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BESVARJELSEN - Studenti di Hogwarts dal sessantesimo parallelo
15/06/2018 (466 letture)
Riuscire anche solo a rendersi visibili, in un panorama metal ad alto tasso di affollamento come quello svedese, si potrebbe già considerare un risultato lusinghiero, per una band al debutto sulle lunghe distanze, ma i Besvärjelsen si sono spinti decisamente oltre, regalandoci con Vallmo un’opera prima sorprendente per maturità e coraggio nelle scelte stilistiche, a cominciare dal ricorso alla lingua madre in buona parte dei testi per finire a una line-up quantomeno atipica, con due bassisti alternativamente arruolati in formazione. Ne abbiamo parlato con il batterista della band, Erick Bäckwall, ecco come è andata…

Giaxomo: Ciao e benvenuti su Metallized! Cominciamo prima di tutto parlando della vostra ultima release, Vallmo. Com’è nato l’album? Siete entusiasti del risultato finale?
Erik: Ciao! L’album ha preso vita attraverso varie tappe. Dopo aver rilasciato l’EP Exil, abbiamo pensato che il materiale successivo sarebbe dovuto essere un full-length. Pertanto abbiamo scritto alcuni brani, li abbiamo dissezionati e infine li abbiamo messi assieme in ”stand-by” per un po’. Poi Lea è andata nelle foreste, ha scritto i testi e così son nate le parti vocali.

Giaxomo: Come sta andando la promozione dell’album? Siete soddisfatti dei feedback che state ricevendo dai media e dal pubblico durante i concerti?
Erik: A dire il vero sta andando alla grande. Abbiamo ricevuto tante recensioni positive in Europa, in Australia e negli U.S.A.. .e si tratta di una sorpresa, dal momento che sono presenti nell’album solo due canzoni in inglese. L’accoglienza del pubblico in sede live è stata fantastica in questo periodo, un po’ schiacciante onestamente.

Giaxomo: Potresti spiegarci in cosa consiste il vostro processo di songwriting? Chi porta nuove idee fra di voi di solito?
Erik: Per Vallmo si è trattato di un autentico lavoro di collaborazione fra me, i chitarristi Andreas e Staffan e la nostra cantante Lea. Johann è entrato a far parte della band dopo la registrazione e mi sento di affermare che sarà eccitante scrivere con lui in veste di membro fisso. Di solito tutto comincia con un riff di chitarra di Andreas o Staffan e poi sviluppiamo il tutto partendo da questo.

Giaxomo: Dopo aver ascoltato Vallmo, devo dire che si tratta di uno degli album più freschi e interessanti dell’anno fino ad ora, dal momento che avete mischiato con successo genere diversi come il doom, lo stoner, il gothic metal e includendo un lavoro di chitarre che mi ha ricordato, se così vogliamo chiamarla, la “Scuola di Göteborg” di metà anni ‘90. Quali sono le vostre influenze principali, sia per la band, sia per la coppia di chitarristi?
Erik: Grazie! Difficile dirlo, non credo che abbiamo un’influenza in particolare, del tipo “vogliamo suonare come Tizio o Caio”. Ognuno di noi ha le proprie influenze e porta qualcosa nel processo di songwriting. Qualsiasi cosa, dal pop al metal, dalla musica folk svedese al rock degli anni ‘70, per arrivare sino al punk.

Giaxomo: Un’altra peculiarità è il fatto che scegliete spesso lo svedese nei vostri testi, sicuramente una scelta artistica vincente. Cosa vi ha portati a preferire la vostra lingua madre all’inglese? C’è qualcosa in particolare dietro a questa scelta, o è stata semplicemente una decisione con la quale potere lavorare più agevolmente?
Erik: Penso perché il tutto potesse suonare più folk e non perché ci sono band più pesanti che cantano in svedese. E sì, è molto più naturale lavorare, certo.

Giaxomo: A mio parere e per gusto personale, lo svedese si abbina magnificamente con la voce di Lea, aumentando quell’atmosfera malinconica che si può percepire in tutto l’album. Quali sono le influenze maggiori di Lea e su cosa si basano i testi?
Erik: Credo che la maggior parte dei testi tratti di esperienze personali, sentimenti ed emozioni. Ma puoi interpretarli in diversi modi.

Giaxomo: Potresti dirci qualcosa riguardo all’artwork di Vallmo, per cui se non sbaglio hai avuto un ruolo nel design?
Erik: Uhm, qui forse c’è un piccolo equivoco. L’artwork (fronte e retro) è stato fatto da un grande artista conosciuto con il nome di Blodpest. Io mi sono occupato solamente del motivo dell’inner sleeve (la copertina contenente il disco, NdR) corredata dei testi, del logo e delle foto della band.

Giaxomo: Sia il singolo Return to No Return, sia l’album sono stati editi da Suicide Records, dopo parecchi anni trascorsi da band indipendente. Com’è stata quest’esperienza?
Erik: Lavorare con Suicide Records è stato fantastico. Sono dei ragazzi meravigliosi che hanno scommesso su di noi! Ciò ci ha aperto numerose porte e devo menzionare anche DalaPop che è stato di importanza fondamentale per la pubblicazione dell’album e per averci sempre supportato.

Giaxomo: State pensando di tenere alcuni concerti in Europa a breve? Ci sono possibilità di potervi vedere in Italia?
Erik: Ci piacerebbe molto, davvero, e suonare in Italia sarebbe fantastico! Dobbiamo solo venire a contatto con una buona agenzia di booking...ne conosci una?

Giaxomo: La nostra intervista sta giungendo al termine. C’è qualcosa che vorresti aggiungere per I nostri lettori e fan italiani?
Erik: Spargete la voce e proveremo a venire in Italia il prima possibile! :)



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Lunedì 18 Giugno 2018, 11.48.27
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Vi aspettiamo ragazzi! (mai visto Harry Potter, mi chiedevo cosa diavolo fossero questi studenti di Hogwarts...)
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Besvärjelsen - L'intervista
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RECENSIONI
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15/06/2018
Intervista
BESVARJELSEN
Studenti di Hogwarts dal sessantesimo parallelo
 
 
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