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THUNDERSTORM - Parla Fabio Bellan
10/04/07 (2612 letture)
In occasione dell’uscita di “As we Die Alone” ecco quanto ci siamo raccontati con Fabio “Thunder” Bellan, chitarra e voce dei Thunderstorm.


Francesco - Allora…. Ho potuto dare solo tre ascolti al nuovo album per adesso, come prima impressione mi sembra differente e , probabilmente, migliore. Che ne dici?
Fabio – Ce lo hanno detto un pò tutti ed effettivamente è il più maturo. Con i primi tre albums siamo riusciti a farci conoscere anche dagli ascoltatori più esigenti, con questo album crediamo di ritagliarci uno spazio anche presso altre fasce di ascoltatori, anche non dedite strettamente al Doom. Siamo sicuri che sarà un bel salto in avanti.

Francesco – Un album dunque più “aperto” rispetto ai precedenti.
Fabio – Si, ma ha delle atmosfere molto particolari comunque. “I wait” per esempio, un loop con una frase continuamente ripetuta.

Francesco – Come va con la Dragonheart?
Fabio – Benissimo, con noi lavora molto bene, ed ha la particolarità di avere le sue priorità. Se un disco è bello, lo ascolta, lo studia, prende nota dei feedbacks…… e tu sai che il tuo prodotto è veramente seguito e sostenuto.

Francesco – C’è anche una versione di “VooDo Chile” di Hendrix; ho recensito l’originale poche settimane fa nella sezione Classici. La vostra mi è sembrata una versione molto particolare, pienamente dentro il mood del disco.
Fabio – Bè è una versione sicuramente molto personalizzata. Dopo tutto però l’atmosfera rimane quella originale, è stravolta, ma sempre mantenendo molta ammirazione per il personaggio Hendrix, per il pezzo base che “c’è”.

Francesco – La tua impressione in poche parole dell’intero album?
Fabio – Mi interessa sottolineare che questo lavoro rappresenta i Thunderstorm nel 2007. Così come i precedenti rappresentavano il gruppo in quel dato momento, questo ci rappresenta al giorno d’oggi. Non per rinnegare ciò che si è fatto in passato, assolutamente, ma diamo priorità assoluta a quello che esce di nuovo. Non vorremmo fare come altri gruppi che fanno un paio di albums e poi vivono sugli allori . Noi vogliamo buttarci a capofitto sull’ultimo , quello che rappresenta “l’adesso” della band. Gli altri li sentiamo ancora nostri, ma fino ad un certo punto, perché la band cambia.

Francesco - Da che cosa sono stati dettati i cambiamenti nella line-up nel corso della vostra storia?
Fabio – Io conosco bands che stanno insieme da anni e si odiano tutti. Credo che ai nostri livelli si deva suonare ancora per divertimento, invece vedo tanti che si sforzano di suonare assieme perché “io sono bravo, lui è bravo, quindi…”, noi invece vogliamo andare d’accordo anche a livello personale, è molto difficile trovare la formazione giusta , e per il momento la teniamo a tre, perché questa è una macchina ben oliata e funziona alla grande. E’ inutile tirare dentro un tastierista o un chitarrista che magari portano anche problemi personali. Può darsi che in futuro lo faremo, ma solo se troveremo le persone giuste; a livello musicale, ma più ancora a livello personale.

Francesco: Circa i testi?
Fabio – Li fa Omar, il bassista. Prende spunto un po’ da tutto, in questo album parla ad esempio dello spazio infinito, in “Mad Monk” di Rasputin…..possono essere astratti o parlare di qualcosa in particolare, ma non sono mai fini a sé stessi.

Francesco - Mi pare godiate di una grande popolarità in Germania.
Fabio – Infatti partiamo domani.

Francesco – Birra come se piovesse.
Fabio – Bravo…

Francesco – E come mai in Germania in particolare rispetto ad altri paesi?
Fabio – Mha…. È una cosa stranissima…. Forse perché in lì c’è una forte tradizione nel settore del Doom Metal, e noi siamo partiti in maniera molto classica, con un primo album proprio Doom, secco e quadrato, uscito poi in un periodo in cui non c’era proprio niente sul mercato , neanche i Candlemass, e devono essersi affezionati a noi. E forse proprio quell’album ha dato una piccola spinta ad altri gruppi per suonare Doom.

Francesco – In effetti quando uscì “Epicus Doomicus Metallicus” ero proprio in Germania, e ricordo che ebbe un impatto abbastanza notevole. Si , in tra i mangiakrauti c’è una certa sensibilità per il settore.
Fabio – Ma se è per questo anche da prima degli anni 80 in Germania c’era attenzione per il settore.

Francesco – Tu hai cominciato nei primi anni 90, come ti sembrano le cose? Migliorate o peggiorate?
Fabio – Si va sempre un po’ ad ondate, ci sono periodi più belli e periodi più brutti. Adesso ne vedo uno abbastanza buono, il Doom è abbastanza ascoltato, vuoi per via dei Candlemass, vuoi ora per via del Progetto Heaven and Hell. Non credo si cadrà mai più così in basso come alla fine degli anni 90, quando c’erano soltanto i Cathedral.

Francesco – A quell’epoca anche al di fuori del Doom non è che ci fosse molto…
Fabio – Forse perché non si riusciva a tenere il passo con gli 80’s, (e qui parte un breve excursus sui primi dischi acquistati, che sono stati più o meno gli stessi per tutti e due – NdR), e i 90’s sfigurano al confronto.

Francesco – Adesso quasi tutto Death…
Fabio – Si , il trend e quello del Death tecnico, ma a me non interessa molto, dopo un paio di ascolti un CD Death mi stanca e non lo ascolto più.

Francesco – Se ti faccio il nome di Paul Chain?
Fabio – Con noi c’entra pochissimo, anche se è stato seminale per il settore. E’ stato un capostipite, ma non ci ha influenzato più di tanto.

Francesco- A parte i soliti scontati paragoni con i Sabbath ed i Candlemass che sento fare in giro, a me semmai sembra molto più adeguato il paragone con i Trouble.
Fabio – Ma si! Io sono un grandissimo fan dei Trouble, più che dei Candlemass, (Anche io – NdR). I Candlemass stessi ammettono che una delle loro influenze principali sono stati i Trouble, e questo pochi lo sanno.

Francesco – Io ho i primi due su vinile in edizione originale.
Fabio – “The Skull”… e l’altro qual’era?

Francesco – “Psalm 9”, 20.000 lirozze dell’84.
Fabio – Ah, ah, ah.

Francesco – E’ sempre così, quando c’è un salto generazionale anche minimo, nessuno si prende la briga di voltarsi indietro a controllare cosa c’era prima.
Fabio – Purtroppo è così.

Francesco – Cosa non ti ho ancora chiesto?
Fabio – Io suggerirei di ascoltare il pezzo presente sul nostro sito, in maniera tale da non farsi fuorviare dall’etichetta Doom. Fino ad ora abbiamo avuto solo giudizi positivi, anche se probabilmente lasceremo per strada una fetta del nostro pubblico. Abbiamo già letto qualche forum dove si dice: “non è più Doom”. So già che perderemo qualcuno, ma ne guadagneremo il quadruplo. E’ un rischio calcolato.

Francesco – Ok, Ciao!
Fabio – Bene , ciao a tutti.



Il Mentalista
Mercoledì 11 Aprile 2007, 14.31.33
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