Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Copertina
Clicca per ingrandire
Lightbulb Sun
Clicca per ingrandire
Loveblows & Lovecries - A Confession
Clicca per ingrandire
On the Sunday of Life...
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/09/18
TO END IT ALL
Scourge of Woman

25/09/18
SINATRAS
God Human Satan

26/09/18
OSSUARY ANEX
Holy Blasphemition

27/09/18
STELLAR DESCENT
The Future is Dark

28/09/18
WOLFHEART
Constellation of the Black Light

28/09/18
RIVERSIDE
Wasteland

28/09/18
BONEHUNTER
Children of the Atom

28/09/18
ANAAL NATHRAKH
A New Kind Of Horror

28/09/18
EVILON
Leviathan

28/09/18
RUNNING WILD
Pieces Of Eight - The Singles, Live and Rare 1984 – 1994"

CONCERTI

28/09/18
HOUR OF PENANCE
ENJOY CLUB - VICENZA

28/09/18
GRAVEYARD + BOMBUS
ZONA BRONSON - BOLOGNA

28/09/18
THE SECRET + GUESTS
KRAKATOA FEST - TPO - BOLOGNA

28/09/18
EDU FALASCHI
DEFRAG - ROMA

28/09/18
SVLFVR + GUESTS
EXENZIA - PRATO

29/09/18
GRAVEYARD + BOMBUS
BLOOM - MEZZAGO (MI)

29/09/18
EDU FALASCHI + ACID TREE + GUESTS
ARCI TOM - MANTOVA

29/09/18
TORCHIA
KRACH CLUB - MONASTIER (TV)

29/09/18
NWOIBM FEST
GARAGESOUND - BARI

29/09/18
GO! FEST
CSOA SPARTACO - ROMA

IL CULTO DELL`ALBERO PORCOSPINO - Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree
15/06/2018 (1320 letture)
Il Culto dell’Albero Porcospino – Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree è il primo racconto mai scritto sui Porcupine Tree; e questo la dice lunga su quanto questa band, pur ormai da anni apprezzata e correttamente inserita nel quadro critico riguardante la scena rock internazionale, sia sottovalutato dal punto di vista mediatico ed editoriale. Magari anche per lo scarso interesse di Steven Wilson verso faccende di questo tipo. A colmare questa lacuna pensa adesso Enrico Rocci, un medico-scrittore torinese con altre pubblicazioni alle spalle (anche un romanzo intitolato Volevo Solo Uccidere i Porcupine Tree), ma soprattutto grandissimo appassionato dell'Albero Porcospino, il quale ci guida con linguaggio tutt'altro che paludato tra dischi, concerti, locali e ricordi personali riguardanti il gruppo di Signify

UN ALBERO PIANTATO NEL CESSO
Quando si ha che fare con uno scritto riguardante una band inquadrata nel filone progressive, per quanto questa definizione serva più a inserire i Porcupine Tree all'interno di una categoria ad uso e consumo di giornalisti e "incasellatori di professione" che altro, ci si aspetta automaticamente che sia scritto in un certo modo. Ampolloso, rigoroso, denso di date, elenchi, connessioni, citazioni, analisi profonde e assolutamente completo dal punto di vista della ricostruzione di una carriera. Magari con l'elenco completo di tutte le interviste radiofoniche con tanto di orari, concesse da un certo musicista per la promozione di un determinato album. Leggendo Il Culto Dell'Albero Porcospino, Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree di Enrico Rocci, invece, ci si accorge che l'approccio utilizzato per raccontare la storia del gruppo e della propria passione è diverso. Molto diverso. Non che all'interno di un libro di 185 pagine come questo non si trovino precisi riferimenti ad eventi, scansioni temporali da rispettare e analisi della produzione discografica della band che costituiscono anche una guida all'ascolto, ma il racconto viene affrontato dall'autore in maniera differente rispetto alla normalità degli scritti riguardanti il prog. Il linguaggio è confidenziale, empatico, un po' quello che ti aspetteresti durante una serata a casa di vecchi amici rivolgendo all'autore la domanda: "Hey, Enrico. Raccontami un po' dei Porcupine come sai fare tu, dai...". C'è un mini-capitoletto introduttivo di appena due pagine ad inizio libro, intitolato Istruzioni per l'Uso/Libri da Cesso, nel quale si legge:

Il rischio dell'autoindulgenza, del cazzeggio, è dietro l'angolo. Quando ci cadrò, saprete come punirmi e andare oltre, o in alternativa potrete mollarmi da qualche parte. Ed ecco che scatta il suggerimento.
Libri da cesso, li chiamo.
Si possono tenere su un ripiano accanto al water. Spesso vicino c'è un termosifone, e così quando li afferri magari sono tiepidi, con la carta un po' ondulata. Li si consulta per tempi variabili da persona a persona. Fondamentale che i capitoli siano brevi, agili, e che sia presente qualche foto.
Clive Barker, i suoi, li chiamava libri di sangue. Indubbiamente peggio.


Ecco, queste poche righe descrivono molto bene l'approccio di Rocci alla scrittura ed al racconto della storia dei Porcupine Tree

E la vicenda del gruppo di Wilson prende vita attraverso quella di una passione personale condivisa con altri cultori/maniaci del gruppo citati nel libro, la cui storia si intreccia con quella dei musicisti. Spessissimo durante i loro passaggi in Italia. E ci si imbatte nei nomi di tanti locali, la maggior parte delle volte non più esistenti, in cui molti di noi hanno trascorso serate memorabili -Barrumba, Estragon, Tenax, Babylonia, Binario Zero ed altri- e date estere; nel passaggio progressivo da band assolutamente underground praticamente privata di Steven Wilson a gruppo di culto; nelle descrizioni/analisi dei loro album, delle singole canzoni e dei musicisti come persone, utilissime in particolare per entrare da neofiti nel mondo dell'Albero Porcospino; nei racconti dei tanti concerti vissuti in prima persona e delle persone che vi hanno partecipato vivendo il gruppo in maniera quasi religiosa; in alcuni nomi a noi molto familiari con quello degli Opeth su tutti e tanto altro. Tutto, però raccontato in modo romanticamente confidenziale e con una nota amara di fondo. Sia per la fine del gruppo, che più ancora per quella di un mondo. Un mondo fatto di locali che non ci sono più, di piccole etichette indipendenti, di una fratellanza che unisce nel nome della musica che, oltretutto, dovrebbe essere valore precipuo del nostro ambiente in particolare e, forse, di una giovinezza che non tornerà.

Se vi aspettate uno scritto scrupoloso, minuzioso e asettico, contenente una sequela di date e dati riguardanti i Porcupine Tree, pure presenti in maniera più massiccia di quanto piace forse far credere dallo stesso autore; bè, lasciate perdere. Se però amate la scrittura "da crooner della penna" ed i Porcupine, Il Culto dell’Albero Porcospino – Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree potrebbe risultare un libro interessante.

Ricordo il conto alla rovescia sul sito ufficiale dei Porcupine Tree. Giorni, ore, muniti e secondi che mancavano all'uscita di The Incident.
Vertiginose, si susseguivano le immagini: la copertina, con quel palmo di mano aperto, a proteggere un viso sfuocato che sembrava davvero provenire da un'altra dimensione, visioni inquietanti di figure senza volto, disegni scarabocchiati, dimore spettrali, cieli minacciosi, dettagli di automobili...
Cazzo, eravamo tutti gasatissimi!

Dalla quarta di copertina del libro

Ps. Da buon nativo della Trinacria, mi corre l'obbligo segnalare una pecca di questa pubblicazione. A pagina 26, infatti, si legge una citazione in siciliano che contiene un errore grammaticale.
Davvero imperdonabile :-D

:::RIFERIMENTI:::
TITOLO: Il Culto Dell'Albero Porcospino. Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree
AUTORE: Enrico Rocci
CASA EDITRICE: Chinaski Edizioni
FORMATO: Brossura
PAGINE: 240
COLLANA: Voices
CODICE ISBN: 88-99759-42-1
CODICE EAN: 9788899759421
PREZZO: Euro 18,00



IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Schoolyard Ghosts
Clicca per ingrandire
Signify
Clicca per ingrandire
The Incident
Clicca per ingrandire
Warszawa
ARTICOLI
15/06/2018
Articolo
IL CULTO DELL`ALBERO PORCOSPINO
Storia, Sproloqui e Ricordi dei Porcupine Tree
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]