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NOVELISTS + LANDMVRKS + PROSPECTIVE + DEFALLEN PROPHECY + WHERE STARS COLLIDE - 15/04/2018 - Arci Tunnel Reggio Emilia
15/04/2018 (353 letture)
E’ una piacevole serata primaverile in quel di Reggio Emilia quando arrivo presso l’Arci Tunnel per il concerto dei Novelists: la band francese, forte del nuovo album Noir , finalmente si cimenta nel primo tour da headliner, e grazie al tramite della Versus Music Project in combo con la Hero Booking sono ben tre le date italiane, qui in Reggio Emilia l’ultima dopo Venezia e Pisa. I nostri si accompagnano a un’altra band d’oltralpe, i Landmvrks, per regalarci una visione panoramica del modern metal/metalcore francese in molte sue sfaccettature. In apertura non mancano mai valide realtà underground selezionate accuratamente dall’organizzazione, in questo caso i Prospective, Defallen Prophecy e Where Stars Collide. Menzione d’onore per i Discoveries, originariamente in scaletta ma che all’ultimo sono stati impossibilitati a suonare a causa di problemi di salute di uno dei componenti: speriamo di rifarci la prossima volta! Anche io per cause logistiche arrivo purtroppo a serata iniziata, perdendomi i Where Stars Collide e arrivando sul pezzo finale dei Defallen Prophecy, che sembrano comunque belli carichi con il loro metalcore d’impatto con sfumature digitali. Con queste due band mi riprometto di rifarmi in futuro.

PROSPECTIVE
E’ il turno dei Prospective, pronti a scaldare l’atmosfera con il loro progressive/djent a base di chitarre a otto corde, pattern strumentali tecnici tanto groove quanto cristallini e breakdown mozzafiato. L’alternanza di growl, screaming e voce pulita, con le contro-voci del chitarrista che vanno a coronare il tutto: una band che fa l’inchino a certe realtà come Veil of Maya, Periphery, Northlane, pur stabilendo uno stile proprio che non tarderà ad accattivare e conquistare i presenti, anche grazie a una prestante presenza scenica. L’audience è più che scaldata a puntino per le band di testa: bel lavoro!

LANDMVRKS
Non faccio in tempo a uscire e prendere una boccata d’aria nella piacevole serata primaverile, che è già il turno dei Landmvrks dopo un cambio palco davvero fulmineo. Sull’intenso ed emozionale intro Hollow (peraltro track in apertura del loro album omonimo) le luci calano vertendo su colori caldi: atmosfera perfetta per essere poi catapultati nel loro post hardcore/metalcore esplosivo, graffiante, forte di un retaggio old school, che si va a mescolare a una modernità segnante ma mai ostentata, e che viene edulcorato senza mai perdere l’intenzione in your face. Una band dall’attitudine HC incredibile, che ha la sua massima resa live, nelle parti tiratissime, nella voce del singer Florent Salfati, nei breakdown crudi, nella quasi assenza di quelle intenzioni digitali tanto in voga ultimamente. I riff groove e cadenzati danno ulteriore pesantezza: dimenticatevi l’immaginario di una Francia poetica ed elegante: i Nostri sono un bello schiaffo in faccia, i francesi che non ti aspetti, insomma.
Il muro del suono e le distorsioni sono fedeli alla scuola post hardcore, così come gli inserti di chitarra pulita e ritornelli clean che danno quelle parentesi di emozionalità gradevoli sotto ogni punto di vista, nonché momenti catchy e giocosi come nel pezzo Outside and In. Il pubblico è inizialmente più contemplante che partecipe (sarà perché è pur sempre una domenica sera), ma su questo pezzo i presenti ballano e saltano scatenandosi. Anche l’ultimo singolo Scars, pubblicato pochissimi giorni prima della serata, presenta un aspetto più leggero e dolce, ma prende moltissimo gli astanti soprattutto durante l’intervento di Florestan Durant dei Novelists e il suo assolo di chitarra, già ospite originale in studio. D’altra parte la parola featuring prende tutto un nuovo significato sul pezzo Winter, intensissimo, infuriato e acclamato dal pubblico, quando a sorpresa Matt Gelsomino dei Novelists, già presente sulla traccia nel disco, sale sul palco a cantare la sua parte in un momento eclatante e toccante. Si prosegue con pezzi come Empy Place, con il suo gusto swed/metalcore e in chiusura Fantasy, il primo singolo estratto del futuro nuovo album, ancora una volta con un ritornello accattivante e coinvolgente. Una performance che mette a ferro e fuoco l’Arci Tunnel, rendendo il pubblico estatico e aumentando l’hype per gli headliner: è finalmente il turno dei Novelists.

NOVELISTS
Le luci calano nuovamente per poi vertere su colori freddi. Celeste, viola, ciano vanno ad acquerellare l’etere, richiamando quelle sonorità cristalline, interiori e liquide degli headliner che salgono sul palco mentre il pubblico freme, chiedendosi con quale pezzo inizieranno: i nostri ci colpiscono partendo in quarta con il classico Voyager, cavallo di battaglia entusiasmante ed emozionante soprattutto sugli inconfondibili special di chitarra di Florestan Durant e sul ritornello pulito positivo e luminoso. Mood che verrà perpetrato in pezzi come Under Different Welkins, dal nuovo album, e nell’altro classico fra i più amati della band: Gravity, il cui ritornello viene cantato a gran voce dai presenti. I Novelists hanno questa capacità di abbracciare al contempo buio e luce, malinconia e gioia, in uno sposalizio che ben rappresenta l’esperienza umana, sia musicalmente che liricamente. Così, fra progressive metalcore e djent si alternano frame pesanti e spigolosi a momenti carezzevoli e speranzosi, come evidente nell’oscura Le Nuites Noires e nell’altrettanto amara A Bitter End dal nuovo Noir, e nelle vecchie Muchos Touche e Ouroboros dal primo album Souvenirs. Il frontman Gelsomino ha in pugno il pubblico, lo invita ad avvicinarsi parlando del più e del meno, sedendosi sul palco come se fosse fra amici e ringraziando i presenti dicendo che per una band in tour da due mesi (loro sono infatti reduci da un altro tour europeo in supporto agli Eskimo Callboy) i fan e i partecipanti ai concerti diventino una seconda famiglia.
Nel frattempo la sua voce è prestante sia sul growl caustico e corposo sia sulla voce pulita dal timbro inconfondibile. I piccoli problemi di volumi iniziali vengono subito settati e le sue coloriture sui chorus clean non fanno rimpiangere gli originali. La presenza scenica dei Nostri - seppur ancora una volta privata del secondo chitarrista Charly T. - è intrattenente, con uno sfavillante Florestan che si dimena e ripiega su se stesso a tempo con i riff geometrici, e un apparentemente assorto ma pur sempre dinamico Nicolas Delestrage. Il frontman richiede telefoni e accendini a creare l’atmosfera per uno dei loro nuovi cavalli di battaglia: The Light, the Fire, forse una delle canzoni più riuscite del nuovo lavoro, con la sua perfetta commistione di melodia, melanconia, rabbia e introspezione. Il ritorno a pezzi risalenti addirittura al loro primo demo (Twenty Years) lascia invece il pubblico strabuzzante. Dopo i ringraziamenti di rito all’organizzazione e alle band di apertura con tanto di applausi, il momento clou sarà la discesa dal palco di Matt Gelsomino per poter cantare a stretto contatto coi fan: i presenti, disposti a cerchio, lo circondano mentre lui canta Lead The Light, uno dei pezzi più speranzosi dell’ultimo album. Non c’è traccia dei pezzi più soft e delle ballate, per favorire brani più aggressivi e incalzanti come la mirabolante Antares i cui riff guizzanti e allegri non possono che mettere il sorriso a tutti i volti dei presenti, per una conclusione perfetta che non ci fa rimpiangere la mancanza degli encore.
Volge al termine una splendida serata a base di modern metal di alto livello. Poco importa che sia domenica sera e che l’indomani si lavori, i presenti –me compresa- conservano un’espressione soddisfatta mentre guadagnano l’uscita dal Tunnel, dopo una serata di buona musica e di autentico scambio emotivo fra band e pubblico, ciò che fa davvero la differenza e che mi fa dire, per la terza volta che assisto a un concerto dei Novelists: “Chapeau”.



Valeria TheHumanRomance
Lunedì 23 Aprile 2018, 16.34.43
2
ahhaahah siii' ero io ! reporter saltellante
earthformer
Domenica 22 Aprile 2018, 10.22.08
1
mi son divertito un monte alla data qui a reggio, il cantate ed il batterista dei prospective hanno purè fatto headbanging con me quando sono arrivati i novelists. ps: ecco chi era la ragazza che saltellava in prima fila, sentivo di aver visto qualcuno di "familiare" 😂.
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