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BLACK LIGHT - ''La musica parte sempre dai sentimenti di chi la crea''
29/06/2018 (411 letture)
Lo sconfinato e affascinante mondo del metal underground italiano ci porta a fare la conoscenza dei Black Light, giovanissimo quartetto metalcore tornato, a distanza di due anni dal debutto, con un nuovo singolo. I fratelli Mattia e Nicholas Casarin (rispettivamente batterista e chitarrista), il cantante francese Lou Oddon e il bassista Matteo Perini si sono resi disponibili per un'interessante chiacchierata ai nostri microfoni per dare voce ad una band in piena fase di consolidamento, con poca strada alle spalle ma con molte idee per il futuro, a partire dal prossimo EP Set Yourself Ablaze. Buona lettura!

Annie: Ciao ragazzi e benvenuti su Metallized! Iniziamo con due domande di rito, essendo questo l'esordio sulla nostra webzine: chi sono i Black Light? Come definireste il vostro stile e le vostre influenze musicali?
Lou: Ciao, grazie per averci accolti con voi per questa intervista! Allora, noi siamo una band italo-francese formatasi nei pressi di Ferrara. Il nostro stile è principalmente metalcore. Le maggiori ispirazioni sono i gruppi di questo genere da cinque anni ad oggi come ad esempio gli Asking Alexandria, i Miss May I o ancora gli I Prevail e i Bad Omens. Nella nostra musica si possono trovare anche delle influenze alternative metal, thrash metal e grunge, anche se con l’andare del tempo ci siamo orientati sempre più sulla strada del nostro stile principale.

Annie: A due anni dalla pubblicazione dell'EP di debutto Storms and Shades siete tornati a maggio con un nuovo singolo, Map of Truth, melodico ma allo stesso tempo grintoso. Siete soddisfatti della resa finale e dell'accoglienza da parte degli ascoltatori? Uscirà anche un videoclip o vi limiterete alla promozione della traccia audio?
Nicholas: Ne siamo contentissimi! Map of Truth è, come si può dire, un assaggio di quello che sarà il nostro nuovo EP Set Yourself Ablaze, e finora la critica da parte del mondo esterno è stata molto positiva, non vediamo l’ora dell’uscita dell’intero EP! Per Map of Truth che, come precedentemente detto, è l’antipasto, non è previsto un videoclip, ma con l’uscita dell’EP ci sarà probabilmente un nuovo singolo sul quale lo gireremo. Non vediamo l'ora!

Annie: Ascoltando il vostro materiale ho notato una virata di stile tra l'EP e il singolo, il primo sicuramente più vicino al crossover thrash, il secondo decisamente più metalcore. Nell'EP, a dirla tutta, il brano Through the Window (che ho apprezzato non poco) segna una sorta di ponte tra i due lavori, differenziandosi da altri pezzi come la titletrack Storms and Shades e Seeing Noise in cui prevale la spinta hardcore/thrash. Da dove viene l'idea del cambiamento? È stato spontaneo oppure è scaturito da scelte razionali legate alla preferenza di uno stile sull'altro?
Mattia: Innanzitutto vogliamo ringraziarti per aver apprezzato Through The Window. Siamo sempre molto felici di sapere che la nostra musica porta qualcosa di positivo, ce ne rende fieri, dunque grazie mille! Diciamo che sono venute spontanee, mentre stavamo scrivendo Storms and Shades eravamo in una fase esplorativa su quello che è lo stile, volevamo sperimentare più cose derivate da più influenze diverse, il fatto è che riusciamo a capirlo ora dopo averlo ascoltato, quando l’abbiamo scritto, abbiamo semplicemente espresso come ci sentivamo ed eravamo in quel tempo. Pensiamo che la musica parta sempre dai sentimenti di chi la crea.

Annie: Parlando sempre del vostro EP, ci terrei a menzionare la presenza non di una ma di due ballad (Dream and Tears e l'acustica Harmless), tra l'altro poste in stretta successione all'interno della tracklist. Oltre all'ottima prova di Lou in entrambi i pezzi, che a differenza degli altri sono clean vocals al 100%, spicca un buon lavoro di songwriting a livello generale. Vi va di spiegarci di cosa trattano i testi e di come sono nate le melodie?
Lou: Allora, per Harmless la cosa ci diverte molto, perché appunto questa canzone è una reazione ironica a tutte le persone che criticano le ballad: quando una band si mette a suonare qualcosa di un po' meno heavy del solito, gli si buttano addosso come iene, dando ai membri dei “venduti”. Il tutto non viene espresso da noi in modo aggressivo, volendo appunto mantenere un tono ironico. Il testo in breve è “forse pensi che scriva per salvarmi il culo, ma in realtà l’ho poggiato sotto un albero che mi ha ispirato questa canzone”. Ci siamo divertiti molto, insomma! Dream and Tears è invece un incoraggiamento per chiunque abbia un sogno da realizzare, parla di credere nelle proprie potenzialità e a come, perseverando, si aprano tutte le porte che conducono al proprio scopo, è la certezza della luce in fondo alla galleria.

Annie: Quali sono i brani di Storms and Shades di cui andate più fieri in assoluto e perché? Quali, inoltre, hanno un impatto migliore dal vivo secondo quanto avete potuto constatare durante i concerti?
Lou: Per me Dawn, assolutamente! Ho sentito la strumentale appena entrato nella band e mi è venuta la linea vocale in due secondi, è tuttora la nostra canzone che preferisco, e anche quella che preferisco cantare in live. E piace molto anche ai nostri ascoltatori!
Mattia: Per me Through the Window. Ha un ottimo impatto nei live.
Matteo: Per me invece Hack. Oltre ad essere la prima traccia che ho sentito quando sono entrato nella band., è anche un pezzo che il pubblico è sempre entusiasta di sentire.
Nicholas: Per me è Dawn e vediamo che piace molto al pubblico.

Annie: So che attualmente siete impegnati con la stesura del materiale che andrà a comporre il nuovo EP Set Yourself Ablaze. Come vi organizzate per lavorare in studio? Vi trovate tutti insieme oppure la composizione è affidata soltanto ad alcuni di voi? Chi si occupa di cosa?
Lou: Per la composizione spesso Nicholas (chitarra) e Mattia (batteria) lavorano insieme, essendo fratelli le cose si incastrano facilmente tra l’uno e l’altro. Il basso d’ora in poi è scritto da Matteo, il nostro nuovo bassista, questo per le canzoni che stiamo componendo ora. Set Yourself Ablaze è stato scritto prima della sua entrata nella band, abbiamo cambiato molti bassisti prima, ma siamo molto felici di aver finalmente trovato quello giusto al momento giusto. Tutti i testi e le linee vocali sono invece scritti da Lou. Diciamo che ognuno di noi si occupa del proprio strumento. Per lo studio, invece, si inizia sempre dalla batteria, poi basso, chitarra e voce.

Annie: A livello di canzoni, i brani che costituiranno Set Yourself Ablaze presenteranno ancora i tratti di quelli del primo disco o saranno metalcore-oriented come il singolo?
Matteo: Set Yourself Ablaze è molto più, come hai detto, metalcore-oriented. Lo stile che costituisce Map of Truth si trova in ogni canzone e questo, secondo noi, lo rende un album molto più compatto, unito, e con un filo conduttore che va dalla prima all’ultima canzone.

Annie: Se poteste collaborare con un artista per la realizzazione di un nuovo singolo, chi scegliereste e perché? Avete in mente di includere un guest nel nuovo EP?
Nicholas: Per le nostre nuove canzoni si parlava al momento con la nostra etichetta, Sliptrick Records, di collaborare con altre band che ne fanno parte, il che ci rende molto entusiasti e curiosi. Una band di Sliptrick che ci piace molto sono i Bleed Again, che fanno anche loro, appunto, metalcore. Vediamo cosa il futuro ha in serbo per noi!

Annie: Cambiando argomento, cosa ne pensate della scena metal underground italiana e delle possibilità che vengono destinate alle band minori di esibirsi e di portare in giro per il Paese la propria musica? Notate delle differenze rispetto alla Francia, luogo da cui proviene il vostro cantante?
Nicholas: La Francia, a nostro parere, è un terreno migliore rispetto all’Italia per le band emergenti, soprattutto nel metal. Le sale concerti sono sempre piene ed il pubblico è molto attivo e si diverte. L’ Italia invece ha i suoi gruppi fetish e preferisce una cover band che suoni le loro canzoni preferite, il che rende il terreno un po' più difficile per band emergenti come noi.

Annie: Quali sono i programmi futuri dei Black Light?
Mattia: I live, innanzitutto! Venerdi scorso abbiamo finalmente ripreso a farli, iniziando dal Fontaine Palace, il club di Liepāja, la città della Lettonia dove viviamo adesso. Questo è stato oltretutto il primo live insieme a Matteo, ci ha dato una soddisfazione immensa e la nostra voglia di suonare dal vivo non è mai stata più forte! Abbiamo forse tre altre date il prossimo mese, speriamo nel meglio. A parte questo stiamo continuando a comporre nuova musica e abbiamo un documentario sulla nostra vita a Liepāja in uscita a breve.

Annie: Grandioso! Vi auguro il meglio e vi ringrazio moltissimo per il tempo dedicato a questa intervista. Lascio a voi quest'ultimo spazio per salutare i nostri lettori: gestitelo come meglio ritenete!
Lou: Ciao a tutti, grazie per aver letto la nostra intervista e grazie a Metallized per averci dato la possibilità di realizzarla. Siamo sempre felici quando vediamo una webzine che sostiene le band in crescita come noi! Siete grandi!



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Black Light - l'intervista
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29/06/2018
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''La musica parte sempre dai sentimenti di chi la crea''
 
 
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