Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Copertina
Clicca per ingrandire
La copertina dell'album
Clicca per ingrandire
Il Reverendo Jim Jones
Clicca per ingrandire
L'ingresso di Jonestown
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/09/18
THERAPY?
Cleave

21/09/18
DRAUGURINN
Spira

21/09/18
VOIVOD
The Wake

21/09/18
JOE BONAMASSA
Redemption

21/09/18
MAYAN
Dhyana

21/09/18
Slash feat Myles Kennedy And The Conspirators
Living The Dream

21/09/18
SUPEFJORD
All WIll Be Golden

21/09/18
LYNYRD SKYNYRD
Live In Atlanta

21/09/18
VESSEL OF LIGHT
Woodshed

21/09/18
THE CRUEL INTENTIONS
No Sign of Relief

CONCERTI

21/09/18
KARMIAN + DEMIURGON +HERCESIS
Associazione Culturale EKIDNA - SAN MARTINO SECCHIA (MO)

21/09/18
TOSSIC + GUESTS
EXENZIA - PRATO

22/09/18
FLESHGOD APOCALYPSE + GUESTS
AFTERLIFE LIVE CLUB - PERUGIA

22/09/18
ROCK LAND FESTIVAL
LEGEND CLUB - MILANO

22/09/18
WARMBLOOD + IRA
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

22/09/18
ELVENKING + DEATHLESS LEGACY + GUESTS
AREA EXP - CEREA (VR)

22/09/18
TRICK OR TREAT + FROM THE DEPTH
FUORI ORARIO - TANETO (RE)

22/09/18
EVADNE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

22/09/18
KANSEIL + GUESTS
FEFFARKHORN FESTIVAL - MASERADA SUL PIAVE (TV)

22/09/18
EDU FALASCHI
OFFICINE SONORE - VERCELLI

CRYPTIC WRITINGS - # 71 - Guyana (Cult of the Damned) - Manowar
17/08/2018 (1000 letture)
I Manowar non sono certo conosciuti per la varietà – ed i più maligni diranno qualità – dei loro testi. Tra infinite e ridondanti odi al metallo, alla vita da biker, a battaglie e varie divinità nordiche, gli argomenti si esauriscono presto. Eppure, anche i nostri nerboruti eroi hanno scritto liriche il cui interesse supera la mera autocelebrazione, e che ci permettono pure di imparare qualcosa. È il caso di Guyana (Cult of the Damned), che dalle epiche battaglie alle porte del Valhalla ci riporta nella drammatica, cruda realtà. Come sempre più terrificante della fiction più sanguinolenta..

IL PIÙ GRANDE SUICIDIO DI MASSA DELLA STORIA MODERNA
Il brano, contenuto in Sign of the Hammer, narra la vicenda del massacro di Jonestown. Il 18 novembre 1978, 913 membri della setta Peoples Temple of the Disciples of Christ, stabilitasi in una comune agricola nella Guyana nordoccidentale, morirono in quello che è considerato come il più grosso suicidio di massa della storia moderna, secondo solo all’11 settembre per numero di civili statunitensi morti. All’origine di tutto ciò, la sulfurea figura del reverendo Jim Jones, leader del Peoples Temple. Pastore metodista, James Warren Jones fonda la propria chiesa negli anni ’50 a Indianapolis, come permesso dalla dottrina protestante. Al centro della sua predicazione, l’uguaglianza razziale – ricordiamo che all’epoca, negli Stati Uniti vigeva una severissima discriminazione – e l’integrazione di elementi socialisti. Jones sposta il culto in California e, mentre i suoi sermoni si fanno sempre più cupi e catastrofisti, il Peoples Temple si espande fino a raggiungere qualche migliaio di aderenti, che vivono in appartamenti comuni. Il pastore si attribuisce anche capacità taumaturgiche, che dimostra con trucchi e elaborate messe in scena. Nel ’74, Jones decide di spostare il movimento nella giungla della Guyana, in Sud America: là fonda la comune agricola nota come Jonestown. Negli Stati Uniti, intanto, il clima si fa difficile per il Peoples Temple. Iniziano infatti a circolare le prime testimonianze di ex-membri del culto, che parlano di un reverendo autoritario e paranoico. Chi mette in discussione i suoi miracoli è punito. A Jonestown, i residenti – circa un migliaio – sono sempre più isolati dal mondo esterno, le sole informazioni che arrivano sono deformate, fabbricate ad arte da Jones. Chi manifesta il desiderio di andarsene, è assegnato a squadre di rieducazione. Le denunce non tardano ad arrivare, e l’omicidio del deputato Leo Ryan da parte di alcuni membri del culto, arrivato in Guyana per indagare, fa precipitare definitivamente le cose…

GUYANA
La canzone parte con un possente riff di basso, che ci ricorda quanto Joey DeMaio fosse effettivamente un gran bassista. Dopo un virtuoso intermezzo, inizia un sognante arpeggio che presto si tramuta in un intenso terzinato, sul quale si aggiunge il granitico drumming di Scott Columbus. Ed ecco Eric Adams con la prima strofa.

Thank you for the Kool-Aid, reverend Jim
We’re glad to leave behind their world of sin
Our lifeless bodies fall on holy ground
Rotting flesh, a sacrificial mound.

Grazie per il Kool-Aid, reverendo Jim
Siamo lieti di lasciarci alle spalle il loro mondo peccaminoso
I nostri corpi senza vita cadono su di un terreno sacro
Carne putrefatta, un tumulo sacrificale.

Subito si capisce che il testo, scritto da DeMaio, non segue una narrazione cronologica, ma inizia anzi dalla fine o, per meglio dire, dall’attimo prima della fine. Adams, nei panni degli abitanti di Jonestown, esordisce ringraziando Jim Jones per il Kool-Aid, la famigerata bevanda alla frutta dove fu sciolto il cianuro. Quando Jones annunciò il suicidio di massa, raccontano i pochi superstiti, venne allestito un bidone con il letale preparato, dietro il quale si formarono lunghe file di abitanti della comune che ne bevvero da bicchieri di plastica, per poi stendersi a morire nel cortile. Chi non voleva o non era in grado di farlo, venne aiutato con delle siringhe. A mano a mano che la gente moriva, altri membri della comunità allineavano i cadaveri in file ordinate, fino a formare un gigantesco tumulo. La seconda frase della strofa rivela il carattere volontario del massacro: quasi tutti gli abitanti di Jonestown accettarono commossi il destino che Jones scelse per loro, anche convinti di lasciarsi alle spalle un mondo corrotto e peccaminoso, caratteristica comune di molti nuovi movimenti religiosi.

Were you our God or a man in a play
Who took our applause and forced us to stay?
Now all together, we lived as we died
On your command, by your side
Die by your side.

Tu eri il nostro Dio, o un uomo in una messa in scena,
Che ricevette i nostri applausi e ci obbligò a restare?
Ora tutti insieme, abbiamo vissuto come siamo morti
Al tuo comando, al tuo fianco
Morire al tuo fianco.

La canzone prosegue interrogandosi sul ruolo di Jim Jones, artefice e responsabile del massacro. Adams si chiede come il reverendo sia riuscito a convincere quasi mille cittadini americani a seguirlo nella giungla della Guyana e, soprattutto, ad accettare un così estremo destino. L’innegabile carisma di Jones ha sicuramente giocato un ruolo importante, anche alla luce della bontà della sua proposta iniziale. Una larga parte dei membri della setta erano infatti afroamericani. Ben presto però, la predicazione centrata sull’integrazione diventò un puro culto della persona. Jones arrivò a proclamarsi la reincarnazione di Gesù Cristo, prendendone progressivamente il ruolo durante i sermoni. I suoi finti miracoli e guarigioni illustrano bene la sottile linea tra la presunta divinità e il reale imbroglione. Poi subentrò la repressione dei “dissidenti”, ovvero coloro che mettevano in discussione l’autorità del reverendo. Un’ubbidienza, nutrita dalla disinformazione e dalla violenza simbolica esercitata da Jones, che spinse i membri della comune ad accettare la morte che fu loro imposta.
E intanto l’atmosfera cambia, si ritorna al sognante arpeggio, dove il basso e la voce conducono il brano in un crescendo da brividi, sospeso. La possente voce di Eric Adams squarcia il silenzio, primo climax di questa canzone. Pura magia.

Guyana, in the cult of the damned
Give us your word for the grand final stand
Guyana, in the cult of the damned
Give us your word for the grand final stand.

Guyana, nel culto dei dannati
Dacci la tua parola per la grande resistenza finale
Guyana, nel culto dei dannati
Dacci la tua parola per la grande resistenza finale.

Tutta la coralità e possanza dei Manowar esplodono in questo primo ritornello. Ultima ubbidienza al reverendo, l’ultimo atto di resistenza finale di una comunità traviata dall’inganno e dalla violenza. Stiamo parlando del “suicidio rivoluzionario”, come definito dallo stesso Jones. L’emozione di questo refrain ci fa anche chiudere un occhio su quel “culto dei dannati” che non centra nulla con la dottrina del Peoples Temple, presente per pura – e sacrosanta – esigenza drammaturgica.
Poi, a più di tre minuti dall’inizio del brano, esplode il primo vero riff di chitarra che, aumentando il ritmo della canzone, apre la seconda strofa.

In the cult of the damned, we all worked the land
Too afraid to look up, we all feared his hand
Hurry my children, there isn’t much time
But we’ll meet again on the other side
Be good to the children and old people
First hand them a drink, they’re dying of thirst.

Nel culto dei dannati, noi tutti lavorammo la terra
Troppo spaventati per alzare la testa, noi tutti temevamo la sua mano
Sbrigatevi miei bambini, non c’è molto tempo
Ma ci rincontreremo dall’altra parte
Siate buoni con i bambini e gli anziani
Dategli da bere, stanno morendo di sete.

Con la prima quartina, il testo ci fornisce qualche elemento in più sulla vita a Jonestown, comune agricola dove i membri del culto lavoravano la terra, un lavoro tra l’altro durissimo perché nel cuore della giungla. Nella comune regnava un clima di repressione: nessuno poteva lasciare la colonia, degli altoparlanti diffondevano fino a notte fonda i sermoni di Jones, sempre più catastrofici e incoerenti. Lo stesso reverendo era spesso distrutto dall’alcol e dalle droghe. Con l’ultima frase, il testo diventa ferocemente ironico: durante l’avvelenamento, i primi ad assumere il Kool-Aid furono proprio i vecchi e i bambini, su indicazione di Jones. Ecco spiegato perché questi starebbero “morendo di sete”…

Ed ecco ancora il fantastico refrain, che rende giustizia alle straordinarie doti di Adams, il quale si permette anche di modulare al secondo giro. Segue l’inevitabile guitar solo di Ross the Boss, invero alquanto gradevole. Un’altra doppietta di ritornelli ci porta sull’ultimo spezzone di testo, con un crescendo condito da spettrali cori in secondo piano.

Bigfoot, bigfoot, thrown in a well
Pulled under water, screaming like hell
He told us life was just a hotel
Time to check out when he rang the bell.

Bigfoot, bigfoot, gettato in una cisterna
Trascinato sott’acqua, urlando da morire
Ci disse che la vita è solo un hotel
Tempo di fare le valigie quando diede il segnale.

Quest’ultimo intervento rivela la shoccante testimonianza di una ex-seguace del culto. La donna racconta di una vera e propria tortura chiamata Bigfoot, inflitta ai bambini della comune accusati di aver fatto qualcosa di sbagliato agli occhi di Jones. Il piccolo colpevole veniva gettato in una cisterna buia dove due persone, che vi entravano prima per l’occasione, lo trascinavano sott’acqua. Il bambino doveva gridare il suo pentimento, e le sue grida riecheggiavano per tutta Jonestown. La violenza di questa pratica è amplificata dai potenti acuti di Adams. Con una referenza alle bugie del reverendo, la band infila gli ultimi due ritornelli e chiude nel miglior modo possibile i sette, sontuosi minuti di Guyana.

A conti fatti, una canzone che si apprezza di primo acchito per la notevole composizione rivela un contenuto tutto da scoprire che, come si diceva all’inizio, ci permette anche di imparare qualcosa. Questo grazie ai molti dettagli e aneddoti svelati dal testo – tra l’altro globalmente accurato – che sceglie sapientemente di adottare un punto di vista interno, concentrandosi sull’esperienza delle vittime e tralasciando il lato puramente fattuale. Non saranno forse i Manowar più iconici, ma sono sicuramente molto interessanti.



Cristiano Elros
Mercoledì 22 Agosto 2018, 0.07.54
12
Complimenti per l'articolo! La canzone è enorme, una delle migliori in assoluto dei Manowar, e lo è dai primi giri di basso fino alle grida strazianti di Eric nel finale, dove sembra chiamare l'aiuto della mamma. Devo ammettere che però non avevo mai analizzato a fondo il testo, quindi grazie per l'occasione
lucignolo
Martedì 21 Agosto 2018, 18.12.00
11
questo è il caso in cui uno non ha mai ascoltato i manowar però leggendo un articolo interessante viene invogliato all'ascolto....quello ovviamente sono io,non mi hanno mai attirato i manowar,sarà che non mi piacciono le cose "in costume" (si si lo so..che ci volete fare)...però ho ascoltato questo brano,senza lasciarmi influenzare,ed è veramente un grandissimo brano,c'è poco da dire,dall'inizio e nel suo evolversi fino alla sua fine.....è perfetto.Dovrei ricredermi sui manowar,ovviamente non lo farò,ma racconterò che hanno scritto un grande brano.
Orlok
Martedì 21 Agosto 2018, 13.58.29
10
Ottimo articolo! Vedere le foto di quel massacro è impressionante, ma del resto questo la dice lunga su quanto sia facile controllare il prossimo...il pezzo dei Manowar poi è un capolavoro totale! Cmq anche il caso della setta Heaven's gate fu inquietante, 39 fuori di testa si suicidarano in massa convinti che sarebbero stati prelavti dagli alieni durante il transito della cometa Hale-Boop...
fasanez
Lunedì 20 Agosto 2018, 17.51.05
9
@Griso, ti rinnovo i complimenti. La frase, effettivamente, è ironica, e in italiano, come suggerito da "HeroofSand_14, sarebbe "Ci ha detto che la vita era un albergo, tempo di "fare le valigie" (o andarsene, lasciare la stanza", quando avrebbe dato il segnale.
Griso
Lunedì 20 Agosto 2018, 17.29.10
8
Grazie a tutti per i complimenti, mi fa piacere che abbiate apprezzato l'articolo. @HeroOfSand_14, in effetti la tua traduzione di "check out" è più corretta, correggerò l'articolo, grazie per la segnalazione.
marmar
Lunedì 20 Agosto 2018, 13.48.18
7
Ero ancora un ragazzo quando accadde il tremendo fatto del suicidio collettivo degli adepti alla setta del reverendo Jones, all' epoca le notizie arrivavano dai TG in bianco e nero, ma ne fummo tutti molto impressionati; una follia del genere, anche se lontana, non poteva lasciare indifferenti. Detto questo, stiamo parlando di una delle mie canzoni preferite dei Manowar, se non la preferita in assoluto; musicalmente dentro c'è di tutto, potenza, epicità, phatos, melodia, cambi di tempo, degna conclusione di quello che probabilmente è il loro miglior album. Musicalmente tempi magnifici che mai più torneranno.
HeroOfSand_14
Domenica 19 Agosto 2018, 16.04.40
6
Ottimo articolo Alberto, hai trattato un accadimento forse poco noto ma probabilmente uno dei più particolari e scioccanti casi di plagio mentale. La canzone rimane intoccabile, probabilmente è quella che preferisco di più della band di De Maio ed il motivo risiede anche nello splendido testo, perdipiù reale a differenza di altri di (molti) altri loro brani. Il crescendo finale con Adams che sembra urlare di dolore fino all'invocazione di "Mama" è da brividi, e le due frasi finali "He told us life was just a hotel Time to check out when he rang the bell." sono tra le mie preferite in assoluto, anche se interpreto "to check out" non come "controllare" ma come "lasciare" nel senso di morire. Che pezzo, che band, che intro pazzesca con il battito di mani. Meraviglia
Testamatta ride
Venerdì 17 Agosto 2018, 23.06.38
5
Al di là dell'album e della canzone è proprio la storia da cui è tratta che fu assurda e raccapricciante. Ricordo che anni e anni fa Minoli ne trasmise uno speciale su Rai3
Motorbreath
Venerdì 17 Agosto 2018, 13.53.08
4
Finalmente posso leggere un articolo per me molto interessante essendo un metallaro medio o meglio “ignorante” “gran pregio secondo me” e si quegli anni li ho vissuti pure io mi piaceva il metallo i riff e tutto il resto ma di quello che cantavano capivo poco niente , mi ricordo ancora quando mi passarono questo album , non so quante volte l’ho sentito bello da morire hail Manowar , in quel periodo uscirono anche album del calibro di Last Commad degli Wasp ,Hell Awaits degli Slayer ,To Mega Therion dei mitici Celtic Frost ,Open the gates dei Manilla Road e il primo disco dei Metal Church se non ricordo male ,tanto per citarne altri.
InvictuSteele
Venerdì 17 Agosto 2018, 13.51.37
3
Forse il miglior pezzo mai scritto dai Manowar, e un album fenomenale. Non capisco perché abbiano scelto la via della tamarraggine con testi da terza elementare al posto di osare un po'di più. Comunqur band che ho sempre amato, tra i miei miti.
Hellion
Venerdì 17 Agosto 2018, 11.12.16
2
Disco epocale, annata devastante, ogni mese un capolavoro, da Powerslave a Last in line, passando per Defenders of the faith. Ho avuto la fortuna di vivere l'Epoca d'oro del Metal, complimenti al recensore.
fasanez
Venerdì 17 Agosto 2018, 9.23.57
1
Uno dei pezzi che li rappresenta meglio imho. Un Adams devastante. Bell'articolo, bravi. Se uno mi chiedesse di ascoltare qualcosa dei Manowar, questo sarebbe uno dei primi pezzi.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Veduta aerea della comune
Clicca per ingrandire
Uno dei bidoni dove venne preparato il Kool-Aid
Clicca per ingrandire
18 novembre 1978
ARTICOLI
17/08/2018
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 71 - Guyana (Cult of the Damned) - Manowar
29/04/2018
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 70 – Like a Stone – Audioslave
20/12/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 69 – Mesopelagic: Into the Uncanny – The Ocean
28/10/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 68 - Night Of The Gods - Nokturnal Mortum
26/08/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 67 - Sunbather - Deafheaven
05/08/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 66 - Pussy - Rammstein
01/07/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 65 - Loss (In Memoriam) - Saturnus
30/04/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 64 - Thuja Magus Imperium - Wolves in the Throne Room
04/03/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 63 - The Kinslayer - Nightwish
13/02/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 62 - Rira (Scream to the sermon of the handicapped) - Inchiuvatu
09/01/2017
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 61 - I Am the Black Wizards - Emperor
12/12/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 60 - One Rode To Asa Bay - Bathory
25/11/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 59 - Late Redemption - Angra
20/10/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 58 - Unhallowed - Dissection
03/10/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 57 - Book of the Fallen - Caladan Brood
22/09/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 56 - Time - Wintersun
05/09/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 55 - Heaven and Hell - Black Sabbath
13/08/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 54 - Mirdautas Vras - Summoning
16/06/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 53 - Death, Come Near Me - Draconian
09/05/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 52 - Heidra - Windir
16/04/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 51 - The Last in Line - DIO
29/02/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 50 - Everything Dies - Type O Negative
08/02/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 49 - Lazarus - David Bowie
29/01/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 48 - Hotel California - Eagles
09/01/2016
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 47 - Painted Skies - Crimson Glory
16/11/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 46 - The Logical Song - Supertramp
05/10/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 45 - Child in Time - Deep Purple
05/09/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 44 - La Vittoria della Sconfitta - Negazione
19/07/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 43 - Animale Senza Respiro - Osanna
18/04/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 42 - Capitel V: Bergtatt - Ind I Fjeldkamrene - Ulver
17/02/2015
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 41 - Veil of Maya - Cynic
11/10/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
#40: My Lost Lenore - Tristania
27/09/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 39 – November Rain – Guns N' Roses
19/07/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
#38 - Countess Bathory - Venom
10/07/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 37 - Skies - Protest the Hero
21/04/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 36 - Junior Dad - Lou Reed & Metallica
19/04/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 35 - Locust - Machine Head
20/02/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 34 - Lost Child - Social Distortion
16/02/2014
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 33 - Du Som Hater Gud - Satyricon
17/11/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 32 - Walk on the Wild Side - Lou Reed
24/09/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 31 - River of Deceit - Mad Season
11/04/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 30 - Plague Of Butterflies - Swallow The Sun
05/03/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 29 – Ukkosenjumalan Poika – Moonsorrow
24/02/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 28 - Zos Kia Cultus - Behemoth
15/02/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 27 - Lovecraft's Death - Septicflesh
03/02/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 26 - The Show Must Go On - Queen
20/01/2013
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 25 - Jeremy - Pearl Jam
26/12/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 24 - Faget - Korn
27/11/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 23 - The Passion Of Lovers - Bauhaus
12/11/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 22 - Wait and Bleed - Slipknot
30/09/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 21 - The End - The Doors
05/08/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 20 - Time - Pink Floyd
25/06/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 19 - Straighthate - Sepultura
14/06/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 18 - Heart Shaped Box - Nirvana
17/01/2012
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 17 - The Learning - Nevermore
22/12/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 16 - Mr. Crowley - Ozzy Osbourne
18/12/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 15 - Stairway To Heaven - Led Zeppelin
07/11/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 14 - Norra El Norra - Orphaned Land
16/10/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 13 - Holy Wars... The Punishment Due - Megadeth
20/09/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 12 - Down In A Hole - Alice In Chains
14/09/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 11 - Disposable Heroes - Metallica
20/08/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 10 - Supper's Ready - Genesis
20/03/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 9 - Hail And Kill - Manowar
21/02/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 8 - Schism - Tool
19/01/2011
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 7 - American Soldier - Queensryche
27/12/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 6 - Empty Words - Death
17/12/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 5 - Learning To Live - Dream Theater
28/11/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 4 - Mandatory Suicide - Slayer
07/11/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 3 - R.I.P. (Requiescant In Pace) - Banco Del Mutuo Soccorso
24/10/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 2 - Prometheus: The Fallen One - Virgin Steele
10/10/2010
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 1 - Seventh Son Of A Seventh Son - Iron Maiden
09/11/2009
Articolo
CRYPTIC WRITINGS
# 0 - The Rime of The Ancient Mariner - Iron Maiden
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]