prima persona per la riuscita dell'operazione in un momento in cui non era ancora possibile far viaggiare e far suonare musicisti cubani negli U.S.A. A questo proposito è possibile aprire una piccola parentesi circa l'uso della lingua inglese e di quella spagnola da parte dei gruppi cubani. Oltre ad un normale senso di imitazione per i gruppi più noti, i quali utilizzavano l'inglese, cantare in questa lingua nelle prime fasi dell'espansione del movimento heavy a Cuba, significava anche manifestare ulteriore e palese ribellione al regime. L'uso dello spagnolo era identificato come una scelta un po' più di comodo e quindi di compromesso. Col passare degli anni, però, il recupero dell'idioma natìo come spirito di conservazione delle proprie radici è venuto maggiormente fuori, specialmente dopo la svolta del 2013/14 (del 2013 è la stretta di mano Obama/R.Castro ai funerali di Mandela), ma l'inglese resta naturalmente preponderante. Tornando IT, per così dire, il regime castrista si ammorbidì molto nei confronti del rock col passare degli anni e già negli anni 90 era possibile ascoltare quello ufficiale. Fino ad arrivare al primo concerto di una band occidentale sull'isola nel 2001 -i gallesi Manic Street Preachers- poi gli Audioslave nel 2005 ed i Rolling Stones in tempi molto recenti e tanto per citare i casi più eclatanti. Il metal tuttavia, viveva già da molti anni di cassette piratate che gli appassionati si scambiavano e di suoni che erano decisamente più pesanti di quelli ammessi.

ANDIAMO IN STRADA A CERCARE IL PUNTO G?
La situazione odierna è leggermente cambiata, ma l'annuale 666 Black Fest (non il solo esistente) è sempre guardato con estremo sospetto, così come i metallari che fin dagli anni 90 si ritrovano in G-Street come i punx, dato che i locali erano e sono troppo cari per loro, Patio a parte. La scena cubana, inoltre, sconta il ritardo enorme con cui è stato possibile accedere alla rete -peraltro censurata e controllata in modo da schedare la popolazione in base ai siti cercati- cosa che ha portato ad una originalità media dei gruppi piuttosto bassa, ed al fatto che solo una piccola minoranza dei cubani possieda ad oggi una connessione stabile, rendendo ancora difficoltoso avere il polso della situazione. L'impossibilità a viaggiare; la povertà che rendeva e rende difficilissimo farlo anche adesso; lo scarso scambio di informazioni e possibilità col resto del mondo e, soprattutto, la repressione ultradecennale di ogni forma di espressione che deviasse da quelle accettate e favorite dall'ufficialità (specialmente quelle di matrice occidentale e veicolate nella lingua del nemico), hanno compresso le legittime aspirazioni artistiche e di vita di tutti quelli che erano interessati al metal; e non solo.

SEMPRE ESTREMAMENTE METAL
Conseguenza logica di questa situazione, è stato il formarsi ed il crescere di una scena profondamente pervasa da una carica di ribellione che ha portato inevitabilmente, come prima accennato, ad uno spostamento dell'asse della proposta musicale verso l'estremo. Questo è un fattore pressoché costante di tutte le realtà fortemente represse e, in generale, può essere riscontrato per qualsiasi forma artistica nasca in simili condizioni. Per quanto riguarda il metal, il fatto che rappresentasse in sé qualcosa di opposto a quanto auspicato dal regime, ha giocato un ruolo decisivo nell'avvicinamento da parte di tantissimi giovani fin da quando è giunto alle loro orecchie. Anche stavolta, un fattore che da noi si è sempre più stemperato, portando spesso a locali vuoti, cover band, ad una scena asfittica e via discorrendo. Osservare luoghi in cui ha conservato il suo spirito originale, può essere ancora di esempio anche per noi.



Silvia
Domenica 24 Dicembre 2017, 13.27.32
8
È vero, come ho potuto dimenticare Roger Miret... anche lui ha spesso citato le sue origini ed è emigrato in US con uno stratagemma
LAMBRUSCORE
Domenica 24 Dicembre 2017, 13.15.06
7
Bell'articolo, davvero. Conosco pochissimo la scena cubana. Un altro grande nato a Cuba è Roger Miret , voce degli Agnostic Front.
Silvia
Sabato 23 Dicembre 2017, 23.08.19
6
Bello quest’articolo @Raven, hai dato molto spazio alla situazione generale! Altro che perdita di tempo!!! Inoltre se si parla di Cuba vorrei citare il grande Dave Lombardo sempre orgoglioso delle sue origini cubane (anche se emigrato in USA in tenerissima eta’) e che qualche anno fa ha aiutato nella preparazione di un documentario sulla band Zeus intitolato ”Hard Rock Havana” in cui sono stati toccati tutti i temi da te citati, in particolare le difficolta’ nel suonare metal e la mancanza di liberta’. Molto bello anche il gesto e l’impegno di un altro grande, Alex Skolnick! /// @rik, ti ringrazio tanto e ricambio gli auguri ! Buone Feste anche a te e a tutti voi, ragazzi/e!
rik bay area thrash
Sabato 23 Dicembre 2017, 19.48.01
5
Menzione onorevole per il 'lider maximo' @Raven che anche questa volta ci elargisce una bella lesson in violence of heavy metal Sono articoli sempre molto interessanti e si impara sempre qualcosa. Complimenti per la passione e il tempo dedicato alla stesura dell' articolo . Colgo l'occasione per porgere i più cordiali auguri di buone feste a tutta la redazione di metallized, e in ordine sparso: @Silvia, @lisablack, @Metal Shock e a Tutti gli altri utenti. Evviva.
Steelminded
Sabato 23 Dicembre 2017, 17.54.53
4
Salvate il soldato Raven
Elluis
Sabato 23 Dicembre 2017, 17.29.41
3
"...Ma pensa alle cose serie". E tu rispondigli "e più serio di questo cosa c'è?"
Raven
Sabato 23 Dicembre 2017, 17.26.56
2
Pensa che io ho un amico metallaro e musicista che era sposato con una cubana ed ho dimenticato di consultarlo Comunque è merito di due fattori: la rete e la capacità di sopportare i familiari che ti dicono continuamente: "Ma alla tua età stai ancora a perdere tempo con 'ste cose? Ma pensa alle cose serie". Ad ogni modo alcuni li conoscevo già, tipo i Combat Noise ed altri, il resto è frutto delle ricerche
Elluis
Sabato 23 Dicembre 2017, 17.23.50
1
Minchia Raven, sei un mostro! Ma dove li trovi tutti sti gruppi ? Gran bel articolo, me lo devo rileggere con calma, ora l'ho letto un po in velocià; interessante leggere di realtà metal dove davvero non te lo aspetteresti. Ho un paio di conoscenze cubane, e dubito assai che abbiano una minima idea dell'esistenza di queste realtà, o di queste band...
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