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FOTOGRAFIE SEGNANTI - # 1 - L'estetica sgranata del Prete di Giuda
24/04/2018 (1560 letture)
Comincia oggi, con un articolo dedicato ad una foto dei Judas Priest che contribuì in maniera non certo secondaria a definire l'estetica del metal, la serie denominata Fotografie Segnanti. Quello che cercheremo di fare, senza con ciò pretendere di voler fare didattica fotografica -non è affatto quello il senso della serie- dato che la tecnica con la quale sono state ottenute le immagini non ci interessa in modo particolare, è isolare dei fotogrammi della nostra vita che hanno segnato alcuni momenti comuni a tutti. Magari, come nel caso di specie, contribuendo a definire uno stile, oppure proponendo per la prima volta le facce ed il look di band delle quali non avevamo mai visto le fattezze e, molte volte, nemmeno ascoltato una sola nota prima di vedere quella fotografia su una rivista, su una fanzine o altrove. Ove possibile, poi, racconteremo di qualche retroscena e daremo qualche cenno sugli autori degli scatti trattati. Di queste immagini cercheremo di raccontare l'impatto che ebbero sulla scena e più ancora sull'immaginario dei singoli, agendo in modo da creare una "coscienza collettiva metallica" della cui forza e persistenza, forse, ci siamo resi conto solo quando la rete ci ha messi tutti in contatto.

QUELL'AUTOSTRADA CHE PASSAVA IN CAMERA
L'argomento non è nuovo, dato che l'abbiamo citato/affrontato spesso durante le nostre discussioni e tramite i nostri scritti, sia per quanto riguarda le recensioni che, molto più diffusamente, gli articoli. Oggi come oggi è difficile, per la generazione dei "Millennials", rendersi conto di come una sola canzone, una copertina, una recensione letta su una fanzine o su una rivista ufficiale, potesse influenzare l'immaginario dei singoli. Il fatto è che non solo non c'erano internet e le sue infinite possibilità offerte in tempo reale; è che non c'era niente. Di molti gruppi, quindi, si conoscevano i nomi, si sapeva che avevano fatto uscire un certo disco, ma tante volte non si era ascoltata una sola loro nota. Quasi sempre non si conosceva che la copertina di un loro lavoro (magari vista di straforo in bianco e nero ed in bassa risoluzione) e qualche nome, sempre tramite qualche scritto o qualche notizia che circolava via telefono fisso e tramite lettera cartacea, ma spesso era tutto lì. E sono sicuro che molti di noi hanno potuto ascoltare certe uscite di quel tempo solo dopo l'avvento della rete. In questo quadro generale, è praticamente impossibile capire quanto e come una fotografia potesse impattare sulle nostre menti. Difficilissimo rendersi conto di quale immaginario nascosto scatenasse in noi il vedere le facce di quei musicisti dei quali non sapevamo nulla e/o il modo in cui si presentavano al pubblico. Al limite della speculazione pura, infatti, tentare di capire quali emozioni scatenasse la visione dell'abbigliamento dei musicisti, capace di catapultarci con la mente su un'autostrada o su un palco immaginario mentre, in realtà, eravamo confinati nei pochi metri quadri della nostra cameretta. Magari facente parte di un appartamento di uno sperduto paesino o di una città di provincia, isolati dal resto del modo ed aggiornati solo dalle poche pagine dell'inserto centrale di Rokerilla una volta al mese. O nemmeno quello. Uno dei pochi gruppi che era possibile trovare con relativa facilità anche nei normali negozi di dischi, ad ogni modo, era quello dei Judas Priest e quando i fortunati possessori di una copia di Screaming for Vengeance videro la foto del gruppo contenuta all'interno della copertina, a scatenarsi furono sensazioni che ancora oggi fanno parte di noi.

ERAVAMO TUTTI ROB FONZARELLI
Quella foto, guardata dagli occhi di chi aveva circa 15 anni all'epoca dell'uscita del disco mentre partivano le note di The Hellion, dopo che ci si era scossi dal torpore per la sorpresa della materializzazione in forma umana della musica che ci aveva già invaso l'anima, aveva il potere di ipnotizzarti, di renderti cosciente che esisteva una incarnazione nel mondo reale di quello che cominciavi a provare dentro. Quell'elettricità, quella voglia di ribellione, quell'insopprimibile voglia di correre e di riempirti ogni cellula di distorsione, di mandare il cervello in saturazione, era vissuta quasi esclusivamente come fatto privato, come qualcosa della quale non si era sicuri fino in fondo perché il mondo, in assenza della rete e di una stampa mainstream interessata al fenomeno, non proponeva alcun corrispettivo, alcun riferimento visuale che confermasse la propria natura come realmente nel pieno possesso del diritto di esistere. Specialmente per i molti i quali, in un Paese geograficamente conformato come l'Italia e per tradizione incredibilmente provinciale, abitava in qualche buco di paese alla periferia dell'impero. Quella foto comunicava proprio questo, invece. Tutto ciò che provavamo dentro, tutto quello che sentivamo era non solo condiviso da altri, ma quegli altri avevano capito ciò che provavi, ciò che volevi esprimere, ciò che ti agitava dall'interno e gli aveva dato forma esteriore, gridandolo in faccia a tutti. Rendendoci tutti dei Rob Halford in erba dentro, coi suoi occhiali scuri, con le sue polsiere borchiate (io le ho ancora), con il suo cappello con la visiera, mentre indossavano nella realtà i nostri patetici giubbottini di pelle alla Fonzie comprati ai grandi magazzini vicino casa. Tutto questo in quello scatto di Steve Joester che ritraeva cinque musicisti davanti ad un muro di spot. Ma chi è Steve Joester?

UN HOTEL CHE OSPITA OGNI GIORNO JAGGER, WARHOL, MARLEY, BLONDIE E ALTRI
Una foto che passa alla storia di solito o è frutto del caso, o delle mani di un grande fotografo. Il nostro è senz'altro il secondo caso. Steve Joester, il quale attualmente risiede in quel di NY, è un fotografo/artista britannico molto noto, le cui opere sono collezionate da numerose personalità (il designer John Varvatos; lo stilista Ralph Lauren e vari altri) il quale ha prodotto alcuni tra gli scatti più conosciuti del mondo del rock apparse su dischi, riviste o diventate dei poster. Le sue foto di Mick Jagger, Bob Marley, Neil Young, Sting, Sex Pistols, Clash, Bob Marley, Queen, Van Halen, The Who, Rolling Stones, Blondie, AC/DC, etc., spesso scattate nel "pit" dei concerti, sono delle vere icone. Sua è, per esempio, la documentazione della presenza di Andy Warhol nel backstage e nei camerini dei Judas Priest al Palladium di NY nel 1979, con Rob Halford ammanettato a Warhol. Joester è stato inoltre il primo "mixed media artist" ad essere incluso nella famosa Morrison Hotel Gallery e, come detto, fa parte di molte collezioni di livello internazionale, con quotazioni che hanno un minimo di tre zeri. Il suo modo di rendere gli artisti che ritrae prevede, a partire dal 2000 circa, l'unione delle fotografie scattate tra gli anni 70 ed 80 con varie altre tecniche e materiali fra i quali tele da imballaggio, foglia oro e smalto per unghie, portando ad un risultato finale di grande impatto. Sia dal punto di vista dell'aggressività del colore, che dell'impatto emotivo. Una tecnica usata anche in altri contesti, come ad esempio nella serie di sue fotografie scattate a Cuba.

SCREAMING FOR A PIC
Quante volte abbiamo visto pubblicate su giornali, riviste, in TV od in altri contesti, immagini passate alla storia? Ebbene, anche la musica ha dato e sta dando il suo contributo in questo campo e per sua stessa natura, magari senza la pretesa di farla in senso stretto, ed il metal è uno degli stili che più si presta ad essere ritratto. In studio, per gli artwork dei dischi, in vari altri contesti, ma più di tutto dal vivo, dove l'energia sprigionata dai presenti, sopra e sotto a palchi più o meno importanti, consente a chiunque abbia una macchina fotografica e sappia usarla di cristallizzare in un frame un'esplosione di potenza assoluta. Altre volte, invece, è la fierezza e l'affermazione della propria diversità ad essere immortalata. Proprio come nel caso di quello scatto contenuto all'interno di Screaming for Vengenace.
Bene, speriamo che questo esperimento possa risultare interessante per i lettori. Noi abbiamo già in mente una nuova foto di cui parlare per la puntata n. 2 di Fotografie Segnanti. Non manca che di leggere se anche voi siete legati a delle particolari foto, a quali e se vi piace discuterne. Magari potreste rivederle all'interno di questa rubrica.

Si ringrazia Steve Joester per averci concesso il permesso di riprodurre le sue fotografie nel presente articolo



Fabio Rasta
Venerdì 27 Aprile 2018, 14.56.36
60
... e c'hai ragione. Però gli dovevo una risposta, magari suo zio c'ha l'edicola... Non ho l'abitudine di generalizzare, ma io, con i commercianti, non c'ho quasi mai azzeccato. Comunque, anche se non del tutto, era goliardico. Torno IT: veramente fichissimo il chiodo smanicato di HALFORD.
Raven
Venerdì 27 Aprile 2018, 14.35.01
59
Questo è un po' troppo pO.rn T.
Fabio Rasta
Venerdì 27 Aprile 2018, 14.21.47
58
Painkiller: ciao, scusa il ritardo (e l'OT). Ipocriti xchè guardavano male chi comprava i porno, xò li vendevano e quasi sicuramente almeno li sbirciavano. Ci metto pure infami, xchè a qualcuno lo "spiavano" alla famiglia, ovviamente dopo aver incassato illecitamente, oltretutto, trattandosi di minori.
Stagger Lee
Venerdì 27 Aprile 2018, 13.26.49
57
d.r.i. io invece a 15 anni ci portai mio padre perchè avrebbe dovuto regalarmi il chiodo....APPARENTEMENTE non fece una piega. Adesso ho un figlio di quasi tre anni e non vedo l'ora che sia lui a chiedermi lo stesso regalo!
d.r.i.
Venerdì 27 Aprile 2018, 11.27.48
56
@Stagger Lee: da transex ci andavo e una volta ci ho mandato mia mamma a prendermi il vinile Crossover dei d.r.i. ed è rimasta foglorata dalle magliette e dalle borchie
tino
Giovedì 26 Aprile 2018, 20.38.14
55
C'era una rivista di piccolo formato che si chiamava tutti frutti? Non so se il nome é giusto ma ricordo articoli sul.metal e soprattutto ricordo una foto di King Diamond che mi ha subito attratto, penso fosse il periodo di melissa oppure appena uscito the oath.
klostri II
Giovedì 26 Aprile 2018, 20.38.10
54
Prossimamente ci sarà molto altro di segnante... alla prossima.
Stagger Lee
Giovedì 26 Aprile 2018, 19.31.19
53
Ragazzi che ricordi....avevo anche io una parete di cassette con le cover autoprodotte. E siccome ero abbastanza abile oltre a farle per me mi toccava "lavorare" anche per due o tre amici che mi chiedevano di fare anche le loro!! E il Transex? il mio primo chiodo...felpe, magliette...se qualcuno ha visto "Sposerò Simon Le Bon" se lo ricorderà nelle riprese del film!!
fasanez
Giovedì 26 Aprile 2018, 18.39.35
52
Io ricordo al primo concerto dei Manowar, quando vidi tutti quei tatuaggi e quei disegni del "mio" guerriero di kings of Metal..... che sensazioni!. Io giocavo a D&D dal verom, bastonando veramente, con dragoni tatuati e disegnati da tutte le parti! Essere metallari, era NON far parte di quelli che ascoltavano le radio o la musica TUNZ TUNZ, era NON fare parte di quelli che andavano il sabato sera nel locale figo. Io ero quello che quando sentivo "Grandfather, tell me a story....." RECITAVO da solo a manetta la preghiera del guerriero.!!!!! e ci credevo!!!! (mode battutaccia ON: Poi la figa e i soldi hanno rovinato tutto )
rik bay area thrash
Giovedì 26 Aprile 2018, 14.48.45
51
@Silvia, è vero quello che dici a riguardo dell'abbigliamento heavy metal che non è più un 'riferimento'. Una 'volta' era come un distintivo, una immagine che era impossibile non associare al metal. Oggi ci sono le t-shirt dei metallica, megadeth, ac/dc, misfits, ecc... vendute nelle grandi catene di abbigliamento che sicuramente avrai visto anche tu acquistate da ragazzi/e che neanche sanno realmente chi sono quelle band, se non per sentito dire, però fa trendy e quindi ...
angus71
Giovedì 26 Aprile 2018, 12.27.16
50
@joey: basta cucirne 6 o 7 assieme e ci entro pure io
Joey
Giovedì 26 Aprile 2018, 11.57.42
49
Rik beato te che ancora ci entri nei jeans stretti...
Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 11.51.49
48
Bello @rik, io ho tutto conservato in soffitta invece . Comunque questa “risposta” appassionata da parte nostra all’articolo dimostra che il metal x noi era molto piu’ che musica da ascoltare.... aveva anche una funzione sociale, era un modo x far parte di un gruppo, vedevi un/una tipo/a con le t-shirt metal e sapevi di avere una punto di partenza in comune. Oggi invece x molti e’ solo un genere di musica come un altro quindi a volte non identifica piu’ un certo gruppo di persone, anche se credo che gli appassionati ci siano anche fra i giovanissimi
rik bay area thrash
Giovedì 26 Aprile 2018, 10.22.17
47
@Silvia, io indosso ancora i jeans 'stretti' e le adidas bianche alte e le t-shirt ... come tanti cassette con la cover riprodotta il più fedelmente possibile. Ti dirò. Ho due 'agende' giganti con ritagli dalle riviste dell'epica esempio: rockerilla, kerrang, metal forces, enfer, megametal, tutto ovviamente thrash e ogni tanto li sfoglio. Nostalgia. Per i millennials sarà preistoria, ma quante soddisfazioni quanti momenti indimenticabili legati all' heavy metal !!!! Come dice vain : sono cresciuti tutti tranne noi .... aaahhh ovviamente è riferito al mio abbigliamento
Silvia
Giovedì 26 Aprile 2018, 9.56.21
46
Mi fate commuovere sapete? E che dire del giubbino in jeans senza maniche (a volte anche sopra il chiodo) con tutte le spilline dei gruppi e i bracciali borchiati? X noi comunque gli zaini Invicta, le scarpe Timberland e le magliette Best Company erano vietate perche’ erano appannaggio dei paninari con cui ci guardavamo sempre male, hahaha! Invece jeans stretti, magliette nere dei gruppi e scarpe da basket bianche erano d’ordinanza (io vestivo da thrasher, non da metal queen) e come dice @tino si usavano molto quelle borse militari da decorare @fasanez, vero, c’era un negozio che vendeva accessori x corrispondenza, non mi ricordo il nome ma era toscano sicuramente
Joey
Giovedì 26 Aprile 2018, 9.13.34
45
...azz, dimenticavo il chiodo, le scritte sullo zaino Invicta cercando di ricalcare i font originali (Metallica ancora ancora, Ac /Dc più o meno, Iron Maiden un delirio) e, soprattutto, come dice Silvia, cercando di rendere le cassette duplicate le più originali possibili, disegnandoci sopra, colorando, facendo ghirigori...
fasanez
Giovedì 26 Aprile 2018, 8.39.40
44
@Angus A Firenze c'era il mitico "Americantransfers", o meglio c'è ancora. Ci ho comprato di tutto di più, dai pantaloni di pelle alla bruce dickinson in "tears of a dragon", alle magliette più disparate, anche se per me era un must prenderle ai concerti, e lo è ancora per certi versi. Chiodi ne avevo un sacco, ma il mio preferito aveva la toppa di Somewhere in time. Veramente una vita fa. Proprio in questo periodo sto ristruttrando casa e non avete idea di quanta roba ho trovato negli scatoloni, dalle cassette "griffate" come dice @Silvia, ai cimeli come orecchini con la croce celtica, anelli per l'ombelico, lol.... di tutto
angus71
Giovedì 26 Aprile 2018, 8.24.06
43
@painkiller: mia madre è andata in cura..
tino
Giovedì 26 Aprile 2018, 8.01.39
42
Ai miei tempi, meta anni 80 quando andavo alle superiori andavano di moda le cartelle verdi militari a tracolla che si compravano al mercato ed era la regola decorarle con i nomi e i loghi dei gruppi. Gli zainetti invicta erano roba da anni 90 per le generazioni dopo.
Painkiller
Giovedì 26 Aprile 2018, 7.39.46
41
@Angus71: li ho comprato il mio primo chiodo! Ricordo che andavo in centro a Milano il sabato con gli amici, ma quando dissi a mia mamma che andavo in un posto chiamato transex quasi le veniva una sincope! Quante toppe abbiamo cucito sui nostri zaini? O imitato i loghi delle bands sullo zaino Invicta con gli uni posca? Mado, è passata un’era geologica! @Raven, questo articolo è un colpo basso, mi fai sentire vecchio!
Angus71
Giovedì 26 Aprile 2018, 7.02.47
40
A parte le figure a chiedere hard in edicola, i più datati, come me, ricordano il mitico transex di Milano... li si comprava HM e si attaccavano le foto sulla smemo..
Silvia
Mercoledì 25 Aprile 2018, 23.16.52
39
Oltre alle magliette anche le copertine autoprodotte, hahaha! Almeno, io disegnavo anche il logo del gruppo sulle cassette duplicate... @rik, si’ è impossibile stare dietro a tutto, anch’io l’ho saputo da poco e x caso, mentre cercavo un’informazione su un concerto con Tony Scaglione (?!). La rete ha di buono anche questo, a volte cerchi qualcosa e ottieni molto di piu’ come dici tu! È vero @Raven, e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i giovani d’oggi che forse non riescono neppure ad immaginare un mondo come quello della nostra adolescenza
Raven
Mercoledì 25 Aprile 2018, 19.22.12
38
Il percorso è stato comune per molti di noi. In assenza della rete era spesso prima l'immagine che il verbo. Recuperare quelle sensazioni non è solo una banale (?) operazione nostalgia, ma anche un modo per vivere meglio il presente e, magari, far riflettere un momento su quanto ci perdiamo con il vivere tutto così velocemente. Fermo restando che la rete è la più importante e utile rivoluzione tecnologica dai tempi della ruota e va usata come tale.
Elluis
Mercoledì 25 Aprile 2018, 19.17.03
37
I primi impatti con l'heavy metal li ho avuti proprio grazie ai Judas. Era circa il 1985 o 1986, io avevo circa 13-14 anni, andavo alle medie e mi ero appena trasferito da una scuola a un'altra: notai un tipo più grande di me di almeno un paio d'anni che era già totalmente metallaro, con capelli un po lunghi, cintura borchiata, catene che pendevano, e una giacca di jeans senza maniche piena di toppe degli Iron Maiden, AC/DC e Ozzy. Dietro la schiena una enorme toppa gialla dei Judas Priest (con la testa della copertina di Defenders of the Faith). Nella scuola ovviamente era una mosca bianca, ed io pur non sapendo assolutamente nulla di heavy metal, rimasi affascinato da quel look, tenendo conto che vivevo a Milano, ed eravamo in pieno periodo dei paninari (quelli che qualcuno chiamava sanbabilini) ossia i fighetti che vestivano firmati dalla testa ai piedi, che si ritrovavano al Burghy di piazza San Babila. Diventai poi amico di quel ragazzo, e poco dopo mi vendette quella toppa dei Judas alla modica cifra di 6.000 lire. Da qualche parte a casa dei miei sò per certo che ho ancora ancora quella patch Poco tempo dopo trovai per caso in edicola una rivista chiamata HM con in copertina Rob Halford sempre di questi Judas Priest che non avevo mai sentito su disco ma che continuavano ad apparirmi. Da lì nacque tutto, per me quella copertina con Halford è indubbiamente una delle immagini più segnanti della mia vita.
klostri II
Mercoledì 25 Aprile 2018, 19.11.28
36
Cit. "Il ban è uno strumento indispensabile per garantire il rispetto delle regole di comportamento imposte nei luoghi di discussione e socializzazione online, ma può essere utilizzato anche per scopi illeciti e così sconfinare nella commissione di un reato."... "... gli amministratori hanno avuto bisogno di uno strumento che permettesse di allontanare chiunque non rispettasse la netiquette, cioè le regole di comportamento imposte agli utenti per usufruire del servizio."... "... il ban è diventato un temutissimo strumento di polizia virtuale, attraverso il quale gli amministratori possono allontanare immediatamente gli utenti che non rispettano le norme di comportamento o che commettono addirittura illeciti." "Tuttavia, insieme agli amministratori professionisti, la Rete è popolata da migliaia di utenti che gestiscono chat, forum, mailing-list o gruppi attivi all’interno dei social network più diffusi, e che possono liberamente utilizzare lo strumento del ban per scopi che non sempre coincidono con l’applicazione della netiquette del servizio." "Il ban è infatti vissuto come un vero e proprio strumento di potere. "In questo contesto, quindi, il ban può diventare un vero e proprio strumento di illegittima prevaricazione, esclusione, persecuzione e persino violenza morale e psicologica, quando viene usato al solo fine di escludere una persona senza un giustificato motivo da un luogo di socializzazione, esponendola allo scherno e al disprezzo degli altri utenti. Questi fatti di vero e proprio bullismo virtuale stanno mettendo in allarme gli esperti. Recentemente il Ministero della giustizia ha deciso di pubblicare anche un documento nel quale si denunciano tutti i comportamenti devianti più diffusi online, specie tra giovani e giovanissimi, sottolineandone anche la rilevanza penale di molti di essi [1]. Nonostante infatti molti naviganti della Rete ritengano che quanto accade online non comporti delle conseguenze legali, bannare un utente per fini di mera prevaricazione, denigrazione o violenza psicologica può costituire reato ed esporre il responsabile, anche minorenne, a conseguenze penali anche gravi." "Fra i reati che si possono configurare si va da quelli più lievi come la diffamazione [2] ai delitti ben più gravi come la violenza privata [3], punita con la pena della reclusione fino a quattro anni, e addirittura lo stalking [4], punito con la pena fino a cinque anni, nel caso di comportamenti ripetuti che producono nella vittime profonda angoscia e gravi sofferenze psicologiche." P.S. Non perché me ne freghi qualcosa, ma così... tanto per dire. E' solo un invito a stare molto attenti, perché non tutti sono come me, a cui non frega niente e una mazza del vostro assenso ?
Joey
Mercoledì 25 Aprile 2018, 18.36.10
35
...avessi tenuto tutto ciò che avevo caz... salvo qualche foto, tutto il resto è stato vittima della foga repulistica di mia mamma (magliette più o meno artigianali, giubbotto di jeans con te toppe delle band, giubbotto di renna con le frange ecc...)
klostri II
Mercoledì 25 Aprile 2018, 18.15.42
34
OK!
Awake
Mercoledì 25 Aprile 2018, 18.15.31
33
Io disegnai col pennarello nero "Killers" dei Maiden sul mio guibottino di jeans senza maniche. Poi un giorno mia madre decise di fare un bel repulisti dentro al mio armadio e...
Stagger Lee
Mercoledì 25 Aprile 2018, 15.29.04
32
Naturalmente sulle magliette non scrivevo AD/CD come scritto nel mio commento 28.....vabbè tutto.
Raven
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.38.29
31
Era proprio ciò che intendevamo fare
fasanez
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.31.24
30
Stagger, io ho un maglietta bianca su cui una mia ex mi dipinse il logo Manowar e Kings of metal con sotto una scritta hail to Italy. La tengo come una reliquia. E confermo tutti gli imbarazzi a comprare hard...
rik bay area thrash
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.16.12
29
@Silvia, sai, non sapevo che 'quella' ragazza divenne sua moglie. Veramente non lo sapevo !! Impossibile stare dietro a tutto quello che viene pubblicato al giorno d'oggi. Cone Ti ho detto, già con instagram è un 'macello' di new, report, pics, video degli eighties. Ti sei resa conto anche Te di cosa viene pubblicato in ambito thrash e solo dei 80's. Poi ci sono i collectors (sempre su instagram) che hanno di tutto e di più. Non solo pics e video, ma vinili in test press numerati. CD introvabili o che neanche si sapeva della loro pubblicazione. Cioè per dire: ma qui in italia non arrivava praticamente 'niente' di niente. C'è un mondo la fuori pazzesco. Questa nuova serie ha dato uno spunto incredibile a tutti/e i/le metalheads degli eighties. E non solo. La 'foto' era il contatto reale con l'heavy metal. Il riscontro che esisteva realmente. Si certo i dischi, la mudica. Ma proprio le band !!!!. Sarà interessante leggere/vedere i prossimi articoli ... Ragazzi/e avete scatenato una massa di ricordi pazzeschi in tutti noi, con una foto !!!!
Stagger Lee
Mercoledì 25 Aprile 2018, 14.14.30
28
Fabio Rasta cosa mi hai fatto ricordare! le magliette autoprodotte!! pomeriggi interi di duro lavoro per dipingere nei minimi particolari i loghi "Metallica", "AD/DC" ecc.....e certe volte venivano tutti storti ma si indossavano lo stesso con orgoglio!! accidenti con che obbrobri andavo in giro certe volte!!!
Painkiller
Mercoledì 25 Aprile 2018, 13.55.55
27
@Galilee: abbiamo fatto un po’ delle stesse figuracce ah ah! @Fabio Rasta: ipocriti? E perché?
Fabio Rasta
Mercoledì 25 Aprile 2018, 12.29.47
26
Questi ultimi racconti, rappresentano al meglio come eravamo messi. Negozianti ipocriti! 24: anche i paginoni centrali di Le Ore però... regolarmente fregati alle baracche dei muratori, ...'fanculo le edicole... /// ...sarà storia arcinota, però è curioso evidenziare come le foto dei JUDAS, che scaturirono l'immaginario del mondo Metal, musica Macho x eccellenza, derivi da un'attenta ricerca di ROB HALFORD nei sexy shop x gay sadomaso. Raccontata dal diretto interessato. Fonte dimenticata.
Galilee
Mercoledì 25 Aprile 2018, 11.44.02
25
Lascia stare.... anche a me successe una volta... AHAHAH.. Chiesi... scusi ce l'ha Hard e Flash? La commessa rispose si è mi piazzò sul banco due rivistazze con tanto di WHS e supporto di cartone. Le signore vicino a me mi guardarono disgustate. Avevo 16 anni.... Ricordo solo che risposi timidamente e molto imbarazzato... ma io volevo solo una rivista di musica....
Painkiller
Mercoledì 25 Aprile 2018, 11.36.30
24
@Galilee: Hard, che ricordi! Lo aspettavo con ansia in edicola, e quando lo chiedevo alcuni edicolanti mi guardavano storto e rispondevano male pensando fosse una rivista porno 😂. Mitici i paginoni centrali! Che poster...
Galilee
Mercoledì 25 Aprile 2018, 11.26.47
23
M'innamorai del judas proprio grazie al loro abbigliamento. Era l'89/90 e su un numero di Hard comparve un'intervista del Judas. Non era questa foto, ma era molto simile, è dietro c'era la copertina di Stained class, che per me è divina con quel tripudio di colori; e insomma fu amore ancora prima di ascoltarli. Ordinai Painkiller al buio, anche perchè nessuno li ascoltava in quel periodo, quindi mi fidai del mio sesto senso. Ed ebbi ragione.
Fabio Rasta
Mercoledì 25 Aprile 2018, 11.08.58
22
Chi non condivide la nostra Passione e non ha vissuto quegli anni non può davvero capire nulla di quanto scritto nell'articolo. Mi sembra ancora di rivedere quel bambinetto che va cercando ovunque le rarissime foto degli AC/DC, minuscoli frammenti ritagliati da guide tv, sorrisi e canzoni, Ciao 2001, diari di scuola, perfino Topolini. Non voglio offendere in alcun modo l'artista fotografo ivi menzionato, giacché di arte sono sempre stato un caprone (di quelli che non capisce Picasso), ma devo essere sincero, proprio non ce la faccio a tenermela: i miei collage infantili, sul muro della mia vecchia camera giù in città, fatti con anni di ritagli e rotoli di scotch a buon mercato.... ma è meglio che mi fermo qui... /// ... e le magliette autoprodotte? Ne feci una anche del Johnnie Walker (il mio primo sopranome del miglior whiskey a buon mercato) con la china e il righello, copiando l'etichetta in tutti i particolari. Minchia che miserabili che eravamo... ma non mi cambierei con nessuno, oggi ce la godiamo il quadruplo!
Raven
Mercoledì 25 Aprile 2018, 10.58.20
21
Silvia, mi mandi un PM con qualche link in merito? Magari, se sarà possibile, ne parleremo in qualche altra puntata.
Silvia
Mercoledì 25 Aprile 2018, 10.23.36
20
@rik, la vedova di Jeff qualche tempo fa ha raccontato la storia della foto (è lei la ragazza ), sicuramente l'avrei già letta
rik bay area thrash
Mercoledì 25 Aprile 2018, 10.10.32
19
@Painkiller, certo che si !!! Gli slayer della pic di show no mercy con la ragazza in abbigliamento sexy ... ragazzi/e di pictures delle band e/o male/female fronted band c'è ne sono a migliaia ... attendiamo fiduciosi le scelte della redazione di metallized
Silvia
Mercoledì 25 Aprile 2018, 10.09.26
18
@Painkiller, anche in quella serie ce ne sono di mitiche . Fra l’altro sia Kerry che Jeff avevano anche la catenina con la croce rovesciata che secondo me doveva era la cosa piu’ trasgressiva! Che poi erano anche nel retro di Show No Mercy, se stiamo parlando delle stesse foto. Inoltre in una versione anziche’ side 1 e 2 riporta 6 e 66, hahahah! @rik, sono d’accordo con te. @Joey, si’ si’ erano decisamente altri tempi! @Raven, ma come mai avete rimosso le foto dagli articoli e recensioni degli Slayer?
Pacino
Mercoledì 25 Aprile 2018, 8.40.04
17
Non tutte, alcuni sono belli scatti di vita e di palco.
Pacino
Mercoledì 25 Aprile 2018, 8.38.39
16
Quando delle assurde tamarrate possono trasformarsi in arte...o quasi!
Painkiller
Martedì 24 Aprile 2018, 23.47.36
15
Grandi ragazzi, bella idea e bellissimo inizio. Per chi come me ha passato ore davanti alle foto all’interno dei vinili o nelle poche ‘zine esistenti, questa è manna. Trovo davvero bello anche l’includere informazioni sul fotografo e sulle sue scelte. Bello davvero. @Silvia @rik: ma vogliamo parlare della foto degli Slayer all’interno di live undead o haunting the chapel? Truccati, con i bracciali borchiati ed hanneman con la croce rovesciata in mano mentre suona? Spettacolare
Joey
Martedì 24 Aprile 2018, 23.33.23
14
Bei ricordi per chi è nato, come me, quasi a fine anni '70. Ho iniziato con "Cioè" (ebbene sì) perché sono nato con gli Europe e lì trovavo info, ma fondamentalmente m'interessavano le foto (fantastico quando trovavo Joey Tempest in copertina che era adesiva). Ampliando poi l'orizzonte musicale, sono passato ai ben più seri H/M, Metal Shock e Metal Hammer, dove ritagliavo le foto dei brutti e cattivi (così li chiamavano i miei compagni e insegnanti) e le attaccavo sul diario, e ordinavo musica via posta (e, per posta, non intendo quella elettronica) tramite il catalogo Nannucci oppure, grazie alla breve distanza da Milano, acquistavo fisicamente alla Virgin, Ricordi o Mariposa (forse questo esiste ancora). Idem per i concerti, non era semplicissimo sapere quando c'erano né tantomeno trovare i biglietti, visto che bisognava muoversi fisicamente per fare tutto, non bastava un click. Proprio da Mariposa, oltre ai cd, acquistavo sempre un'enorme quantità di foto che peraltro ho ancora, è saltato fuori un Sebastian Bach d'annata proprio l'altro giorno...w gli eighties, i miei ricordi più belli sono lì
rik bay area thrash
Martedì 24 Aprile 2018, 21.05.51
13
@Silvia, #10, si esattamente per instagram, strumento dalle incredibili potenzialità. Per chi segue il thrash, fonte (quasi) inesauribile !!!! Foto, video, review eseguite da 'navigati' e 'vintage' thrashers che tengono viva la fiammella dell' old school thrash e dei fantastici eighties. Metallized ha il pregio e merito di avere persone molto intraprendenti e che si dedicano a realizzare serie di articoli molto utili e interessanti. Non ultimo questo. Probabilmente potrebbe essere una serie quasi infinita. Di foto che sono 'storia' dell' heavy metal c'è ne sono migliaia. Judas priest (ora), motorhead, saxon, iron maiden, metallica, megadeth e un' infinità di altre. Penso che ognuno di noi ne potrebbe proporre a decine. L'augurio e che già dal prossimo articolo, facciate sobbalzare dalla gioia i vostri lettori
Silvia
Martedì 24 Aprile 2018, 21.03.16
12
@Raven evidentemente oltre ad essere un grande artista è anche un tipo in gamba .
Raven
Martedì 24 Aprile 2018, 19.18.38
11
Silvia, specialmente in questo caso, dato che l'autore dello scatto, appositamente contattato ha appoggiato l'articolo ed ha risposto con velocità, pur essendo il personaggio al quale si accenna nel pezzo.
Silvia
Martedì 24 Aprile 2018, 19.14.44
10
@rik, quoto tutto il tuo #7, x me era lo stesso! Fra l'altro oggi sono gli stessi thrashers che postano le foto dell'epoca (Scott Ian e Gary Holt, esempio, postano spesso delle vecchie perle nei loro instagram dii cui mi pare abbiamo già detto ) @Raven, secondo me è molto interessante avere anche le info sul fotografo, mi piace questa idea
Stagger Lee
Martedì 24 Aprile 2018, 17.31.59
9
Questo articolo mi fa davvero rivivere la mia adolescenza...😄 che dire della foto di Paul Simonon sulla copertina di London Calling? O Ozzy e Randy su quella di Tribute???
Raven
Martedì 24 Aprile 2018, 16.16.47
8
In generale; perché questa è stata scattata da un grande fotografo
rik bay area thrash
Martedì 24 Aprile 2018, 15.53.48
7
@Silvia , pensa con quanto poco ci accontentavamo !! Una/due foto in bianco/nero (le prime) di pessima qualità ma di valore inestimabile per noi giovani metalheads. Era poter immaginare il nostro 'mondo' cioè l'heavy metal che diventava reale e prendeva forma. Non solo più le cover dei dischi, ma proprio chi suonava quei album. Adesso in rete ci sono talmente tante di quelle foto d quell'epoca che averne avute anche solo una piccola parte, quanto ci avrebbero fatto compagnia ...
lisablack
Martedì 24 Aprile 2018, 15.42.52
6
Bell'articolo..ci sono i miei amori..tutti così borchiati..fantastici a dir poco!
Silvia
Martedì 24 Aprile 2018, 15.24.49
5
@rik, ho visto poi sul web le foto di quel numero di Rockerilla ma purtroppo le uniche che avevo di Di'Anno erano quelle dei dischi (di cui una di spalle accidenti!!! hahaha scherzo!
rik bay area thrash
Martedì 24 Aprile 2018, 14.59.22
4
Ennesima serie di articoli molto interessanti, almeno per chi era giovane negli eighties Effettivamente agli inizi degli 80's praticamente non c'era nulla se non la rivista rockerilla (per chi riusciva a reperirne una copia !). Per fare un esempio : dianno sulla cover proprio di rockerilla e sono stati i primi in assoluto in Italia a mettere in front cover il singer di una band heavy metal. Una foto più prosaicamente 'pruriginosa' per noi maschietti era lee aaron .... tornando seri : sicuramente i ramones del debut album del 1976. In quella foto, in quella cover, è racchiuso tutto un mondo; la gioventù, il degrado delle metropoli, una società già all' epoca marcia, un mal di vivere, beh insomma tante sensazioni immutate ancora oggi, quattro decadi dopo. Magari non è heavy metal (punk), ma quella 'divisa' le t-shirt, il chiodo, sono diventati patrimonio anche dei metalheads. In ambito thrash, hetfield con la scritta fuck off sulla chitarra bianca a coda di rondine ... e tantissime altre. Anche lisa dominique ... eheheh .... scherzooooo !!!! (imho) decadi dopo.
Raven
Martedì 24 Aprile 2018, 13.33.34
3
Anche se è già stato fatto in calce all'articolo, vorrei ribadire pubblicamente il ringraziamento per la disponibilità dimostrata da Joester. Un personaggio di fama mondiale che non ha fatto alcun problema ed ha risposto con estrema sollecitudine alle nostre richieste.
Silvia
Martedì 24 Aprile 2018, 12.26.34
2
Mi piace questa serie e quoto tutto il paragrafo "sull'autostrada in camera" . Non sono una fan dei Judas, anche se li ammiro molto, quindi la foto non mi rappresenta ma su tante altre si scatenavano sogni a briglia sciolta. Rispondendo alla tua domanda finale x me le foto piu' evocative (non so perche' ne' cosa mi attirasse in modo particolare) erano le foto del retro copertina di Maiden Japan (vinile) e del retro di Reign in Blood (vinile, fra l'altro una foto insensata ma che scommetto tutti i thrashers hanno emulato in sala prove, hahaha, scherzo - ma non troppo -!!!) oltre ad una foto sempre degli Slayer che avevo visto su HM, in formazione classica in cui Kerry aveva il bracciale chiodato e Jeff alzava il dito medio (con le corde delle chitarre che fuoriuscivano dalle chiavette, un loro classico!) e che non trovo in rete. I Millennials rideranno come matti ai tempi d'oggi in cui con un click puoi comunicare col tuo idolo (anzi magari oggi nessuno ha neppure un idolo perche' anche le rockstar si presentano x come sono e non c'e' piu' quell'alone di mistero che le circonda) ma credo che x noi anche un singolo scatto racchiudesse un mondo intero (ovviamente sto parlando dei tempi dell'adolescenza)
Awake
Martedì 24 Aprile 2018, 11.29.20
1
Grande articolo, che descrive perfettamente le sensazioni che provavo in quegli anni in cui il metal nel nostro paese non era minimamente calcolato, i pochi riscontri che trovavi nella realtà li vivevi come una sorta di miracolo...
IMMAGINI
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