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DONNE ROCCIOSE - # 41 - Dolores O'Riordan, l'inquietudine di vivere
07/02/2018 (917 letture)
Nonostante la serie della quale state per leggere la quarantunesima puntata sia essenzialmente dedicata, come da mission principale della nostra webzine, al mondo del rock-metal, anche qui ci riserviamo talvolta di inserire figure non direttamente collocabili in questo ambito. Già in passato, infatti, ci siano occupati di artiste quali Patti Smith; Joan Baez; Janis Joplin e, per citare solo le più recenti, Diamanda Galas e Debbie Harry. Pertanto, non deve affatto stupire la presenza di Dolores O'Riordan. La cantante ed autrice repentinamente scomparsa, era infatti apprezzata da molti di noi.

LA CITTA' DEI COLTELLI E' PIENA DI ALTRE, STRANE COSE
Dolores O'Riordan è stata, in una certa misura e come accade probabilmente per tutti noi, anche prodotto del luogo in cui è nata: Limerick. Una città descritta da Brendan Behan, drammaturgo irlandese membro dell'IRA, musicista e molto altro, come "piena di religiosità e di merda". Il luogo, pur essendo lei più precisamente cresciuta nel sobborgo rurale di Ballybricken, in qualche modo forgiò anche parte del suo modo di essere. La ex palude poco ospitale nota come "città dei coltelli" e non per le sue industrie nel settore; devota al rugby ed allo hurling, una sorta di antichissimo Hockey prato giocato su un campo più grande di uno da calcio -Ballybricken è sede della Gaelic Athletic Association- e profondamente cattolica come il nome stesso del soggetto del nostro scritto dimostra, ma anche in possesso di una solidissima fama nel campo dell'educazione superiore, le regala una formazione nel solco della tradizione religiosa irlandese. Ne è dimostrazione il fatto che la O'Riordan canti da piccola nel coro della Chiesa locale. La sua vita, però, è subito segnata dalla morte in tenera età di due dei suoi otto fratelli e dai gravissimi problemi del padre, legati ai postumi di un incidente in moto e non più in grado di lavorare in quanto disabile psichico. A dispetto di ciò che è stato improvvidamente sostenuto da un oltremodo corpulento esponente del vetero-cattolicesimo d'accatto del nostro Paese a proposito del testo di una sua canzone, l'ambiente familiare non sarà per lei un rifugio da una situazione già difficile. Bensì, un luogo in cui, a partire dall'età di otto anni e fino ai dodici, maturano abusi da parte del classico "amico di famiglia" che ovviamente la segneranno ben più di quello d'origine in sé e per sé. E' qui che si sviluppano in lei disordini alimentari, depressione, tendenze suicide ed un disturbo bipolare; tutti problemi che non la abbandoneranno mai. Eppure, già dall'età di cinque anni comincia a scrivere delle canzoni. Nel frattempo cresce, ed insieme a lei crescono anche dei ragazzi che, in quel di Limerick, mettono su un gruppo chiamato The Cranberries Saw Us, quello che poi sarà noto al mondo semplicemente come The Cranberries. Quando per loro si rende necessario indire delle audizioni per scegliere un cantante che sostituisca Niall Quinn, a vincerle è proprio la diciannovenne Dolores li pone all'attenzione della Island Records. Lo scarso successo di un nuovo EP e difficoltà col management li conducono ad affidarsi a Geoff Travis, il quale li porta ad incidere il primo album: Everybody Else Is Doing It, So Why Can't We?, scritto interamente da O'Riordan e contenente anche evidenti riferimenti all'insurrezione del 1916, ma anche quella Ode to My Family il cui significato è ancora frainteso da molti. Durante quest'anno, il 1994, sposa Don Burton, il tour manager dei Duran Duran, dal quale avrà tre figli prima della separazione nel 2004. Dopo un'apparizione al Pavarotti and Friends seguono To the Faithful Departed, dedicato alla memoria del nonno di Dolores e del produttore Denny Cordell. Oltre ad alcuni altri singoli di peso, il successo è assicurato in particolare da Salvation, il cui testo contro la pericolosità dell'essere controllati da qualcuno o qualcosa e poi diventato manifesto contro i pericoli dell'abuso di droghe e della facilità con la quale si può ricaderci, è cantato dalla O'Riordan col suo tipico "singhiozzato" su cui torneremo brevemente in chiusura. O'Riordan è ancora più presente in fase di composizione. Nel 2002 esce il greatest hits Stars – The Best of 1992–2002, ma nel 2003, improvvisamente, il gruppo annuncia un pausa a tempo indeterminato per dare seguito a carriere soliste individuali.

CAMBIA LA TUA VITA CON UN PO' DI ZUCCHERO
La nostra fa quindi uscire a suo nome Are You Listening? (alla batteria Graham Hopkins, ex Therapy? ed al basso Marco Mendoza, ex Blue Murder, Ted Nugent, Whitesnake, Thin Lizzy, David Lee Roth ed altri), un po' più rivolto all'elettronica e No Baggage, ancora con la presenza di Mendoza alle quattro corde. Intanto, però, la band si era riunita per una celebrazione prima dell'uscita di No Baggage e, come spesso avviene, una reunion temporanea diventa poi fissa e da questa deriva l'album Roses del 2012. Ne segue una misteriosa causa contro Noel Hogan chiusa nel 2015, di cui non sono mai stati resi noti i termini. Nel mezzo però, tante altre cose. La partecipazione alla colonna sonora de La Passione di Cristo; un'ospitata a Sanremo; la presenza nell'album di Zucchero intitolato Zu & Co.; una piccola partecipazione al film di cassetta Cambia la tua Vita con un Click; un sentito duetto con Giuliano Sangiorgi in Senza Fiato (un'idea di Caterina Caselli, per la cronaca); la partecipazione a The Voice 2013 come giudice e, pochissimo tempo prima della morte, l'uscita di quello che sarà l'ultimo album dei Cranberries: Something Else. Un lavoro contenente dieci vecchi pezzi riarrangiati in chiave acustico-orchestrale più tre inediti. Il 15 gennaio 2018 la morte improvvisa in un hotel di Londra, dove si trovava per delle sessioni di registrazione relative alla cover di Zombie dei Bad Wolves. Il funerale si è tenuto nella chiesa di Saint Ailbe in Ballybricken -la stessa dove Dolores cantava nel coro quando era bambina- mentre le radio d’Irlanda trasmettevano simultaneamente When You’re Gone.

FENTANYL E MOSTRI
Circa le fredde cause del decesso ed anche se non è ancora chiarissimo se si sia trattato di un gesto volontario o meno, la verità si è fatta presto largo, almeno a sentire una gran massa di testate giornalistiche, salvo nuovi elementi che potrebbero venir fuori dopo l'autopsia e, quindi, dopo la stesura di questo articolo. Citandone solo alcune in ordine sparso, leggiamo che:

A dieci giorni dalla morte di Dolores O'Riordan non sono ancora stati resi noti i risultati degli esami tossicologici condotti sul corpo della cantante irlandese. Tuttavia, secondo indiscrezioni apparse sul Santa Monica Observer, l'ipotesi più probabile è che la leader dei Cranberries sia morta per avvelenamento da Fentanyl. Le autorità avrebbero trovato questa sostanza nella camera dell'albergo a Londra dove il corpo senza vita dell'artista è stato trovato lo scorso 15 gennaio. (Corriere.it)

I risultati degli esami tossicologici sono attesi per il 3 aprile e la sua morte è stata classificata come non sospetta. Ma secondo quanto scrive il Santa Monica Observer Dolores O’Riordan sarebbe deceduta a causa di una deliberata overdose di Fentanyl, utilizzato contro il dolore cronico. (Il Fatto Quotidiano.it)

L'ultima ipotesi sulla morte di Dolores O'Riordan: un'overdose di Fentanyl, l'oppiaceo che fu letale per Michael Jackson e Prince. Secondo il giornale americano Santa Monica Observer la sostanza sarebbe stata trovata nella camera della cantante. (Huffingtonpost.it)

Come detto, se ne saprà di più ad autopsia avvenuta, ma, a prescindere da considerazioni accessorie circa lo stupore per il fatto che il farmaco in questione sia ancora in commercio nonostante sia

così potente che è facile andare in overdose, anche inavvertitamente ed è molto difficile dosarne la quantità giusta: quella in grado di uccidere una persona potrebbe essere giusta per alleviare il dolore di un’altra [...] la sola inalazione di poche particelle di Fentanyl può risultare letale. [...] un ufficiale di polizia dell'Ohio è collassato per aver respirato minuscole tracce della droga che stava scuotendo via dalla divisa: l'uomo non è deceduto, ma ha avuto bisogno di quattro dosi consecutive di trattamento per overdose." (Focus.it)

è come sempre anche sulla donna che vogliamo concentrarci, non soltanto sull'artista. Una persona la cui vita è stata segnata dagli abusi subiti in tenera età, le cui conseguenze interiori una valvola di sfogo importantissima, ma solo parziale, avevano trovato nella sua carriera artistica e che in via indiretta l'hanno portata a morire a soli 46 anni. Soprattutto, però, avevano prodotto un disturbo bipolare che l'ha accompagnata fino alla fine (c'è anche un episodio di aggressione ad una hostess ed a un poliziotto, tra le altre cose), accompagnato da anoressia e depressione, che ha condizionato anche il suo rapporto con la prole:

Ero solo una bambina e quando hai delle figlie diventa ancora più difficile, perché rivivi i flashback quando sei con loro e le guardi. Ti chiedi come sia possibile trarre soddisfazione in qualche modo". (Corriere.it)

Un malessere interiore sicuramente troppo profondo per essere realmente compreso da chi non lo ha vissuto direttamente e che si è risvegliato nel suo essere immensamente opprimente durante un altro funerale; quello del padre. In quella mesta occasione rivede infatti il suo mostro che le si avvicina e le chiede scusa. Tempo dopo arriverà un tentativo di suicidio, spiegato poi a Barry Egan, giornalista del Belfast Telegraph con le seguenti parole:

Odiavo me stessa e sapevo il perché. E sapevo perché desiderassi tanto sparire [...] Ho cercato di andare in overdose. Se sono ancora qui suppongo che sia per i miei tre figli..

DA SOLA NELL'OSCURITA'
Mai come in questo caso (frase fatta, ovviamente) è quindi difficile scindere donna con gravi problemi personali ed artista di successo anche mainstream, in quanto il suo stesso modo di esprimersi risultava un risultato della sua sofferenza. Una sofferenza derivante da una storia per alcuni versi simile a quella di Jonathan Davis, col quale si potrebbe tracciare un interessante parallelismo in questo senso, se non fosse assolutamente OT. Un dolore interno che si estrinsecava in quegli scoppi improvvisi del suo canto, che passava da un secondo all'altro da momenti di dolcezza ad altri di una tensione assoluta. Un tratto distintivo primario della sua peculiare vocalità. Un modo di cantare forse non assumibile quale modello canonico di tecnica, ma incredibilmente affascinante per il suo veicolare una sofferenza interiore che passava con incredibile velocità da un'intimità quasi rassegnata, ad esplosioni di energia dolorosa così in grado di comunicare, da far loro assumere un ruolo preminente. Quello strano "falsetto accomodato", comune ad artisti che di primo acchito faticheremmo ad accomunare a Dolores -Carmen Consoli come King Diamond- teoricamente fastidioso con il suo stacco repentino e privo di fluidità da una strofa ad un ritornello, è proprio lo specchio della sua bipolarità che, trasfusa nella sua musica, descriveva in maniera affascinante e violentissima il sanguinare di quella ferita che, direttamente od indirettamente, l'ha portata a ricongiungersi alla terra della sua Irlanda dopo appena 46 primavere. E se proprio volete capire fino in fondo quanto quella voce avesse da dirci ed in quale modo straziante lo facesse, provate a cercare in rete le tracce vocali di Zombie isolate dalla musica. (Ri)Scoprirete un'artista la quale, a prescindere da quegli steccati nei quali spesso ci auto-recintiamo impedendoci di imparare altri linguaggi, ha forse detto più di quanto siamo stati capaci di ascoltare.
Anche in soli 46 anni.

Sono una persona estrema, non ho zone grigie [...] La celebrità è una cosa bizzarra, ti pensi indistruttibile, ma se mi guardo indietro scopro di aver avuto un aspetto orribile. Senza rendermene conto, mi ritrovavo da sola nell’oscurità

Another head hangs slowly
Child is slowly taken
And the violence caused such silence
Who are we mistaken

But you see it's not me
It's not my family
In your head, in your head
They are fighting

With their tanks and their bombs
And their bombs and their guns
In your head, in your head



HeroOfSand_14
Sabato 10 Febbraio 2018, 20.26.16
18
Storia e vita tristi quelle di Dolores, artista splendida e personalità fragile. La notizia della morte mi ha colpito perché, pur non essendo un fan accanito della band, alcuni suoi brani sono stati la colonna sonora della mia infanzia e li ricorderò sempre. No need to argue poi è un gran disco, To The Faithful è molto cupo ma merita vari ascolti per lasciarsi emozionare da una voce profonda ed emozionante, unica ed inimitabile. Abbiamo perso un’artista geniale..
lisablack
Giovedì 8 Febbraio 2018, 16.43.58
17
Una bella voce, begli occhi espressivi..mi ha sempre dato l'impressione di essere molto profonda e sensibile. Morire a soli 46 anni poi è una tragedia, son troppo pochi!
Macca
Giovedì 8 Febbraio 2018, 11.51.24
16
Non li ho mai seguiti molto ma i singoli mi sono sempre piaciuti, Un buon rock melodico supportato da una voce fantastica che è stata per decenni il loro trademark e che mancherà molto alla musica. PS. A quanto mi risulta il gruppo è ancora attivo, si sa se abbiano intenzione di sciogliersi? Secondo me non avrebbe molto senso continuare senza di lei.
stonefox
Giovedì 8 Febbraio 2018, 2.45.17
15
Ho appreso della sua morte con immenso dolore. Un'artista straordinaria e una cantante di talento... sì, con una tecnica che poteva sicuramente affinare, ma certo con doti vocali incredibili, e che prima di altre ha impresso certe linee vocali nel rock. Una precisazione: il falsetto di Dolores O'Riordan ha le sue radici nella musica irlandese, dove cambi di registro così repentini (stile Yodel, per intenderci) sono comunissimi. La novità è stata utilizzarli in quel modo e in quel contesto (e qualche anno prima di Anneke, che li imprimerà in un contesto ancora diverso e ancora fluido, in fase di definizione, e in maniera tecnicamente più precisa e morbida, se vogliamo). Lo spessore dei suoi testi unito al rock dei Cranberries hanno fatto epoca. Pensare che ha scritto un testo come "Linger" per un'audizione... Una curiosità: come molti sanno, il testo di Zombie fa riferimento all'insurrezione del 1916... ed esattamente 4 giorni dopo l'uscita del singolo, l'IRA ha annunciato lo stop agli attentati. E' sicuramente una coincidenza, ma una coincidenza che dà speranza. Un'altra curiosità: anni fa una persona che aveva lavorato per lei (credo una baby sitter) l'ha ricattata dicendo che avrebbe messo in giro voci sulla sua famiglia se non le avesse dato una cifra (che ora non ricordo). Lei si è rifiutata di piegarsi al ricatto e ha iniziato una causa legale perché, a detta sua, nel momento in cui paghi qualcuno per tacere, la gente può pensare che tu abbia effettivamente qualcosa da nascondere... e Dolores invece ha scelto la via legale per difendere la sua immagine e quella della sua famiglia. Il mio cuore piange davanti alla morte di un'artista così vera e una donna così segnata da tragedie e abusi
klostridiumtetani
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 17.08.55
14
Bella voce e belle canzoni rock. Mi è/sono sempre piaciuta/i
blackiesan74
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 16.46.48
13
Povera Dolores, mi ha colpito molto la sua morte perché l'adolescenza durante gli anni '90 è stata caratterizzata (anche) dalla sua meravigliosa voce. Mia moglie era (è) una devota fan dei Cranberries ed è grazie a lei che mi sono avvicinato al gruppo; in casa nostra per giorni abbiamo ascoltato solo loro. Una grossa perdita.
Beta
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 16.08.32
12
Sempre piaciuta, proprio per la vocalità che descrive Raven. Mi è spiaciuto tantissimo apprendere della sua morte, sia per l'importanza del personaggio in ambito rock sia perché ho un certo legame coi Cranberries. Molto brutta la sua storia, purtroppo sono situazioni terribili e non tutti riescono a vincerle. Bell'articolo, completo e ben calibrato.
Raven
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 13.35.21
11
Corretto, grazie.
Elluis
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 12.31.01
10
Piccolo refuso che compare nell’articolo, ma anche in qualche commento: è Cranberries, scritto con la “n”, non con la “m”. Bell’articolo @Raven, ignoravo le collaborazioni con Mendoza, ed è triste leggere di un ennesimo artista talentuoso ucciso dai suoi fantasmi giovanili, e forse da certe pillole, che nei paesi anglosassoni e in America sembra che vadano via più del pane. Personalmente ho avuto un infatuazione per la voce di Dolores e i Cranberries nel periodo che va da To The Faithfull... passando per Bury the Hatchet, fino a Wake Up and Smell The Coffee. Li ho visti negli anni un paio di volte dal vivo e hanno sempre fatto degli ottimi spettacoli. La morte di Dolores e quindi della band, è stato davvero shockante, a me un po’ mancherà.
ObscureSolstice
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 12.04.38
9
una lode va all'Irlanda per aver avuto una band come i Cramberries e una cantante come Dolores, a livello mondiale. Mi sono sempre piaciuti, con le loro canzoni. Una costola del rock alternativo degli anni '90, insieme ai Skunk Anansie si sono fatti molto conoscere in quel periodo per espressività e composizioni non da poco...ma a me, anche se entrambi bravi, rispetto agli inglesi i Cramberries mi hanno sempre dato qualcosa in piu'. Lodevole anche quando Dolores prendeva in mano una chitarra acustica e li' si capiva tutta l'espressività e la bravura da artista totalmente personale e rock
fasanez
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 10.25.05
8
Non ho mai approfondito tantissimo, ma mi piacevano, amando anche il rock più leggero. Singoli come la citata Zombie, Just my Imagination, Salvation e Promises sono bellissimi e lasciano passare molte emozioni, come scrive Raven. IMHO una grande artista con una voce unica. Bellissimo articolo, bravi!
Silvia
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 10.14.32
7
Purtroppo un’anima tormentata non ha pace, non importa la fama, il successo o lo status di icona del rock... Mi ha colpito molto la sua morte, ed è incredibile pensare come a volte avere tutto (professionalita’, successo, famiglia, affetti) in realta’ non sia niente se non si è felici o comunque risolti dentro. Dico questo perche’, anche se non si conoscono ufficialmente le cause della morte, Dolores non ha mai fatto mistero delle sue fragilita’ e del suo disagio. Comunque grande frontwoman e artista
Raven
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 10.01.58
6
Ma infatti, infatti abbiamo 1234 recensioni di Debbie Harry, ad esempio. Ma soprattutto ci guadagniamo un sacco di soldi, quindi abbiamo un grandissimo interesse nel perdere ore ed ore per raccogliere materiale e poi scrivere l'articolo. Se non mi avessi scoperto, io personalmente avrei potuto cambiare macchina. Ti rendi conto del danno che hai fatto? Adesso devo perdere l'anticipo per la Ferrari che avevo racimolato proprio con la'reticolo sulla Harry. Vedi caro Usurper, a questo mondo, ed anche se ad una mente evidentemente piccola come la tua il concetto può risultare alieno, c'è gente che agisce in buona fede e senza alcun tornaconto. In questo caso per la passione di scrivere e per il rispetto che si deve ad una figura che, come le letture già dimostrano dopo poche ore, era molto considerata anche nel nostro ambiente. Quell'ambiente che dovrebbe essere di fratellanza e per scambiare opinioni e crescere assieme senza -lo ripeto- che nessuno qui guadagni un centesimo. Se il pezzo fa 10 o 10.000 letture non cambia nulla per nessuno. Anzi no, per qualcuno cambia: per chi vede solo sporcizia ed è sempre pronto a pontificare da dietro una tastiera. Non voglio perdere tempo a spiegarti le nostre dinamiche interne nella scelta dei soggetti da trattare, anche perché non credo che capiresti, ma hai davvero perso una grandissima occasione per tacere. Comunque stai tranquillo, per stare zitto col tuo atteggiamento ne troverai molte altre in brevissimo tempo. Ora scusami, devo telefonare al mio commercialista per far spostare i guadagni ottenuti con questo atto di sciacallaggio alle Cayman.
Usurper
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 9.52.34
5
Beh, certo: occasione "quanto meno opportuna"... non ve la siete mai cagata né con i Cranberries né tanto meno da solista, ma dato che il cadavere è ancora fresco, perché non considerarla tutt'a un tratto una "donna rocciosa"? Sciacalli...
tino
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 9.20.22
4
Una grandissima artista. Sono d’accordo con rob anche a me provoca parecchi ricordi, quel pezzo dei cranberries è anni 90 fino al midollo e anche se non è (era) il mio genere l’ho assimilato in modo indiretto ed è diventato ora uno dei miei pezzi preferiti Mi ricorda i sabati sera alla discoteca rock corallo (lambruscore saprà sicuramente) dove veniva regolarmente suonato assieme ad altri pezzi mitici (anche se non tutti contemporanei) che mi ricordano il periodo tipo suck my kiss, spoon man, the passenger, come as you are, midlife crisis…bellissimi gli anni 90. Comunque tornando alla compianta protagonista trovo sia una delle più belle voci femminili di sempre ed ha lasciato una bellissima eredità e testimonianza artistica, un vero talento, ed è comunque importante che il mondo del metal, spesso refrattario verso le forme artistiche più popolari, abbia lasciato il proprio saluto e il proprio tributo all’artista tormentata scomparsa.
alifac
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 9.18.32
3
Articolo bellissimo... vista 2 volte dal vivo, un'artista eccezionale! RIP!
Rob Fleming
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 8.50.19
2
Ai Cramberries sono legato perché in quel 1994 Zombie (insieme ad un altro pugno di canzoni: Killing in the name of...; Antisocial dei Trust; Come out and play degli Offspring ha fatto da colonna sonora di un certo periodo della mia vita). Quando tornai in Italia approfittai dell'acquisto di mia sorella dell'album "No need...". Pieno di speranze, le riposi subito, quel falsetto definito "teoricamente fastidioso" per le mie orecchie era assolutamente fastidiosissimo. Così non ho mai approfondito la conoscenza e mi sono limitato ai video/singoli, ma non fatico a riconoscere che "Promises" è un capolavoro che ogni volta che l'ascolto/vedo mi emoziono ancora. Voce particolarissima e immediatamente identificabile, ma non fa per me. Spiace in ogni caso per una fine così triste.
gianmarco
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 7.35.02
1
un mito .
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