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INCANTATION + SUICIDAL CAUSTICITY + DR.GORE + NEID - Traffic Club, Roma, 16/05/2018
20/05/2018 (514 letture)
Erano poco più di dieci anni che gli Incantation non tornavano in Capitale e, in occasione del minitour italiano che li ha portati per ben cinque date nella nostra Penisola, abbiamo occasione di rivedere John McEntee e compagni con addosso ancora l’entusiasmo per il concerto della settimana scorsa, che aveva visto protagonisti i Marduk (report qui). Siamo quindi di nuovo al Traffic Club, che questa sera purtroppo vedrà un’affluenza meno numerosa rispetto al concerto precedente, che aveva visto un successo di pubblico decisamente maggiore.

NEID
La sala è ancora poco popolata, come del resto capita quasi sempre in apertura, per cui gli opener Neid suonano davanti a pochi presenti, che comunque dimostreranno di apprezzare la loro proposta. Rispetto al registro che guiderà tutta la serata, la band viterbese ci allontana dalle sonorità Death metal e ci proietta verso il grindcore. Da sempre prolifici dal punto di vista musicale, sono protagonisti di un ottimo concerto, di quelli schietti e veloci, con un’attitudine hardcore punk che verrà anche rimarcata dalle due cover scelte: Cannibale dei Negazione (che di certo non necessita di premesse) e Nato per Essere Veloce dei Crash Box, quest’ultima estratta direttamente dall’ultimo EP 7” Noise Treatment. Onestamente ho apprezzato molto la loro esibizione, che dimostra quanto la band resti fedele ad un approccio musicale meno sofisticato rispetto alle altre proposte della serata forse, ma più tagliente e diretto, così come del resto questo genere dovrebbe essere. Nell’essere coinvolta mentre suonavano, mi è tuttavia tornato in mente come serate “a tema” non ce ne siano quasi più e, senza dover scadere in facili sentimentalismi, è un vero peccato che almeno nella scena locale si sia perso un po’ il pugno della situazione, anche se per fortuna c’è ancora qualcuno che serate così cerca di organizzarne. Ricordo con piacere eventi al Torre Maura Occupato o in diversi altri centri sociali o in locali che purtroppo col tempo sembrano essersi disinteressati ad un certo tipo di programmazione (o forse è il pubblico stesso ad essere meno incuriosito ed appassionato a questa frangia; del resto, si sa, le mode ci sono anche qui). Tornando però sul pezzo, i Neid frappongono brevi e sarcastiche introduzioni - come per il commento al prima menzionato brano Nato per Essere Veloce, che Guru Renato dichiara essere descrittivo delle loro prestazioni musicali.. e non solo - per poi abbandonarsi incazzati ad una furia aggressiva.
Per riprendere il gioco di parole innescato dalla band, commenterei il tutto dicendo “prestazione veloce ma efficace”: esco infatti a fine esibizione pienamente soddisfatta e spero di avere altre occasioni per rivederli.

DR. GORE
Passiamo ad un altro nome noto nel panorama musicale locale, i Dr. Gore, che da qualche tempo avevano ridotto di molto la loro attività live, fino a qualche anno fa decisamente più consistente. I presenti sono progressivamente aumentati e la stessa esibizione di Alessio Pacifici e compagni ne beneficia, ottenendo una più corale partecipazione. La scaletta sarà principalmente concentrata sugli estratti dal loro ultimo full length From the Deep of Rotten, pubblicato a marzo scorso, che vede il songwriting del gruppo nettamente migliorato, nonostante si mantenga su stilemi basici del brutal death senza osare troppo. Rispetto alle prove precedenti, tuttavia, ho percepito una maturazione ulteriore, con una esibizione live che conferma la loro competenza e le loro abilità al livello tecnico: il batterista Mastino corre a velocità schizofreniche senza perdere il punto e sostiene la voce gutturale del frontman che ogni tanto cede alle incurisioni assordanti degli scream del chitarrista Marco Acorte. La cosa che personalmente ho apprezzato meno è stata l’abbondanza di umorismo tra un pezzo ed un altro, che a mio avviso era decontestualizzato rispetto alla musica: un approccio più laconico avrebbe reso più giustizia all’incisività dei pezzi horrorifici, così come all’assetto musicalmente massiccio; non perché si debba necessariamente essere seri, ma certo si deve saper usare una giusta dose anche se si vuole sdrammatizzare.

SUICIDAL CAUSTICITY
Siamo quasi giunti alla fine della serata e tocca ai fiorentini Suicidal Causticity anticipare gli headliners, essendo tra l’altro il gruppo che li accompagnerà nel corso del minitour. E’ la prima volta che onestamente mi trovo al loro cospetto e, cercando di reperire qualche informazione su di loro, comprendo che la band, dopo un debut pubblicato nel 2013, è tornata in attività solo di recente con The Human Touch dello scorso anno. Anche nel loro caso restiamo aderenti alle sonorità del brutal death metal, nonostante il pedale sia spinto più verso il death metal tecnico che sulla componente old school, come accade invece nel caso dei predecessori. La linea vocale di Gorgo è meno gutturale e più graffiante e segue il ritmo serrato e brutale che domina sulle parti dei brani un po’ più “groove”. Anche nel loro caso gli occhi (o meglio, le orecchie) non possono non essere tutti dedicati alla sezione ritmica, con una prova del batterista Thomas Passanisi davvero molto buona, alla quale si stratificano i numerosi tecnicismi delle chitarre che concorrono ad arricchire il corpo dei pezzi, rendendoli compositivamente più complessi. Il risultato ottenuto è una prestazione convincente, nonostante con gli ascolti mi sia abbastanza allontanata dal genere, ed il parallelismo con band nostrane del calibro di Fleshgod Apocalypse e Hour of Penance viene quasi spontaneo: non resta che augurar loro la stessa florida ed affermata carriera.

INCANTATION
Una breve pausa e ci siamo: John McEntee non si fa attendere molto e sale sul palco accolto dal pubblico che nel frattempo ha riempito la sala, anche se come anticipato il numero delle presenze non sarà così alto. Ricordo ancora la prima volta che li vidi a Firenze qualche anno fa, fu un concerto davvero ottimo, anche se l’esperienza che mi lega alla band si è rafforzata con l’esibizione di due anni fa al Nuclear War Now! Festival di Berlino (report qui), dove gli Incantation dedicarono tutto il loro set a Mortal Throne of Nazarene del 1994: una vera goduria.
Con queste premesse, è difficile non riporre aspettative molto alte anche nei confronti di questo concerto, che vedrà un parterre un po’ (troppo) timido all’inizio, come lo stesso frontman sottolineerà in qualche occasione. Un maggior trasporto probabilmente avrebbe aiutato a creare una connessione emotiva con il gruppo più forte già da subito, ma sarà sufficiente aspettare lo scorrere di alcuni pezzi per vedere una crescente partecipazione. Com’era lecito attendersi, il focus sarà principalmente su Profane Nexus, lavoro uscito lo scorso anno, al quale devo ammettere di non aver prestato molta attenzione, perché la sensazione è che non fosse molto ispirato ma che si mantenesse su un risultato abbastanza standard: un po’ poco per un nome come gli Incantation. Devo però ammettere che dal vivo i pezzi sono risultati più incisivi, per quanto resti dell’idea che forse parte del mancato trasporto del pubblico fosse dovuto anche all'eccessiva presenza di estratti da un disco che rappresenta nel suo complesso un episodio poco riuscito, se paragonato a Vanquish in Vengeance, giusto per citarne uno tra i più recenti.
Nella fase centrale del set si concentra la maggior parte del pathos: con Immortal Cessation, tratta dall'indimenticabile Onward to Golgotha, il pubblico letteralmente impazzisce e finalmente si respira l’aria “giusta”, o almeno quella che ci si aspetta di respirare per essere ad un concerto death metal. Si percepisce un notevole stacco rispetto alla prima parentesi di concerto ed anche gli stessi Incantation lo notano, smettendo di cercare in maniera forse un po’ ansiosa una risposta del pubblico che tardava ad arrivare. Anche il pogo si fa via via più feroce e violento e, per sostenerlo e aizzarlo ulteriormente, fa seguito la bellissima The Ibex Moon, che ci riporta al prima citato Mortal Throne of Nazarene, e che McEntee decide di dedicare a Killjoy, venuto a mancare proprio di recente e storico frontman dei Necrophagia, ai quali il cantante rende tributo anche indossandone la maglietta.
Siamo in dirittura d’arrivo, ma c’è ancora il tempo per un colpo di reni con Devoured Death a suggellare il finale: una chiusura devastante, dove anche i più inibiti abbandonano le retrovie per lanciarsi in una partecipazione più viscerale.

Al termine della performance ed una volta salutati i membri del gruppo, usciamo dalla sala parzialmente soddisfatti: forse aver relegato così tanti pezzi dell’ultimo disco alla prima parte di concerto ha creato una spaccatura troppo evidente, restituendo un live che è riuscito a decollare sul serio solo in fase avanzata, raggiungendo il suo apice con il rush finale. Resta comunque il fatto che gli Incantation hanno dimostrato come sempre entusiasmo, sia nel cercare interazione con il pubblico che nel rimarcare il fatto di essere finalmente qui a Roma dopo tanti anni, e soprattutto ancora una volta hanno mostrato estrema dedizione e professionalità; del resto, da un gruppo annoverato tra i maestri del death metal non si può che chiedere questo.

SETLIST INCANTATION
1. Christening the Afterbirth
2. Muse
3. Shadows of the Ancient Empire
4. Lus Sepulcri
5. Dominant Ethos
6. Omens to the Altar of Onyx
7. Rotting with your Christ
8. Carrion Prophecy
9. Decimate Christendom
10. Xipe Totec
11. Immortal Cessation
12. The Ibex Moon
13. Impending Diabolical Conquest
14. Ascend Into the Eternal
15. Rites of the Locust
16. Devoured Death



Gianmarco Nitti
Lunedì 21 Maggio 2018, 12.40.45
1
Visti a Bari il giorno dopo, finalmente riesco dopo anni in cui me li perdo. Presenza di pubblico abbastanza nutrita, concordo che la scelta di dedicare ampia parte del set all'ultimo disco non è stata delle più felici. Ma poi quando ti parte una Ibex Moon parte il fomento a tutti. Però il pubblico di Bari ha iniziato a menare mazzate già dall'inizio del live, infatti gli Incantation erano visibilmente contenti a fine serata!
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locandina del concerto
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20/05/2018
Live Report
INCANTATION + SUICIDAL CAUSTICITY + DR.GORE + NEID
Traffic Club, Roma, 16/05/2018
 
 
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