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SINE QUA ...BOH? - # 15 - 'Revolutions per Minute' e 'New Era'
06/05/2018 (835 letture)
Accade con frequenza -in realtà la maggior parte delle volte- che i gruppi vengano identificati in parte maggiore con alcuni dei loro componenti, più che con il totale dei loro membri. Di solito è il cantante ad attirare più attenzione attorno a sé, ma se non si tratta di lui o solo di lui, dal momento che parliamo di heavy metal sono le chitarre ed i chitarristi a ritagliarsi uno spazio percentualmente superiore rispetto agli altri, pur altrettanto importanti. Questo articolo salva capra e cavoli, per così dire, occupandosi di due passi falsi relativamente recenti riguardanti due band che rispondono ad ambedue le fattispecie: Skid Row e Revolution Renaissance.

SKID ROW: Revolutions per Minute
Per quanto riguarda gli Skid Row, la loro storia è notoriamente legata a filo doppio al nome di Sebastian Bach ed alla sua presenza in seno alla formazione. Gruppo per molti versi mainstream, con il video di 18 and Life che passò talmente tanto in rotazione da diventare quasi scocciante, ed autore di due lavori di qualità e ad ampia diffusione come Skid Row e Slave to the Grind -ma anche Subhuman Race conteneva del buono- dopo la separazione da Bach arrivò in rapida successione allo scioglimento. Al termine di un silenzio protrattosi per la bellezza di otto anni e la pubblicazione di Thickskin con Johnny Solinger alla voce, arrivò nel 2006 a Revolutions per Minute, sempre con Solinger al microfono. Non solo un cambio di cantante, ma, cosa più importante, anche di stile. Johnny Solinger, precedentemente in forza proprio ai Solinger e successivamente autore di un album solista del 2008 era probabilmente anche adatto al nuovo corso. Questo, però, era marcato da un imperdonabile "peccato originale": a prescindere da quanto il pubblico fosse disposto a dar credito agli Skid Row sotto le nuove vesti -il gruppo guidato da Rachel Bolan aveva comunque diritto, come tutti, di fare ciò che riteneva più opportuno- Thickskin prima e Revolutions per Minute dopo erano decisamente brutti. Più stradaiolo, più punkeggiante, più tante altre cose, ma soprattutto debole sotto il profilo della scrittura pura, mediamente ben al di sotto della sufficienza. Ed anche la produzione, pur firmata da un mostro sacro come Michael Wagener e volta ad esaltare teoricamente l'attitudine del CD, si prestava a parecchie critiche. Completamente diverso rispetto ad un glorioso passato e incapace di convincere la gente che questi nuovi Skid Row avessero qualcosa di interessante da dire, Revolutions per Minute è identificabile come il punto più basso di una carriera che, con i successivi EP, si riscatterà parzialmente. La recente entrata di ZP Theart dopo le vicissitudini del cambio Solinger/Harnell infine, lascia ancora la porta aperta ad un prosieguo dignitoso di una storia che, comunque, ha quasi certamente dato il meglio molto, molto tempo fa.
E non certo con Revolutions per Minute.

REVOLUTION RENAISSANCE: New Era
Certamente diverso il discorso a monte riguardante il progetto Revolution Renaissance, ma assolutamente accostabile il risultato finale: un disco ben al di sotto della sufficienza. Un chitarrista/compositore come Timo Tolkki, le cui doti sono state attestate da quanto fatto nel periodo 1985/2004 con gli Stratovarius, comincia con questo disco a dimostrare di non essersi mai probabilmente ripreso completamente sotto il profilo mentale dalla grave aggressione subita in Spagna proprio nel 2004. Si tratta ovviamente di una speculazione, dato che solo l'interessato sarebbe in grado di descrivere cosa gli è rimasto dentro dopo l'accoltellamento ed il successivo periodo, sta di fatto che le crisi e la depressione che ne sono seguiti portarono alla fine degli Stratovarius, i quali decisero poi di continuare senza di lui dopo lo scioglimento decretato dal chitarrista nel 2008. I Revolution Renaissance dovevano essere la carta da giocare per un ritorno in grande stile, riprendendo il discorso dove era stato interrotto e, in più, coinvolgendo personaggi di primo livello. Basti pensare ai nomi di Michael Kiske e Tobias Sammet. Eppure, i tre dischi prodotti sotto questo moniker prima che fosse messo in quiescenza risultano decisamente deficitari; soprattutto New Era. L'album, al di là di un buon lavoro effettuato in sede di produzione e di esecuzione, è fiacco dal punto di vista più importante, ovverosia quello della scrittura. Tutto è prevedibile, scontato, di maniera e se si eccettua qualche ottimo assolo qua e là (davvero il minimo del minimo sindacale all'interno di un'opera del genere scritta da un chitarrista indubbiamente dotato), è monotono e soporifero in modo talmente evidente, che arrivare in fondo alla scaletta è davvero impresa improba. La sensazione è quella di un uomo, prima che di un musicista, che sente di potere e dovere fare qualcosa per ricominciare a vivere prima che a suonare, ma che non riesce a superare un blocco mentale. Un po' come se tutto fosse rimasto fermo a quel 2004 spagnolo e le idee fossero rimaste congelate, incapaci di andare oltre. Come se tutto fosse cristallizzato nella testa di un Tolkki incapace di trovare la verve e la tranquillità per spaziare tra riff ed assoli, continuando invece ad auto plagiarsi ripetendo schemi base, in attesa di liberarsi con un'ispirazione improvvisa che, però, non sarebbe mai arrivata. La storia successiva dei Revolution Renaissance e dello stesso Tolkki, purtroppo, confermerà un'impasse mentale probabilmente irreversibile.

DUE RIVOLUZIONI FALLITE
Revolutions per Minute e New Era sono in conclusione due dischi certamente fallimentari, ma per motivi completamente diversi. Quello degli Skid Row parla di un ritorno a distanza di anni dai lavori più importanti della loro storia con un comprensibile tentativo di modernizzarsi, eseguito però in maniera maldestra. Quello dei Revolution Renaissance di un uomo che tenta disperatamente di tornare alla normalità dopo un'esperienza devastante, che la trova in maniera eccessiva, producendo un disco così normale e scontato da essere brutto. Due motivi che, se posti sul piatto della bilancia, hanno probabilmente un peso specifico completamente differente e inaccostabile, con ciò che era dietro New Era a costituire una scusante importante. Affrontando però la questione dal punto di vista strettamente qualitativo e limitandosi alla musica come ci compete, la valutazione finale non può che riguardare due album che è obbligatorio definire al massimo come non più che mediocri.



Joey
Lunedì 7 Maggio 2018, 22.51.45
7
Thickskin fatto con un monicker diverso l'avrei apprezzato di più...non mi dispiace come album, ma non c'entra nulla con gli Skid. Revolutions per Minute lo trovo pessimo.
HeroOfSand_14
Lunedì 7 Maggio 2018, 18.04.12
6
New Era doveva essere il disco del secolo, invece è composto da brani triti e ritriti, con melodie autoplagiate dagli Stratovarius e zero idee. Però, nel compenso, se lo si ascolta senza sapere il passato di Tollki allora non è da buttare, infatti qualche melodia carina c'è (Glorious And Divine la ho spesso in testa, pur sembrando una canzone da chiesa). Quello degli Skid mai ascoltato, mi è bastato Thicksin per capire che Solinger non faceva per me
xXx
Lunedì 7 Maggio 2018, 14.18.01
5
Quello dei RR mi è piaciuto molto a me.
Metal Shock
Lunedì 7 Maggio 2018, 13.54.09
4
Due porcherie di disco. Gli Skid già con Subhuman avevano deluso ma senza Bach sono proprio caduti in basso. I RR volevano essere il rilancio di Timo dopo gli Stratovarius: pessimo disco. Almeno il disco degli Skid non lo avevo preso ma quello dei RR si, soldi buttati.
Galilee
Domenica 6 Maggio 2018, 20.33.02
3
Due dischi decisamente non all' altezza. Ma sinceramente viste le ultime di entrambi, me l'aspettavo. Anyway Age of acquarius non era male, e nemmeno gli ultimi due ep con Solinger.
JC
Domenica 6 Maggio 2018, 17.41.34
2
Gli Skid Row non li conosco; i RR invece sì, da fan degli Strato. Questo primo disco era molto atteso, visti i nomi in campo, invece fu per molti una mezza delusione. A me non dispiacque e presi anche il successivo Age of Aquarius
d.r.i.
Domenica 6 Maggio 2018, 15.20.30
1
Quello degli skidrow non lo ricordo ma i RR hanno partorito un disco davvero pietoso, con l'aggravante dei nomi in gioco
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