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PROGENIE TERRESTRE PURA - Comuni mortali
12/07/2018 (1344 letture)
Progenie Terrestre Pura è senza dubbio una delle realtà più peculiari e interessanti degli ultimi anni all’interno del panorama tricolore, in grado di accattivare e intrigare anche ascoltatori normalmente poco avvezzi alle sonorità del black metal. A poco più di un mese dall’uscita del nuovo EP starCross, abbiamo voluto scoprire qualcosa in più su questo progetto, parlandone con il fondatore della band e polistrumentista Davide Colladon e l’attuale cantante Emanuele Prandoni

Akaah: Ciao ragazzi e benvenuti su Metallized! Cominciamo chiaramente parlando da starCross, il vostro nuovo EP: dopo il chiaro cambiamento portato da oltreLuna nei confronti di U.M.A., anche starCross sembra configurarsi come un disco più diretto e a tratti più aggressivo rispetto al precedente full-length. A cosa è dovuto questo leggero cambiamento?
Emanuele: Il cambiamento di cui parli penso sia dovuto al tema trattato nell’EP. La musica doveva sposarsi perfettamente con la storia e riprendere al 100% le sue atmosfere per la maggior parte oscure e claustrofobiche, essendo il protagonista del concept costretto in una capsula criogenica, solo, verso morte certa, o peggio. Di base comunque tendiamo a cercare di non ripeterci mai e credo che starCross sia la naturale evoluzione del sound di oltreLuna, che non credo vedrà ulteriori rivisitazioni.

Akaah: A circa un mese dall’uscita, siete soddisfatti del tipo di feedback sinora ricevuto da critica e fan?
Emanuele: Direi di sì. Fino ad ora le recensioni sono state tutte positive e credo che leggere commenti tipo “top album 2018”, nel mese di giugno, faccia piacere un po' a chiunque! (ride, NdR)

Akaah: Considerando le molteplici sfaccettature di una proposta sperimentale e caleidoscopica come la vostra, come nasce una vostra canzone tipo? Seguite un metodo ed un ordine rodati, oppure molto dipende ancora dal tipo di ispirazione del momento?
Emanuele: È una domanda alla quale è capitato di dover rispondere molte volte. Diciamo che ormai il metodo è quello. Prima di tutto viene definito per bene il concept generale che andrà a “indirizzare” tutti i pezzi (è raro il caso che un pezzo sia concepito per essere un “singolo”) in seguito io e Fabrizio (Sanna, bassista del gruppo, NdR) riceviamo delle demo da Davide, ci mettiamo del nostro, alcune fioriture, alcuni arrangiamenti, linee di synth, metriche vocali, testi, linee di basso e il tutto passa in fase di produzione dopo svariati ascolti e puntiglierie. Niente di trascendentale.

Akaah: Un elemento di stacco che di certo non è passato inosservato è stato il passaggio alla lingua inglese nei vostri testi. Cosa vi ha portato a questo cambio? Pensate di sceglierla anche in futuro?
Emanuele: Abbiamo scelto la lingua inglese per una questione di fruizione generale del concept. È molto articolato e ricco di dettagli e sarebbe stato davvero un peccato non renderlo accessibile a tutti. Chi sceglierà il vinile o il formato A5 noterà che la storia è stampata nei libretti nella sua interezza e che sarà così molto più facile capire il senso dei testi. In futuro credo di poter escludere l’utilizzo di qualsiasi altra lingua che non sia l’italiano, almeno per quanto riguarda i full-length. Consideriamo da sempre gli EP di q[T]p una sorta di “parco giochi”, quindi chi lo sa? Magari il prossimo sarà in sardo! (ride, NdR)

Akaah: Al netto della lingua utilizzata nei singoli episodi, cosa ispira i vostri testi?
Emanuele: Film, fumetti, libri, musica ecc. starCross è una sorta di mix fra la visione sci-fi di Ridley Scott e l’orrore cosmico di Lovecraft, con le dovute limitazioni di noi comuni mortali ovviamente. I testi traggono sempre ispirazione dalla stesura di una vera e propria storia scritta da Davide. Prima di tutto viene il concept, sempre.

Akaah: Quanta importanza ricopre per voi la scelta dell’artwork di copertina dei vostri lavori, sempre peculiari e d’impatto? Come viene realizzata una copertina per q[T]p?
Davide: Fondamentale, e credo/spero si noti: È sempre stata data grande attenzione all’artwork, con tempo e soldi investiti al pari -o quasi- della musica. Tranne che per starCross, dove l’immagine già esisteva (eureka!), il resto è sempre frutto del medesimo schema: inviamo appunti e anche immagini all’illustratore per fargli capire cosa vogliamo ottenere, e poi la rifiniamo man mano con lui. A volte ci vuole tempo, altre è più un buona la prima, ma è sempre molto, molto emozionante questo tipo di lavoro, almeno per me.

Akaah: In starCross, per altro, avete optato per due differenti artwork, uno per il digipack e il vinile, l’altro per il digipack formato A5 con uno speciale booklet: ce ne volete parlare?
Emanuele: Siamo particolarmente soddisfatti del formato A5. Rappresentare la storia di un disco tramite i fumetti era un nostro particolare pallino da molto tempo, ma come puoi immaginare è una cosa abbastanza complessa da realizzare. Stavo quasi per mollare l’idea quando abbiamo avuto la fortuna di trovare la soluzione proprio dietro casa. Ballak, artista di Oristano del quale sono venuto a conoscenza tramite santissime amicizie in comune, ha realizzato delle tavole per noi in tempo record, superando di gran lunga le nostre aspettative (che erano tutt’altro che basse, conoscendo i suoi lavori precedenti) e dando un volto e un’astronave al nostro Robert I.C. Cross. È grazie a lui che abbiamo realizzato il nostro artwork più particolare fino ad ora. Speriamo di poter lavorare di nuovo con lui per i prossimi dischi.

Akaah: Dopo i cambi di line-up e di ruolo che hanno preceduto l’uscita di oltreLuna, ritenete di aver raggiunto un buon equilibrio e affiatamento tra voi?
Davide: Credo di sì, c’è un buon equilibrio, una buona reattività degli altri ragazzi quando mi metto in moto, e non è semplice seguirmi molte volte in quanto vado a momenti. Non ho uno schema per fare musica, non dedico X tempo al giorno a comporre e/o suonare, quindi alterno calma piatta a momenti piuttosto frenetici: dipende dall’ispirazione no? Per (s)fortuna non devo rendere conto di niente a nessuno, quindi posso fare come voglio. Emanuele e Fabrizio sono stati una grande aggiunta anche perché completano mie mancanze ed ampliano le mie idee, sempre nel rispetto di dove voglio andare a parare, e credo che questo sia tutto sommato una grande fortuna.

Akaah: Oltre a q[T]p, condividete e siete attivi in diversi altri progetti musicali, come li bilanciate con la band? Essere impegnati su più fronti vi aiuta nel processo creativo, o diventa alle volte una sfida?
Emanuele: q[T]p richiede una buona dose di impegno senza dubbio, ma non essendo un progetto live, quindi senza prove, spostamenti ecc., questo impegno è praticamente confinato solo nei periodi di composizione e registrazione degli album, che come puoi notare sono abbastanza dilatati nel tempo. Di conseguenza non facciamo fatica a gestire in contemporanea anche gli altri progetti che abbiamo pur essendo preposti ad attività live e tutto quello che ne consegue. Per quanto mi riguarda ho sempre considerato avere le mani in pasta il più possibile oltre che una sfida, un modo per trarre ispirazione da più situazioni e musicisti possibili. A volte è un casino venirne a capo, ma una volta visti i risultati ne vale sempre la pena.

Akaah: Da diversi anni collaborate con l’italiana Avantgarde Music, come vi siete trovati sinora a lavorare e produrre nuovi materiali con loro?
Davide: All’epoca di U.M.A., uscire per Avantgarde era sì un punto di partenza, ma anche di arrivo per quanto desideravo uscire con loro. Negli anni mi è capitato di pensare di provare ad andare con un’etichetta più “grossa”, ma ad oggi debbo dire che sto bene dove sto. Per uno come me, che produce musica in questa maniera (è un hobby impegnativo praticamente), trovare comunque la disponibilità di un Roberto Mammarella che non ti mette veti vari, clausole varie e stupidaggini simili, che a questi livelli mi fanno solo che ridere debbo dire, investendo comunque -anche lui- tempo e soldi sul tuo progetto, a volte facendo anche più di quanto tu gli chieda, alla fine mi risulta più importante di casistiche quali cd che arrivano in ritardo per X problema e momenti nei quali la comunicazione si fa più sporadica.

Akaah: Considerato che, all’epoca dell’uscita di oltreLuna, stavate già lavorando a quello che ora è divenuto starCross, avete già dei piani e idee per il prossimo futuro? I vostri fan possono attendersi un altro full-length tra qualche tempo?
Emanuele: Col cambio di line-up c’è stato un periodo di insolita attività per Progenie, lo ammetto! (ride, NdR) Possiamo dirti che un altro full-length ci sarà. Ma non posso dirti quando. Non a breve sicuramente. Ci sono delle idee già stese per il concept, ma sono da considerarsi nient’altro che embrioni.

Akaah: Per concludere, una domanda che penso vi abbiano già posto in molti: vedremo mai q[T]p esibirsi dal vivo? Avete mai considerato questa possibilità?
Emanuele: Questo è un must in tutte le interviste! (ride, NdR) Come sempre, in linea di massima no. Ci hanno proposto diverse situazioni molto fighe in questi ultimi anni ma ancora non è il momento. Forse mai lo sarà… chissà!

Akaah: La nostra intervista si chiude qui, vi ringrazio per il vostro tempo. Volete aggiungere qualcosa?
Emanuele: Mille grazie per lo spazio concessoci e per il supporto!



ObscureSolstice
Lunedì 30 Luglio 2018, 16.37.22
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dopo averli ascoltati ho capito il motivo del perché non si esibiscono dal vivo
Freccia
Giovedì 19 Luglio 2018, 22.46.18
5
Grandissima band, adoro Uma e Oltreluna! Sicuramente comprerò anche questo nuovo lavoro! Molto bella e interessante l'intervista, complimenti Elena. PS: ripensate alla possibilità di fare concerti dal vivo, a mio giudizio una delle migliori band del nostro Paese!
Alessio
Venerdì 13 Luglio 2018, 19.13.30
4
Intervista letta con piacere. Su di loro non mi esprimo più, già decantate le lodi. Spero continuino sempre cosi, che mi arrivi presto l'EP.
Korgull
Venerdì 13 Luglio 2018, 18.25.00
3
Band fenomenale
Deris
Venerdì 13 Luglio 2018, 12.39.22
2
Bravi veramente...ma non ho capito se usano la drum machine
Tatore
Venerdì 13 Luglio 2018, 10.01.58
1
Bravi ragazzi...bella intervista...ma peccato per la scelta di non esibirsi dal vivo. Comunque...VIVA L'ITALIA!
IMMAGINI
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Progenie Terrestre Pura - L'intervista
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La copertina di starCross
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Il booklet formato A5 dell'EP
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L'ultimo full-length della band, oltreLuna
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