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FALAISE - Feeling e avanguardia
26/01/2018 (633 letture)
Non capita certo frequentemente di trattare una band post-black metal proveniente dall’Italia. Sebbene il nostro Paese possa vantare una tradizione di metallo nero rispettata e consolidata, nello specifico ristretto ambito ha finora offerto piuttosto poco in termini di uscite discografiche.
La pubblicazione del nuovo album degli umbri Falaise, My Endless Immensity, si manifesta dunque come un fulmine a ciel sereno e si presenta come una ghiotta occasione per intercettare una delle due menti del progetto, il disponibile polistrumentista Matteo Guarnello, che ci presenta la loro arte con un focus sulla personale visione e prospettiva di questa peculiare frangia della musica estrema
.

PZ:Pavl: Ciao ragazzi e benvenuti per la prima volta sulle pagine di Metallized.it! Direi di cominciare questa intervista con un’introduzione biografica. I Falaise nascono nel 2015, una realtà quindi piuttosto giovane e con già due full length all’attivo. Vi va descrivere per punti salienti la vostra carriera fino ad oggi?
Matteo Guarnello: Io e Lorenzo (Pompili, NdR) abbiamo suonato insieme da molto prima della nascita del progetto Falaise, ma la prima vera occasione in cui abbiamo registrato e dato alla luce canzoni nostre è stato nel 2014 con un altro progetto post-rock, che al momento è stato abbandonato. Da lì un anno dopo è uscito il nostro debut album. Questi due lavori ci sono stati molto d’aiuto sia per sviluppare uno stile personale che per studiare ed apprendere tecniche nel registrare e mixare la nostra musica, totalmente autoprodotta; è stato un periodo di sperimentazione da questo punto di vista.

PZ:Pavl: Falaise è una parola francese traducibile in “falesia”, un termine che rimanda a suggestioni naturalistiche positive, ma anche in “precipizio”, una accezione legata in un certo senso ad una simbologia negativa. Qual è il vero significato del monicker?
Matteo Guarnello: Innanzitutto abbiamo scelto una parola francese in onore di due band che hanno fondato e contributo allo sviluppo del cosiddetto post-black metal, Alceste Amesoeurs, due gruppi dalla cui musica traiamo gran parte della nostra ispirazione.
Il significato verte più verso la traduzione “precipizio” poiché le tematiche dei testi sono incentrate soprattutto sull’aspetto tragico e malinconico delle emozioni umane, in antitesi con le strumentali il cui suono riteniamo sia molto melodico.

PZ:Pavl: Parliamo ora del nuovo album, My Endless Immensity, lavoro che continua il discorso musicale iniziato con il debut As Time Goes By. Quali sono le principali differenze, in termini sia stilistici che compositivi, tra questi due platter?
Matteo Guarnello: As Time Goes By ha un suono più grezzo, meno ricercato dal punto di vista della produzione, come detto prima le nostre conoscenze in questo ambito erano veramente poche. Inoltre quest’album è un insieme di canzoni scritte nel corso di diversi anni, e per questo a volte pecca di mancanza di omogeneità, My Endless Immensity invece ha pezzi scritti più recentemente ed è più coeso nel suo complesso.
Compositivamente il primo album ha melodie più dirette, struttura dei pezzi più semplici, eccezion fatta per la title track, My Endless Immensity, invece, ha suoni più ricercati e canzoni più dinamiche, oltre al fatto che abbiamo cercato di introdurre sonorità nuove, ad esempio i riff di chitarra pulita che attingono a suoni indie/emo e ritmi in certi frangenti più vicini al post-punk.
La traccia Pristine Universe invece mette in luce il lato più tradizionale dell’atmospheric black metal, sonorità su cui stiamo lavorando per alcuni nostri piani futuri.
In generale riteniamo il salto dal primo al secondo album un grande miglioramento nel costruire il nostro stile personale e in tutto ciò che concerne il processo per arrivare al prodotto finale.

PZ:Pavl: Sin dall’epoca della vostra formazione proponete uno stile scrivibile ad un genere, o meglio sottogenere, multiforme e peculiare, il post-black metal. In particolare, la vostra musica contiene diversi elementi ben miscelati fra loro, tra cui rock, shoegaze, alternative, pop e, ovviamente, tracce di black metal. Siete d’accordo con questa analisi sommaria? Quali sono le vostre principali influenze?
Matteo Guarnello: Sì, il bello di questo genere è quello di poter mischiare più stili e generi diversi mantenendo una base black metal, questo porta a una grande libertà di esplorazione di suoni che fino ad ora, prendendo in considerazione le tante band di questo genere, non è mai banale.
Tra gli artisti che più ci hanno influenzato vi sono certamente Austere, Woods of Desolation, Heretoir, Alcest e Amesoeurs. Poi con il tempo abbiamo attinto anche dall'atmospheric più classico, dal depressive, e per le melodie soprattutto dal post-rock.

PZ:Pavl: Il songwriting è strutturalmente piuttosto vario, si costituisce di introduzioni, brevi intermezzi, pezzi dalla durata più classica e una lunga suite, mantenendo, nel complesso, semplicità e immediatezza nell’ascolto. Come si è svolta la fase di stesura dell’album, considerato anche il fatto che siete un duo?
Matteo Guarnello: Cerchiamo di rendere l’insieme dei pezzi scorrevole, l’intro prepara l’ascoltatore all’atmosfera dell’album, e anche gli intermezzi hanno un loro significato: in My Endless Immensity Crimson Clouds, canzone molto melodica dal carattere sognante, è succeduta da Dreariness che invece è un pezzo dallo stile opposto, crudo e violento, che attinge pienamente dal depressive; quindi due pezzi in antitesi, a voler rappresentare due metà dell'animo umano. In ogni album cerchiamo poi di inserire un pezzo più lungo che riunisce in sé i differenti stili presenti nelle altre canzoni e dunque rappresenta il sound dei Falaise di quell’album in toto.
Generalmente nella stesura contribuiamo entrambi allo stesso modo, il punto di partenza è la melodia che deve avere quella canzone, da essa successivamente vengono costruiti tutti gli altri strumenti. Lorenzo poi in sede di registrazione e mixaggio aggiunge riff e suoni di tastiera che completano così il pezzo. Essere due soli componenti di una band ha il grande vantaggio che facilmente si arriva a un compromesso fra gusti e idee di entrambi, per cui il lavoro scorre in modo fluido.

PZ:Pavl: La tracklist si chiude con Les Ruches Malades, un’ottima cover dei francesi Amesoeurs, riferimento chiaro al vostro comparto di influenze. Cosa ha portato ad optare per il rifacimento di questa canzone?
Matteo Guarnello: Ci è sempre piaciuta l’idea di inserire nel disco una cover in stile black metal, abbiamo scelto proprio quella canzone in omaggio agli Amesoeurs e al grosso impatto che hanno avuto nella nostra crescita musicale, inoltre subito ci è venuto in mente il modo con cui riadattare la parte finale, con blast beat e ritmi più calzanti, per poter dare un diverso impatto rispetto alla versione originale.

PZ:Pavl: I vostri testi sono cupi ed introspettivi, tuttavia, nella musica, sembra sia possibile comunque scrutare una luce in fondo al tunnel. Da dove scaturisce l’ispirazione per la loro scrittura?
Matteo Guarnello: I testi sono molto introspettivi, descrivono la malinconia, la solitudine, la sfera buia dei sentimenti. Il tutto deriva da una visione in parte pessimista, tragica ed anche nichilista della vita. La sfera luminosa, positiva invece è rappresentato dalla sezione strumentale, ricca di melodie. In fondo gioia e dolore coesistono continuamente, l’uno necessario e indispensabile per apprezzare e capire l’altro.

PZ:Pavl: La copertina di My Endless Immensity è semplice, elegante e perfettamente attinente ai contenuti musicali. Dove avete tratto le idee per le vostre rappresentazioni grafiche?
Matteo Guarnello: Per la copertina abbiamo cercato qualcosa di semplice, non troppo complesso, che potesse esprimere immediatamente l'atmosfera dell’album. Di fatto il soggetto rappresentato è un corpo che “esplode” facendo fuoriuscire tutte i sentimenti e le emozioni contenute all’interno, concetto che si ricollega ai testi e alle tematiche dell’album che descrivono ciò che ognuno di noi prova durante il corso della propria vita, soprattutto, come già detto, il lato più malinconico. Quest’ultima cosa si può ritrovare nello sfondo, completamente nero, dove il tutto va a fondersi e spegnersi.

PZ:Pavl: Il post-black metal è un sottogenere legato al metal estremo che ha diversi illustri esponenti all’estero, in Italia pare però non aver attecchito totalmente. Come vedete la situazione di questo filone artistico nel nostro Paese?
Matteo Guarnello: Sinceramente di band che suonano questo stile in Italia ne conosciamo davvero poche. In effetti non è un genere che ha attecchito e difficilmente lo farà, visto che nel resto del mondo ormai è da anni che è ben consolidato con numerose band anche di un certo peso. Speriamo di sbagliarci, sicuramente ci farebbe piacere vedere il post black metal un po’ più diffuso anche da noi.

PZ:Pavl: Alla luce delle più diverse contaminazioni, in che modo pensi si stia evolvendo il black metal a livello internazionale? Come fan quali sono i vostri abituali ascolti?
Matteo Guarnello: Il black metal si sta sempre più allontanando dai suoni e dalle tematiche originali, a favore di una maggior sperimentazione, e crediamo che questo sia un bene. Essendo musica che proviene direttamente dall’io più profondo si fonde bene con tutti quei stili più introspettivi, meno commerciali, come possono essere il post rock, lo shoegaze, l’ambient ed anche qualche sonorità pop più di nicchia. Se ci si fosse fermati alla prima ondata del black metal ad oggi ci sarebbero così tante band cloni a saturare il genere, che nessuno lo ascolterebbe più.

PZ:Pavl: Ci avviamo alla chiusura con una classica domanda di rito: quali sono i piani futuri in casa Falaise?
Matteo Guarnello: Attualmente stiamo lavorando al nuovo album, le registrazioni sono quasi completate e siamo già nella fase di mixaggio dei brani. Ancora però non sappiamo se riusciremo a rilasciarlo entro quest'anno o nel prossimo.

PZ:Pavl: Vi ringrazio per il tempo a noi dedicato, volete aggiungere qualcosa per concludere questa intervista?
Matteo Guarnello: Grazie mille a voi per l’opportunità di questa intervista, è stato un piacere rispondere alle vostre domande! Salutiamo i lettori di Metallized e a voi dello staff auguriamo buon lavoro. A presto!



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Falaise - L'intervista
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