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GORILLA PULP - Nel segno del "Tufo rock"!
05/06/2018 (180 letture)
I bravi e simpatici Gorilla Pulp sono una giovane band viterbese che ama visceralmente le cose “di una volta”: registrazioni in presa diretta, strumentazione vintage, atmosfere sonore retrò. Quando sono sul palco, tuttavia, si scatenano a più non posso; dopo averli visti dal vivo, incuriositi, abbiamo raggiunto il cantante/chitarrista Maurice Flee per una divertente intervista.

Barry: Ciao Maurice e benvenuto su Metallized! Come vanno le cose?
Maurice: Ciao e grazie! Direi molto bene: siamo tornati stanotte da Piacenza, dove abbiamo suonato ad un festival ricevendo applausi e consensi, quindi siamo contenti! Oltretutto, dopo una prima tiratura di copie del nuovo disco esaurita, la nuova in vinile stava andando un po' a rilento, mentre dopo gli ultimi live le vendite stanno risalendo. La cosa ci fa piacere perché significa naturalmente che la gente, dopo averci ascoltati dal vivo, ha voglia di risentire la nostra musica e compra i nostri dischi!

Barry: Ed è un'ottima cosa, direi! Visto che, a parte la mia recente recensione ed il relativo report, siete nuovi sulle nostre pagine, ti va di presentare la band ai nostri lettori?
Maurice: Certo! I Gorilla Pulp nascono nel 2014 da un'idea mia e del bassista, Chris: assistemmo ad un concerto dei Red Fang a Bologna perché lui, fra le altre cose, costruisce testate di una nota marca di amplificatori, Mezzabarba, che ha un laboratorio qui vicino, a Farnese, in provincia di Viterbo. Ognuno di noi suonava già con gli altri in altri progetti: io e lo stesso Chris suonavamo in una band, sempre io ed il nostro batterista, Giorgio, in un'altra, Chrris ed Angelo in un'altra ancora e, oltre a questo, considera che siamo amici da tantissimi anni! Essendo quindi amici, conoscendoci bene anche come musicisti ed avendo una passione in comune per lo stoner ed il blues, abbiamo deciso di fondare questo nuovo gruppo assieme, che fra l'altro è il primo di Viterbo a fare stoner; si tratta di una città con una scena musicale molto viva e variegata, ma, incredibilmente, un gruppo stoner mancava, quindi abbiamo questo “primato!

Barry: Avete colmato una lacuna, in sostanza!
Maurice: Ci abbiamo provato! Sai, io sono troppo di parte, quindi lascio che siano gli altri a giudicare se abbiamo o meno colmato questa lacuna in maniera valida! Tornando al discorso della storia della nostra band, voglio precisare che fin dall'inizio è stata nostra ferma intenzione dar vita ad un gruppo vero e proprio per suonare dal vivo: non un side-project, non un progetto legato solo all'attività in studio, ma una band al 100%, dalla spiccata attitudine live; ci siamo sempre detti che, quando non riusciremo più a fare live, ci scioglieremo! Una volta nati, ad aprile del 2014, ci siamo subito messi al lavoro e già nel giugno dello stesso anno stavamo scrivendo il nostro primo EP.

Barry: Una cosa molto rapida, insomma.
Maurice: Esatto! E' stato bello perché, dopo i vari progetti che ho avuto negli anni e che ho tuttora, questo è il primo gruppo in cui ci troviamo tutti sulla stessa lunghezza dell'onda, dove non sono mai sorti problemi per la scrittura dei pezzi, probabilmente anche per via della storica amicizia che ci lega.

Barry: Una bella fortuna!
Maurice: Assolutamente! Siamo poi stati fortunati anche perché tutti noi, nel corso delle nostre precedenti esperienze musicali, abbiamo avuto modo di fare tour sia in Europa, sia negli Stati Uniti, sia anche in Asia, stringendo contatti importanti tanto con etichette, quanto con agenzie di promozione. Rispetto ad una band che parte totalmente da zero, quindi, abbiamo avuto modo di lavorare con un po' più di rapidità e con un'innegabile serie di vantaggi.

Barry: Indubbiamente, anche se adesso direi che vi state guadagnando il “pane” con il vostro sudore!
Maurice: Quello sì! Infatti non sempre la gente comprende -non gliene faccio una colpa, è che non ne ha esperienza!- quanto impegno ci sia dietro una band, sia mentale sia fisico; per tornare al concerto di ieri sera a Piacenza, di cui ti parlavo all'inizio, si è trattato di una serata secca, per partecipare alla quale ci siamo fatti in poche ore 500 chilometri all'andata ed altrettanti al ritorno! Per fortuna ora abbiamo un van tutto nostro, dopo anni di prestiti ed affitti, però si tratta comunque di un impegno non indifferente!

Barry: Indubbiamente. Venendo ora più specificamente al genere musicale che suonate, so che lo definite simpaticamente “tufo rock”.
Maurice: Al riguardo posso raccontarti una gag freschissima! A Piacenza ci ha intervistati una radio locale, che per errore ci ha detto: Allora, abbiamo letto che suonate “tofu rock”! Abbiamo dovuto specificare che il tofu è altra cosa rispetto a noi, ahah! Tornando seri, abbiamo deciso di coniare questo termine innanzitutto per avere un genere che fosse un po' tutto nostro, anche se poi, a conti fatti, si tratta di quel mix stoner rock/heavy blues che mischia influenze anni 70 ed altre più moderne; siamo poi molto orgogliosi della nostra terra, la Tuscia, che è ricchissima di tufo, questa roccia magmatica con cui all'epoca gli Etruschi hanno costruito le loro necropoli e che, fino ai giorni nostri, è stata utilizzata per costruire abitazioni e casali di campagna. L'espressione “tufo rock” è un po' un gioco di parole, perché può indicare sia la roccia (rock) tufacea, sia naturalmente il genere musicale! Mi piace molto dare un tocco di originalità alla nostra proposta, perché io per primo, quando vado a vedere una band dal vivo, apprezzo tutto ciò che la rende particolare o unica, dalla musica al merchandising. Come detto, noi proviamo ad essere tutto questo, poi sono gli altri a dover giudicare!

Barry: Per quel che può valere, al vostro concerto di supporto a Phil Campbell mi sono sinceramente divertito!
Maurice: Ne siamo felicissimi, grazie mille! Il nostro obiettivo è quello di render felice la gente tramite la nostra musica: se ci riusciamo bene, altrimenti meglio restare in sala prove! Anche per questo, io ho sempre preferito un tipo di esibizione magari più “casinista”, ma capace di suscitare emozioni, ad una tecnicamente impeccabile, ma fredda. Alla fine un concerto non è solo suonare, ma è tutto: è l'empatia che riesci a sviluppare con il pubblico, è lo spettacolo...non è una recita dove devi solo mostrare di saper interpretare bene la parte, capisci cosa intendo? Prediligo quindi un'esibizione bella a 360° rispetto a quella di un musicista magari straordinario, capace di giochi con la chitarra per me impossibili, ma che non suscita in me nessuna emozione.

Barry: Beh, un certo Jimmy Page, non proprio l'ultimo arrivato, diceva che la tecnica non conta, perché lui si occupa di emozioni...
Maurice: Eh, per noi è praticamente un nonno acquisito, in un modo o nell'altro i Led Zeppelin fanno sempre parte dei nostri ascolti! E Tony Iommi naturalmente è la mamma...

Barry: Ahah, una bella famiglia!
Maurice: Direi proprio di sì! Si corre sempre il rischio di sentirsela “troppo calda”, come diciamo qua, ma poi si pensa ad artisti come loro e si può solo volare bassi. Ed imparare, naturalmente!

Barry: Certo. Poi, insomma, voi avete suonato con Phil Campbell, che forse non è ai livelli di questi due, ma non è esattamente un novellino!
Maurice: Ci mancherebbe! Anche lui per noi è uno dei miti assoluti. Tieni presente una cosa, poi: molti pensano che ci professiamo fan dei Motorhead solo per aver suonato assieme a lui, ma non è assolutamente così! Già nel nostro primo videoclip c'è un chiaro omaggio a questa grande band, mentre nel secondo, registrato poco dopo la morte di Lemmy, abbiamo inserito nei titoli di coda una sua foto. Anche loro, insomma, sono fra le nostre band di riferimento e li abbiamo visti tutti dal vivo, chi due, chi cinque volte!

Barry: Un bel caleidoscopio sonoro, insomma: le vostre influenze vanno praticamente dai Led Zeppelin ai Motorhead, passando per i Sabbath ed i grandi dello stoner.
Maurice: Esatto! Amiamo molto anche i Kyuss, i Queens of the Stone Age, i Graveyard, gli Orange Goblin...tutte band che rientrano nel calderone dello stoner, ma che lo interpretano comunque in maniera originale e personale.

Barry: Veniamo ora al vostro album più recente, il simpatico Heavy Lips: come avete lavorato per comporre musica e testi? Cosa vi ha ispirato?
Maurice: Heavy Lips è stato scritto nel periodo in cui siamo passati alla nostra attuale sala prove -rigorosamente scavata nel tufo-, una ex officina meccanica che abbiamo scovato e di cui ci siamo subito “impossessati”, visto che la precedente era piccola, affollata e molto umida. La composizione è avvenuta in modo molto naturale: abbiamo lavorato prevalentemente di domenica mattina, un po' perché nel resto della settimana lavoriamo, un po' perché la mattina si è più freschi e meno affaticati dalla giornata! A volte, comunque, abbiamo lavorato anche dopo il lavoro, di sera. I testi sono tutti miei, come sul precedente Peyote Queen e sono tutti ispirati ad eventi realmente accaduti, ma rielaborati in chiave “pulp”, più rock. In una canzone ho parlato di un episodio accadutomi mentre andavo al mare, in un'altra di una amicizia finita male...insomma, come ti dicevo, partiamo sempre dalla realtà per poi presentarla sotto una luce originale. Per fortuna non mi manca mai materiale su cui scrivere, non c'è mai stato finora un momento in cui mi sia trovato senza idee! Per la registrazione, invece, abbiamo coronato un nostro sogno, vale a dire quello di registrare in presa diretta: abbiamo registrato tutto l'album senza alcun taglio, editing o modifica ed il mastering è stato fatto su nastro analogico. Il disco ha una atmosfera vintage che ci fa impazzire e dobbiamo dire grazie, per questa e molte altre cose, alla nostra etichetta, la RetroVox, nonché a Carlo Izzo degli Elfo Studios di Tavernago: per intenderci, sono gli studi dove Einaudi ha registrato gli archi, quindi hanno una acustica fantastica. Per noi è stato davvero un sogno, anche perché questo tipo di sound retrò si sposa molto bene alla nostra strumentazione ed effettistica (pedali, theremin, lap steel), a sua volta squisitamente vintage.

Barry: In effetti il disco ha un bel sound sanguigno!
Maurice: Siamo felici che ti piaccia! Chiaramente non tutti sono della tua stessa opinione: oggi gli ascoltatori sono abituati a master iperpompati dai volumi altissimi, un po' “plasticosi”...a noi non piacciono, li troviamo piatti! Siamo cresciuti con un amore viscerale per le produzioni e le sonorità di una volta, di quel periodo dove, almeno secondo noi, sono stati scritti i dischi più belli della storia della musica. Naturalmente questa è la mia, la nostra opinione, ci sta che altri invece preferiscano sonorità più moderne!

Barry: Beh, è sicuramente più affascinante un sound più “sporco”!
Maurice: E' quello il punto! Per tornare al discorso che facevamo prima, sulla pulizia sonora e sui tecnicismi, nel nostro disco c'è sicuramente qualche imprecisione, ma è anche quello il bello...è un disco suonato! Noi, come detto, siamo una band nata per suonare dal vivo, quindi vogliamo che chi ascolta il nostro album ritrovi poi, dal vivo, tutto ciò che ha ascoltato; non vogliamo essere una band che fa un'impressione su disco ed una totalmente diversa quando suona su un palco, capisci? Se ascolti un album dei Gorilla Pulp, puoi star certo che lo ritroverai dal vivo; se ti è piaciuto, allora ti piaceremo anche sul palco, altrimenti non ti piaceremo né su disco, né dal vivo. Niente trucco, niente inganno! E' un po' come per il cibo: se una cosa piace, bene, altrimenti pazienza!

Barry: Beh poi in questo caso voi siete gli chef e noi i clienti!
Maurice: Certo! Sperando di non fare la fine di Cannavacciuolo e servire cibo scaduto ai clienti!

Barry: Ahah direi di no, dai, al massimo servite ricette come si facevano una volta...ricette della nonna, direi! Che poi era Jimmy Page...o no?
Maurice: Lui era il nonno in realtà, ma in effetti nell'albero genealogico si incastra benissimo sia con Iommi, sia con Lemmy, sia anche con Jimi Hendrix...certo, non è proprio equamente suddiviso dal punto di vista sessuale, ma pazienza!

Barry: Vale la pena per citare nomi del genere!
Maurice: Esatto! Un'altra cosa poi che ci ha reso molto felici, riguardo al nuovo album, è il fatto che la copertina di Heavy Lips sia arrivata terza in un contest promosso da Best Art Vinyl, dedicato alle migliori copertine del 2017; il disegno, al pari di quello di Peyote Queen, è opera di Andrea Cara, uno straordinario artista sardo! E, dulcis in fundo, approfitto di questo spazio per annunciare che un nostro pezzo, In Your Waters, sarà presente nella colonna sonora di un videogame in uscita per PS4, Xbox e PC: è incredibile, noi per primi non ci crediamo ancora! Il gioco uscirà entro il 2018 e sarà intitolato Wreckfest; chi è appassionato di videogiochi ricorderà Destruction Derby e questo gioco gli somiglierà. Noi non siamo nerd, tutt'al più siamo grandissimi appassionati di filmografia, ma penso proprio che mi comprerò una console solo per giocare a Wreckfest e sentire la nostra canzone in sottofondo!

Barry: Mi pare il minimo! Visto che hai citato Peyote Queen, il vostro disco precedente, c'è qualcosa che ti piacerebbe cambiare, avendone la possibilità?
Maurice: A noi piace molto! E' un album che, ad oggi, ha fatto oltre 600.000 visualizzazioni su YouTube, una cosa assurda! Molti fan ci hanno conosciuti proprio grazie a quel disco, quindi non cambierei davvero una virgola, neppure nella registrazione che pure non è stata fatta in presa diretta; per il resto, però, cambiare qualcosa significherebbe snaturare un album che, al tempo della sua pubblicazione, per noi ha significato tantissimo. Sono troppo legato a quell'album per voler cambiare qualcosa...anche perché sennò poi la “Queen” si potrebbe arrabbiare!

Barry: Meglio evitare, in effetti! Visto che siete una band dichiaratamente nata per suonare dal vivo, c'è un qualche concerto in particolare che conservate nel cuore?
Maurice: Sicuramente un concerto che ricordiamo con particolare affetto è stato uno del nostro primo tour europeo, alla Rockhouse di Salisburgo; il locale era strepitoso, ci aveva riservato un trattamento eccellente dal punto di vista del catering e della sistemazione e, dulcis in fundo, il fonico ci ha detto di alzare i volumi al massimo, perché poi avrebbe pensato lui al resto; ti assicuro che per un musicista queste sono le parole più belle del mondo! Abbiamo suonato con dei volumi talmente alti e precisi che quasi non sembravamo noi, ahah!

Barry: Una bella esperienza! E che progetti avete nell'immediato futuro?
Maurice: Suoneremo al Transilvania Blues Festival, in Romania, a fine giugno, assieme agli amici Dead Men's Blues Fuckers di Diego Potron, poi ad alcuni festival estivi, sia nel Lazio, sia nel resto d'Italia. Sarà un'estate di fuoco!

Barry: Troppo presto per chiedere un nuovo album?
Maurice: In realtà, sempre agli Elfo Studios, abbiamo registrato un nuovo pezzo, che farà parte della compilation Rock 'n' Roll Summer Camp, edita sempre dalla RetroVox, in uscita fra fine 2018 ed inizio 2019; vi parteciperanno in totale diciassette band. Oltre a ciò, saremo presenti in un'altra compilation, sempre in uscita a fine anno, con più di venti gruppi da tutta Italia, la cui particolarità sarà la durata massima di sessanta secondi a pezzo. Non ci fermiamo mai, insomma! E nel frattempo sì, continuiamo anche a scrivere nuovi pezzi in vista di un futuro nuovo album, che registreremo magari nel 2019. D'altra parte, c'è ancora da promuovere perbene Heavy Lips!

Barry: E' vero! Allora dai, in bocca al lupo e mi raccomando, vi aspettiamo al varco con il terzo album!
Maurice: Faremo del nostro meglio! Grazie ancora per lo spazio concessoci, venite ad ascoltarci dal vivo!



Galilee
Sabato 9 Giugno 2018, 22.17.27
1
Ispirato dal nome è dalla recensione ho ascoltato qualcosa e devo dire che mi è piaciuto. Bravi. Approfondirò.
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