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ALMOST FAMOUS - # 28 - Voivod (prima parte)
03/04/2018 (1491 letture)
La nostra rubrica Almost Famous nel corso degli anni ha passato in rassegna numerosi nomi del mondo rock e metal che, per vari motivi, hanno ricevuto meno riconoscimenti rispetto a quanto meritato in carriera. Tra i tanti protagonisti di queste storie, i Voivod rappresentano, forse, il simbolo della malasorte, delle congiunzioni negative, di un pubblico e di addetti ai lavori, che, molte volte, non premiano chi veramente innovativo.
Ma i Voivod sono anche la tenacia e la forza di andare avanti, un gruppo da cui prendere esempio sotto tanti aspetti.

GUERRA E DOLORE
La storia dei Voivod inizia come tante altre, in un posto però diverso dagli altri, Jonquière, cittadina del Quebec francofono famosa sino a quel momento per essere sede degli impianti di estrazione dell'alluminio. I quattro ragazzi dei Voivod nascono qui, con un paesaggio simile a quello di un film di fantascienza ed una lingua (il francese) diversa da quella nazionale. Insomma, per la fervida immaginazione del piccolo Michel Langevin è una vera e propria ispirazione e servirà per la creazione dell'universo immaginario di Morgoth e del Voivod, spietato guerriero vampiro post-nucleare. La passione per la musica dura e questo universo finiranno per mischiarsi quando Langevin iniziò a suonare con altri tre amici, Denis Belanger, Denis D'amour e Jean-Yves Thériault nello scantinato della famiglia del primo.
I quattro erano giovani, irriverenti, vogliosi di far rumore emulando i loro idoli (tra i quali figuravano anche i Rush, influenza però non ancora evidente nella loro proposta musicale) e, nonostante una comprensibile approsimazione tecnica, i risultati cominciavano a farsi vedere. Il primo demo Anachronism del 1983 fu registrato dal vivo ed infarcito di cover delle loro muse (Motorhead, Venon, Judas Priest, Raven) oltre a qualche pezzo inedito, ma già con To The Death! del 1984 i Voivod riuscirono ad attirare l'attenzione dell'importante Metal Blade Records. La label di Brian Slagel riuscì ad intravedere del potenziale dietro a quel gruppo, i cui membri avevano adottato degli pseudonimi (Snake, Piggy, Blacky, Away) ed un abbigliamento "estremo" fatto di borchie, cartucciere, catene e magliette strappate. Un brano di quel demo (Condemned To The Gallows) fu scelto per la compilation Metal Massacre V, vero e proprio passaggio obbligato per la scena nordamericana di quel periodo e che in quella quinta edizione vedeva, oltre ai Voivod, anche nomi del calibro di Overkill, Omen, Attacker, Hellhammer, Metal Church e Fates Warning. La scelta del brano non fu molto gradita dalla band, che avrebbe preferito fosse selezionato un altro pezzo del suo repertorio, infatti Condemned To The Gallows fu l'unica composizione dei primi anni a non vedere mai la luce nella discografia ufficiale del gruppo.
Da lì a poco fu il momento del vero e proprio esordio discografico per i Voivod con War and Pain, primo album della band ed esordio internazionale del guerriero post-atomico in copertina, finanziato dalle famiglie dei quattro. Composto nella sua interezza dai brani di To The Death!, War and Pain faceva dell'irruenza la sua forza, a volte penalizzata da un'approssimazione tecnica generale che non passò inosservata, purtroppo. Sebbene le vendite non andarono male, sul loro capo pendeva la pesante bocciatura di Kerrang!, che proprio non digerì il loro esordio senza dar loro nessuna attenuante. Probabilmente le critiche negative ricevute dal alcuni magazine furono più importanti degli apprezzamenti per i vertici della Metal Blade Records, che li scaricarono presto, sospendendo i pagamenti dopo appena tre mesi dalla pubblicazione. Un comportamento che i quattro ricorderanno dedicando alla label la canzone Fuck Off & Die sul successivo album.

LA NOISE E BERLINO
Nonostante un esordio nel music business non proprio incoraggiante, i Voivod non si persero d'animo e si trasferirono a Montreal, città più importante del Quebec da dove la band canadese avrebbe dovuto (nelle intenzioni) prendere il volo col loro secondo album. Ma, come già si può intuire, le cose per i Voivod non sono mai state facili.
I quattro affittarono una saletta per lavorare sul nuovo materiale, situata in una zona non proprio ben frequentata ed i cui muri non erano molto resistenti. Infatti, come racconta lo stesso Away, una notte qualcuno sfondò una parete rubando parte del loro equipaggiamento, lasciando i Voivod senza attrezzatura, con un disco non finito e, soprattutto, senza il denaro necessario per continuare. La soluzione per uscire da questo impasse fu trovata dal loro management: organizzare un festival per raccogliere il denaro necessario. Così, il 30 novembre 1985 il festival World War III si svolse a Montreal ed il bill vedeva, oltre ai Voivod, anche Celtic Frost, Possessed, Destruction e Nasty Savage e fu sold out. Per i Voivod fu un successo e, oltre alla possibilità di finire il secondo disco, arrivò anche un'insperata mano da parte dei Celtic Frost. La band di Tom G. Warrior portò, infatti, il demo del nuovo album ai vertici della Noise Records, che propose un contratto di tre album al gruppo. Rrröööaaarrr arrivò nei negozi nel marzo del 1986 e riprendeva (estremizzandolo) il concept del precedente album. Il guerriero era oramai diventato tutt'uno con un carroarmato, trasformandosi in Korgüll, lo Sterminatore, schiacciando e distruggendo tutto quello che trova sul suo cammino nelle lande di Morgoth. Rrröööaaarrr era il disco più thrash che i Voivod potessero registrare in quel momento e fu anche l'ultimo puramente thrash metal. Sebbene ottimamente nascoste dagli evidenti strati di rumore, tra le pieghe di Rrröööaaarrr è possibile ascoltare alcune di quelle intuizioni che saranno poi il fulcro del successivo album, per il quale la band aveva già delle idee in cantiere.
Idee che furono supportate anche dai fatti di cronaca che stavano accadendo nel mondo: il disastro dello Space Shuttle Challenger, i fatti di Chernobyl ed il clima di corsa agli armamenti dell'amministrazione Reagan, portarono Snake ed Away a basare i testi del nuovo disco sulla tecnologia fuori controllo. Il Voivod aveva distrutto completamente Morgoth ed ora era pronto a conquistare lo spazio.
Anche il trasferimento a Berlino per le registrazioni aiutò molto da questo punto di vista, dato che gli studi Musiclab si trovavano nei pressi del Muro. Ma la vera svolta di Killing Technology fu soprattutto musicale, dato che, vedendo la struttura delle canzoni, pareva quasi di avere a che fare con un altro gruppo rispetto a quello degli esordi. I Voivod, maturati come uomini e musicisti, portarono la loro musica ad un livello superiore, disegnando trame articolate, inedite e personali. Una grossa mano venne loro data da Harris Johns che, nonostante le difficoltà linguistiche, insegnò loro diversi trucchi e li aiutò a crescere. Il gruppo realizzò anche il suo primo videoclip per il brano Ravenous Medicine, che però non ottenne molta considerazione da parte dei vertici di MTV.

UN'ALTRA DIMENSIONE
L'inizio della seconda metà degli anni 80 fu il periodo più prolifico per i Voivod, che scrissero il loro quarto disco durante il tour di supporto a Killing Technology, un'abitudine presa già in occasione del precedente album, dati i tempi ristretti imposti dal budget della Noise. Il nuovo album prometteva di essere ancora più ambizioso, un concept diviso in otto parti, con il Voivod ad entrare in una nuova dimensione, assorbendo energia e conoscenza dai suoi abitanti, fino alla distruzione totale finale. Il titolo Dimension Hatröss era, ovviamente, riferito a quello, con l'inglesizzazione del termine francese "atroce". Prima di tornare nei Musiclab per registrare, i Voivod lavorarono sul nuovo disco in una sala prove di Montreal che faceva loro anche da casa, vicino ad uno strip club aperto tutto il giorno e con frequenti discussioni con i biker delle delle vicinanze. Il sodalizio con Harris Johns si rinnovò nuovamente ed aiutò i quattro ad evolversi ancora come conoscenze musicali e tecniche, oppure proponendo bizzarre soluzioni, come Snake costretto a scendere in strada per cantare dal citofono. A tutto questo venne aggiunta una stravagante cover del tema di Batman nelle versioni in CD, anche se in un primo momento il gruppo pare volesse coverizzare Holiday in Cambodia dei Dead Kennedys, spesso suonata dal vivo in quel periodo. Dimension Hatröss era un enorme passo avanti per la musica metal, quasi come lo fu Into The Pandemonium dei Celtic Frost l'anno prima, anche se forse questo sarà più chiaro in seguito.
La sfortuna, purtroppo, ci mise del suo, togliendo la possibilità ai Voivod di andare in tour negli Stati Uniti con Testament e Vio-Lence a promuovere il disco. Al chitarrista Piggy, fulcro compositivo del gruppo, venne infatti dignosticato un tumore molto vicino al cervello, la cui rimozione tramite intervento chirurgico sarebbe stata molto rischiosa. Un destino beffardo per chi aveva appena scritto Brain Scan, che però aveva in serbo una sorpresa: al chitarrista venne infatti somministrato un farmaco sperimentale che fece regredire il tumore, scongiurando la pericolosa operazione.
Purtroppo, come ben sappiamo, diciassette anni dopo le cose andarono maniera differente.

L'APPRODO ALLA MCA
A fine anni 80 i gruppi che suonavano thrash metal erano in cima agli indici di gradimento dei metallari e i numeri che portavano (in termini di vendite) facevano gola alle major, pronte ad accaparrarsi i nomi più importanti o promettenti.
Terminato il contratto con la Noise, la MCA/Mechanic Records (sotto etichetta della Universal) propose un accordo discografico ai Voivod che accettarono. Questo cambiamento non fu l'unico per il gruppo canadese, che per le registrazioni del quinto disco decise anche di rinunciare ad Harris Johns ed ai Musiclab (i quali nel frattempo avevano cambiato sede). Ma soprattutto, la strada che la band voleva percorrere era diversa, certamente prosecuzione del cammino di Dimension Hatröss, però sempre meno parente del thrash metal. E questo fu un punto di disaccordo col produttore Glen Robinson, il quale in fase di mixaggio fece suonare l'album più thrash rispetto alle intenzioni dei Voivod. Probabilmente però si tratta del classico caso di artista insoddisfatto del proprio capolavoro, dato che Nothingface formalmente non presenta difetti e viene considerato dai più come l'apice dei Voivod. Il Voivod, dopo la distruzione globale del precedente disco, è solamente un'entità che cerca di riprendere l'antica forma, così come i quattro riprendono in mano le loro radici, spostandosi però verso il prog rock, come testimonia la cover di Astronomy Domine dei Pink Floyd, probabilmente uno dei migliori risultati nel campo delle coverizzazioni metal. Un'apparente semplificazione della proposta (prima ancora che diventasse di moda) che rese Nothingface unico nel suo genere, tra i freddi scenari tecnologici descritti accuratamente dalla penna di Snake, i cupi disegni di Away ed il suono graffiante e schizoide dei tre musicisti.
L'etichetta avrebbe voluto anche inserire la loro cover di Search And Destroy dei The Stooges nella colonna sonora del film Pump Up The Volume (Alza il Volume) del 1990, ma alla fine della cosa non se ne fece niente. Difficile dire se fu un bene o un male, dato il non enorme risultato al botteghino, anche se indubbiamente i Voivod avrebbero ottenuto una visibilità superiore rispetto a quanto abituati solitamente.
Erano appena iniziati gli anni 90 e nessuno (benché meno loro) poteva immaginare quello che sarebbe successo alla scena metal che conoscevano.

Fine prima parte.



ObscureSolstice
Mercoledì 11 Aprile 2018, 0.44.46
61
VVVoooooiVVVoooood!! Ho avuto difficolta' a iniziare con loro, troppo difficili e particolari, non li capivo e non mi entravano in testa, nonostante io avessi i primi due dischi originali per molto tempo, solo dopo molto tempo ho iniziato ad apprezzarli veramente. @Fabio Rasta, Detestor suona meglio di Fuck Off
Silvia
Martedì 10 Aprile 2018, 22.17.52
60
Sì infatti è solo un approccio diverso @Gals/Metal Shock. Anche x l'ascolto della musica nuova ho tempi biblici, mi piace approfondire e soprattutto ritornarci sopra. Tornando ai Voivod comunque non mi pare che allora fossero di seconda fascia
Galilee
Martedì 10 Aprile 2018, 21.06.45
59
X Korgull. Sarà un disco minore e più easy listening ma per me è uno dei migliori. Ha un tiro pazzesco.
Galilee
Martedì 10 Aprile 2018, 21.03.36
58
Sei il mio contrario. Considerando che mi sono perso almeno un migliaio di album uscito nel passato, io recupero. Quindi ascolto sempre musica nuova, ma di 40 anni fa...
Metal Shock
Martedì 10 Aprile 2018, 20.32.33
57
Oramai sono anni che nel mio tempo libero non ascolto vecchi dischi, c'è tanta roba nuova ogni settimana che la voglia di riascoltare vinili di trent'anni fa mi passa😁
ian
Martedì 10 Aprile 2018, 19.58.42
56
Fabio : Detestor!!!!
Fabio Rasta
Martedì 10 Aprile 2018, 19.36.05
55
Ian (50): Rigel! Non ho proprio idea di come hai fatto a capirlo ma se sai questo allora sai anche quale fu il nome definitivo. Ed è anche probabile che io e te ci siamo conosciuti. Poi mi fermo qui xchè sui VOIVOD non ho veramente nient'altro da dire e devo rispettare il tema dell'articolo. Un salutone e stretta di mano!!! A tutti tutti!!!
Rob Fleming
Martedì 10 Aprile 2018, 18.10.55
54
@Silvia: "quei dischi che ti spingono a dedicare loro quel poco tempo libero". Capita anche a me. Quando si ha poco tempo alla fine si va sempre sul sicuro. E i benefici sono assicurati
Silvia
Martedì 10 Aprile 2018, 18.05.40
53
@Er Trucido anche secondo me i Voivod non hanno avuto fortuna comunque. Grazie x l'info su Fuck Off, l'ho letto su Metal Archives il passato era riferito ai tempi di cui parlava Fabio . @Rob, ognuno si rilassa come crede, ho fatto l'esempio di un album di cui conosco ogni singola nota e nonostante ciò a volte sono quei dischi che ti spingono a dedicare loro quel poco tempo libero perché (come dice @tino) hanno sempre un grande fascino o servono da valvola di sfogo (x me)
Er Trucido
Martedì 10 Aprile 2018, 17.57.04
52
@Rob: erano sotto major ed infatti quello fu il disco che vendette di più, sempre meno però di altri In ogni caso, la sfortuna con i Voivod è sempre stata una parte fondamentale della loro carriera, in questo articolo ci sono diversi aneddoti e pure nel prossimo ce ne saranno. A cose complete sarà forse più chiaro il mio discorso. @Korgull: ovviamente ci sarà occasione
tino
Martedì 10 Aprile 2018, 17.49.05
51
Qualche volta e' passato pure tribal convictions.
ian
Martedì 10 Aprile 2018, 17.41.47
50
@Fabio Rasta: ma quel batterista si chiamava per caso Riegel? scusate l´OT
Korgull
Martedì 10 Aprile 2018, 17.40.39
49
Nessuno parla di Katortz perchè è un album "minore" e data la band in questione già è difficile che la gente parli degli album più noti... Detto questo ne parlerò di più quando uscirà l'articolo!
Rob Fleming
Martedì 10 Aprile 2018, 17.33.09
48
@Er Trucido: non ci sono sfortunati eventi che tengano (Cliff Burton insegna). Se i Voivod non hanno raggiunto le masse con Nothingface (il video di Astronomy Domine passava eccome su Videomusic e l'esposizione mediatica l'avevano) significa che in ogni caso erano destinati alla seconda fascia. @SIlvia: se tu hai mezzora di tempo e per rilassarti ricorri ai 29 minuti di Reign in Blood c'è materia per i dottori
Er Trucido
Martedì 10 Aprile 2018, 17.18.12
47
Silvia, i Fuck Off esistono ancora, l'ultimo disco di inediti è del 2013
Silvia
Martedì 10 Aprile 2018, 17.08.44
46
@Er Trucido infatti anche secondo me si tratta di poco successo, non si sa bene perché, ci sono tante altre band molto valide (come i Metal Church) che non hanno sfondato. Forse tempi sbagliati, forse questi gruppi non hanno avuto quel quid giusto x i tempi... o hanno saltato l'occasione giusta (sfortuna nel caso dei Voivod). Nel raggiungimento del successo entrano in gioco troppi fattori secondo me.//// X quanto riguarda l'approccio all'ascolto x me vale quello che dice @rik, a volte ho bisogno di sentire Unquestionable Presence degli Atheist altre volte About Time dei Pennywise. //// @tino purtroppo in età adulta è molto difficile ritagliarsi tempo x la musica, verissimo! Io ci riesco ancora dopo che addormento la prole come dice @Rob ma quella mezzoretta magari va tutta a sentire x la milionesima volta Reign in Blood (esempio) che mi serve come relax o sfogo a fine giornata. Anche in questo ognuno ha un approccio personale.//// @Fabio, ai tempi c'era anche un gruppo spagnolo chiamato Fuck Off (che ascoltavo parecchio fra l'altro! )
Er Trucido
Martedì 10 Aprile 2018, 16.54.58
45
Ok Rob, ci sta tutto e solitamente ragiono così anche io. Però allora il problema non è la vera o presunta difficoltà della musica né la qualità (che c'è), ma il fatto che i Voivod, qualunque cosa abbiano fatto negli anni, siano rimasti per il pubblico delle seconde linee anche quando i grossi nomi o erano fermi oppure facevano roba mediocre. Ognuno poi avrà il suo vissuto e la propria esperienza, ma guardando la carriera dei Voivod la conclusione pare essere questa, anche per quella serie di sfortunati eventi che li ha condizionati.
Rob Fleming
Martedì 10 Aprile 2018, 16.38.27
44
@Er Trucido: cado nella provocazione e rispondo. Katorz non lo commenta nessuno perché alla fine nessuno l'ha mai ascoltato (non dico comprato). O per lo meno penso sia così in quanto io ragiono così: commento quello che ho e che conosco. E condivido nuovamente quello che dice @tino: non è nemmeno solo una questione di concentrazione, ma di tempo. Vuoi mettere i pomeriggi con il booklet o l'involucro del vinile a cercare di capire i testi? Adesso compero, metto nell'ipod e me lo ascolto di notte mentre addormento i figli.
tino
Martedì 10 Aprile 2018, 16.04.34
43
Comunque i voivod non sono poi un ascolto poi così difficile perché hanno delle canzoni con struttura abbastanza lineare e refrain orecchiabili nonostante tutto, orecchiabilità che verrà dilatata a dismisura nei vari angel rat e outer limits, in questo caso l’unico ascolto impegnativo è la lunga jack luminous, ma proprio perché lunga e con diversi movimenti al suo interno. Molto più difficile (a posteriori) secondo me avvicinarsi al prog rock o al prog metal perché nonostante l’orecchiabilità del genere, la complessità delle composizioni può scoraggiare l’ascoltatore più pelandrone. Comunque l’unico loro lavoro veramente thrash, secondo me uno dei migliori lavori di quegli anni, rimane killing technology, nei brani tirati sembrano i motorhead sotto steroidi. L’unica difficoltà per chi è avvezzo al thrash tradizionale può essere data dal cantato, molto punkeggiante e particolare. Parlare di thrash per gli altri lavori postumi mi sembra una limitazione oltre che una cattiva indicazione per chi si vuole avvicinare al gruppo per la prima volta.
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 10 Aprile 2018, 15.54.12
42
@Tino: bei tempi i pomeriggi a studiare il booklet .... Comunque, a prescindere dal tempo disponibile che da adulti è per forza poco, il mio formato preferito è quello dell'EP di massimo sei canzoni. Hunters & Prey, Of Chaos And Eternal Night, The Other Side, Jar of Flies... bocconcini prelibati sempre, ma soprattutto trovo spesso album che sono pieni di inutili filler e trovo a dirmi "un ep con meno pezzi sarebbe stato meglio". Un esempio che credo condividerete è Hardwired: fosse stato un ep con 6 canzoni sarebbe stato migliore, o se preferite con trentamilalire il mio falegname lo faceva meglio!!!
Er Trucido
Martedì 10 Aprile 2018, 15.52.46
41
Lancio una piccola provocazione che anticipa la seconda parte che arriverà a breve: visto che allora la gente dovrebbe volere roba meno cervellotica, perché di Katorz non parla mai nessuno? Nel nostro sito è il disco meno commentato dei Voivod
rik bay area thrash
Martedì 10 Aprile 2018, 15.14.10
40
Mi ri-allaccio ai vari discorsi molto interessanti sulla fruibilità della musica con il trascorrere (inesorabile) degli anni. Per quanto mi concerne, vado a periodi. Mi spiego. In alcuni frangenti neanche vedere i cd di mekong delta, toxic, watchtower, ecc ... in quanto troppo 'cervellotici' e 'complicati' . In altri momenti, vado alla ricerca proprio di questi album. Nel mio caso dipende troppo dal mio stato d'animo. Dei voivod ho solo i primi due album, in quanto 'quelle dissonanze' tipiche dei loro prodotti successivi insiti nel loro songwriting vanno oltre le mie capacità intellettive ed esulano troppo dal solco classico del thrash. Per farvi un esempio, anche gli holy moses hanno nel loro songwriting piccole 'dosi' dissonanti ma sono proprio ridotte all'osso e non snaturano l'essenza thrash/death della loro musica. (Imho)
tino
Martedì 10 Aprile 2018, 15.03.18
39
Quello che dice the skull è vero però bisogna anche dire che quando ascoltavo roba complessa avevo anche molto tempo libero e spesso passavo delle domeniche pomeriggio sul letto con i testi alla mano in ascolti “concentrati”, adesso, oltre alla capacità di concentrazione messa a dura prova da stress, tecnologia e bombardamento di informazioni, manca proprio il tempo libero, e se questo c’è manca quasi sempre la voglia. Mi secca ammetterlo ma da diverso tempo il tempo che dedico alla musica è ridotto al minimo storico, e (sigh) quasi sempre in macchina, ho anche calato drasticamente i già sporadici acquisti di nuovo materiale perché poi spesso vengono messi in una zona grigia (dimenticatoio) oppure sono destinati ad ascolti superficiali e frettolosi. In questo sovraffollamento di informazioni poi ci sono sempre le vecchie mummie in bella mostra (i vari the number of the beast, back in black,…) che ti dicono “scegli me, scegli me…” ed è difficile dirgli di no perché hanno ancora il fascino delle sedicenni. Il bello di questo paradosso è che l’ascolto “difficile”, se non è martoriato da rumorismo, growlismo, estremismo, dissonanza, ma è invece infarcito di melodia e atmosfera (tipo rush), alla lunga ti premia e ti soddisfa, ma il difficile è partire e trovare le risorse (e la forza di volontà) interiori per farlo.
Fabio Rasta
Martedì 10 Aprile 2018, 14.51.22
38
Quando ero pivello ed uscì Fuck Off And Die, su Rrroooaaarrr, ci rimanemmo malissimo xchè ci avevano rubato l'idea, alla nostra Band. Non che fosse molto originale, ma sai, da ragazzetti... Tant'è che avevamo pensato di chiamarci FUCK OFF, dopo aver scartato lo scontatissimo SCONVÖLTS, poi di intitolare il demo Fuck Off And Die, e alla fine, "a causa" loro, non potemmo fare ne l'una ne l'altra cosa. Comunque incuriosito, feci carte false x farmi registrare Roooaaarrr e Killing Technology che era uscito nel frattempo. L'avrò ascoltati almeno 15 volte, xchè pensavo di essere io a non capirli; ma alla fine, letteralmente esasperato, li ho cancellati. Quindi mi associo ai vari Rob, Tino, Silvia, ecc, in particolare al commento 33 sulla Musica e sulle EMOZIONI. Oggi i VOIVOD li ricordo solo x questo episodio ridicolo che vi ho raccontato, ma che all'epoca ci sembrava un torto marcio, xchè a me e al batterista, di chiamarci FUCK OFF piaceva proprio assai.
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 10 Aprile 2018, 13.52.45
37
C'è conmunque del vero nell'associare la complessità alla proporzionale possibilità di esseri compresi ed apprezzati in pieno. Parliamo dei Voivod ma se parlassimo dei Rush sarebbe la stessa identica cosa (tra l'altro anche la provenienza ma è un caso). Che non se ne possa trarre una regola matematica ferrea è indubbio, che ci siano "costrutti" dell'intelletto umano non accessibili a tutti è altrettanto vero. So che non si può essere sei con voi, banda di caproni tatuati, ma quando Rob e Tino lamentano l'esigenza di roba più semplice e fruibile, rispetto al proprio passato, è anche perchè la vostra capacità di concentrazione è diminuita col tempo. Esattamente come per me.
Rob Fleming
Martedì 10 Aprile 2018, 13.12.42
36
@Tino: "la musica troppo cervellotica e complessa non riesco più ad ascoltarla, tanto meno ad assimilarla...preferisco roba ben suonata, semplice e diretta, che si può canticchiare e ricordare facilmente" sottoscrivo tutto il tuo commento. E vado oltre: ...e che duri su un lato di una cassetta da 90 min (come ai vecchi tempi).
Vitadathrasher
Martedì 10 Aprile 2018, 12.06.42
35
Gruppo atipico, con un proprio sound originale, anche troppo forse, per gli 80's. Non poteva e non potrà mai raggiungere le grandi masse per essere considerato famoso. Molte cose mi piacciono, ma poco mi esalta, se non la pasta sonora che si conserva negli anni, un sound che mi porta in scenari tecnologici/apocalittici.
tino
Martedì 10 Aprile 2018, 12.01.26
34
La penso come silvia, tra l’altro da giovane andavo pazzo per la roba ultra tecnica, macchinosa, difficile, ma non ho mai pensato di essere superiore a chi preferisce ascoltarsi per l’ennesima volta back in black. Ora comunque è l’opposto, la musica troppo cervellotica e complessa non riesco più ad ascoltarla, tanto meno ad assimilarla, e mi lascia solo della gran confusione in testa, del rumore di fondo, preferisco roba ben suonata, semplice e diretta, che si può canticchiare e ricordare facilmente.
Silvia
Martedì 10 Aprile 2018, 11.35.09
33
Ma cosa c’entra l’intelligenza, la stabilita’ o la sicurezza?! La musica è emozione, arriva o non arriva al cuore! X molti jazzisti e/o compositori/esecutori di musica classica il metal è ridicolo, ma a me emoziona molto di piu’ il riffing diretto, semplice, granitico degli Exodus (x fare un esempio) che tante altre cose tecnicamente piu’ difficili e complesse, nel metal e in altri campi. Certe proposte sono ostiche x la loro struttura insolita e ovviamente raggiungono un pubblico piu’ ristretto, ma ristretto non significa affatto superiore
Rob Fleming
Martedì 10 Aprile 2018, 11.13.25
32
@Frozen Bridge: e come diceva Freak Antoni: "Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti".
tino
Martedì 10 Aprile 2018, 9.34.12
31
Beh non esageriamo, si può essere intelligenti anche ascoltando gli acdc o i kiss, molto semplicemente la musica difficile non arriva proprio perché è difficile. Io ad esempio odio i mesuggah ma non perché voglio sentirmi al sicuro ma proprio perché non mi trasmettono nulla se non fastidio puro.
Frozen Bridge
Martedì 10 Aprile 2018, 8.22.50
30
Se vogliamo è normale che gruppi del genere non sfondino tra le masse e restino oggetto di culto. Troppo strani e particolari, troppo sempre in movimento. La gente vuole sicurezza e stabilità, non vuole affaticarsi per decodificare un qualcosa, lo vuole standard e preconfezionato. Non vuole sentirsi stupida perché non capisce cosa sta ascoltando. È triste ma è così. In altre parole, essere intelligenti e originali è una fregatura, il più delle volte
Steelminded
Giovedì 5 Aprile 2018, 21.58.11
29
Una band che mi è sempre andata per traverso
tino
Giovedì 5 Aprile 2018, 21.28.26
28
Sono d'accordo con korgull per nothingface, sicuramente il più radiofonico e' Angel rat, un disco scorrevole, immediato, fresco e molto.melodico. The outer limits invece lo considero il loro capolavoro, ma non perché è superiore agli altri, ma perché tutte le influenze e le sonorità dei precedenti sono amalgamate alla perfezione in un disco dalle mille facce e dove c'è quella jack luminous che è la loro colonna sonora definitiva. La stessa cosa la penso per i loro diretti cugini coroner e celtic Frost che nonostante la catena di capolavori hanno marchiato a fuoco le discografie con pandemonium e grin
Korgull
Giovedì 5 Aprile 2018, 20.46.50
27
Difficile perchè le strutture sono complesse, figure geometriche messe in musica, e perchè appartiene ad un genere indefinibile e questo spiazza molti ascoltatori. Difficile perchè i testi sono ermetici e metaforici, in molti punti ad esempio pur apparentemente descrivendo un mondo alieno in realtà parlano del loro Quebec (palazzi di vetro, fabbrice, ecc.). Difficile insomma ha più strati e molti angoli di lettura....potrei parlare di questo disco per ore ma senza una birretta non c'è la faccio 😉 i più "semplici" cmq per me sono i due sucessivi....Angel Rat e Outher Limits, ma penso dipenda molto da cosa ci cerca chi li ascolta: un'altra magia di questa band straordinaria
Galilee
Giovedì 5 Aprile 2018, 19.56.34
26
Perche difficile? L'ho sempre considerato il loro lavoro più immediato. Per i loro standard s'intende... Difatti sono partito da NF e poi ho recuperato gli altri. Poi dipende sempre che cosa uno si aspetta. Anyway io adoro tutto di questa band.
Korgull
Giovedì 5 Aprile 2018, 19.21.42
25
Nothinghface..... È un disco difficile: difficile da ascoltare, difficile da capire e difficile da recensire, ma è, per quel che mi riguarda, è uno dei motivi per cui ascoltare musica è figo!
Rob Fleming
Giovedì 5 Aprile 2018, 18.55.03
24
Nothingface è uno di quegli album che quando pensi di averlo fatto tuo, lo riascolti e ti sembra un altro disco: veramente affascinante e magnetico. Ho preso anche The Outer Limits (complice l'ennesima cover dei Pink Floyd), ma oltre questi due non ho proseguito. Forse quello che mi frena è quanto egregiamente precisato nella recensione: troppo schizoidi per i miei gusti
Vittorio
Giovedì 5 Aprile 2018, 18.33.56
23
Trovo che i Voivod stiano avendo più successo (e facendo più tour) adesso che ai tempi dell'uscita dei loro classici.
duke
Giovedì 5 Aprile 2018, 15.57.48
22
....aggiungerei anche nothingface.....
lisablack
Giovedì 5 Aprile 2018, 8.31.43
21
Bell'articolo per un gruppo straordinario..Killing technologicy e Dimension Hatross i loro capolavori..ma la restante discografia non è certo da buttare anzi..
Silvia
Mercoledì 4 Aprile 2018, 22.59.48
20
Ciao @rik mi fa piacere che condividi e che abbia anche avuto le stesse impressioni all'epoca
Testamatta ride
Mercoledì 4 Aprile 2018, 16.00.52
19
Per citare il celeberrimo allenatore del Nottingham Forest Brian Claugh: "Non lo so se sono il miglior allenatore del mondo, ma sono sicuramente nella Top One"
Alessio
Mercoledì 4 Aprile 2018, 15.59.07
18
Che gruppo...ci misi un po' a metabolizzarli, ma poi solo amore per loro. Praticamente da War and pain a Negatron li amo tutti a prescindere da cosa suonassero, anche quelli dopo, ma comunque li ho ascoltati un po' meno. E stanno per registrare il nuovo. La voce di Snake dal vivo è una cosa speciale.
rik bay area thrash
Mercoledì 4 Aprile 2018, 15.17.00
17
@Silvia #6 quoto il tuo post hai scritto tutto Tu !!! E come seguito del post di @Silvia, possiedo 'solo' i primi due album .... articolo veramente ben realizzato. (Imho)
Galilee
Mercoledì 4 Aprile 2018, 15.11.09
16
NF non ce l'ho. Non l'ho mai trovato. Negli anni 90 già non si trovava figuriamoci ora. E negozi e mercati ne ho girati in quantità in quasi 30 anni. Su web non compro, quindi non lo so...
jaw
Mercoledì 4 Aprile 2018, 14.06.54
15
Le due etichette dipendono dal fatto se e' stampa americana o europea, tanti albums metal uscivano negli Usa come Combat ed in Italia Roadrunner per fare un altro esempio. Per me i Voivod hanno in fin dei conti sempre fatto albums molto buoni se non storici. L unico dei primi che non mi ha mai convinto e' il secondo. Il primo periodo pero' per me rimane superiore
Er Trucido
Mercoledì 4 Aprile 2018, 13.44.04
14
@Korgull: anche la mia versione è Noise, ma c'è anche scritto "under license of Mechanic Records", quindi immagino che ci sia stato qualche accordo tra le label per la distribuzione, lasciando comunque i diritti alla seconda. Infatti Nothingface non è stato ristampato lo scorso anno dalla Noise
Galilee
Mercoledì 4 Aprile 2018, 13.06.19
13
Male, l'ultimo ma soprattutto katorz rasentano la perfezione. E comunque sono sempre meglio del 90% delle uscite discografiche odierne.
Metal Shock
Mercoledì 4 Aprile 2018, 12.47.53
12
Grandissimo gruppo, per me da Killing a The outer space, apice assoluto, non ne hanno sbagliato uno. Poi sempre buoni album ma mai più al livello precedente. Gli ultimi dischi li ho pure un po' snobbati....
Metal Shock
Mercoledì 4 Aprile 2018, 12.47.52
11
Grandissimo gruppo, per me da Killing a The outer space, apice assoluto, non ne hanno sbagliato uno. Poi sempre buoni album ma mai più al livello precedente. Gli ultimi dischi li ho pure un po' snobbati....
Korgull
Mercoledì 4 Aprile 2018, 12.36.17
10
Ok,grazie per la precisazione!
d.r.i.
Mercoledì 4 Aprile 2018, 11.36.14
9
@Korgull: a dire il vero tra vari formati, ristampe, ecc ecc ne esistono molti tra cui MCA e Noise
Korgull
Mercoledì 4 Aprile 2018, 10.56.34
8
Una cosa che ho notato....la mia copia di Nothingface è uscita per Noise e non per la MCA...esistono per caso due versioni?
Silvia
Mercoledì 4 Aprile 2018, 10.45.43
7
***popolarissimo riferito alla scena ovviamente, non alle vendite
Silvia
Mercoledì 4 Aprile 2018, 10.42.25
6
Gruppo che negli anni d’oro era popolarissimo (infatti mi sembra addirittura strano vederli in questa rubrica, ma forse si tratta unicamente della mia prospettiva) e incredibilmente apprezzato! Sicuramente molto avanti coi tempi ma io preferivo i gruppi col sound piu’ diretto come Exodus, Slayer, Anthrax etc etc. Articolo molto bello comunque
No Fun
Mercoledì 4 Aprile 2018, 9.33.19
5
Dal vivo sono semplicemente il gruppo più simpatico che esista, coinvolgenti, disponibili, si vede proprio che amano quello che fanno e lo fanno amare al pubblico.
tino
Mercoledì 4 Aprile 2018, 9.15.46
4
Nella mia fase thrash, tra la fine degli anni 80 e i primi 90, sono stati tra i miei gruppi preferiti. Però ho sempre detestato i primi due lavori (che sono gli unici che non ho mai posseduto) e per me questo gruppo comincia da killing technology in poi. Per anni ho scritto le cassette registrate con il loro lettering, bellissimo anche il logo e le copertine futuristiche, che away disegnava personalmente con il paint. Gruppo unico e sempre un passo avanti
Aceshigh
Mercoledì 4 Aprile 2018, 9.10.40
3
Uno dei gruppi più geniali che abbiano mai calcato la scena heavy metal. In assoluto uno dei gruppi che in proporzione alle capacità ha ottenuto meno riconoscimento. Per me da Killing Technology fino a The Outer Limits sono solo capolavori, ognuno diverso dall'altro ... ma qualsiasi loro release è di altissimo livello e nasconde ben più di un motivo per essere ascoltata a fondo. Aspetto con ansia il loro nuovo disco !!! Unici !!!
Muki97
Mercoledì 4 Aprile 2018, 7.51.22
2
Visti dal vivo l'anno scorso. Fenomenali dal punto di vista musicale, adorabili dal punto di vista umano. All'epoca conoscevo tre loro pezzi in croce, ma sono stati così coinvolgenti che ho subito iniziato ad approfondire la loro discografia. A proposito, pare che le registrazion del loro ultimo album siano appena terminate, non vedo l'ora di sentire cosa tireranno fuori stavolta
Korgull
Mercoledì 4 Aprile 2018, 6.40.24
1
Il mio gruppo preferito. Articolo preparato in maniera fantastica
IMMAGINI
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Killing Technology
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I Voivod nel 1987
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Dimension Hatröss
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Nothingface
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I Voivod nel 1988
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