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CALABRIAN METAL INFERNO - VOL. 12 - CADAVERIA + FUNERAL ORATION + VALGRIND + INNER HATE - Zoom Disco Club, Marcellinara (CZ), 28/12/2017
04/01/2018 (1340 letture)
Nonostante le condizioni climatiche decisamente avverse, è tempo di mettersi di nuovo in macchina per seguire il metal dal vivo; stavolta per raggiungere il catanzarese. E' proprio lì, infatti, che si terrà la dodicesima edizione del Calabrian Metal Inferno, festival che si tiene annualmente in terra calabra. Dopo un viaggio a rilento causa traffico natalizio e tempo da lupi (della Sila), fattori che hanno consigliato di non spingere troppo sul pedale dell'acceleratore, riusciamo a raggiungere il locale al culmine di numerose e peculiari peripezie. Dopo aver imboccato lo svincolo per Marcellinara ed aver girato circa un'ora nell'oscurità e sotto la pioggia, col navigatore che forniva informazioni inutili e contrastanti facendoci sbagliare strada più e più volte, abbiamo infine costeggiato un simpatico cimitero, finendo poi in un vicolo cieco in aperta campagna che secondo il navigatore portava invece a destinazione. Tornati a costeggiare il cimitero, ci accorgiamo che un tizio vi camminava fuori, al buio, sotto la pioggia e con un enorme Maremmano al fianco (nel senso di cane da pastore, non di nerboruto abitante della Maremma). Voi cosa avreste fatto? Ovviamente ci siamo fermati e gli abbiamo chiesto informazioni, spaventando lui. Dopo esserci nuovamente persi nonostante quelle -mai fidarsi di un maremmano da cimitero- ed aver girato altri trenta minuti, riusciamo comunque ad arrivare allo Zoom Disco Club dopo aver scorto un piccolo cartello che lo indicava nel buio, rilevando che si trovava ovviamente a circa cinque minuti dallo svincolo, mentre noi abbiamo impiegato più di un'ora per arrivarci. Siamo comunque in tempo per l'inizio della manifestazione, affidata ai nisseni Inner Hate.

INNER HATE
Provenienti come detto da Caltanissetta, il trio dell'entroterra siculo si è presentato in Calabria a ridosso dell'uscita dell'EP Reborn Through Hate, lavoro che segna, appunto, la rinascita della band. Il nuovo assetto prevede infatti uno spazio maggiore a certe influenze death che sono venute fuori con grande chiarezza dal palco dello Zoom. L'EP, presentato per intero ed integrato dalla cover di Leprosy dei Death, è sembrato potente e cazzuto e gli Inner Hate molto carichi, fornendo una prestazione necessariamente breve, ma intensa. Buona in particolare la prova del bassista Matt Amodeo, efficace nel "cucire" i pezzi, come è basilare quando si suona in tre.

SETLIST INNER HATE
1. Sentenced to Damnation
2. Unholy Cross of Death
3. Leprosy (Death cover)
4. Time to Kill
5. Reborn Through Hate


VALGRIND
Già incontrati tra queste pagine in occasione della recensione di Seal of Phobos, la band il cui primo nucleo nacque nel 1993, ha attaccato il palco con convinzione. Basando la sua prova su pezzi tratti dall'EP e dal precedente album Speech Of the Flame i quattro hanno mitragliato il loro death metal senza compromessi su una sala che, nel frattempo, cominciava a mostrare numeri discretamente interessanti sotto il profilo delle presenze. Niente di epocale, ma una proposta classica ed efficace nel segno dei Death e dei Morbid Angel, con Into the Realm of Grey Light ed Ekphora's Day a spiccare un po' di più all'interno di una esibizione compatta e positiva.

SETLIST VALGRIND
1. The Endless Circle
2. Tyrants
3. Into the Realm Of the Grey Light
4. Watery Grave
5. Traitors Will Bleed
6. Ekphora's Day
7. Echoes of Titan


FUNERAL ORATION
Nome storico della scena nazionale, quello dei Funeral Oration e grande curiosità attorno al loro rientro sulle scene. Autori nel 1996 di un album cult intitolato Sursum Luna, il gruppo era poi andato incontro ad una serie di problemi che ne hanno stoppato l'attività quando sembravano in procinto di poter spiccare il volo. Dopo un lunghissimo silenzio ufficiale durante il quale la band ha tentato più volte di riprendere l'attività, eccoli quindi di nuovo sul palco con i 3/4 della formazione originale. La proposta di sette pezzi tratti proprio dal loro unico album, ha messo in luce come si abbia a che fare con materiale ancora attuale e capace di coinvolgere, soprattutto se eseguito in un certo modo. L'atmosfera solenne e le peculiarità interpretative e visuali del gruppo (vedi foto), miscelati con una immutata attitudine dal parte dei musicisti, ha prodotto un mix di grande impatto emotivo che ha permesso a moltissimi di vedere dal vivo in maniera non celebrativa, ma autentica, una realtà che ha ancora molto da dire, ottenendo una risposta forte dalla platea. Sperando che il prossimo passo sia un nuovo album in studio. Buona in particolare la prova di Rodolfo Russo alla batteria (Assaulter), ma band che è sembrata in palla in tutti i suoi componenti.

SETLIST FUNERAL ORATION
1. Intro
2. Stigmata
3. Domine a Morte... Libera Me
4. The Age of Apotheosys
5. Pagan Joy
6. Beltanes's Night
7. Pregnant Whore
8. Sursum Luna


CADAVERIA
E siamo al clou della serata. Quando a salire sul palco sono i Cadaveria appare immediatamente chiaro dopo poche note come lo "stacco" professionale sia evidente, con il gruppo subito a fuoco fin dall'esecuzione di Apocalypse. Nonostante l'orario sia tardo e la stanchezza cominci a serpeggiare tra una parte del pubblico, il dipanarsi del concerto risulta sempre più coinvolgente, con Marcelo Santos a dare il tempo; Peter Dayton a legare adeguatamente; Enrico Toselli a ricoprire efficacemente il ruolo di live guitarist e, soprattutto, con Cadaveria, la quale è risultata decisamente in forma dal punto di vista vocale, dando per scontato quello scenico. Soprattutto nelle parti in clean, infatti, la sua prestazione è stata decisamente migliore rispetto all'unica con la quale posso personalmente compararla (qualche anno fa a Catania) e tutto il concerto è stato di livello molto alto. Diviso in due parti -con la band che ha abbandonato brevemente il palco tra l'una e l'altra- il pubblico è stato condotto per mano all'interno del "rito" con sicurezza e professionalità, producendo un live che non troppi sono in grado di garantire con questa scorrevolezza. All'interno di un set equilibrato e condotto con esperienza in ogni sua aspetto -dalle esecuzioni al modo di presentarle, passando ancora per la presenza scenica- i momenti più coinvolgenti sono risultati Circle of Eternal Becoming; Orgasmatron (anche per le emozioni che suscita, connesse alla recente scomparsa di Lemmy); Atypical Suggestions by a Dead Artist; Spell, ma soprattutto Memento Audere Semper, intensissima e più che adatta a provocare un forte scambio di energia con la gente. Spettacolo che si conclude con VELO (The Other Side of Hate) e post concerto con la classica soddisfazione per aver passato una bella serata ed il fuggi-fuggi di chi, noi per primi, doveva macinare molti chilometri durante la notte per tornare a casa.

SETLIST CADAVERIA
1. Apocalypse
2. Irreverent Elegy
3. Circle of Eternal Becoming
4. Anagram
5. Memento Audere Semper
6. Carnival of Doom
7. Orgasmatron (Motorhead cover)
8. Free Spirit
9. Atypical Suggestions by a Dead Artist
10. The Days of the After and Behind
11. Spell
12. VELO (The Other Side of Hate)


TRENT'ANNI DA ALCUNI MESI E SENTIRLI TUTTI
All'uscita dal locale e dopo aver rapidamente salutato i tanti amici incontrati allo Zoom, ad accoglierci è una pioggerella fredda e sottile che ci accompagnerà per lunghi tratti al ritorno, ed un'umidità che mi ricorda impietosa come il sottoscritto abbia superato i trent'anni ormai da più mesi di quelli che ami ricordare; più di 240. Eppure, anche stavolta, ad emergere è la soddisfazione per aver assistito ad una buona manifestazione allestita in un buon locale (qualche problema di acustica, ma tutto sommato nulla di che) adatto anche ad accogliere molto più pubblico -a proposito: affluenza di circa 120/130 persone. Mia stima ad occhio- con prezzi onesti e soprattutto con un bill allettante. Due band interessanti, il ritorno di una leggenda underground e l'assoluta affidabilità degli headliners, del resto, non potevano che produrre una serata positiva. Ritorniamo a casa tra le 5 e le 6 del mattino, come al solito stanchi quasi come il truccatore di Anna Mazzamauro dopo una seduta di make up estremo, ma già in attesa della prossima possibilità di mettersi in macchina per vedere un altro live-show.



Korgull
Venerdì 5 Gennaio 2018, 18.15.12
10
La vidi dal vivo quando uscí Shadows Madame. Artista indiscutibilmente bravissima, non fosse che è italiana avrebbe sicuramente molto più seguito: se lo merita
Stagger Lee
Venerdì 5 Gennaio 2018, 12.50.20
9
Nienta da aggiungere al commento di MetalFlaz. Parole sante.
MetalFlaz
Venerdì 5 Gennaio 2018, 11.35.18
8
secondo me Cadaveria è sottovalutatissima come artista, ha un range vocale e una presenza scenica non indifferenti, ovvio, il genere può piacere o meno, però nel suo ambito mi sembra che la sua produzione sia tutto tranne che banale
ignis
Venerdì 5 Gennaio 2018, 0.06.37
7
Ma Nick Curri fa ancora parte dei Funeral Oration?
Raven
Giovedì 4 Gennaio 2018, 22.02.53
6
Riguardo a cosa i Cadaveria hanno ancora da dire, vi invito a leggere l'intervista che uscirà a giorni, contenente alcune dichiarazioni importanti sul loro futuro.
Stagger Lee
Giovedì 4 Gennaio 2018, 19.59.54
5
Ho sempre adorato la voce di Cadaveria e amo ogni album fin dai tempi degli Opera IX. Peccato che abbiano suonato dall'altra parte d'Italia rispoetto a dove vivo...sono contento per chi c'era!!
Adeath
Giovedì 4 Gennaio 2018, 17.51.56
4
Trovo che i Cadaveria aldilà della presenza scenica e della bella esibizione vocale,come gruppo abbiano poco da esprimere. Funeral Oration discontinui e poco compatti ma abbastanza piacevoli. Valgrind sontuosi con sonorità death vecchia scuola ben impostate. Innerhate potenti e piacevolissimi.
Raven
Giovedì 4 Gennaio 2018, 16.12.02
3
E da dove arguisci che abbia dato degli "amatoriali" agli altri gruppi, di grazia? O vuoi sostenere che fossero più professionisti degli headliners? Mi pare invece di aver scritto bene di tutti e quattro. Ora mi raccomando: via al festival delle polemiche inutili sul niente come ogni volta che si segue un evento al Sud e dirottiamo l'interesse dai gruppi al nulla. Così si cresce, no?
TOPOLINO
Giovedì 4 Gennaio 2018, 15.50.49
2
" .... lo stacco professionale sia evidente " può darsi, ma Cadaveria non ha nulla da dire artisticamente, molto meglio gli altri gruppi "amatoriali" guarda, ma di gran lunga.
Morlock
Giovedì 4 Gennaio 2018, 13.50.17
1
Al solito totalmente d'accordo con raven!Veramente riuscito Come live con location straordinaria anche se abbastanza imboscata,e secondo me anche come acustica...decisamente migliorata rispetto le precedenti edizioni grazie ai lavori!!!
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