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AXEL RUDI PELL - Non vorrei mai essere una one-hit wonder!
29/05/2018 (559 letture)
E' fra i musicisti più longevi e prolifici dei nostri giorni e, pur non avendo probabilmente mai composto un capolavoro (ma la cosa, come leggerete nell'intervista, non lo impensierisce più di tanto), ha sempre rilasciato lavori divertenti e di buona fattura. Oltretutto, è anche uno dei musicisti con cui abbiamo il rapporto più stretto, dato che periodicamente si concede con simpatia e disponibilità ai nostri microfoni. Lui è naturalmente l'immarcescibile Axel Rudi Pell!

Barry: Ciao Axel e bentornato su Metallized! Questa è la quarta intervista che facciamo assieme!
Axel: Grande, amico mio! Come stai?

Barry: Tutto bene, grazie! Spero anche tu!
Axel: Direi di sì! Più che altro è un periodo in cui sono davvero molto impegnato ed ho tantissimo da fare!

Barry: Molto bene, perché ho anche tante domande da farti!
Axel: Oh mio Dio, ahah! Ok dai, iniziamo allora!

Barry: Perfetto, iniziamo con la più classica delle domande: se potessi, cambieresti qualcosa di Game of Sins, il tuo non-più-ultimo album?
Axel: Sicuramente il sound: si tratta di un disco valido, di cui sono soddisfatto, ma a mente fredda ho l'impressione che suoni un po' “secco”, mi sarebbe piaciuto che suonasse più incisivo e potente. Ad ogni modo, per fortuna penso proprio di aver ottenuto questo genere di sound sul nuovo album!

Barry: Direi di sì! Anzi, ti dirò: di solito mi dici che reputi sempre il tuo ultimo lavoro migliore del precedente, ma stavolta sono io a dirtelo, perché Knights Call mi sembra più valido rispetto a Game of Sins!
Axel: Ahah grazie mille amico mio, è molto bello sentirti dire queste parole!

Barry: Grazie a te! Mi sembra un disco sicuramente più potente, come hai detto tu, ma anche e soprattutto più epico; era proprio questo, immagino, il risultato che volevi ottenere.
Axel: Decisamente sì! Anche per rimediare alla mancanza di profondità di Game of Sins, cui accennavamo prima, stavolta volevo espressamente avere un sound totalmente diverso, più profondo ed epico, sia con riguardo alle chitarre, sia per ciò che riguarda la batteria: in merito al sound di questa, ad esempio, penso siano stati fatti i maggiori progressi rispetto a Game of Sins e ne sono davvero molto felice!

Barry: Direi! Va comunque detto che Game of Sins è stato un buonissimo successo dal punto di vista commerciale; se dovessi scegliere, preferiresti comporre un singolo album straordinariamente remunerativo o sperimentare un successo a lungo termine?
Axel: Sicuramente la seconda ipotesi che hai menzionato: se ottieni un successo straordinario con un tuo grande album, ma poi magari non ti ripeti più, rischi di cadere nel dimenticatoio e di venir ricordato soltanto come l'artista-che-ha-fatto-quell'-album! Praticamente una one-hit wonder! Da parte mia, anche se non ho mai composto un lavoro così fondamentale, ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso per ogni album e, dopo trent'anni di carriera e di amore da parte dei miei fan, sono estremamente soddisfatto!

Barry: Lo capisco bene, in effetti! Ora una domanda che sinceramente non mi ha fatto dormire la notte...sulla copertina del nuovo album, dove è finito il teschio?!
Axel: Ahah è vero, è nascosto! Ma c'è, ovviamente: se guardi sullo sfondo puoi vedere una ghigliottina, che sicuramente ha appena svolto il suo compito...quindi il teschio è caduto nel cesto assieme alla testa!

Barry: Ahah ha senso, grazie! C'è un particolare concept dietro alla scelta del titolo ed ai brani contenuti sul disco?
Axel: Nessun concept in particolare: si tratta essenzialmente degli stessi argomenti che tratto da sempre nella mia carriera, magari stavolta con un'attenzione leggermente maggiore a tematiche medievali, ma senza che sfocino in un vero e proprio concept.

Barry: Immagino quindi che anche il processo compositivo sia sostanzialmente invariato.
Axel: Esatto! Anche qui nessun segreto, ahah! Ho proceduto come ormai faccio da tempo: sia quando siamo in tour, sia in “pausa” colleziono sempre idee e frammenti per nuovi brani, li registro e poi, quando ho tempo, metto tutto assieme; come ti dicevo, rispetto agli ultimi lavori avevo però l'intenzione di ricercare non solo un sound che fosse più potente, ma anche di comporre canzoni meno melodiche e più incisive, più heavy nel vero senso del termine. In questo senso c'è stata sicuramente una differenza.

Barry: Penso poi che questa maggiore potenza sia avvertibile anche grazie al resto della line-up, che trovo, con ogni probabilità, la più solida della tua carriera! Sei d'accordo con me?
Axel: Al 100%, amico mio! Assolutamente d'accordo con te! Ho sempre avuto grandi musicisti con me, ma, con particolare riguardo a Bobby, che è il mio “acquisto” più recente, ho davvero trovato il batterista che ho sempre cercato: io e lui parliamo la stessa lingua, amiamo la stessa musica, quindi ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda in tutto e per tutto! Quando porto in studio le demo che ho registrato, non ho bisogno di spiegargli o chiedergli nulla, perché appena ascolta le tracce sa esattamente cosa suonare per farle rendere al 100%, è una sensazione splendida!

Barry: Siete entrambi fortunati, allora! Su Beyond the Light, una delle tue classiche ballad, hai ospitato la cantante Pamela Falcon; come è nata questa collaborazione?
Axel: E' stato molto semplice, perché io e lei ci conosciamo da tanto tempo: lei vive nella mia città natale, Bochum, dove una volta a settimana tiene uno show chiamato New York Nights; quando ho avuto fra le mani questa canzone, su cui volevo una voce femminile, ho immediatamente pensato a lei, perché la sua voce era esattamente quella che cercavo! Sapevo ancor prima di ascoltare la versione definitiva che sarebbe suonata alla perfezione! Quindi gliel'ho chiesto, lei ha accettato con entusiasmo ed ecco fatto. Facile, no?

Barry: Molto! Dovrebbe esser sempre così! Ad ogni modo, la mia canzone preferita di Knights Call è senza dubbio The Tower of Babylon: ti va di dirmi qualcosa in più su questo pezzo?
Axel: Come ricorderai, non ho mai fatto mistero di essere grandissimo fan di band come Led Zeppelin e Rainbow: The Tower of Babylon è un po' il mio omaggio personale a questi due gruppi, una sorta di celebrazione di canzoni come Kashmir e Stargazer. Mi è sempre piaciuto questo genere di sound vagamente orientale, con scale arabe, quindi ho cercato di riprodurlo con questa canzone; piace moltissimi anche a me, soprattutto nella seconda metà la voce di Johnny è straordinaria!

Barry: E' vero! Se dovessi comporre un podio dei pezzi presenti sul nuovo album, oltre a The Tower of Babylon indicherei sicuramente Wildest Dreams e The Crusaders of Doom. Qualche informazione in più anche su queste belle canzoni?
Axel: Wildest Dreams è nata alla fine del tour di Game of Sins, nel 2016 ed è stata la prima traccia scritta per questo nuovo album: Bobby mi ha fatto notare che non avevamo mai composto un classico “shuffle” ed ho accolto molto volentieri il suo suggerimento, scrivendo la canzone con questo bel groove; so che l'inizio ricorda un po' Black Night dei Deep Purple -ovviamente ho cambiato le note-, ma del resto costituisce un espresso omaggio a questa straordinaria band ed ai Rainbow!
Quanto a The Crusaders of Doom, come molti altri pezzi presenti sul disco ha un'atmosfera epica che mi piace molto! Amo soprattutto la parte iniziale di chitarra ed il ritmo del pezzo, sono sicuro che anche ai nostri fan piacerà molto!

Barry: Penso proprio di sì! Visto che mi hai citato i Rainbow, non posso fare a meno di chiederti cosa ne pensi della recente reunion...
Axel: Oh mio Dio...possiamo passare alla prossima domanda? Ahah! Guarda, sono stato al primo concerto della reunion nel 2016, al Loreley Freilichtbuhne e mi sono sinceramente sorpreso di quanto pessimo sia stato lo show; nulla da dire su Ronnie Romero, è un cantante eccezionale e penso possa cantare letteralmente tutto ciò che vuole, ma ho avuto l'impressione che bassista e batterista suonassero un'altra cosa rispetto ai pezzi originali! Ed in generale tutti i pezzi erano molto più lenti del normale, hanno fatto tutti troppi errori...perfino Blackmore, per il quale ho una venerazione, non era in gran forma quella sera, è stato veramente un concerto da dimenticare! Per fortuna ho visto qualche video delle loro esibizioni recenti in Russia e sembra che le cose stiano andando meglio per loro, ma questa reunion proprio non fa per me. Preferisco ricordarli come sono stati, senza offesa!

Barry: Immagino la delusione! Ora una delle poche domande che non ti ho mai fatto nel corso delle nostre numerose chiacchierate: vedi in giro un tuo erede?
Axel: Pensi che io sia vecchio, eh? Ahah! No, seriamente, non vedo un “erede” per il semplice fatto che non ascolto molta nuova musica: ascolto ogni tanto la radio, ma per la maggior parte del tempo mi dedico alle grandi band del passato -ho comprato i nuovi album di Michael Schenker e Judas Priest- perché troppi nuovi gruppi non suonano lunghi assolo e si concentrano unicamente sui riff; saranno sicuramente bravissimi, non lo nego e sicuramente ci sarà da qualche parte un chitarrista molto più bravo di me, ma sono troppo legato al classico sound delle band che amo!

Barry: Lo capisco! E se ti chiedessi la prima canzone che hai imparato a suonare alla chitarra?
Axel: Wow...penso proprio che sia stata The House of the Rising Sun! Hai presente, no? (Il nostro amico chitarrista attacca a cantare la prima strofa della canzone con voce profonda e ben intonata! ndr)

Barry: Ehi, mica male questa voce! Che ne diresti di cantare tu stesso qualche pezzo, sui prossimi album?
Axel: Ahah no no, assolutamente no, non ho una voce da cantante! Non ne ho alcuna intenzione, suono e basta, non chiedetemi di fare altro, ahah!

Barry: Ahah è giusto, dai, ad ognuno il suo. Ultima domanda: ci sarà occasione di vedervi in Italia per promuovere il nuovo album?
Axel: Lo spero davvero! Abbiamo suonato nel 2016 a Novara per il tour di Game of Sins e penso torneremo dalle vostre parti per la primavera del 2019, ma non posso prometterlo! Ad ogni modo restate sintonizzati, spero di potervelo far sapere presto!

Barry: Va bene! Dai che, come hai potuto ascoltare, non erano poi troppe domande, ahah! Grazie per questa ennesima intervista e considerami già prenotato per la quinta!
Axel: Va benissimo! E' sempre un piacere per me parlare con te, amico mio, alla prossima!



Sandro70
Venerdì 1 Giugno 2018, 12.59.16
5
A parer mio, anche Between the walls si puó considerare un capolavoro.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 31 Maggio 2018, 14.35.02
4
Persona indubbiamente simpatica e anche di notevole spirito, cosa non comunissima nei Tedeschi. Sono d'accordo sui commenti su The Masquerade Ball, assoluto capolavoro, a mio parere. Poi, meglio, molto meglio una serie continua ti ottimi pezzi che uno eccezionale e poi tante cose mediocri o scarse. Vale anche per i vini.
JC
Giovedì 31 Maggio 2018, 6.40.24
3
che The Masquerade Ball sia la hit di ARP l'ho pensato anche io, leggendo l'articolo
Grezzo
Mercoledì 30 Maggio 2018, 21.59.21
2
Alt alt...The Masquerade Ball è tranquillamente classificabile come capolavoro.
Metal Shock
Mercoledì 30 Maggio 2018, 19.33.22
1
Grande musicista e personaggio: magari non avrà mai fatto un vero e proprio capolavoro ma i suoi dischi ancor oggi si lasciano ascoltare molto volentieri e dal vivo continua a fare grandi cose, Blackmore dovrebbe imparare qualcosa da un suo discepolo.
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