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PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS + GORILLA PULP - Jailbreak Live Club, Roma, 16/03/2018
20/03/2018 (1596 letture)
UNA FAMIGLIA ROCK 'N' ROLL
La scomparsa di Lemmy ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di milioni di fan in tutto il mondo, ma anche e soprattutto in quelli dei suoi amici e compagni di lunga data, il batterista Mikkey Dee ed il chitarrista Phil Campbell; mentre il drummer si è gettato a capofitto in una nuova avventura con gli Scorpions, il riffmaker gallese ha dichiarato più volte di aver seriamente pensato al ritiro, tanto era il dolore per la scomparsa dell'amico di una vita. Successivamente, una volta superata la perdita, il nostro aveva di fronte a sé due strade: la prima, più logica, sarebbe stata quella di procurarsi un ingaggio in un'altra band famosa, dal momento che le richieste, verosimilmente, non sarebbero mancate; in alternativa, sarebbe potuto tornare ai primordi della sua carriera, suonando nei piccoli club con nuovi compagni di avventure. Un po' inaspettatamente, ma dimostrando grande coerenza ed umiltà, il nostro ha scelto di intraprendere la seconda strada, portandosi per di più dietro i suoi tre figli (chitarrista, bassista e batterista) ed il cantante Neil Starr, amico di famiglia da anni. Il rock 'n' roll, del resto, è un affare di famiglia, hanno dichiarato i Phil Campbell and The Bastard Sons (chissà che ne pensa la signora Campbell...)!
Dopo un paio di EP, discreti ma nulla più, il gruppo (o sarebbe più corretto definirli “impresa familiare”?) ha rilasciato un ottimo full-length, The Age of Absurdity, mettendo in mostra naturalmente qualche contaminazione “motorheadiana”, ma anche influenze blues, hard rock e classic heavy. Avendo apprezzato molto l'album e, purtroppo, non essendo mai riuscito a vedere dal vivo i Motörhead, decido dunque di prender parte alla data romana del quintetto presso il Jailbreak Live Club, confortevole locale sito in zona Tiburtina; per rendere ulteriormente succosa la serata, riesco oltretutto ad ottenere un'intervista con Neil Starr ed uno dei “Figli Bastardi”, il batterista Dane, che confido di farvi leggere a breve su queste pagine.

GORILLA PULP
Ad aprire le danze provvedono i viterbesi Gorilla Pulp, che hanno da poco pubblicato il loro secondo album, intitolato Heavy Lips; accade di frequente che l'esibizione del gruppo spalla costituisca tutt'al più un onesto diversivo per ingannare il tempo in attesa degli headliner, ma in questo caso devo dire che il quartetto fa decisamente di più: la proposta musicale, che si muove fra riff sabbathiani, echi blues e torbide suggestioni stoner (i musicisti la definiscono “tufo rock”), mi cattura infatti sin dalla prima nota e sono ben lieto di trattenermi sotto al palco per godermi l'esibizione. Il gruppo è infatti coeso e decisamente scatenato, benché la scena venga per forza di cose rubata dall'esibizione del cantante/chitarrista Maurice Flee, abile sia al microfono, sia alle sei corde, sia nel dare spettacolo, con l'aiuto anche di theremin e talkbox! Fra i brani che più mi colpiscono segnalo senza ombra di dubbio la graffiante Peyote Queen, la bluesy Witch Boogie e la scanzonata Heavy Lips. La chiusura del concerto, affidata alla valida Witchcraft, che furbescamente i nostri introducono con una breve cover di Iron Man, mi lascia con un po' di amaro in bocca, nel senso che avrei voluto sentire ancora qualche pezzo! Da notare che ad un certo punto, a godersi lo spettacolo, arriva anche Tyla Campbell, bassista degli headliner; se apprezza lui, figlio di cotanto padre e cresciuto con cotanta musica, perché non dovremmo farlo noi?

SETLIST GORILLA PULP
1. In Your Waters
2. Bless the Moon
3. Witch Boogie
4. Peyote Queen
5. Heavy Lips
6. Intro Iron Man + Witchcraft


PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS
Terminata l'ottima esibizione dei Gorilla Pulp, l'attesa si fa palpabile per l'inizio del concerto degli headliner, il cui logo, palesemente ispirato alla celebre serie TV Sons of Anarchy, campeggia su tutti gli strumenti; nonostante i numeri siano tutto, tranne che esaltanti (credo che i partecipanti, alla fine, siano stati poco più di un centinaio), i presenti si fanno sentire ed accolgono con un boato l'ingresso dei musicisti. Neil Starr, che durante l'intervista si è dimostrato un ragazzo di una tranquillità quasi disarmante, sul palco si trasforma in un animale del rock 'n' roll e non cessa un istante di saltare ed incitare il pubblico; la sua voce, che su disco mi era piaciuta fino ad un certo punto, guadagna molti punti dal vivo ed è ottimamente supportata da un comparto strumentale di tutto rispetto: benché gli occhi siano naturalmente tutti per il carismatico Phil Campbell, sempre sorridente, sarebbe infatti ingiusto trattare i suoi tre ragazzi semplicemente come “figli di papà”, dal momento che si dimostrano eccellenti esecutori, soprattutto il chitarrista Todd. La scaletta, come prevedibile, pesca tanto dal nuovo repertorio del gruppo, quanto da quello quasi infinito dei Motörhead, con tanto di qualche chicca meno conosciuta come Cradle to the Grave e Just 'Cos You Got the Power; naturalmente il cantante si trova più a suo agio con i brani che ha contribuito a scrivere, come l'energica Big Mouth e la graffiante Get On Your Knees, ma se la cava bene anche nell'interpretare i pezzi resi immortali dall'ugola rauca di Lemmy: Deaf Forever, Rock Out sono infatti ottimamente resi dalla band, con l'eccezione forse delle linee di basso di Tyla Campbell, non rivestite della stessa potenza del leggendario Rickenbacker di mister Kilmister. Poco male, i presenti apprezzano ugualmente ed accolgono con favore anche le canzoni tratte da The Age of Absurdity, come la tirata Welcome to Hell; particolarmente gradite, sempre dall'album pubblicato a gennaio, risultano la bellissima Ringleader e, soprattutto, la bluesy Dark Days, che è anche uno dei miei pezzi preferiti del gruppo; con un po' di disappunto da parte mia, i Phil Campbell and The Bastard Sons non eseguono Gypsy Kiss, forse il pezzo più debitore dei Motörhead presente sull'album ed un altro dei miei preferiti, ma si fanno “perdonare” con la micidiale doppietta R.A.M.O.N.E.S./Born to Raise Hell, cantate entrambe a squarciagola. Il papà rock Phil Campbell, a differenza di quanto era normale immaginare, lascia spesso la scena ai figli e soprattutto all'indiavolato cantante, limitandosi a poche parole di ringraziamento, a molti sorrisi e, naturalmente, a suonare divinamente come sa fare; il suo tocco, squisitamente tinteggiato da venature blues, è davvero splendido! Una delle poche eccezioni al suo scarso mettersi in mostra arriva a tre quarti dello show, quando prende brevemente la parola per annunciare un paio di pezzi espressamente dedicati al suo amico scomparso Lemmy, tributato dai presenti con un applauso: il primo è Silver Machine, ottima cover degli Hawkwind, che su disco vede la presenza anche del leader del gruppo, Dave Brock; il secondo, invece viene annunciato da una delle più famose linee di basso della storia del metal...non occorre dirvi che su Ace of Spades si raggiunge l'apice del concerto e si scatena un pogo di notevole entità, considerate le ridotte dimensioni del locale! Dopo il brano simbolo dei Motorhead, il concerto si avvia verso la sua conclusione con un altro brano tratto da The Age of Absurdity (l'interessante High Rule), ulteriori omaggi al fondatore dei Motörhead, ma anche con uno meno scontato: i Phil Campbell and The Bastard Sons si esibiscono infatti in una strana, ma intrigante reinterpretazione hard 'n' heavy di Heroes, classico di David Bowie, altro artista straordinario, peraltro scomparso pochi giorni dopo Lemmy. Chissà che i due, da qualche parte lassù, non si siano goduti lo spettacolo.

FREAK SHOW
Terminato lo show sulle note di Going to Brazil e saccheggiato il banchetto del merchandising, mi dirigo all'esterno del locale, contento di aver assistito ad un ottimo concerto; Phil Campbell si è confermato musicista splendido e personaggio gradevole, Neil Starr è stato autore di un'ottima performance ed i “Figli Bastardi” hanno dimostrato che il rock può davvero trasmettersi con i geni. L'unica critica che posso muovere allo loro esibizione riguarda la scaletta: per quanto io per primo desiderassi ascoltare dal vivo alcuni classici dei Motörhead, trovo che occupare ben metà scaletta con cover del gruppo sia un po' eccessivo, specialmente quando si ha un validissimo album appena pubblicato da promuovere. Un paio di pezzi in meno di Lemmy e soci ed un paio in più dei Phil Campbell and The Bastard Sons, a mio modo di vedere, avrebbero reso la serata perfetta. Tuttavia, anche così, posso dire di essermi divertito moltissimo: dopo tanti concerti visti all'aperto, tornare a respirare l'aria di un piccolo club, recuperando una sorta di contatto “reale” con gli artisti, è un'esperienza che mi sento assolutamente di consigliare.

SETLIST PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS
1. Big Mouth
2. Freak Show
3. Deaf Forever (Motörhead cover)
4. Rock Out (Motörhead cover)
5. Cradle to the Grave (Motörhead cover)
6. Welcome to Hell
7. Take Aim
8. Born to Raise Hell (Motörhead cover)
9. Get On Your Knees
10. R.A.M.O.N.E.S. (Motörhead cover)
11. Ringleader
12. Dark Days
13. Silver Machine (Hawkind cover)
14. Ace of Spades (Motörhead cover)
15. High Rule
16. Just 'Cos You Got the Power (Motörhead cover)
17. Rock 'n' Roll (Motörhead cover)
18. Heroes (David Bowie cover)
19. Going to Brazil (Motörhead cover)



Elluis
Venerdì 23 Marzo 2018, 22.02.09
13
@Joe91 non saprei davvero, io ho solo fatto un' ipotesi: posso dirti per certo che ero quasi in prima fila e l'ho avuto a 2 m. da me, la faccia era parecchio segnata, un po gonfia, forse era solo stanchezza, alla fine la vita in tour è molto logorante, e così ho avuto questa sensazione.
Joe91
Venerdì 23 Marzo 2018, 16.38.57
12
@Elluis a giudicare da delle interviste del 2016 (o 2017) sembra invece che abbia smesso di bere da tanto, e se ricordo bene anche di fumare
tino
Mercoledì 21 Marzo 2018, 16.04.33
11
Penso che campbell sia uno dei chitarristi più sottovalutati di sempre, io lo trovo strepitoso, uno dei miei preferiti. Lo preferisco di gran lunga agli shredder più blasonati (batio, vai, satriani,..) che sembrano quasi delle macchine più che degli uomini. Comunque l’operazione con i figli serve molto a riempire almeno in parte il vuoto lasciato dai motorhead, è troppa l’eredità musicale lasciata e penso che phil stia proseguendo il discorso in modo discreto e accettabile. Forse avrebbe dovuto unire le forze con chuck garric (beasto blanco) al basso voce ma sarebbe stata una operazione troppo sfacciata visto l’impronta lemmiana del bassista di cooper.
Elluis
Mercoledì 21 Marzo 2018, 15.20.46
10
@Testamatta, effettivamente il nostro Phil (che indossava una bella maglietta dei Ghost) si è un po imbolsito, per tutta la prima parte del concerto aveva addosso sti occhialoni da sole, poi dopo se li è tolti. Secondo me è più una questione di troppo bere piuttosto che di mangiare, ma è una mia idea. @ian anche a me rompono le palle quelli che si fanno i selfie, e poi fanno foto e filmati a nastro, però tre o quattro foto piace farle anche a me, il tutto sta a non dare fastidio a chi ti sta attorno.
Barry
Mercoledì 21 Marzo 2018, 14.07.28
9
Dipende sempre da come si fanno le foto (anche da come si commenta): io per primo detesto chi passa tutto il tempo con il cellulare fisso sul palco e, soprattutto, con chi tiene costantemente alzate le braccia per fare foto e video, coprendo la visuale a chi sta dietro; per questo faccio foto tenendo macchina e/o telefono esclusivamente ad altezza del mio volto
ian
Mercoledì 21 Marzo 2018, 14.00.24
8
Ma hanno fatto bene!!!! Non capite che rompete le palle con le vostre foto ai concerti!!!!
Testamatta ride
Mercoledì 21 Marzo 2018, 13.51.28
7
Ma è una mia impressione o ultimamente Campbell ci è andato giù pesante con la forchetta?
Elluis
Mercoledì 21 Marzo 2018, 11.42.39
6
Niente flash ci sta assolutamente, anche perchè il club è piccolo, come penso gli altri dove hanno suonato, quindi se qualcuno ti spara un flash in faccia è davvero fastidioso. Brutta esperienza sì, perchè alla fine di per sè è una cavolata, ma basta una cavolata così a rovinarti il buon umore della serata. Non sono uno di quelli che sta le ore a fare foto e filmati, però qualche foto o qualche video mi piace farlo, ma pensa te, se dovevo avere il patema d'animo di dovermi nascondere perchè sennò venivo braccato dalla Sicurezza che sparava le luci delle loro torce in faccia a chi tirava su il telefonino. Fuck off !
Barry
Mercoledì 21 Marzo 2018, 11.27.12
5
Mistero...può darsi che avessero chiesto "niente flash" e qualcuno è andato oltre. Boh. Come ti dicevo (e come si vede anche dalle foto allegate, che sono mie), a noi non ha detto nulla nessuno, men che meno il gruppo. Brutta esperienza comunque
Elluis
Mercoledì 21 Marzo 2018, 8.10.40
4
@Barry, grazie molte per le risposte, effettivamente sì, sono io che ho scritto sia sulla pagina di PC&BS, sia su quella del locale. I primi mi hanno dato la risposta che hai riportato sotto, i secondi mi hanno confermato che è stata una specifica richiesta della band, non certo una loro iniziativa. Un amico con cui ero al concerto era già stato al Dagda a vedere gli Angel Witch e non aveva avuto nessun problema per fare foto. Mah, rimarrà un mistero...
Barry
Mercoledì 21 Marzo 2018, 1.19.43
3
Guarda, ti giro una risposta che hanno dato sulla loro pagina Facebook ad un utente che gli faceva presente la situazione da te prospettata (o magari sei sempre tu? ) "Sorry to hear that. This is not a request from us. Fans are always allowed to take photo's and videos of our shows. We hope you enjoyed the show and the music. We will speak to the Italian promoter tomorrow to make sure there is no confusion. Thanks for bringing this to our attention."
Barry
Martedì 20 Marzo 2018, 20.24.19
2
Ciao Elluis, guarda, a me non hanno detto nulla ed avevo con me una macchina fotografica anche piuttosto voluminosa ma in generale era pieno di gente con cellulari e macchine di ogni genere, quindi immagino che non abbiano rotto le scatole a nessuno. Lo stesso vale per Phil ed i suoi ragazzi, al massimo possono aver chiesto a qualcuno (comprensibilmente, in questo caso) di non piantargli proprio i flash negli occhi, ma si prestavano volentieri a qualunque tipo di foto. Mi spiace per la brutta esperienza! Quanto alla tracklist, anche io non amo granché Just 'Cos e nemmeno Cradle to the Grave, tant'è che alla fine del report, quando scrivo che un paio di pezzi dei Motorhead sarebbero anche potuti rimanere in cassaforte, mi riferivo proprio a quelli quanto alla voce di Starr, condivido in parte le tue perplessità, anche se, come detto, dal vivo mi pare guadagni molto anche in termine di "sporcizia" rispetto all'album, dove sembra quasi Chad Kroeger dei Nickelback a tratti. Del resto, come mi ha rivelato nell'intervista, è cresciuto con il grunge
Elluis
Martedì 20 Marzo 2018, 20.17.52
1
Scusatemi, inizio chiedendo a una cortesia a chiunque sia stato ai concerti di Roma e San Donà di Piave: avete per caso avuto problemi per fare le foto? A Pavia quelli della sicurezza ci hanno rotto i coglioni a sangue, addirittura c'erano due tipi che andavano in giro per il locale ad impedire alla gente di fare foto e filmati, perchè mi hanno detto (ma io non ci credo) che è stata una specifica richiesta di Phil Campbell e soci: è successo anche a voi qualcosa di simile? Mi ha veramente infastidito non poco sta storia. Grazie a chi mi risponderà! Detto questo, ero presente per l'appunto al Dagda Club in provincia di Pavia. Sono arrivato che la support band, gli Athrox, stavano quasi finendo di suonare, ho sentito un paio di pezzi e non mi sono dispiaciuti, ma troppo poco per giudicare. Phil Campbell & family invece mi sono piaciuti molto, li avevo già visti l'estate scorsa a Bergamo, i loro pezzi suonati dal vivo hanno un bell'impatto, per non parlare di quando hanno fatto pezzi dei Motorhead. Su Deaf Forever, Rock'n'Roll e Going to Brazil mi sono davvero emozionato. Ottima anche la versione di Heroes di Bowie. Toglierei invece dalla scaletta (mia opinione personale) Ace Of Spades e Just 'Cos... che mi ha sempre fatto schifo come canzone. Alla fine ho anche preso il plettro della chitarra di Phil con un bel dito medio stampato su, fantastico ! L'unico punto debole, per me rimane la voce, troppo pulita: mi spiace, perchè Starr mi è anche simpatico e si sbatte di brutto, ma secondo me non c'entra niente con lo stile che propongono i Bastard Sons, ci vorrebbe una voce un po più "sporca". Sono rimasto sorpreso dalla poca gente presente, mi aspettavo quasi un sold out, invece ci saranno state forse 200 persone.
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