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SUMMONING - Non siamo proprio dei tipi loquaci!
22/01/2018 (732 letture)
Contrariamente alla credenza che li voglia membri non esattamente chiacchieroni di una band da sempre misteriosa, i due mastermind storici dei Summoning, Silenius e Protector si sono concessi ai nostri microfoni per un interessante e corposo excursus tra il complicato passato recente della band, la creazione della loro ultima fatica e le mille sfaccettature delle loro ricche carriere di musicisti…

Akaah: Ciao ragazzi, benvenuti su Metallized! Partiamo subito parlando ovviamente di With Doom We Come: siete soddisfatti del risultato ottenuto, dopo anni difficili e di silenzio?
Silenius: Ciao! Penso che non sia stato mai così difficile per noi giungere ad un risultato soddisfacente come questa volta, in quanto negli ultimi due-tre anni ci sono state molte difficoltà, fatica e preoccupazioni tra noi due.
All’inizio tutto era iniziato bene e velocemente, in quanto eravamo ripartiti da diversi materiali e riff che ci erano rimasti dalla scrittura di Old Mornings Dawn, intenzionati ad utilizzarli come ispirazione di partenza per qualcosa di nuovo. Per quanto ricordo dopo due anni il più delle canzoni era completato, ma a quel punto non solo il sound non mi piaceva più, ma ero anche a corto di idee in merito a come migliorarlo, non sapevo che direzione dare all’album e ciò ha creato difficoltà ed attriti costanti con Protector. Ad un certo punto ero così scocciato che ho persino pensato di sciogliere la band. Fortunatamente ci siamo presi una pausa di qualche settimana e poi ci siamo ritrovati per discutere se fossimo effettivamente in grado di concludere quest’uscita o meno. Alla fine ci siamo riusciti e siamo soddisfatti di quello che abbiamo portato alle stampe. Penso che in certi momenti si possa sentire come questa sia una sorta di 'release sorella' di Old Mornings Dawn, e alla fine in un certo senso lo è.

Akaah: Arrivare a pensare di sciogliere una band così non deve essere stato affatto facile, come hai affrontato quel momento? Ritieni comunque che questo momento di difficoltà sia ora superato?
Silenius: Quando ho considerato quell’idea, non solo non volevo più pubblicare nulla, ma non volevo nemmeno dar vita a With Doom We Come. Fortunatamente abbiamo deciso altrimenti!
Penso comunque che nel frattempo i problemi siano stati risolti e, per evitare di ritornare ad un punto di rottura simile in futuro, sto considerando l’idea di far uscire nei prossimi anni solamente una o due nuove canzoni ogni tanto, in vinile e in edizione limitata. In tal modo, potremo lavorare rimanendo più rilassati, sperimentare di più e vedere se con meno pressione addosso riusciremo a lavorare ancora assieme. Senza contare che mi piace l’idea di fare piuttosto piccole uscite per pochi, che esclusivamente full-length per tanti.

Akaah: Menzionavi all’inizio che avete usato riff e altro materiale rimasto inutilizzato dalle sessioni compositive di Old Mornings Dawn come base per questo With Doom We Come: è stato facile quindi riuscire a dar vita a questo, usando le tue parole, “disco fratello”? Normalmente, come nasce un vostro pezzo?
Silenius: Sì, diverse delle ceneri rimaste dalle sessioni di Old Mornings Dawn sono state usate come base in questo caso, dato che avevamo molti riff e strutture di canzoni che ci avanzavano da quell’album. Perciò abbiamo messo assieme vecchio e nuovo per costruire qualcosa di diverso, abbiamo dato vita a nuove melodie e riarrangiato tutto, finché abbiamo forgiato questo nuovo full-length. Abbiamo tuttavia preferito non stravolgere il sound dopo tutte le difficoltà che ci sono state e mantenerlo coerente con il suo ‘fratello maggiore’, in modo tale da mantenere una certa unità tra i due.
Per rispondere alla tua seconda domanda, normalmente una nostro pezzo nasce così: solitamente sono io che inizio a comporre qualche semplice melodia di base alla tastiera e da lì o sono io a creare ulteriori melodie da sovrapporre, o è Protector a lavorarci su, per cui strato dopo strato prende vita una canzone strutturata. A quel punto Protector aggiunge batteria e chitarra, e solamente in seguito ci aggiungiamo dei sample strumentali o vocali per darle ulteriore varietà e atmosfera. L’ultima fase consiste nell’aggiunta di tutti i vocals e poi la traccia è pronta!

Akaah: Penso che tutti sappiano quanto i vostri lavori siano ispirati e utilizzino brani scritti da J.R.R. Tolkien, ma come scegli quali parti all’interno della sua corposa produzione faranno parte di futuri brani? Ci sono pezzi che preferisci all’interno della vostra discografia, semplicemente per i contenuti di cui si fanno portatori?
Silenius: Cerco sempre di scegliere passi che non abbiano un contenuto esplicito, in modo tale da non raccontare banalmente una storia, ma di lasciare all’ascoltatore la possibilità di interpretare i testi in maniera differente. Ovviamente c’è sempre una storia di base dietro i testi, ma molte volte è il titolo a raccontarti di cosa tratterà il brano e sei tu a dover interpretare come quest’ultimo sia adeguato al suo titolo, soprattutto nel caso in cui non siano stati scelti scritti di Tolkien, ma di altri autori. Ad ogni modo, lasciamo sempre molto spazio di manovra per chi ci ascolta, in modo da stimolare la loro immaginazione.
Personalmente, preferisco i testi delle nostre ultime uscite e, se dovessi proprio sceglierne una, direi che quelli di Old Mornings Dawn sono i migliori. Ma sono pur sempre solo i miei gusti!

Akaah: Negli anni i Summoning sono diventati fonte di ispirazione e di omaggio da parte di tante realtà musicali internazionali. Che pensi dei tanti tributi che vi sono stati dedicati, così come di quelle band quali i Caladan Brood che dal vostro peculiare stile hanno preso ispirazione per dar vita ad un qualcosa di nuovo all’interno della nicchia di black metal strettamente legato al fantasy a cui avete dato così tanto?
Silenius: È fantastico che ci siano band che seguano il nostro percorso, ne siamo onorati perché ciò significa che la nostra musica ha un valore per le nuove generazioni. Dalla mia sono piuttosto certo che formazioni come i Caladan Brood abbiano le carte in regola per prendere un giorno il nostro testimone e portare avanti questo tipo di metal, sino a nuovi orizzonti. Inoltre, mi sono piaciute le compilation tributo che sono state sinora dedicate ai Summoning, in particolare la versione in 3 CD pubblicata di recente dalla polacca Wolfspell Records (titolata In Mordor Where The Shadows Are - Homage to Summoning, NdR) che contiene a mio parere contributi di alcune tra le migliori band di questa nicchia musicale. Personalmente penso che una buona cover debba avere un’anima originale e non mi dispiacerebbe ad esempio se altri gruppi coverizzassero nostri pezzi aggiungendovi nuove parti, sarebbe splendido!

Akaah: In concomitanza con il vostro ritorno, siete apparsi maggiormente presenti sui social media, via la vostra nuova pagina Facebook. Lo considerate un buon metodo per tenervi in contatto con chi vi supporta e per condividere con loro nuovi materiali, o è qualcosa che vi è stato imposto di fare, data l’importanza di questi mezzi di comunicazione al giorno d’oggi?
Silenius: Detta proprio onestamente, non siamo grandi appassionati di questi nuovi media, ma è anche dovuto al fatto che non siamo proprio dei tipi loquaci! D’altra parte però, era necessario promuovere l’album e creare una sorta di ‘campo base’ di riferimento per i nostri fan. Li usiamo comunque con parsimonia, perché vediamo Facebook come un mezzo tramite il quale comunicare con i nostri supporter, ma da utilizzare solo se le informazioni da condividere sono importanti, indispensabili. Non lo utilizziamo per presentarci come persone o per perderci tempo, non avrebbe alcun senso per noi.

Akaah: Non siete il primo caso, ultimamente, ma l’uscita di With Doom We Come ha incluso anche una sua versione limitata in cassetta, oltre alle più classiche in CD e vinile. Cosa ha portato voi o la vostra label a questa scelta un po’ inusuale?
Silenius: Metto le mani avanti dicendoti che si tratta effettivamente di una scelta della nostra etichetta, ma non la ritengo una scelta inusuale, nel senso che se c’è ancora un mercato per questo formato, va accontentato. E ricordo che in passato anche altre nostre uscite sono state licenziate in cassetta da label quali la Virus Production o la Nordvis Records. Poi sai, sono il primo ad essere old school da questo punto di vista, ho ancora un mangiacassette e persino un walkman vecchio stile!
Detto questo, With Doom We Come è uscito in formati un po’ per tutti i gusti: c’è il CD normale, il doppio CD, che è già andato esaurito, che includeva un disco bonus da sole due tracce, una bandiera con il motivo della copertina, un anello e una piccola toppa, un altro box set con il doppio vinile, un 10" con le bonus track, uno slipmat e un’altra toppa, nonché la versione in vinile normale.

Akaah: Siete entrambi impegnati in una serie di side-project, quindi viene spontaneo chiedervi, trovate il tutto stimolante o è più una sfida, lo spendere tempo ed energie focalizzandosi su musica ed idee diverse da quelle dei Summoning?
Protector: È stimolante di sicuro, altrimenti non lo faremmo e ci concentreremmo solo sui Summoning! Battute a parte, lavorare su un solo tipo di musica sarebbe negli anni diventato noioso, per cui i nostri altri progetti sono necessari per mantenere tutto più vivo. Ad esempio, con il mio progetto dark/industrial Ice Ages posso sperimentare di più con suoni diversi, attraverso la modulazione di frequenza e ad anello, dando vita ad un mondo futuristico ed oscuro radicalmente differente rispetto a quanto creiamo con i Summoning. Così come posso inserire in tale realtà tutte le mie preferenze musicali, senza abusare dei Summoning come spazio creativo per farlo. Mi piace tenere le due realtà separate e modellare due mondi musicalmente diversi senza mischiarli.

Silenius: Come saprai al momento sono di nuovo attivo con gli Abigor, essendo ritornato a cantare in Höllenzwang (Chronicles of Perdition) che uscirà tra poco per la Avantgarde Music. Ho prestato la mia voce anche per un nuovo pezzo degli Amestigon che verrà pubblicato all’interno di uno split in vinile in futuro. Auspicabilmente troverò anche il modo di registrare un nuovo album per i Kreuzweg Ost, ma ora come ora non ho proprio il tempo. E, come sempre, non vado di fretta…

Akaah: I Summoning sono stati fondati poco meno di 25 anni fa e negli anni si sono distinti per la loro coerenza e costanza, sia nella formazione, che nelle tematiche, che nel tipo di metal offerto. Vi sentite orgogliosi di quanto realizzato sinora?
Silenius: Chiaramente siamo molto orgogliosi di quanto siamo stati in grado di fare, sia perché mai ci saremmo aspettati di avere una così lunga carriera, che per il fatto che non ci siamo mai svenduti pur di vendere ed avere successo. Abbiamo semplicemente seguito le nostre idee e siamo rimasti coerenti con noi stessi. È bello che ora ciò ci venga riconosciuto, perché chiaramente tengo sempre a mente quanto siamo stati criticati in passato e quanto lo siamo ancora oggi. Tuttavia, nulla di tutto questo ha avuto o ha conseguenze sul nostro lavoro e, il giorno in cui decideremo di porre la parola fine ai Summoning, potremo guardarci indietro e vedere la band e il nostro lavoro come un’unità compatta.

Akaah: Per chiudere, vi faccio una domanda forse un po’ scontata: al di là delle recenti difficoltà, il fatto di essere stati un duo per larga parte della vostra carriera e di aver collaborato per tanti anni con la stessa etichetta, vi agevola nel vostro lavoro di musicisti?
Protector: Indubbiamente essere un duo equivale ad avere molti meno problemi rispetto a band più numerose. Penso che buona parte delle problematiche che altri si trovano ad affrontare siano dovute alla presenza di caratteri diversi all’interno di una singola formazione, fattore che quando si è solamente in due può essere gestito meglio. Noi, ad esempio, abbiamo ognuno un ruolo chiaro, che manteniamo senza interferirci: Silenius si dedica ai testi e alla conseguente scelta dell’artwork, mentre io mi occupo del missaggio, delle chitarre e dò la mia opinione sulla scelta della copertina solo se il processo compositivo che c’è stato dietro è stato condiviso.

Akaah: La nostra intervista si chiude qui, volete aggiungere qualcosa per i nostri lettori e i vostri supporter italiani?
Silenius: Ti ringrazio molto per l’intervista e, come sempre, un grande saluto ai nostri fan italiani!



Cristiano Elros
Martedì 23 Gennaio 2018, 22.36.42
5
Davvero, le loro interviste sono sempre molto interessanti e piacevoli da leggere. Comunque io pure ho paura di questa cosa delle canzoni ogni tanto... Secondo me questi attriti che hanno avuto in questi ultimi anni sono stati particolarmente pesanti, e la qualità dell'album ne ha risentito un po'.
Luky
Lunedì 22 Gennaio 2018, 19.12.01
4
Di solito i loro lavori vanno su spotify il giorno stesso in cui escono (e ultimamente hanno uploadato anche tutti gli album vecchi), quindi per reperibilità dei fantomatici nuovi singoli non c'è da preoccuparsi (almeno spero). Per quanto riguarda il resto, buona parte delle cose che hanno detto le avevo lette in un'altra intervista. Fa comunque sempre piacere leggere i pensieri di Silenius e Protector, pieni di dettagli e sempre interessanti.
gianmarco
Lunedì 22 Gennaio 2018, 18.35.29
3
magari c saràbandcamp che pubblicherà qualcosa .
Le Marquis de Fremont
Lunedì 22 Gennaio 2018, 14.41.20
2
Simpatica intervista. Mi preoccupa parecchio che faranno "solamente una o due nuove canzoni ogni tanto, in vinile e in edizione limitata". Già era passata un'infinità di tempo tra Oath Bound e Old Morning Dawn e inoltre parecchio materiale di With Doom We Come è derivato dal precedente, giustificando il tempo "breve" tra le ultime due release. Va bene, ci accontenteremo del distillato a micro-goccioline come le grappe di grande pregio. Au revoir.
gianmarco
Lunedì 22 Gennaio 2018, 13.37.24
1
grandi , cmq spero iin una serie di ep o singoli , poi se vogliono fare altri album ben vengano .
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