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MARDUK + RAGNAROK + INFERNAL WAR - Traffic Club, Roma, 09/05/2018
14/05/2018 (864 letture)
Impegnati nel tour europeo in anticipazione al loro nuovo disco Viktoria, gli svedesi Marduk tornano in Italia per alcune tappe accompagnati dai Ragnarok e dai polacchi Infernal War. Dopo essere stati al centro di una serie di rumors, successivamente smentiti, riguardo all'acquisto di materiale propagandistico nazionalsocialista, il gruppo guidato dal frontman Mortuus e dal chitarrista Morgan torna finalmente dopo qualche tempo anche in Capitale. Sono passati alcuni anni dall'ultima volta che li vidi: si trattava del 2010 e il programma anche in quel caso era molto ricco, con la partecipazione di Vader, Deicide e Decapitated.
Mi reco quindi al Traffic Club con molta curiosità di rivederli, nonostante le ultime prove in studio mi abbiano lasciata un po' incerta.
Purtroppo, contrattempi lavorativi e la congestione dei trasporti che inevitabilmente si crea ogni volta che una goccia di pioggia un po' più insistente si precipita su Roma, arrivo al locale nettamente in ritardo sulla tabella di marcia, non riuscendo di fatto ad assistere all'esibizione degli opener Gravestone e soprattutto degli Infernal War, gruppo tra quelli presenti nel bill che onestamente avevo più curiosità ed interesse a vedere, a parte ovviamente agli headliners. Con un batterista così chirurgico e feroce come Stormblast, sono certa avranno fatto uno show annichilente, come del resto molti dei presenti che ho incontrato mi hanno poi confermato, definendo a fine serata la performance dei polacchi come la migliore esibizione di tutto il concerto.

RAGNAROK
Sono quindi in tempo per vedere l'altro gruppo coinvolto nel tour europeo dei Marduk, ossia i norvegesi Ragnarok. Il quartetto è emerso nell'ambiente underground soprattutto per via della presenza temporanea in line up di Hoest (Taake), essendo passato principalmente in sordina rispetto ad altri gruppi contemporanei, nonostante avesse pubblicato dei lavori interessanti soprattutto nei primi anni di carriera. Tuttavia con gli anni, una volta abbandonate le argomentazioni legate alla cornice pagana, le cui radici persistono nel monicker, la band ha nettamente virato su un black metal moderno per sonorità pur conservando temi classici. Ciò non sarebbe una cosa necessariamente negativa, se non fosse che i Ragnarok sembrano oramai essersi inevitabilmente appiattiti nei cliché del genere senza rielaborarli in una maniera più articolata o personale, ma limitandosi a offrire una versione un po' semplificata ed a tratti banale dei temi. Al di là di gusti personali che mi farebbero essere molto negativa sulla valutazione, è oggettivo ammettere che il parterre numeroso che affolla la sala del Traffic ha risposto molto bene alla prova dei Ragnarok. Il frontman Jontho, unico membro della formazione originaria che da qualche anno ha abbandonato il ruolo di batterista per dedicarsi a quello di vocalist, insieme a Bolverk (chitarra) e Christopher Rakkestad (basso) forma un fronte possente davanti al palco, sia per la mole fisica di tutti e tre, che per l'energia che comunque viene trasmessa nell'interazione con il pubblico.
Dei primi lavori prodotti viene proposta la bella Pagan Land, tratta dall'omonimo demo del '95, ma com'era lecito aspettarsi la scaletta sarà principalmente sbilanciata sulla seconda metà della loro produzione musicale. Ho notato come i presenti si siano molto coinvolti in particolare su Murder, che intreccia alcuni riff in chiave più thrash, e sull'inarrestabile It's War, una vera chicca tratta da Diabolical Age del 2001 e che personalmente è il pezzo che più mi ha interessata nel suo ritmo psicotico e caotico.

SETLIST RAGNAROK
Intro
1. Dominance & Submission
2. In Nomine Satanas
3. Blood of Saints
4. Collectors of the King
5. Pagan Land
6. Murder
7. Infernal Majesty
8. It's War
9. Blackdoor Miracle


MARDUK
Ci rendiamo conto che gli headliners della serata stanno per calcare il palco quando viene inserito l'intro che ci accompagnerà per qualche minuto, mentre il pubblico oramai ha riempito ogni angolo del locale e le luci del palco proiettano delle sfumature rosso fuoco. Un piccolo momento di tensione che fortunatamente non è sfociato in una rissa più grave ha momentaneamente interrotto l'attesa e la conseguente impazienza.
Finalmente Morgan e compagni emergono dal buio e subito ci annichiliscono con Panzer Division Marduk: un pezzo che non ha bisogno di molte presentazioni, da un disco che è sicuramente considerato il più emblematico del gruppo, così psicotico e aggressivo da avere un titolo che ne descrive alla perfezione l'assetto bellicoso e "comprimente". E' proprio come un panzer che ti travolge e ti schiaccia e la sensazione prosegue con il secondo estratto dallo stesso album che viene eseguito questa sera, ossia la successiva Baptism by Fire.
Scossi già dai primi minuti, è evidente quanto la band sia in ottima forma e per fortuna anche i suoni giocano a loro favore. Nelle precedenti due volte che avevo visto i Marduk avevo avuto sempre la sensazione che fossero un gruppo un po' "umorale", nel senso che ho trovato discontinuità nelle loro performance che talvolta erano impeccabili e talvolta mostravano palesemente quanto ci fosse poco trasporto e voglia da parte dei membri di fare un buono show. In questa serata fortunatamente l'impatto è devastante e l'esecuzione dei pezzi perfetta, con Fredrik Widigs, subentrato al precedente batterista con cui li vidi, che dimostra con scioltezza tutta la sua abilità dietro le pelli.
La setlist proposta è molto eterogenea e, dopo un tuffo nel passato, si sposta qua e là tra gli ultimi dischi della combo svedese, nonostante mi sia dispiaciuto abbiano estromesso Dark Endless, disco dal quale, secondo la scaletta del tour, avrebbero dovuto concedere The Black... in occasione dell'encore che poi non c'è stato. Viene anche dato un altro assaggio dall'album di prossima uscita, Viktoria, dal quale sentiremo il singolo Werwolf, già diffuso qualche giorno prima, molto incisivo e sintetico rispetto agli standard (solo due i minuti a disposizione), oltre che l'anticipazione del nuovo singolo pubblicato in via ufficiale ad un paio di giorni di distanza dalla data romana, Equestrian Bloodlust, che mi ha convinta decisamente più del precedente, ma che mi lascia ancora confusa rispetto a come potrà suonare nel suo complesso il nuovo lavoro.
Personalmente (e so qui di peccare forse di un po' di saudade), oltre ai pezzi in apertura, quelli che mi hanno coinvolta di più sono i due estratti da Those of the Unlight del 1993: Burn My Coffin ci sotterra con una raffica impazzita di riff morbosi e taglienti, dove le urla di Mortuus si fanno ancora più graffiate; ma la mia preferita di quel disco resta Wolves, per cui quando la sento annunciare mi faccio trascinare dai suoi rallentamenti e non posso fare a meno di agitarmi nell'assecondarli.

Anche tutto il pubblico, molto numeroso come detto precedentemente, sembra molto coinvolto e soddisfatto dal concerto, anche se non mancheranno critiche com'è lecito aspettarsi per un gruppo come i Marduk che ha una produzione così florida, con episodi decisamente meno riusciti, ma che resta comunque un punto saldo della scena black metal attuale.

SETLIST MARDUK
1. Panzer Division Marduk
2. Baptism by Fire
3. The Blond Beast
4. Of Hell's Fire
5. The Levelling Dust
6. Werwolf
7. Cloven Hoof
Deathmarch
8. Throne of Rats
9. Between the Wolf-Packs
10. Burn My Coffin
11. Equestrian Bloodlust
12. Wolves
13. Into Utter Madness



Nòesis
Martedì 15 Maggio 2018, 9.12.05
6
A vedere i Rotting Christ saremo stati in 150 forse...
tino
Martedì 15 Maggio 2018, 8.09.13
5
Magari dovrebbero ricominciare a buttate teste di maiale putrefatte dal palco o ferirsi con qualche machete per fare un po' di selezione...
Zess
Martedì 15 Maggio 2018, 6.11.06
4
Esattamente, ma non è certo da ora che è così.
88mm
Martedì 15 Maggio 2018, 0.04.28
3
Più passano gli anni e sempre più gente si vede ai concerti black..come Mai anni fa nn ci stava tutta Sta gente? Moda poser nerds ?
Alessio
Lunedì 14 Maggio 2018, 9.38.07
2
Se sapevo che c'eri anche tu Selenia venivo di sicuro! . Scherzi a parte anche stavolta sono mancato dal traffic con mio grosso rammarico...Comunque devi dire una buona scaletta ma una Black tormentor of Satan ( da Heaven) e un pezzo da Opus potevano metterli. In altre date del tour c'erano. A parte questo inossidabili Marduk.
God of Emptiness
Lunedì 14 Maggio 2018, 8.04.48
1
Ascoltati al Revolver Club a San Doná di Piave: una mazzatona immane soprattutto con l'inizio affidato ai primi brani di Panzer Division. Gli Infernal War confermo che sono davvero delle war machine (non c'era il cantante originale ma cmq il sostituto ha fatto davvero una prova notevole). I Ragnrok non mi hanno entusiasmato più di tanto invece.
IMMAGINI
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locandina del concerto
ARTICOLI
14/05/2018
Live Report
MARDUK + RAGNAROK + INFERNAL WAR
Traffic Club, Roma, 09/05/2018
 
 
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