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PITTORI DELL‘INCUBO - # 1 - Francisco Goya
20/01/2018 (883 letture)
L'immaginario metal, lo sappiamo bene, è fatto di immagini forti. Talvolta a sfondo sessuale, magari ingenuamente machiste, altre volte violente fino ad arrivare allo splatter. Molto spesso e trasversalmente rispetto ai generi, però, si tratta di citazioni anche dotte, prese e/o elaborate dalla letteratura e dalla pittura colta. Ciò a ribadire, ancora una volta, quanto profondamente errata sia nella percezione del mondo esterno quella del nostro ambiente. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, si nota come alcuni pittori notissimi e storicizzati ormai da decenni o da secoli, siano stati involontari precursori dei lavori di tanti creatori di artwork odierni o, addirittura, abbiano direttamente fornito materiale per le copertine di alcuni dei dischi che ascoltiamo giornalmente. Di questi artisti e della loro attitudine alla pittura, del perchè si siano rivelati così affini al nostro modo di sentire, vogliamo dare qualche cenno. Senza la pretesa di fare vera critica al di là dei confini di ciò che è il nostro campo, ma cercando di stabilire, ancora una volta, come questo vituperato metal non sia affatto un genere da trogloditi, ma rappresenti (anche) un veicolo di cultura. In questo nuovo medioevo in cui sembra che alla gente interessi sempre meno capire davvero ciò che la circonda.

AVVELENATO DALL'ARTE
Per quanto riguarda Francisco Goya, è importante stabilire come esista un "prima" ed un "dopo" nella sua carriera che la divide nettamente in due. Nell'ottica di questa serie, è essenzialmente la seconda ad interessarci. Senza voler fare una vera biografia dell'artista -non è questo lo scopo di questi articoli e non verrà fatta per nessuno dei soggetti trattati- possiamo infatti parlare di una produzione che va dagli esordi ufficiali a Madrid, al soggiorno in Italia ed al grande successo al ritorno in patria, dove diventa Pintor del Rey, fino alla malattia che lo cambia completamente nel modo di dipingere, ma anche nel fisico. Non è chiaro con esattezza quale fu la natura del male che lo colpì in Andalusia, in un periodo turbolento in cui il Goya aveva deciso di allontanarsi dalla corte, ma molti propendono per la sifilide (all'epoca molto diffusa) o, eventualità per nulla da scartare, per un avvelenamento da piombo. Una sventura, quest'ultima, che ha colpito un'infinità di pittori e decoratori, ignari dei pericoli del contatto col metallo pesante -solo un caso, ovviamente- che si utilizzava nelle pigmentazioni dei colori, al pari del mercurio che si usava per ottenere le dorature a fuoco, ad esempio sulle porcellane.

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA L'INQUISIZIONE
Che si sia trattato dell'una o dell'altro, Francisco Goya diventa letteralmente un altro uomo e, per ciò che ci riguarda, un altro pittore. Diventato sordo per le conseguenze del male e ripresosi solo con enormi difficoltà, a partire più o meno dal 1790 e nonostante negli anni seguenti abbia dipinto anche quadri "regolari" divenuti famosissimi (La Maya Vestida e Desnuda, per esempio), cambia completamente modo di esprimersi. Egli passa quindi da una pittura gioiosa, colorata di chiari e nella quale si distinguevano i tratti di ciò che aveva imparato durante il suo soggiorno italiano, a soggetti cupi e malsani, a colori inquietanti ed oscuri, spesso a tema esoterico. Il ciclo delle incisioni dei Capricci del 1799 -quella contenente la famosissima acquatinta/acquaforte Il Sonno Della Ragione Genera Mostri- venne ritirata d'imperio dalla circolazione dall'Inquisizione con l'accusa di blasfemia. A seguire, dopo le barbarie perpetrate dalle truppe napoleoniche contro la popolazione spagnola, Il Colosso (in questo caso, per dovere di cronaca, bisogna dire che l'attribuzione è incerta, dato che potrebbe essere stato eseguito dall'allievo Asensio Julià), il ciclo I Disastri della Guerra; Il Tribunale dell'Inquisizione; La Sepoltura della Sardina; La Processione delle Flagellanti, Saturno che Divora i Suoi Figli e, in modo un po' diverso, Il 2 ed il Il 3 Maggio 1808, descrivono perfettamente la mutazione. Tutte opere incentrate sulla follia e la malvagità dell'uomo, osservando le quali è possibile scorgere con chiarezza l'influenza che il Goya ha avuto sia su un certo tipo di pittura ottocentesca, che su certi artwork che vediamo oggigiorno. È però negli ultimi anni, dopo essersi ritirato in campagna nelle immediate vicinanze di Madrid, che il Goya diventa davvero un personaggio simile ad alcuni artisti maledetti che amiamo seguire. Al culmine del suo processo di cambiamento, dipinge i muri della sua abitazione denominata Quinta del Sordo con le Pinturas Negras, dipinti spaventosi e schizoidi legati anche ad una gravissima ricaduta nella malattia che, oltretutto, spaventano molto la moglie ed il cui impatto risulta molto forte anche oggi. Si riprende e fugge in Francia (era diventato inviso al Re) dove morì a 82 anni. Quando la salma fu esumata una prima volta e dopo varie traversie per riportarlo in Spagna, si scoprì che allo scheletro mancava la testa, della quale non si avranno più notizie. Tutto molto "grindcore".

IL MALIGNO ILLUMINISTA USA LA LAMPADA DEL DIAVOLO
Diviso tra ragione e sentimenti (spesso a tinte nere), tra uno squillante "periodo chiaro" e un "periodo scuro" visionario, onirico, a volte didascalico, inquietante e reso ancora più terrificante dalle conseguenze sia fisiche che mentali della malattia, ma proprio per questi motivi incredibilmente affascinante, Goya resta ancora in grado di colpirci nel profondo. Dipingendo l'anima nera dell'uomo e trovando proprio con le Pitture Nere il vertice in questo senso, il dolore, la dannazione e attaccando le conseguenze delle azioni dei grandi sulle vite dei nessuno e la tirannia del fato sul destino ultimo dell'uomo, camminando in bilico sul bordo tra bene e male e risultandone in parte sedotto in apparenza, Francisco Goya non poteva non interessare un immaginario come quello legato alla nostra musica. Riuscite a pensare a qualcosa di più metal, ad esempio, del ciclo delle Stregonerie alle quali appartiene il demoniaco -per quanto volutamente manieristico- Grande Caprone che potete osservare tra le immagini allegate al pezzo? O vogliamo parlare del Maligno illuminista de La Lampada del Diavolo o del Sabba delle Streghe e del suo Satana con paramenti religiosi? Ma non solo, dato che, tanto per fare un esempio mainstream, ma di qualità, anche Caparezza lo ha citato all'interno dell'album Museica. È' tuttavia l'impatto diretto sugli artwork di alcune band metal che vogliamo parlare.

TRA BELSEBUB E REVEREND BIZARRE
Uno dei dischi più che cita l'opera del Goya è senza dubbio Lunar Womb, firmato dai doomster The Obsessed di Scott "Wino" Weinrich. L'album mostra infatti in copertina il Saturno che Divora i Suoi Figli, opera riprodotta in forma diversa anche nella reissue. In tempi molto recenti anche i Meshuggah di The Violent Sleep of Reason hanno palesemente elaborato il messaggio de Il Sonno della Ragione Genera Mostri, connettendolo al terrorismo. Con ciò correttamente interpretando il senso del dipinto di Francisco Goya nella title-track. Anche la copertina, comunque, può essere considerata indirettamente "goyana". Senza contare l'assonanza di Koloss con Il Colosso. Andando avanti in ordine sparso, il primo demo degli Anaal Nathrakh utilizzava Cronos come copertina e lo stesso hanno fatto i deathster svedesi di culto dei Belsebub nel loro demo del '91. Andando avanti, è possibile citare gli Amon di Shemhamforash, così come i deathster peruviani Mortem i quali, nel loro Demon Tales del '95, si servono de Il Grande Caprone per la copertina, così come fatto dagli oscuri blackster francesi dei Torgeist per il loro demo Time of Sabbath del 1995. L'immagine deve essere risultata estremamente stimolante, dato che anche i Reverende Bizarre di In the Rectory of the Bizarre Reverend ne hanno fatto buon uso. Restiamo in ambito doom con gli ucraini Vin De Mia Trix, autori nel 2009 dell'EP El Sueño de la Razón Produce Monstruos, nel quale cantano:

Of false civilisation,
Of centuries of lies
The primal fear and anger
Claw through this foul disguise

The sleep of reason produces monsters
The sleep of reason produces monsters
The sleep of reason produces monsters

... Monsters that humans really are


Molto più indiretto il coinvolgimento dei Metallica (ma lo saranno in maniera più evidente in un'altra puntata) i quali hanno utilizzato delle opere di Andres Serrano per Load e Reload. Il controverso artista nel 2011 ha eseguito anche The Grand Cardinal, nel quale "l'ombra nera della tiara di un cardinale si accompagna in mostra alle corna di un caprone (El Gran Capron - 2011), simbolo del diavolo e citazione dell'omonimo dipinto di Francisco Goya". Anche in Italia, comunque, qualcuno si è ispirato all'artista oggetto di questo scritto, come i Christine Plays Viola da Pratola Peligna. La band dark-goth ha infatti dedicato l'album Vacua al ciclo delle "Pitture Nere", approfondendone l'analisi. Tornando al black per cultori, citiamo gli statunitensi Weakling, autori tra il '97 e il 2000 di un paio di demo e dell'album Dead As Dreams, che in copertina proponeva l'immagine dell'incisione Buen Viaje, tratto da "I Capricci". Spostando solo di pochissimo il focus dei nostri interessi (ma restando sempre in un ambito attenzionato dalla nostra webzine) anche lo stupendo artwork interno di Nuda dei Garybaldi contiene alcune citazioni della Maya Desnuda. Infine, da ricordare almeno per dovere di cronaca gli statunitensi Goya.

LIBERTA', RIBELLIONE E MUTAZIONE
Pittore "doppio", con una vita divisa in due dalla malattia, dalla sofferenza e dalla sordità, il Goya, con i suoi dipinti satanici, esoterici e connotati dai neri, da colori forti, espressioni e descrizioni inquietanti, non poteva che diventare iconico. Sia nel mondo della cultura in generale, che in quella del metal. La sua pittura, nonostante sia considerato uno dei principali precursori di quella romantica, sembra costruita apposta per fare da artwork a dischi che trattano temi di streghe, demoni, sabba e ribellione ai dettami della religione. Praticamente una manna per i gruppi metal che se ne sono voluti interessare, non solo da punto di vista pittorico, ma anche letterario. Eppure ed a dispetto del fatto che le condizioni psico-fisiche dell'artista abbiano avuto certamente un peso nella mutazione del suo stile, unitamente al suo atteggiamento politico e culturale libertario (l'argomento non è stato volutamente approfondito in questa sede per non far diventare il tutto una monografia fuori contesto di un pittore e non di un musicista) è proprio questo l'aspetto più interessante e sottovalutato della questione. Le tematiche magiche e sataniche usate dal pittore, infatti, erano utilizzate in un senso illuminista, stigmatizzando una superstizione religiosa che rendeva ancora possibile l'esistenza dell'Inquisizione, pur nella fase terminale della sua indegna parabola. L'uso dei suoi quadri su dischi che, invece, ne sposano la filosofia, è quindi tecnicamente non corretto. Molto altro ci sarebbe da dire, a partire dal fatto che certamente esisteranno altri gruppi che avranno preso in prestito le opere di Francisco Goya per i loro album, ad altri aspetti più prettamente pittorici, ma non è vera critica d'arte che qui si vuol fare. Per questa prima puntata è quindi tutto. Non prima, però, di aver ribadito che l'artista aveva purtroppo ragione nel dire che "Il Sonno della Ragione Genera Mostri".
Mai come adesso.

Goya, incubo folto di misteri
di feti che le streghe fanno cuocere nei loro sabba
di vecchie che si specchiano
di ragazze nude che si aggiustano le calze per tentare i demoni

Charles Baudelaire.



Silvia
Martedì 30 Gennaio 2018, 15.51.02
25
Davvero molto interessante, bella anche l’idea di sintetizzare alla fine lo stile e la vita del pittore. Personalmente avrei gradito anche un piccolo approfondimento (giustamente senza cadere nella monografia) del concetto “le tematiche... erano utilizzate in un senso illuminista” perche’ secondo me è un tema molto importante. Comunque complimenti, spero che la serie vada avanti
Raven
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 14.30.54
24
e mi piace molto quel "nostro" riferito al data base
Raven
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 14.29.51
23
E noi vi ringraziamo ancora
gianmarco
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 14.09.48
22
mi associo a TheSkullBeneathTheSkin .
TheSkullBeneathTheSkin
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 14.03.18
21
@Raven : sai tu, non ti servono i nostri suggerimenti ma siete sempre molto signori nel considerarli. Ti parlavo di Patchett perchè -sono una zappa in argomento pittura- ma mi ricorda davvero tanto Hyeronimus Bosch, autore dell'unico quadro che ho appeso a casa (il celebre trittico) quindi volendo hai un gran bel collegamento da masticare liberamente "a-raven-manera" In ultimo, i complimenti li meritate tutti perchè queste pagine di metallized sono le uniche in 3d. Non ci sono solo paginette di facile consumo, se si vuole / chi vuole può avvitarsi dentro tanti articoli e rubriche, perseguite con costanza, che rendono questo sito una miniera d'oro puro profonda quanto un girone infernale.... e c'è molto margine di miglioramento, ci sono molti capitoli della storia del rock che devono essere riportati nel "nostro" database, c'è molto che ancora ha da venire.... ma nessuno oggi è al vostro livello, siccome so per certo che costa MOLTA fatica, l'apprezzamento va espresso per forza. uber alles metallized
gianmarco
Martedì 23 Gennaio 2018, 19.37.44
20
sarebbe interessante poi in futuro una seerie sui disegnatori metal / rock .
Raven
Martedì 23 Gennaio 2018, 16.23.45
19
L'idea di base era quella di trattare alcuni grandi nomi del passato, ma in effetti ce ne sono almeno tre o quattro moderni o contemporanei che potrebbero essere tranquillamente usati. Preferisco seguire un certo criterio temporale, dal passato verso il presente, ma nulla vieta di usarli a fine serie PS. Grazie per i complimenti.
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 23 Gennaio 2018, 16.03.38
18
Grande idea, mi piace. La terrò d'occhio volentieri... anche perchè lo scritto come al solito è sia strutturato che interessante (altrove leggi il titolo e sai già tutto) e se nel mio piccolo -molto piccolo, beninteso- posso suggerire un nome farei quello di Dave Patchett che ha realizzato quasi tutte le cover degli album dei Cathedral. Arte su arte, significati che s'intersecano... Metallized siete grandi quando fate cultura, pochi possono permetterselo nell'ambito metal
Raven
Martedì 23 Gennaio 2018, 15.31.56
17
Grazie a te per aver letto
999
Martedì 23 Gennaio 2018, 14.53.52
16
Rubrica molto interessante, grazie.
Raven
Sabato 20 Gennaio 2018, 16.39.27
15
Si, infatti questo è stato un aspetto importante nella decisione di avviare questa serie. anche se non si conoscono certi pittori, magari si ha familiarità con le loro opere tramite gli artwork dei dischi, a volte senza nemmeno rendersene conto. O viceversa, magari. Per quanto riguarda l'aspetto culturale, con questa serie puntiamo ancora una volta e nel nostro piccolo a fare anche cultura, con The Otherxxx, invece, solo Cul-tura (ok, la pianto)
rik bay area thrash
Sabato 20 Gennaio 2018, 15.45.20
14
'Nuova' e molto interessante rubrica dedicata alle cover Qui penso ci sia da sbizzarrirsi considerato che in ambito heavy metal 'certe' cover 'horrid' et similia sono (e sono state) un trademark identificativo del movimento stesso e per tutti i metalhead e non solo. Ho scritto 'non solo' in quanto anche chi non è avvezzo a questa musica riconosce visivamente l'ambito di cui sa va a parare. Notevole inizio di anno ( anche the otherxxx)
Beta
Sabato 20 Gennaio 2018, 15.29.35
13
Raven: ahah! Hai ragione, capisco benissimo il problema "tempo" allora in bocca al lupo per questa nuova rubrica e ancora complimenti
Raven
Sabato 20 Gennaio 2018, 14.38.18
12
Grazie a tutti. Beta, ci sono tantissime cose che vorrei fare, è il tempo che manca magari svolgendo delle ricerche viene fuori che ci sono altri appigli e forse si potrà utilizzare in questa rubrica. Vedremo.
Beta
Sabato 20 Gennaio 2018, 14.34.48
11
Sempre piaciuto il "periodo nero" di Goya, credo di aver anche utilizzato qualcosa per la tesina delle superiori ... che era sull'esoterismo e parlava anche diffusamente di rock e metal XD bellissima iniziativa, c'è davvero un sacco di cui parlare. Seguirò la rubrica, vista la mia passione per l'arte figurativa. Complimenti a Raven per l'articolo, veramente bello. Domanda: questa rubrica è molto specifica, ma pensi di fare qualcosa anche più in generale? Ci sono delle copertine che usano immagini artistiche non strettamente legate ad un immaginario esoterico o "dark" e non legate alla pittura (pensavo a The Assassination of Julius Caesar, degli Ulver). Immagino che non ne parlerai in questa sede, ma avevi preso in considerazione l'idea di trattarne in qualche modo? Curiosità dettata dalla passione in ogni caso, di nuovo, bell'iniziativa
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Sabato 20 Gennaio 2018, 14.33.20
10
Allora ci sarebbe Jean Delville, autore di "Les tresors de Satan", diventata la copertina di un noto abum. So di almeno altre due band che hanno attinto alla sua probuzione, ma non mi meraviglierei che ce ne siano molte di più. Ma gli autori di cui parlare certo non mancano. @Galilee: non so, per far parte della sezione porn-grind ci dovrebbe essere almeno un po' di splatter (nel senso di schizzo).
Galilee
Sabato 20 Gennaio 2018, 13.19.07
9
Potresti inserire Gustav Courbet nella sezione Porn grind...ahahahah.. Comunque gran dipinto, visto al musee d'Orsay.
Raven
Sabato 20 Gennaio 2018, 13.03.33
8
Affatto. Anzi, lo trovo una dei dipinti più importanti del suo tempo, solo mi sembrava che lo chiedessi all'interno della serie e non c'è appiglio con il suo format. Per quanto riguarda la serie sul cinema ci sono al suo interno vari richiami al metal, come quelli a Rob Zombie, ma stiamo andando OT
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Sabato 20 Gennaio 2018, 12.51.31
7
"Quando un articolo su "L'origine du monde" di Gustave Courbet?" Non ho mica chiesto che faccia parte di questa serie. Poi, se uno ama le arti figurative, l'occasione di parlarne anche indipendentemente dalle connessioni col metal si trova (come mi pare qui già succeda per i film). A meno che "L'origine du monde" ti faccia schifo e allora è un altro discorso...
Raven
Sabato 20 Gennaio 2018, 12.24.39
6
"Parte oggi una nuova serie, denominata Pittori dell'Incubo. Gli scritti inseriti tratteranno della relazione tra alcuni importanti artisti del passato e l'iconografia utilizzata da certe band metal che ne hanno preso in prestito il lavoro".
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Sabato 20 Gennaio 2018, 12.13.24
5
Tutti i film della serie di articoli di Hollyblood hanno a che fare con il metal?
Korgull
Sabato 20 Gennaio 2018, 12.07.03
4
Articolo incredibile, le mie due grandi passioni unite insieme. Bravissimo Raven!
Rob Fleming
Sabato 20 Gennaio 2018, 12.04.02
3
Mi gusterò l'articolo appena avrò un pò di tempo, ma dalla sleggiucchiata data penso che la rubrica possa candidarsi per il podio per le migliori del sito
Raven
Sabato 20 Gennaio 2018, 11.32.43
2
Il quadro in questione o altri dell'artista sono stati usati un numero significativo di volte in ambito metal?
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Sabato 20 Gennaio 2018, 11.24.08
1
Interessante. Quando un articolo su "L'origine du monde" di Gustave Courbet?
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20/01/2018
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PITTORI DELL‘INCUBO
# 1 - Francisco Goya
 
 
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